{"id":957,"date":"2010-07-06T02:48:04","date_gmt":"2010-07-06T01:48:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fabiotordi.it\/?p=957"},"modified":"2010-07-06T02:48:04","modified_gmt":"2010-07-06T01:48:04","slug":"tacuen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=957","title":{"rendered":"Tacu\u00e9n"},"content":{"rendered":"<p>Seconda puntata tratta dall&#8217;<strong>Agenda Vogherese<\/strong>. la prima la trovate <a href=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/?p=919\">cliccando qui<\/a>.<\/p>\n<p>Voghera venne <strong>illuminata<\/strong> per la prima volta nel <strong>1820 <\/strong>con 28 fanali a olio. I bracci portanti vennero fabbricati a <strong>Volpedo<\/strong> da un Bernardelli su disegno di G.P Salvi e le lampade a Pavia da un certo Tabarino. Consumavano <strong>un&#8217;oncia e mezza<\/strong> d&#8217;olio all&#8217;ora e l&#8217;illuminazione venne appaltata per 3000 lire annue, escluso i mesi d&#8217;estate e i pleniluni degli altri mesi.<\/p>\n<p>Anzich&egrave; esporre <strong>il nome della ditta<\/strong> si usava mettere <strong>un&#8217;insegna<\/strong> che indicasse l&#8217;oggetto del commercio. Quella dei cappellai era un <strong>cappello a cilindro<\/strong> di latta e il dentista Cademartori aveva esposto un enorme <strong>dente di legno<\/strong> dipinto. Le bettole usavano esporre delle <strong>frasche <\/strong>o delle corone di foglie verdi.<\/p>\n<p>La <strong>leva militare<\/strong> o <strong>circoscrizione<\/strong> era i&agrave; in uso nel <strong>1615<\/strong> ed era fatta in citt&agrave; per la sua stessa difesa scegliendo un certo numero di uomini divisi successivamente per squadre. Al loro comando vi erano persone con conoscenze nel campo della milizia con gradi di: <strong>maestro di campo<\/strong>, sergente maggiore, capitano, tenente e alfiere.<\/p>\n<p>Una <strong>grida<\/strong> del 15 marzo <strong>1613<\/strong> del feudatario <strong>Amedeo Dal Pozzo<\/strong>, marchese di Voghera, istituiva una <strong>multa<\/strong> di 50 scudi a chi cacciava senza il uso permesso facendo seguito a quella di <strong>Giovanni Galeazzo Visconti<\/strong> del 1393.<\/p>\n<p>A circa met&agrave; del 1800, comparve il <strong>fustagno<\/strong> per confezionare gli abiti maschili e per le donne un tipo di stoffa di lino e canapa chiamata la &quot;<strong>quadrettina<\/strong>&quot;. Il nome era derivato dal fatto che la stoffa, tranne qualche caso in cui era confezionata <strong>a righe<\/strong>, il disegno predominante erano <strong>quadretti di colore bianco e blu<\/strong> e blu e bianco e nero. A Voghera veniva fabbricata nello <strong>stabilimento tessile<\/strong> di Cristoforo Pedamonti e le operaie venivano chiamate &quot;<em>i qu&acirc;d&acirc;rtin&egrave;er<\/em>&quot;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20100706-piazzameardi.jpg\" alt=\"\" \/><br \/>\n<em>Piazza Meardi con la Birraria Casema (cartolina del 1925)<\/em><\/p>\n<p>La chiesa di <strong>San Giuseppe<\/strong> sorgeva in Piazza Duomo all&#8217;inizio di Via <strong>Santo Stefano<\/strong>, ora via <strong>Cavour<\/strong>, e fu demolita nel 1887. Sul limitare c&#8217;era la famosa <em>preda d<em>&acirc;<\/em>l cump&agrave;s<\/em>, <strong>pietra del compasso<\/strong>. Era una lastra di marmo forata al centro che, come vuole la leggenda, <strong>serv&igrave; a nostro Signore come appoggio del suo compasso per tracciare la circonferenza della Terra<\/strong>. <em>&quot;&Acirc; S<\/em><em>&acirc;n Gi<\/em><em>&uuml;<\/em>s&egrave;p s&#8217;<em>&acirc; scond<\/em><em>&acirc; <\/em><em>&acirc;r scad<\/em><em>&acirc;let&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>&Acirc;r d&igrave; dr<\/em><em>&acirc; r&egrave;ssi<\/em><em>&acirc;<\/em>, il giorno della <strong>sega<\/strong>. Era costume mandare a conoscenti e amici delle <strong>piccole seghe di carta dipinte o dorate<\/strong>. Per un dono importante la sega era d&#8217;oro o d&#8217;argento. I bambini cercavano di <strong>attaccarle agli abiti dei passanti<\/strong>; come succede ai giorni nostri il giorno 1 aprile.<\/p>\n<p>Il 1 aprile 1918 &egrave; <strong>una data storica<\/strong> per lo sviluppo delle ferrovie a Voghera. Dopo un decennio di utilizzo <strong>a scopi militari<\/strong>, l&#8217;<strong>OGR<\/strong> di via Lomellina torna alla sua funzione originaria: la <strong>riparazione di carrozze ferroviarie<\/strong>.<\/p>\n<p>Per avere una piccola nozione sulle <strong>paghe<\/strong> corrisposte in tempi lontani se ne riportano alcune. nel 1521 gli operai mutatori dal Comune a demolire un fortilizio in riva al Po vennero pagati 4 soldi al giorno e i loro garzoni 2. Nel <strong>1390<\/strong> un professore di grammatica guadagnava 10 fiorini d&#8217;oro all&#8217;anno e il direttore delle scuole 20.<\/p>\n<p>Alla <strong>domenica delle palme <\/strong>si andava in chiesa (come si usa ancora oggi) per ricevere la <em>rimuliva<\/em>, il ramo d&#8217;ulivo benedetto che veniva appeso sopra il letto con la candela della madonna Candelora (<em>Seri&ouml;l&acirc;)<\/em> <strong>per evitare il maltempo<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Seconda puntata tratta dall&#8217;Agenda Vogherese. la prima la trovate cliccando qui. Voghera venne illuminata per la prima volta nel 1820 con 28 fanali a olio. I bracci portanti vennero fabbricati a Volpedo da un Bernardelli su disegno di G.P Salvi e le lampade a Pavia da un certo Tabarino. 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