(raccolta molto sparsa di pensieri)

fabiotordi

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Tutto quello che non rientra nelle altre categorie

Io, atipicamente down

Ho letto questo libro: “Io, atipicamente Down“, di Davide Rossanese.

Una mente veloce dentro a un corpo lento, come dice lui. Davide ha dovuto convivere per oltre 15 anni con un corpo che non rispondeva ai suoi comandi e ai suoi pensieri e quindi non poteva interagire col prossimo.

Ha dovuto mandare giù dei bocconi molto amari, perchè avendo sindrome di Down, una giusta dose di autismo e come ciliegina sulla torta è pure muto, la gente scambiava molto spesso la sua condizione come disabilità mentale e lo trattavano come fosse un completo demente.

A 15 anni, grazie a una tecnologia che gli permette di comunicare tramite computer (e grazie a chi lo ha seguito e supportato) ha scoperto un modo di comunicare (cosa che il suo corpo non gli aveva mai permesso di fare), ha scoperto una nuova spiritualità e attuato un percorso cattolico, fino a raggiungere altri importanti traguardi: esse padrino di un bimbo e scrivere un libro (questo)

A dimostrazione che, davvero, niente è impossibile.

Anello di Caldirola

Un bel giro: Caldirola – Stalle – mt Giarolo – mt Gropà – mt Panà – Rifugio Orsi – La Gioia – Caldirola.

Il Cubo

Sei colori e sei facce, per un totale di ventiquattro cubetti sgargianti che formano il famoso Cubo di Rubik.

Scivola nelle mani di Fabio che, con l’abilità di un prestigiatore muove i singoli pezzi con le dita, trasformando quei mosaici tridimensionali in disegni geometrici complicati, ma ordinati.

Un movimento ipnotico, seducente. Rimango affascinato da quel caleidoscopico oggetto. Sembra vivo, si scompone e ricompone come fosse fluido.

Fabio mi parla continuando a muoversi, ma io non lo ascolto. Sono rapito nel magico mondo dei colori.

Gelindo

Ebbene sì, lo ammetto, non avevo mai visto questo spettacolo, il classicone del natale Vogherese creato da Beppe Buzzi. Siamo stati il 5 gennaio a Teatro dei Padri Barnabiti ed è stato davvero eccezionale.

Simpatico, divertente, moderno. Gli attori poi bravissimi, in primis Gelindo, ma poi anche il garzone, Alinda, Maffeo e tutti gli altri. Che dire: per quel che valgono, i miei complimenti!

Perdono

Oggi sono venuto a contatto con la parola “perdono” e ci si chiedeva se c’erano delle ferite aperte, delle persone da perdonare (o anche perdonare se stessi).

Ci ho riflettuto e in effetti ho ancora una ferita aperta e… no, non riesco ancora a perdonare.

Perché gli ultimi anni sono stati bellissimi: ho trovato prima Valentina e poi Leo ha trovato noi, abbiamo fatto tante cose e ci siamo sposati. E in tutto questo non riesco a perdonare chi, proprio in quei bellissimi momenti, ha infangato la mia, la nostra vita, col suo sozzume.

Per spregio, per diletto, per noia, per follia (congenita e/o indotta), per egocentrismo, per cattiveria o forse per tutte queste cose insieme.

No, la sua merda alla fine è scivolata via nella fogna, ma io ad oggi non riesco ancora a perdonare.

Il piccolo lord

Ho letto questo libro: IL PICCOLO LORD, di Frances Hodgson Burnett.

Una bella favola, dal classico lieto fine, piena di buoni sentimenti. È bello ogni tanto tuffarsi anche in queste avventure fanciullesche e trovo anche simpatico, vista l’edizione un po’ âgé in mio possesso, leggere in una lingua diversa da quella in uso attualmente, ricordando anche che l’autrice l’ha scritto oltre cento anni fa.

Lo consiglierò a Leo quando sarà un po’ più grande.

Pagare meno tasse si può

Ho letto questo libro di Gianluca Massini Rosati, “PAGARE MENO TASSE SI PUÒ”. L’ho trovato meno banale di quello che mi aspettavo, vale a dire credevo che spiegasse dei “trucchetti” borderline per detrarre qualcosa dalle tasse.

