Luini

Scritto il 18 novembre 2017 nella categoria Altro

Chi non è mai stato da Luini alzi la mano.

Dice il sito che la signora Giuseppina Luini si trasferì a Milano dalla Puglia nel 1949 e rileva un forno in via Santa Radegonda.
E’ a due passi (anzi un passo) da Piazza Duomo, quindi lasciate stare Spizzico, Mc Donald’s e quelle robe lì e fatevi un panzerotto.

I primi tempi la signora faceva pane per alberghi e ristoranti, ma ben presto le specialità della sua terra furono molto apprezzate dai passanti, in special modo, appunto, il panzerotto.
Era molto in linea con lo stile di vita milanese, un fast food ante litteram: prendevi il tuo panzerotto e lo mangiavi mentre tornavi al lavoro o mentre ti dirigevi verso chissà quale importantissima occupazione. Ben presto si decise di lasciar perdere il pane e produrre solo panzerotti.

Il bello di questo posto è che è unico. Esiste solo lì. Non è una catena. E’ speciale. E’ come Annabella a Pavia (che però tra un po’ si sposterà dalla mitica sede in Piazza della Vittoria). Beh…Luini è solo in Santa Radegonda.
Non aspettatevi meraviglie, è un buco, ha un’insegna ormai demodè, ma è sempre imballato di gente, anche se la coda si smaltisce davvero in fretta. Per i golosi c’è anche il panzerotto dolce.

E adesso che siete riuscito ad acchiapparne uno? Vi do un consiglione: quando uscite, andate in direzione opposta al Duomo, fate veramente pochi passi e vi troverete quasi come per magia in Piazza San Fedele: un angolo di (relativa) quiete a uno sputo da Piazza Duomo. Se le panchine sono occupate sedetevi vicino alla statua di Alessandro Manzoni (che in questa piazza morì, addirittura, o meglio inciampò, cadde e riportò un trauma che lo portò a morte alcuni mesi più tardi)

Un giorno vidi passare in questa piazza nientepopodimeno che IL CAPITANO Saverio Zanetti, solo che non feci in tempo neanche a scattare una foto perchè…avevo in mano un panzerotto di Luini !

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Bambi

Scritto il 9 novembre 2017 nella categoria Brallo

Bambi a Feligara con sua sorella Bamba. Bambi è un povero sventurato mentre Bamba, va da se, una drogata.

 

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Vasco Modena Park… dopo!

Scritto il 7 novembre 2017 nella categoria Cronache

Dal diario di bordo: fabio e i suoi amici sono andati a Modena per il megaconcertone da record di Vasco. Ma poi…

Sono le 5:20 e finalmente la protezione civile ha distribuito qualcuna di queste coperte termiche, per il resto io e altre almeno centomila persone abbiamo passato la notte per terra, sui marciapiedi, nei giardini, nei cortili, in mezzo alla strada. La situazione è SCANDALOSA. Dopo il concerto di Vasco Rossi dovevano tornare in treno, così come consigliato assolutamente su tutti i siti, in primis quello del Comune di Modena e quello di Trenitalia. Invece la stazione era bloccata dalle forze dell’ordine, perché non erano pronti ad accogliere questo enorme numero di viaggiatori, ed è tuttora bloccata. Disorganizzazione totale. Nessuno che dava indicazioni, ripetevano solo come dischi rotti "non si può andare in stazione". Non una coperta, non un caffè, niente. Gli alberghi ovviamente tutti pieni e i Taxi non accettano corse fuori città, anche perché i caselli dell’autostrada sono chiusi. La mia bronchite ringrazia, ho un freddo nelle ossa… Le notizie che abbiamo dicono che ci vorranno 10 ore per ripristinare la normalità. Ma perché dicevano di prendere il treno? Perché ho dovuto prenotare i biglietti che sono addirittura nominativi? Per fortuna non ci sono stati scontri violenti. Prima o poi torno a casa…

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Tranvia Voghera-Stradella

Scritto il 6 novembre 2017 nella categoria Altro

Siamo verso la fine del XIX secolo. Anche a Voghera arriva il progresso: si pensa di costruire una tramvia, o come si diceva una volta, il tranvai (dall’inglese tramway). Siamo nel 1882 e già l’anno successivo la Società per le Ferrovie del Ticino inaugura la linea Voghera-Stradella con tram a vapore, a cui si aggiungerà nel 1891 la linea Voghera – Rivanazzano – Salice.

