(raccolta molto sparsa di pensieri)

fabiotordi

Month: July 2006 Page 1 of 5

Lunedi 31 luglio 2006 ore 23:00

Ultimo giorno di luglio.
Stamattina Mr. Bain non ha fatto il miracolo. Però ha un sistema più giusto: ti fa andare alle 8, ma se entro le 10 e mezza circa non ti ha trovato lavoro, manda tutti a casa e si scrive i numeri di telefono, così nel caso ti chiama.

Dopo sono andato…. indovinate dove? Ecco, da Anna. Ormai ci ho messo le radici. Mi ha trovato un appuntamento, così mi è saltata l’iscrizione alla Callan.
Ristorante italiano a West Hampsted, qui vicino (mezz’ora). Cercavano un aiuto in cucina, che sapesse perlomeno tagliare una cipolla. Eccomi. Come al solito mi facevo i miei filmini. Si lavora solo alla sera, dalle 6. Bene, ho tutto il giorno libero. E poi è abbastanza vicino. La zona è tranquilla, il posto è piccolo, così non c’è casino. I proprietari due ragazzi italiani di Caserta, avranno la mia età o forse meno. Benissimo.
Invece subito doccia fredda, cercano uno con esperienza. Mi hanno fatto provare lo stesso, non facendomi fare in realtà nulla di quello che dicevano: ho grattugiato formaggio e lavato pentole. E poi mi hanno fatto andare. Perlomeno stavolta ho cenato gratis e non mi hanno preso per il culo più di tanto, solo 3 ore.

Un saluto a Davide, che è a Brallo da solo e non gli passa.
Un saluto al maestro (anzi Teacher) Michele, che mi ha assegnato tanti punti per il blog e un saluto a Eva che dice di aver trovato la donna della mia vita.

Domenica 30 luglio 2006 ore 17:17

Hilghbury Park…un nome simile, a sbevazzarmi una lattona di Budweiser. Ma come faranno… bere birra in lattina al parco mi da proprio dell’ubriacone, ma qui è normale. E poi gira la leggenda che non si potrebbe bere x strada. Non so se è vero o no, cartelli non ce ne sono.

Brixton non mi è sembrato un quartieraccio, anzi è pieno di negozi (il mercatino non l’ho visto). La particolarità che ho notato è che è un quartiere a maggioranza negra. Occhio, se uso il termine "negro" e non "nero" o "di colore" è perchè io amo chiamare le cose col loro nome, senza vergogna e senza che gli altri debbano vergognarsene. Mi spiego meglio: per me "negro" non è x niente un insulto, è una parola. Se poi, per paura di parlare chiaro, hanno inventato il termine "di colore" non è affar mio, anzi penso che così facendo sì che si discrimina. Spesso il politically correct serve solo a nascondere un cinismo perbenista camuffato da "volemosebbene". Quanto odio queste falsità. Scusatemi non volevo finire in questo discorso ma non riesco a non dirlo: lo sapete chi sono gli inventori di questo? La sinistra (ecco: l’ho detto), che pensa di essere la paladina assoluta della solidarietà e dell’uguaglianza sociale, poi si vergogna (vergogna) di chiamare cieco un cieco e allora lo chiama "non vedente". Questo sì che è ghettizzare, cara la mia sinistra. Aprite gli occhi voi che credete alle favole che vi propinano, oppure teneteli chiusi perchè è più bello così, ma con la coscienza di sapere che sono favole. Ok, basta con questo.

Brixton, dicevo, è un po’ terrone, in quanto passano i giovanotti atteggiandosi a rapper di L.A. e le macchine hanno i vetri giù e la radio a manetta. Tutto qui (insomma, sarebbe il mio posto).
Poi ho cambiato completamente zona e me ne sono venuto a Angel. Qui ho trovato una zona carina, chiamata Camden Passage (a Londra, forse l’ho già detto, hanno zero fantasia nel dare i nomi, li ripetono sempre. Questo Camden non c’entra nulla con Camden Town, anche se non è lontanissimo) dove in altri giorni c’è un mercatino di antiquariato.

