Sto facendo il turista. Sono qui spaparanzato in St James Park, dove 3 anni fa parlavo ai piccioni in inglese. Non ho voglia di fare nulla, per una volta nella vita non ho voglia di fare niente: neanche girare e vedere Londra. Forse perche’ l’ho gia’ vista, e ora trovo più interessante vedere i londinesi. L’unica citta’ dove non mi stancherei mai di andare è Parigi, anche se so che quando ci tornerò sarò sopraffatto dalla nostalgia e dalla malinconia. Nostalgia di quel sogno effimero del 2004, che ancora vive dentro di me. In quel sogno ero altrove, ero a Parigi, era tutto bello e perfetto. Come ho gia’ scritto un altra volta….
Quasi quasi faccio un pisolo. Ieri ho fatto un po’ di conversazione coi miei compagni di camera: un ragazzo australiano, poco loquace, e una ragazza anch’essa australiana, che si sforza di parlarmi in modo lento e comprensibile.
Dovrei comprarmi una cintura. Stamattina ho gironzolato x il centro di Westminster, ho comprato una sim card inglese che ho messo sull’altro telefono e sono andato in un internet point, dove ho fatto l’abbonamento 5 giorni. Cosi’ ho navigato x un paio d’ore, anche alla ricerca di un appartamento, che non ho trovato. Se constano entro le 100£ a settimana sono fuori, senza neanche la metro a volte.
Sono stato a Piccadilly Circus. In molti incroci di strade frequentate ci sono dei personaggi che tengono in mano dei cartelloni pubblicitari. Che menata.
Ho sentito via sms i miei due soci: domani non possono venire a vedere la partita perchè lavorano. Sono un po’ invidioso…. ma in effetti io non l’ho neanche cercato. Dicono che anche loro faticano a trovare casa. Io vorrei riuscire a trovare una benedetta stanza, cosi’ poi posso cercare lavoro in zona. Londra è veramente immensa. Ogni tanto nelle insegne sbuca qualche parola italiana come "Panini Ciabatta" o "Lambretta"

C’è chi mugugna, chi brontola, chi si lamenta ad alta voce, chi da in escandescenze, come un signore che non ha ancora capito che la cassa con indicato il numero C95 non è operativa e la signora sta facendo altre operazioni. Lui inizia a sbraitare e vuol parlare col direttore. All’una meno 10 minuti apre finalmente una terza cassa e mi accorgo di un fatto singolare: da qualche tempo stanno servendo i numeri della serie H: H26, H27, H28, H29… hey ma il signore con il biglietto H29 è entrato poco fa: ho un terribile sospetto. Vado al distributore automatico di biglietti e premo il tasto per i correntisti: zak esce il numero H30. Dopo un minuti la cassa chiama: "ACCAAATRENTAAAAA". Ovviamente non mi presento (non sono una carogna) e spiego agli altri quello che è successo: finimondo! Tutti iniziano ad urlare e la cassiera spegne il display, dicendo che avrebbe seguito la numerazione a mano.