Partiva vicino alla stazione ferroviaria, dove poi sarebbe partita anche la Ferrovia Voghera -Varzi. Percorreva via Milano (ora Via Matteotti) fino a Piazza San Bovo. Lì curvava e percorreva Borgo San Pietro (l’attuale pezzo di Via Emilia che va da Piazza San Bovo a Piazzale Franco Quarleri). Era detto così perché anticamente c’era la Porta San Pietro, che apriva sulla via Romea che portava verso Piacenza. Il borgo che è nato fuori da questa porta era detto, appunto, Borgo San Pietro. 

Una volta superato il ponte sullo Staffora, il tram dapprima attraversava Campoferro e poi saliva verso Calcababbio (l’odierna Lungavilla), per poi andare a Montebello. Quindi il percorso indicato sulla pagina di Wikipedia dedicata alla tranvia: https://it.wikipedia.org/wiki/Tranvia_Voghera-Stradella non mi convince molto.

Le locomotive, prodotte in Germania, sono 3: la "Voghera", la "Broni" e la "Stradella". La velocità è sui 20km/h. Dopo Montebello si va a Casteggio, Fumo, Verzate, Santa Giuletta, Redavalle, Vicomune, Broni, Stradella. Il capolinea è di fronte all’ospedale, ma poi si pensa di fare arrivare i convogli fin davanti all’abitazione di Agostino Deprestis, nato a Bressana Bottarone, ma residente nella città della fisarmonica, che è stato molte volte presidente del Consiglio dei Ministri del Regno d’Italia.

La tramvia viene soppressa nel 1931, dopo 48 anni di attività. Chi se immaginerebbe adesso, di passare in una Piazza San Bovo spoglia degli alberi, sterrata, dove i marmocchi giocano scalzi e con le braghe corte e i gentiluomini portano il tabarro, e vedere i binari che si dirigono verso est?

Ricordo da ragazzino di aver visto in un ristorante vogherese un’antica foto con la didascalia: Voghera, Piazza San Bovo, Tram per Casteggio.


Qui si vedono i binari che arrivano dalla stazione percorrendo via Milano (via Giacomo Matteotti) e poi si dividono (davanti all’attuale pizzeria Bella Napoli): quelli per Salice Terme proseguivano dritti, quelli per Stradella la prendevano larga (passando davanti all’attuale bar Cotton Club, per fare una curva e buttarsi così in Borgo San Pietro (via Emilia direzione est)

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Se non mi trovi

Scritto il 4 novembre 2017 nella categoria Altro

Se non mi trovi subito non scoraggiarti,
Se non mi trovi in un posto cerca in un altro,
Da qualche parte starò fermo ad aspettare te.

 


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Verrà la morte

Scritto il 3 novembre 2017 nella categoria Altro

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi

 

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Living on my own

Scritto il 31 ottobre 2017 nella categoria Brallo,Citazioni,musica

Sometimes I feel I’m gonna break down and cry (so lonely)

Nowhere to go, nothing to do with my time. I get lonely so lonely living on my own. Sometimes I feel I’m always walking too fast. And everything is coming down on me down on me. I go crazy oh so crazy living on my own

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Cucù

Scritto il 30 ottobre 2017 nella categoria Altro

Cucù! Mi sono nascosta…

 


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Il Duomo di Milano

Scritto il 26 ottobre 2017 nella categoria Altro

Il duomo: quante volte ci siamo passati davanti? E’ indubbiamente il centro di Milano.

Una volta era il capolinea di tutte le linee di tram. Da fuori è meraviglioso. Avete mai fatto un giro competo, tutto intorno, osservandone bene tutti i lati? Avete provato a contare tutte le statue, statuette e statuine? E tutte le guglie?

La cattedrale si chiama "Santa Maria Nascente", è scritto davanti, e anche bello grande, ma quanti lo hanno mai notato?
E ci pensate anche a quanto marmo è servito per costruire quest’opera? Non avevano camion, tir o treni, ma solo corsi d’acqua (i Navigli). E niente gru.

Per rispondere alla domanda sulle statue: sono oltre 3000, e se l’esterno è così favoloso, l’interno (più snobbato) non è da meno. Ha una capienza di 40000 mila persone. Si avete letto bene, non quattromila, bensì quarantamila. Come mezzomeazza.
52 enormi colonne sostengono la volta e 39 sono i finestroni decorati.
Ok, la Sagrada Familia è magica e fantascientifica, ma il Dom l’è ‘l Dom.
In ogni caso è inutile ch’io stia qui a spiegarvi i mille particolari, li trovate in qualunque guida.

Il bello è, per una volta, passare davanti senza gaurdarlo di sfuggita, ma ammirandolo bene. Ti senti davvero piccolo davanti alla maestosità di quest’opera. 

