(raccolta molto sparsa di pensieri)

Mese: Agosto 2019 Page 1 of 2

Le sette lettere

Questo è il secondo romanzo dell’amico Valerio Gasio. Adesso dirò le cose che mi sono piaciute e quelle meno.

Cose che mi sono piaciute:

  • Valerio si è documentato su (e ha vissuto in prima persona) la Voghera degli anni ’70 e pertanto è un simpatico amarcord di sensazioni, luoghi, personaggi, di oltre 40 anni fa.
  • Il libro si legge bene, scorrevole. La storia è adeguatamente strutturata, c’è la giusta suspence e le giuste dosi di dico-non-dico. Gradevole anche l’uso dei flashback nel 1928.
  • Per essere comunque l’opera di un non professionista è notevole.

Cose che non mi sono piaciute:

  • Anche se Valerio non fa questo di lavoro, il suo è il secondo romanzo, quindi se per il primo lavoro alcuni errori gli vanno ampiamente perdonati, adesso dovrebbe fare un salto di qualità.
  • Ad esempio: troppi errori di battitura. Troppi. Ce ne sta uno a libro. Due. Ma almeno uno a capitolo no, sono troppi. Valerio: fallo rileggere ben bene a qualcuno oppure affidati ad un editor.
  • Alcune volte ho notato delle discrepanze anche nel racconto stesso. Stefano (che poi è il protagonista, “cucito” su Valerio stesso) ama vedere in tv i duelli tennistici Borg – McEnroe, ma il primo incontro tra i due avverrà solo nel 1978, mentre il racconto è ambientato nel 1975. Poi c’è una cosa che non mi quadra: il libro parla di lettere scritte nel 1928, e Francesco dice che quell’epoca era un bambino. Secondo una comune definizione di “bambino”, potrebbe aver avuto al massimo 12 anni. Quindi 12+47 (dal 1928 al 1975) fa 59 anni. E nel libro è descritto come un vecchietto che fa fatica a fare tutto. A meno che non abbiamo avuto malattie, a 59 anni non può essere così messo male.
  • Infine i dialoghi: troppo “finti” e descrittivi. Molto spesso Valerio utilizza i dialoghi per descrivere la situazione o i pensieri, che invece andrebbero fatti intuire o spiegati al lettore in altro modo. Mi spiego meglio con un esempio, aprendo il libro a caso. Pagina 41, quando l’anziano Francesco si accorge di Stefano nella sua stanza , si gira e lo spaventa, poi dice: “Non volevo spaventarti, scusa. E’ che non ricevo mai visite e quando succede mi accorgo subito se c’è qualcuno. Sei un ragazzo molto giovane, non mi sembra di conoscerti“. La trovo un’esclamazione abbastanza artefatta.

La strada per la felicità

La strada per la felicità? È come una scala: occorre fare un gradino alla volta. E quindi ogni giorno sarà sempre più bello.

Cagliostro 3

Sguardi spiritati

16 al superenalotto

Avere te è come fare 16 al superenalotto! 

Oggi o domani?

Non concentrarti su quello che farai oggi, ma su quello che puoi essere domani

Siro del Brallo – 31 – Ciappe

“Ciappe”. Lo sapete cosa sono? No, non è quello che pensate voi, dalle nostre parti ciappe sta a indicare… cosa? Ce lo spiega Siro, e ci spiega che lui le ha anche… vendute!

Bambina che corre sul balcone

Quella sopra è “Bambina che corre sul balcone” che Giacomo Balla realizzò nel 1912 per rappresentare il movimento organico nell’ambito della ricerca futurista. Quella sotto è un’opera del 2019 di Fabio Tordi dal titolo “The cat is on the bed” che rappresenta la vivacità felina e la capacità del gatto Cagliostro di avere una duplice natura, come le particelle elettromagnetiche, e quindi di esser presente contemporaneamente in più luoghi.

I cowboy non mollano

Questa storia è una storia di uomini del west, di ciarlatani e imbonitori in giro a vendere pozioni miracolose che curano ogni disturbo e malattia, dalla caduta dei capelli al crollo dell’economia.
Questa città sarà ancora un posto bellissimo, pieno di ragazze profumate che ballano fino all’alba regalando gioia di vivere. Le guarderai sorridere, perché sai che i cowboy non mollano: se gli spari poi si rialzano. Il destino può rallentarli però i cowboy non mollano.

Cagliostro 2

‘zzo vuoi, umano?

Per te

Ma le canzoni son come i fiori: nascon da sole e sono come i sogni. E a noi non resta che scriverle in fretta perché poi svaniscono e non si ricordano più…

Anello del Monte Lesima

Una realizzazione di Giuseppe Gualdana

Il cacciatore

Questo libro di Clive Cussler, del 2007, riporta agli stati uniti occidentali dell’inizio del secolo scorso, oltre 100 anni fa. E’ un “west” che non è più il “vecchio west”, ma non è certo già la Silicon Valley. Un libro che mi ha tenuto incollato alle pagine perchè scritto come piace a me: capitoli brevi, storia incalzante, colpi di scena, intuizioni, che ti fanno sempre venire voglia di leggere la pagina successiva.

Ci sono delle rapine in banca, dove tutti i testimoni vengono sempre uccisi. Chi è il famigerato Macellaio? Toccherà a un detective pieno di risorse (anche economiche) scoprirlo.

Quizzone

Qualche tempo fa ci fu un convegno di falsari in un albergo di Positano. Per primo arrivò un falsario di Cuneo che parcheggiò la sua auto nuova fiammante targata (CU) ed entrò nell’albergo. Poi arrivò un falsario di Aulla con la sua auto malandata targata (AU) che parcheggiò accanto all’auto del tizio di Cuneo ed entrò anche lui nell’albergo. Quindi arrivò un falsario di Piazza Armerina che parcheggiò la sua auto che profumava di mandorle e pistacchi accanto alle due auto di prima. Che sigla di provincia aveva questa terza auto?

Inchiostro

Sono nero come l’inchiostro.
Il mio nome è Cagliostro.

Dipingi !

Alcune persone vogliono rendere il mondo un posto migliore. Io voglio solo rendere il mondo un posto più bello. Se non ti piace, puoi dipingerci sopra! 
(Bansky)

[Some people want to make the world a better place. I just wanna make the world a better-looking place. If you don’t like it, you can paint over it!]

 

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