{"id":976,"date":"2010-07-26T10:48:57","date_gmt":"2010-07-26T09:48:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fabiotordi.it\/?p=976"},"modified":"2010-07-26T10:48:57","modified_gmt":"2010-07-26T09:48:57","slug":"la-lola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=976","title":{"rendered":"La Lola"},"content":{"rendered":"<p>A <strong>Valencia <\/strong>si parla ovviamente il <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Castigliano\"><strong>castigliano<\/strong><\/a>, vale a dire lo spagnolo, ma anche il <strong><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Valenziano\">valenciano<\/a>,<\/strong> che altro non &egrave; che una forma di <strong>catalano<\/strong>, come a <strong>Barcellona<\/strong>. Sono molto <strong>campanilisti<\/strong> da queste parti, in tutta la cosiddetta <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Comunit%C3%A0_Valenzana\"><strong>Comunit&agrave; Valenciana<\/strong><\/a> vige una specie di <strong>bilinguismo <\/strong>e alcune scritte sono in <strong>entrambe le lingue<\/strong>. In <strong>Italia <\/strong>succede che se lo fanno in <strong>Alto Adige<\/strong> o in <strong>Val d&rsquo;Aosta<\/strong> &egrave; chiamato bilinguismo ed &egrave; <strong>una cosa bella<\/strong>, se invece lo fanno a <strong>Bergamo <\/strong>lo chiamano <strong>razzismo<\/strong>, ignoranza e viene criticato da tutti. Ma <strong>cos&igrave; va il mondo<\/strong>.<\/p>\n<p>Un&rsquo;altra particolarit&agrave; di Valencia sono <strong>i balconi<\/strong>. Hanno una struttura di<strong> ferro<\/strong>, ma il &ldquo;fondo&rdquo; &egrave; costituito da <strong>piastrelle<\/strong>. Generalmente non ci si fa caso, ma alcuni hanno delle notevoli piastrelle disegnate che si fanno notare (beh per forza, se sono &quot;notevoli&quot;&#8230;) (mi prendo in giro <strong>da solo<\/strong>).<\/p>\n<p>Oggi visitiamo il <strong>mercato coperto<\/strong>. <strong>Mi piace proprio<\/strong> come idea: ci sono tanti banchi di <strong>generi alimentari<\/strong>, dal <strong>pesce<\/strong> alla <strong>frutta<\/strong>, e alcuni di generi <strong>non alimentari<\/strong>. D&agrave; una sensazione di <strong>pulizia<\/strong>, essendo <strong>al chiuso<\/strong>. Inoltre hanno la possibilit&agrave; di tenere aperto con <strong>qualsiasi condizione climatica<\/strong>. Facciamo un giro, <strong>qualche foto di rito<\/strong>, prendiamo qualche <strong>ricordino<\/strong> e poi ci dirigiamo ancora verso <strong>la spiaggia<\/strong>. Stavolta prendiamo <strong>i lettini<\/strong> per <strong>crogiolarci comodamente al sole<\/strong>, a parte <strong>El Tomason<\/strong> che preferisce l&rsquo;<strong>ombra<\/strong>, anzi la <em><strong>sombra<\/strong><\/em>. Oggi ci arrostiamo ben bene, <strong>il sole picchia parecchio<\/strong> e ogni tanto ci tuffiamo in cerca di refrigerio, anche se <strong>l&rsquo;acqua pare brodo<\/strong>. Io non ho <strong>niente da leggere<\/strong> e mi annoio, allora vado <strong>in cerca di un&rsquo;edicola<\/strong>. Mi rendo ancora pi&ugrave; conto che qui <strong>non hanno molto il senso degli affari<\/strong> per quanto riguarda le attivit&agrave; della spiaggia. Oltre al fatto che <strong>i barini sono proprio pochi<\/strong> e non tanto forniti, <strong>non ci sono negozietti<\/strong> vicino al litorale. Ieri LLLorenzo ha dovuto <strong>scarpinare parecchio <\/strong>per trovare una crema protettiva (che poi <strong>&egrave; una delle poche cose che hanno i barini sulla spiaggia<\/strong>), oggi tocca me alla <strong>ricerca insensata <\/strong>di un <strong>Corriere della Sera<\/strong>. Dopo aver scoperto che si dice &ldquo;<strong>diario<\/strong>&rdquo;, mi hanno indirizzato <strong>sempre pi&ugrave; verso l&rsquo;interno<\/strong>, per poi trovare una specie di <strong>cartoleria<\/strong> che aveva solo quotidiani spagnoli e <strong>cruciverba<\/strong>. Per la sola soddisfazione di non aver fatto tanta strada per niente acquisto <strong>un sudoku <\/strong>(identico a quello di Don Fabio Bruneiro). Per pranzo scegliamo una vicina <strong>cervezeria<\/strong> in stile messicano, dove prendo una bella <strong>insalatona<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20070726-valencia1.jpg\" alt=\"\" \/><br \/>\n<em>Il mercato<\/em><\/p>\n<p>A met&agrave; pomeriggio <strong>smettiamo di drogarci di raggi UVA<\/strong> e raggiungiamo la <strong>Plaza de Toros<\/strong> per assistere alla <strong>corrida<\/strong>. &Egrave; una di quelle cose, se sei in Spagna, e specialmente in una citt&agrave; come Valencia, a cui <strong>vale la pena assistere<\/strong>. Lo spettacolo in s&eacute; <strong>&egrave; una gran pirlata<\/strong>, nel senso che &egrave; uno sport (o similare) <strong>veramente assurdo<\/strong>: alcuni uomini <strong>torturano un povero