Chissà se è stato edificato per il senso del bello, per cercare di guadagnarsi la benevolenza del Signore in questa o nell’altra vita, o veramente in onore alla magnificenza del Signore. Probabilmente per tutte queste tre cose insieme.

Non dimenticatevi però di fare un paio di cose.
La prima: non avete voglia di andare fino in cima al duomo ad osservare la Madonnina? Oppure ritenete che anche lì sarà troppo lontana? Allora recatevi in fondo al Duomo: c’è una copia identica, identicissima a quella lassù in alto. Vi sembra di averla già vista? Ma certo, è quella che era all’Expo.
La seconda: scendete nell’area archeologica. Eh già, perchè in piazza Duomo, prima del Duomo, c’era altro. Le chiese di Santa Tecla, col battistero di San Giovanni alle Fonti, e Santa Maria Maggiore, col battistero di Santo Stefano alle Fonti (qui Sant’Ambrogio battezzo Sant’Agostino). Una scaletta vi porterà sottoterra ad osservarne i resti.

 

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l’amore è contagioso

Scritto il 24 ottobre 2017 nella categoria Altro

L’amore è contagioso, tu ti innamori di una persona e lei si innamora di qualcun altro.

 
 

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Davvero – Bob Loser

Scritto il 24 ottobre 2017 nella categoria musica

"Davvero" la nuova microclip di Bob Loser

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Gorbaciov e Reagan

Scritto il 22 ottobre 2017 nella categoria viaggi

Signor Gorbaciov, se lei cerca la pace, se cerca prosperità per l’unione Sovietica e l’Europa dell’est, signor Gorbaciov venga a questa porta, apra questa porta e abbatta questo muro.

(Ronald Reagan)

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Le rocce di Gerry

Scritto il 21 ottobre 2017 nella categoria Brallo

Vi ho già parlato di Gerry.

Qui: "Gerry Napoli"
Qui: "Gerry contro tutti"
Qui: "La scogliera di Gerry"

In questi anni ha proseguito la sua attività di artista, anche a Pregola.
Ecco alcune sue incisioni sulla montagna composta dalla tipiche rocce nere.

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Eins zwei Polizei

Scritto il 20 ottobre 2017 nella categoria viaggi

Eins zwei Polizei 
drei vier Grenadier 
fünf sechs alte Gags 
sieben acht gute Nacht

 

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Gucci Ghost

Scritto il 19 ottobre 2017 nella categoria Altro

Avete mai sentito parlare di Gucci Ghost? E’ un po’ come la favola dei "falsi d’autore": copie di quadri disegnati talmente bene da gente talmente brava che acquisiscono importanza quasi pari all’originale.

Trevor ‘Trouble’ Andrew è un canadese appassionato di skateboard, e poi di snowboard. Talmente appassionato che diventa professionista e finisce alle olimpiadi come snowboarder. Non gli piace l’abbigliamento "classico" e allora se lo reinventa, indossando i jeans sopra alla tuta. Dopo un infortunio si dedica appieno alla moda, si trasferisce prima a Philadelphia e infine a New York. fa cose strane, tipo girare in skate con indosso un lenzuolo. Un fotografo lo nota e finisce su alcune copertine. Coi primi soldi si compra un orologio Gucci. Rimane impressionato dal marchio, tanto che anni dopo inizia a fare graffiti col simbolo della doppia G. La cosa piace talmente tanto che si mette a produrre oggetti, e capi di abbigliamento, col "suo" logo, la doppia G rovesciata, spesso stilizzata sopra ad un fantasmino. Da qui nasce "Gucci Ghost". La cosa non passa inosservata alla casa di moda Gucci e al suo direttore creativo, Alessandro Michele, che vuole conoscerlo e gli propone una collaborazione

E così Gucci esce con una linea, "Gucci Ghost" appunto, disegnata da Trouble Andrew. Il fake è diventato real. Il clone è diventato l’originale. Il tarocco che diventa vero. Pazzesco, ma non troppo. D’altronde nella cultura orientale la copia ha un significato di rispetto e di riverenza verso l’originale, e più che plagio, il lavoro di Travor è sempre stato quello di una citazione del suo marchio preferito. L’intelligenza di Gucci è stata quella di cavalcare l’onda, di far buon viso a cattivo gioco e di riuscire a sfruttare questa pubblicità, dimostrandosi allo stesso tempo "benevola", moderna, e con buon fiuto degli affari, nonchè sempre terribilmente avanti nella moda, benchè la griffe abbia quasi 100 anni.

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