Domenica 30 luglio 2006 ore 15:12

Stamattina un bel girellone nei due parchi vicino a casa. Poi un bel pranzo e infine ho accompagnato Rita alla stazione Victoria, dove poco fa ha preso il coach x l’aeroporto.

A me sembra normale, perchè ci vivo assieme, ma a pensarci bene quante donne di 77 anni suonati riuscirebbero ad arrivare qui dall’Italia da sole? Viaggio aereo (check-in, controllo bagagli, imbarco) e viaggio in corriera fino a qui. In aereo ha già viaggiato (con me, a Bruxelles e a Budapest), ma da soli è un’altra cosa.

Oggi Gianluca, che non lavora, ha preparato la pasta x la pizza che farà stasera. Sophie, la cinese, era estasiata dal fatto di avere un cuoco in casa e gli ha chiesto se prima o poi le fa una pasta italiana che ha mangiato una volta e che non riesce più a trovare in nessun ristorante: gnocchi.

Ora me ne sto andando a Brixton, x vedere questo famigerato quartiere e, se c’è, il suo mercatino.

Sabato 29 luglio 2006 ore 23:45

Houses of Parliament, London Eye, Passeggiata sul Bankside, Tate Modern, Blackfirars, Millennium footbridge, St Paul’s. Poi in metro e il DLR nelle Docklands fino al parco di Greenwich.Tutti posti già visti e descritti.
Al ritorno tutto in bus, così da vedere i negozi del centro.

Certo che se ci penso è strano stare qui. Però mi sembra quasi normale. Pensa in futuro, potrò dire di aver fatto due mesi a Londra, non è da tutti. Da vecchio (se ci arrivo) potrò raccontare di quando ero un barista sulle barcone del Tamigi (e tutti: si nonno, ce l’ha raccontato 1000 volte, basta!)

Mentre in Italia si dipana questa estate. Che si farà a Brallo? Nei prossimi 20 giorni ci sarà il clou dell’estate. E al Malaspina? Dove ho passato 6 delle ultime 7 stagioni estive. Si faranno ancora le 6 del mattino osservando le stelle cadenti? Oppure mangiando un panino, chi un’altra birra, chi un’ultima sigaretta. Brindo da qui, con la mia Bud in mano.

E ci sarà chi si diverte, chi si conosce, chi litiga, chi si ama, chi si ubriaca… E i ragazzi del centro tennis? E i mister e gli amici del Milan? E tutti gli amici e le amiche? Chissà.
Chissà se è bello, spero di si.
E spero che ci sia sempre qualcuno, quando il bar chiude, con le luci spente, che si fermi su una seggiola, ascoltando il silenzio ed osservando il buio. Che buio non è perchè ci son sempre le stelle.

L’anno prossimo, chissà, magari ci sarò pure io.

Sabato 29 luglio 2006 ore 11:48

Stamattina, appunto, turismo. Covent Garden, Leicester Square, Chinatown, Piccadilly Circus, Regent Street, St James Park, Buckingham Palace, Westminster Abbey.
Tra l’altro in giro c’è pieno di turisti.

Il Corriere dice che Di Pietro è contro l’amnistia. Giusto. Ributtiamoli a mare, altro che liberi. Poi quando succedono le disgrazie tutti a piangere.
Spero che gli stranieri xlomeno li ricaccino al loro paese. Se io dovessi compiere un reato qua prima mi menano, poi mi schiaffano dentro. Se la cosa non è molto grave ti mettono sul primo aereo e… a casa! Se ti comporti bene sei il benvenuto, altrimenti via.
Eccheccazzo: abbiamo già tanti criminali nostrani, dobbiamo anche importarli?

Venerdi 28 luglio 2006 ore 23:30

Sono a pezzi, ma come succede quando sei troppo attivo, non ho sonno, ho suxato quel periodo.

Stamattina, seguendo le indicazioni di mister Bain, mi sono recato all’appuntamento x il lavoro: era sul barcone "Millenium of Peace" che gironzola sul Tamigi carico di turisti, da Greenwich a Westminster.