e stupido animale<\/strong>, finch&eacute; arriva il matador e <strong>lo finisce<\/strong>. Lo spettacolo sta tutto nella <strong>teatralit&agrave;<\/strong>. Per la carit&agrave;, si potrebbe obiettare che gli stessi spagnoli hanno appena vinto <strong>la coppa del mondo<\/strong> in uno sport dove <strong>22 uomini in mutande corrono dietro a una palla<\/strong>, ma almeno l&igrave; c&rsquo;&egrave; poco di cruento e non si sa mai come va a finire, qui <strong>il risultato &egrave; scontato<\/strong>. Gli altri spettatori, turisti a parte, <strong>erano di ben altro avviso<\/strong> e <strong>si emozionavano parecchio<\/strong>; probabilmente siamo noi inesperti che non capivamo appieno i gesti. Resta il fatto che <strong>io un bambino non ce lo porterei <\/strong>di certo, pu&ograve; fare una brutta impressione vedere quei molossi punzecchiati sulla nuca che <strong>perdono litri di sangue<\/strong>&#8230; Funziona essenzialmente cos&igrave;: entra il toro, una mezza dozzina di matador di basso livello lo sfiancano facendolo correre qua e la, poi altri matador pi&ugrave; alti in grado iniziano a <strong>piantagli in corpo delle picche<\/strong> infine arriva il fenomeno e lo finisce. Non subito, ci mette un buon venti minuti di saltelli. Gente che ha fegato, indubbiamente, ma il confronto &egrave; chiaramente impari. E poi, onestamente, a veder seccare un animale non mi importa cos&igrave; tanto.<strong> Per&ograve; &egrave; folkloristico<\/strong>.<\/p>\n<p><strong> Il primo matador era a cavallo<\/strong> ed era <strong>parecchio bravo<\/strong>, soprattutto <strong>erano bravi i cavalli<\/strong> che usava. Il terzo era <strong>un tizio giovane<\/strong>, con cappa e spada, con molto fegato e <strong>molto benvoluto dal pubblico<\/strong>. La teatralit&agrave; non mancava, c&rsquo;era pure <strong>la banda<\/strong> che suonava le musichette. Come ho detto, <strong>se non siete di stomaco debole<\/strong> ne vale la pena, anche se lo reputo <strong>uno spettacolo insulso<\/strong> e abbastanza inutile. Lorenzito invece era <strong>totalmente<\/strong> contrario a questa violenza gratuita e ha abbandonato l&rsquo;arena <strong>lamentandosi parecchio<\/strong>, seguito dopo un po&rsquo; da Miguelon che si era un po&rsquo; stufato, mentre io, Miguelin e il Legale siamo rimasti fin dopo le 9 di sera. Al ritorno ne ho approfittato per <strong>scegliere un bel regalino <\/strong><em><strong>por la mi novia<\/strong><\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20070726-valencia2.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p>Dopo una <strong>rinfrescante doccia<\/strong> decidiamo <strong>il luogo della cena<\/strong>. La scelta va su <strong>un ristorante <\/strong>molto fashion: <strong>La Lola<\/strong>, sempre dalle parti della cattedrale, che ci era stato consigliato da amici di amici di amici di amici che abitano da queste parti. L&rsquo;ambiente <strong>&egrave; particolare<\/strong>, strano ma <strong>non stravagante<\/strong>, elegante ma non snob. Abbiamo paura che <strong>le porzioni<\/strong> siano da <strong>nouvelle cuisine<\/strong>, ma siamo smentiti: <strong>il cibo &egrave; buono e abbondante<\/strong>. Il conto <strong>non &egrave; basso<\/strong>, ma <strong>ne vale la pena<\/strong>. Consigliato. Ci chiediamo <strong>chi sia la Lola <\/strong>che da il nome al locale, e abbiamo dei sospetti: <strong>non necessariamente deve essere una donna<\/strong>&#8230;<\/p>\n<p>Dopo cena <strong>ci buttiamo ancora per il calli del centro<\/strong> a fare un po&rsquo; di foto sceme. <strong>All&rsquo;una<\/strong> tentiamo di andare a bere qualcosa sedendoci ai tavolini di un bar, ma <strong>stava chiudendo<\/strong>. Tenete presente che qui l&rsquo;una &egrave; <strong>appena dopo cena<\/strong>. Non possono farci finire di cenare a mezzanotte e poi <strong>chiudere i locali <\/strong>all&rsquo;una! Ci dicono che possiamo stare all&rsquo;interno, ma poi non fanno entrare Micorio <strong>perch&eacute; non &egrave; elegante<\/strong>..pensate che <strong>io avevo su le infradito !!<\/strong> L&rsquo;Avvocato e il Geometra ci abbandonano, noi tre cerchiamo un altro locale e riusciamo almeno a bere qualcosa. Poi <strong>abbandono anch&rsquo;io<\/strong>. Dopo mezz&rsquo;ora arriva il Tomatino e infine Miguel de Valencia. <strong>&Egrave; l&rsquo;ultima notte<\/strong>. Buonanotte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Valencia si parla ovviamente il castigliano, vale a dire lo spagnolo, ma anche il valenciano, che altro non &egrave; che una forma di catalano, come a Barcellona. Sono molto campanilisti da queste parti, in tutta la cosiddetta Comunit&agrave; Valenciana vige una specie di bilinguismo e alcune scritte sono in entrambe le lingue. 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