Invece introduce una sua logica sul come fare (o non fare) le cose, strutturate durante l’anno, quindi a monte del momento in cui si calcolano le tasse da pagare. Sistemi che ovviamente lui ti invita poi a praticare col suo team di esperti nella cosiddetta “escapologia fiscale”.

Così, a naso, credo però che sia interessante applicarlo nel caso in cui si abbia un’azienda di un certo livello, vale a dire con un certo numero di dipendenti e/o con un certo fatturato, non credo valga l’onere per un semplice negozio di vicinato.

Certo, la mentalità del libro è corretta: sei tenuto a pagare il giusto e non di più, come vorrebbero in molti, per “essere a posto”

Castello della Pietra

Sono stato al CASTELLO 🏰 DELLA PIETRA di Vobbia.

Ecco com’è andata!

Guardate anche questo video realizzato col drone (non da me) https://www.youtube.com/watch?v=hGEw_MEFWAU

Teatro Valentino Garavani

Prima serata musicale al Teatro Valentino Garavani di Voghera. Tutto molto bello: la musica, lo spettacolo, il teatro, Voghera che ha ritrovato una parte importante.
Grazie a tutti quelli che hanno permesso la realizzazione di tutto ciò.
E poi la splendida compagnia di mia moglie Valentina con cui festeggio i (quasi) sei anni da quando andammo a teatro insieme la prima volta.
Evviva!

Il tempio della fraternità

Ho letto questo libro, Il Tempio della Fraternità, scritto da Don Adamo Accosa, ideatore e realizzatore di questo tempio a Cella di Varzi (ex Cella di Bobbio)

Il don racconta la sua storia e di quando è arrivato in paese e di quando la comunità ha dovuto abbandonare la vecchia chiesa, per pericolo di crollo.

A questo punto il tenace e visionario prete ha un’ illuminazione: costruire un tempio che raccolga cimeli di guerra di ogni parte del mondo per poter così portare un messaggio di pace.

Inizia una lunga storia, piena di aneddoti, che porta quel prete di montagna a impegnarsi in ogni modo e in ogni dove per questo suo sogno, che a poco a poco diventa realtà.

Gli aneddoti poi continuano durante la descrizione delle decine, se non centinaia, di cimeli di ogni genere che compongono il Tempio, un posto che non gode a mio parere l’importanza che meriterebbe. 

Duomo di Pavia di legno

Il gigantesco manufatto che riproduce in scala la Cattedrale di Pavia, è realizzato in legni vari (prevalentemente cipresso, frassino, rovere, noce), costituito da circa 500 elementi, di diverse misure, connessi ad incastro. A croce latina con terminazione absidale, compresa tra due sacrestie. E’ sormontato dall’imponente cupola su tamburo, conclusa da un lanternino apicale. Oculi, volute, contrafforti, gallerie, timpani, pinnacoli, pilastri polistili, lesene completano il raffinato modello che risulta sapientemente rifinito in ogni dettaglio e particolare decorativo (salvo che nelle ultime 4 campate attigue alla facciata).

Passo De Brauil

Dopo CERVINIA anche BRALLO cambia nome in seguito ad un editto napoleonico

W la…

Qualcosa non mi è chiaro…

Brallo di Pregola

Ho letto questo libro di Alessandro Disperati dal titolo inequivocabile: BRALLO DI PREGOLA.

È la versione, aggiornata, di un volumetto uscito credo una ventina di anni fa (ne ho delle copie nel mie librerie). Alessandro è senza dubbio un amante della montagna, in generale, e in particolare della nostra montagna oltrepadana di cui ha scritto innumerevoli articoli, tanti libri e che ha vissuto in modo pieno, non da turista ma da figlio di questa terra.

Il suo amore per queste montagne lo si deduce anche da tutti quei libri, appunto, che ha dedicato all’Oltrepò e alla Valle Staffora in particolare, tra cui questa sua ultima fatica dedicata al comune di Brallo di Pregola.

Trovate tante belle foto, tanti racconti, descrizioni e curiosità. Un “must have

Anello di Pietra Corva

Seguendo le indicazioni del blog di Cristiano, mi sono avventurato in direzione Giardino Botanico di Pietra Corva.
Un altro bellissimo giro sulle nostre montagne.

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