Che bel lavoro, perdinci. Per prima cosa è interessante perchè giri sul fiume. Poi hai poche cose da servire: coca, diet coke, acqua, caffè (uno schifo: nescafè + acqua calda), tè, patatine, Kit-kat, Mars e poco altro. Pensate che le lattine vengono vendute a £1, il caffè (?) a £1,25 e l’acqua £1,50 !!

Seconda cosa: non c’è casino, perchè la gente sale x fare un giro, stare di sopra e vedere la città. Pochi venivano giù al bar. Inoltre la maggioranza era di stranieri, pertanto parlano chiaro x farsi capire.

Ci sono due bar, l’altro è x gli alcolici (birra, vino e liquori). La tipa dell’altro bar (che è quella che comanda, simpaticissima) e la tipa del mio bar non hanno fatto quasi nulla. Erano sempre sedute con tramezzini, dolcetti, cocacola… bella vita.

Dopo 5 minuti ero padrone del bar, cassa compresa. Inoltre quando ho detto che sarei dovuto andare via prima: nessun problema, mi hanno sbarcato alle 4 alla London Tower, ma sul foglio ha scritto che ho lavorato fino alle 7. Mitica.

Un salto a casa, una spesa alla Tesco con mamma Rita, un cambio di camicia (da bianca a nera) e sono andato al ristorante Strada, vicino a Regent Street. Dalle 5 e mezza alle 10 e mezza.
Bello, carino, bella esperienza, non incasinato come Fiori in Leicester, un lavoro che mi dava buone sensazioni. Invece non mi hanno preso, dicendo che il mio inglese non va bene e che non so fare il lavoro bene. Sull’inglese le ho dato ragione (alla manager, donna, razza africana, età stimata circa la mia, bella gnocca), sul lavoro no. Infatti faccio notare che gli unici stronzi che hanno lasciato la mancia ai baristi sono stati due italiani che ho servito io e quando sono andato a salutare i miei due colleghi baristi, c’era un francese, che ho servito io, che se ne stava andando e mi fa: X essere il primo giorno sei in gamba, vedrai che migliorerai. Tiè!

Domani ferie. Domenica anche.
Lunedi vedremo.

Giovedi 27 luglio 2006 ore 20:53

E per la serie: Carramba che sorpesa! dalla lontana Italia mia mamma Rita è quiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!

Stamattina, dopo due ore e mezzo il signor Bain mi ha trovato un lavoretto x domani. Non contento, me ne sono andato fino a Finsbury Park (Bain è in Notting Hill Gate, chi conosce Londra può capire la distanza) dalla cara Anna a passare oltre 2 ore in compagnia. Ormai sono affezionato (o forse assuefatto??)

Dopo l’una sono andato a Victoria Station a recuperare la mamma, in arrivo da Stansted. Siamo andati a casa, abbiamo fatto un giro fin da Carmelo in Pembridge Road a bere un caffè. Volevamo andare al parco ma iniziava a piovere.

Per telefono ho sentito Sabrina, che mi ha passato la Nico.

Ve lo ricordate il giornale milanese "La Notte", che usciva al pomeriggio? Qui c’è ancora, si chiama "Evening Standard" ed esce dopo mezzogiorno.

Un’altra cosa che ho notato è la bassa % di anziani. Se ne vedono pochi rispetto all’Italia, specialmente sui mezzi e in centro.

Giovedi 27 luglio 2006 ore 8:40

Per prima cosa: tante felicitazioni e auguroni a Nicoletta e Roberto che oggi si sposano: evvivaaaa!!!

Sono alla Bain, ho compilato il super questionario e sono in attesa. Mmmmmmm, sembra una sensazione già vista. Però perlomeno qui non paghi l’iscrizione e l’attesa dura fino alle 11. Se il lavoro arriva bene, altrimenti a casa! Di italiani neanche l’ombra in questo scantinato. Certo che da Anna ho trovato proprio dei tipi strani. Ieri il tipo di Cecina che gestiva un pub e adesso è qui da 5 mesi in ostello. Ma come fai???

