{"id":980,"date":"2010-08-15T03:52:12","date_gmt":"2010-08-15T02:52:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fabiotordi.it\/?p=980"},"modified":"2010-08-15T03:52:12","modified_gmt":"2010-08-15T02:52:12","slug":"casaforte-di-pregola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=980","title":{"rendered":"Casaforte di Pregola"},"content":{"rendered":"<p>Tratto da &ldquo;<strong>Castelli, Rocche, Case-forti, Torri della provincia di Pavia<\/strong>&rdquo;, volume n&deg; 6 &ldquo;<strong>Oltrep&ograve; seconda parte<\/strong>&rdquo;, a cura di Mario Merlo, Edizioni Selecta 2009 (ma molto probabilmente &egrave; una ristampa di un libro parecchio datato, diciamo almeno una quarantina d&#8217;anni):<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p>Il territorio di <strong>Pregola<\/strong> &egrave; nominato in un <strong>diploma<\/strong> dell&rsquo;imperatore <strong>Ottone I<\/strong> del <strong>29 luglio 972<\/strong>. Nel documento vengono descritti &ndash; secondo valide testimonianze &ndash; per sommi capi i <strong>possedimenti locali del Monastero di Bobbio<\/strong>, con implicita conferma dei medesimi al predetto cenobio. Sembra che <strong>Pregola<\/strong> sia stato <strong>donato<\/strong> al Monastero da <strong>Re Agilulfo<\/strong>, ed &egrave; quindi probabile che <strong>il castello<\/strong> ivi esistito e l&rsquo;intero abitato siano stati fondati da quei monaci in <strong>epoca imprecisabile<\/strong>, ma certo <strong>assai antica<\/strong>.<\/p>\n<p>Per lungo tempo essi ne furono <strong>feudatari<\/strong>, finch&eacute;, il <strong>28 settembre 1164<\/strong>, <strong>Federico<\/strong> non lo devolse, unitamente ad altri luoghi della <strong>Valle Staffora<\/strong>, ai <strong>Malaspina<\/strong>. Quell&rsquo;atto fu poi confermato da <strong>Federico II<\/strong>, nel <strong>1220<\/strong>, <strong>Carlo IV<\/strong>, nel <strong>1355<\/strong>, e <strong>Carlo V<\/strong>, nel <strong>1541<\/strong>. Risulta che nel <strong>1207<\/strong> ci furono vertenze giudiziarie tra gli <strong>abati di Bobbio<\/strong> ed i feudatari imperiali, in ordine a contestazioni relative a <strong>benefici terrieri perduti<\/strong>.<\/p>\n<p>Tralasciando altri passaggi, si arriva a <strong>Corrado<\/strong>, figlio di <strong>Morello Malaspina<\/strong>, che divise nel <strong>1221<\/strong>, con il nipote <strong>Opizzo<\/strong>, i feudi della <strong>Liguria<\/strong>, riservandosi per s&eacute; quello di <strong>Pregola<\/strong>. Egli &egrave; considerato <strong>il capostipite<\/strong> dei Marchesi del luogo. Il feudo si estendeva <strong>verso mezzogiorno<\/strong> e comprendeva molti <strong>torri e castelli<\/strong>, che poi passarono in altre mani. Forse per divergenze familiari, <strong>Pregola fu assediato nel 1570 da un Giovanni Malaspina<\/strong> e figli, in lotta con altri componenti il casato; ma ebbero la peggio, ed uno di essi fu fatto <strong>prigioniero<\/strong>, deportato a Milano ed ivi <strong>decapitato<\/strong>. Il <strong>Marchesato di Pregola<\/strong> fu annesso alla comunit&agrave; di <strong>S. Margherita Staffora<\/strong>.<\/p>\n<p>L&rsquo;antica <strong>rocca<\/strong> era posta alla <strong>sommit&agrave;<\/strong> del <strong>cono roccioso<\/strong> che sovrasta l&rsquo;<strong>attuale paese<\/strong>, gi&agrave; <strong>Comune<\/strong> ed ora <strong>frazione<\/strong> di <strong>Brallo di Pregola<\/strong>. Di essa e del primitivo abitato &ndash; testimoniato nel&nbsp; <strong>1725<\/strong>, in <strong>forbito latino<\/strong>, da un parroco locale citato dal <strong>Goggi<\/strong> &ndash; non rimanevano all&rsquo;inizio del sec. XVIII altro che vestigia plantari e ruderi pi&ugrave; o meno consistenti. Non bisogna dimenticare che la <strong>pieve locale<\/strong>, dedicata a <strong>S. Agata<\/strong> (risarcita interamente in epoca recente), viene fatta risalire al tempo dei <strong>Longobardi<\/strong> e, precisamente, al <strong>secolo VII<\/strong>.<\/p>\n<p>L&rsquo;originario fortilizio <strong>fu distrutto quasi interamente<\/strong>, a quanto sembra, nel <strong>1571<\/strong>. Con i materiali ricavati dalla macerie fu in seguito <strong>eretto un nuovo massiccio casamento<\/strong>, che da allora fu sempre denominato <strong>castello<\/strong>, ma la fama del paese and&ograve; progressivamente <strong>oscurandosi<\/strong>, fino a scomparire dalla <strong>scena politico-sociale della Valle Staffora<\/strong>. <em>(Nota di Fabio: a mio parere Pregola era nella scena politico-sociale della Val Trebbia, pur essendo il paese nella Valle Staffora, tant&#8217;&egrave; che i marchesi di Pregola facevano parte del ramo dello Spino Secco, che dominava in Val Trebbia)<\/em> Dell&rsquo;antica rocca <strong>sono andate perdute<\/strong> anche le ultime vestigia murarie a ridosso del colle su cui sorgeva.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20100815-pregola.jpg\" alt=\"\" \/><br \/>\n<em>Casaforte di Pregola<\/em><\/p>\n<p>Il <strong>castello attuale<\/strong> ha pi&ugrave; aspetto di <strong>residenza patrizia<\/strong> di <strong>campagna<\/strong> che di <strong>casa-forte<\/strong> nel senso tradizionale del termine. Esso risalirebbe alla <strong>fine del Cinquecento<\/strong> o ai primi del <strong>Seicento<\/strong> ed &egrave; di propriet&agrave; Leveratto-Mangini. <em>(Nota di Fabio: da quasi 40 anni &egrave; di propriet&agrave; Tordi, mi sa che questo libro &egrave; vecchiotto.)<\/em> Vi si accede da <strong>nord<\/strong> per portoncino con <strong>arco a tutto sesto<\/strong> e serramento <strong>borchiato<\/strong> a teste di chiodi, oppure da sud, all&rsquo;altezza della <strong>chiesa parrocchiale<\/strong>. La facciata principale &egrave; a capanna e presenta <strong>cinque finestrelle <\/strong>intermediate longitudinalmente da una incrinatura della parete.<\/p>\n<p>Esternamente si nota nell&rsquo;angolo di nord-est un corpo aggettante rinforzato da un <strong>barbacane<\/strong> appena accennato. Sul fianco sinistro si notano in corrispondenza ad un locale rustico una finestra strombata a guisa di <strong>profonda feritoia<\/strong> e, pi&ugrave; innanzi, un&rsquo;apertura difesa da una robusta <strong>inferriata cinquecentesca<\/strong>. Il locale interno era adibito a <strong>prigione<\/strong>. Le pareti sono in <strong>pietra locale<\/strong> a vista, su orditura comune.<\/p>\n<p>Entrando dal <strong>portoncino<\/strong> si &egrave; subito in un vasto atrio contrassegnato da tre <strong>archivolti<\/strong>, uno dei quali gravemente lesionato. <strong>Due diverse scale<\/strong> conducono al piano superiore, suddiviso in locali di diversa capienza, tutti in precario stato di manutenzione. Nella sala maggiore, con soffitto su travature lignee, si vede <strong>un ricco camino <\/strong>sormontato da un <strong>grande stemma <\/strong>dei Marchesi Malaspina di Pregola, inquartato di rosso e d&rsquo;azzurro. Nel I e nel IV campo si vedono <strong>aquile bicipiti in rosso<\/strong> nel II e nel III uno <strong>spino secco afferrato da un leone bianco rampante<\/strong>, coronato d&rsquo;argento, entrambi in azzurro. Lo stemma gentilizio &egrave; sovrastato dalla <strong>corona marchionale a tre punte<\/strong> ed &egrave; avvolto da una ricca decorazione a stucco comprendente figure allegoriche ed ampie volute e caulicoli. L&rsquo;opera &egrave; ascrivibile al <strong>sec. XVII<\/strong>. Il sottostante camino &egrave; in <strong>pietra color lavagna<\/strong> e presenta una leggera modanatura nell&rsquo;architrave con radi dentelli, nonch&eacute; due fascette laterali ed una specie di serraglia centrale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In un&rsquo;ampia <strong>cucina<\/strong> a pianterreno, sita nel corpo ad <strong>ovest<\/strong> come il salone precedente, esiste <strong>un secondo camino rustico<\/strong> a cappa, che ha la particolarit&agrave; di possedere <strong>due fornelli laterali<\/strong>, oltre al focolare propriamente detto. L&rsquo;ala dell&rsquo;edificio volta a levante terminava con una <strong>torricciola<\/strong> la cui parte sommitale sarebbe rovinata alcuni decenni or sono. Il castello <strong>&egrave; felicemente ambientato<\/strong> e conferisce <strong>una certa nobilt&agrave;<\/strong> al piccolo ma <strong>pittoresco<\/strong> paese, che &egrave; ora dominato verso levante dal prestigioso complesso del Centro federale tennistico del CONI, con la sequela dei suoi rossi campi da gioco.<\/p>\n<p><strong>Pregola riveste una certa importanza<\/strong> come archetipo di <strong>antico paese signorile<\/strong> del Pavese montano. Anticamente il suo feudo si estendeva molto <strong>verso mezzogiorno<\/strong> e l&rsquo;abitato ebbe funzioni di guardia e controllo con <strong>diritto di pedaggio<\/strong>, ci&ograve; che rappresent&ograve; una delle <strong>principali fonti patrimoniali<\/strong> per i suoi feudatari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20100815-malaspina.jpg\" alt=\"\" \/><br \/>\n<em>I Marchesi Malaspina<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tratto da &ldquo;Castelli, Rocche, Case-forti, Torri della provincia di Pavia&rdquo;, volume n&deg; 6 &ldquo;Oltrep&ograve; seconda parte&rdquo;, a cura di Mario Merlo, Edizioni Selecta 2009 (ma molto probabilmente &egrave; una ristampa di un libro parecchio datato, diciamo almeno una quarantina d&#8217;anni): &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212; Il territorio di Pregola &egrave; nominato in un diploma dell&rsquo;imperatore Ottone I del 29 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_uag_custom_page_level_css":"","footnotes":""},"categories":[5],"tags":[1173,293,390],"class_list":["post-980","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-brallo","tag-brallo","tag-malaspina","tag-pregola"],"uagb_featured_image_src":{"full":false,"thumbnail":false,"medium":false,"medium_large":false,"large":false,"1536x1536":false,"2048x2048":false,"post-thumbnail":false,"post-image":false,"post-image-cover":false,"tptn_thumbnail":false},"uagb_author_info":{"display_name":"Fabio","author_link":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?author=1"},"uagb_comment_info":0,"uagb_excerpt":"Tratto da &ldquo;Castelli, Rocche, Case-forti, Torri della provincia di Pavia&rdquo;, volume n&deg; 6 &ldquo;Oltrep&ograve; seconda parte&rdquo;, a cura di Mario Merlo, Edizioni Selecta 2009 (ma molto probabilmente &egrave; una ristampa di un libro parecchio datato, diciamo almeno una quarantina d&#8217;anni): &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212; Il territorio di Pregola &egrave; nominato in un diploma dell&rsquo;imperatore Ottone I del 29&hellip;","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/980","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=980"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/980\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=980"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=980"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=980"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}