Ieri leggevo le nuove sentenze sul calcio. L’Italia non si smentisce mai, è il posto dove i furbi vincono sempre. Non lamentiamoci se poi qui all’estero siamo visti così male. Un ragazzo mi raccontava che quando hanno letto sul suo curriculum che era italiano glielo hanno ridato indietro. Con questi sconti di fine stagione hanno accontentato un po’ tutti ed è finita come sempre a tarallucci e vino. Che delusione. E che teatralità, prima lo spauracchio di pene severe, poi una sentenza con pene meno severe e infine una semi amnistia x tutti. Hanno perso credibilità.

Qui il gioco del golf è molto seguito. nei giorni scorsi c’era un importante torneo e la quasi totalità delle pagine sportive era dedicata a questo sport. Un po’ quello che succede da noi x il calcio. Sulla BBC2 addirittura lo facevano vedere in prima serata.

Mercoledi 26 luglio 2006 ore 18:30

Stamattina mi chiama Filippo  dicendo che l’agenzia li paga giovedi prossimo, quindi mi ha chiesto se posso andare io a ritirarli. Domattina passo, così mi presento (ovviamente ha i miei dati) e gli chiedo anche x lavoro.

Oggi nulla come al solito. Mi sa che ho buttato 50 pound, ma soprattutto 2 settimane. Eppure vi giuro che anche oggi un po’ di lavori sono andati. Ma vedi qual è il problema? O sanno fare BENE il loro lavoro (barista, cameriere, per non parlare di pizzaiolo o cuoco) oppure parlano bene inglese oppure accettano lavoracci sottopagati. Oggi un gruppo di napoletani li ha mandati a distribuire panini in bicicletta a 5P all’ora, 3 ore al giorno, 5 days @ week. Sono 3 x 5 x 5 = 75 P a settimana, io ne pago 95 solo x la stanza.
Appena vedo Linda le chiedo cosa succede se me ne vado via prima, e mi cerco un altro posto.

Dopo l’ufficio sono andato a vedermi il nuovo stadio dell’Arsenal. Bello, moderno. Pensa se l’Inter ne avesse uno così. La megascritta in cemento INTER, il superlogo sulla fiancata con la scritta Football Club Internazionale Milano 1908 e poi la scritta "PIRELLI STADIUM"

Adesso me ne vado in giardino a navigare in internet, aggiornare il blog, leggere le email e telefonare con Skype. Grazie ai preziosi consigli di Christian sono riuscito a farlo funzionare anche dal mio PC

Mercoledi 26 luglio 2006 ore 10:20

Rimbalzati anche a Londra, e vai! Ieri sera sono uscito col trio, per salutarli visto che domani se ne vanno. Dopo una sosta al Burger King dove loro si sono sfamati, era già troppo tardi x una birra. Allora siamo andati allo "Sport". Dopo mezz’ora di coda non ci hanno fatto entrare perchè non siamo studenti inglesi. A Soho ci han dato i biglietti x un locale gay. X farci due risate volevamo andare, ma anche li non ci hanno fatto entrare perchè "si vede che non siete gay". Beh, per fortuna. Alla fine siamo andati al Cheers in Regent Street, ma anche li rimbalzati perchè non eravamo accompagnati da tipe.
Sono riuscito a tornare alle 2 facendo un cazzo.

E così rimango "da solo". Mi spiace che se ne vadano. Beh la loro esperienza l’hanno fatta: hanno visto Londra, hanno lavorato, hanno conosciuto gente, e adesso hanno ancora un mese di estate.

Io sono in eterna attesa.

Martedi 25 luglio 2006 ore 17:30

 

Penso che la sdraio sia una delle invenzioni più stupide e scomode del genere umano, al contrario del lettino, ma a caval donato… Sono in Kensington Gardens a riposarmi.
Alle 11 Marilena (la figlia di Anna, che lavora con lei) mi ha spedito, con un appointment per le 3,30 PM.
Avevo bisogno di una camicia nera. Ho cercato nei negozietti in Seven Sisters, poi sono andato alla vicina Camden Town, ma senza successo.
Arrivo a casa, pranzo, ennesima doccia e vado all’appuntamento. Breve interview da parte del manager, che sottolinea il fatto che li non sapere bene l’inglese è un problema (e ti pareva) e mi rimanda a venerdi pomeriggio x la prova.

(Mannaggia, caval donato un paio di palle, è passato il negro addetto a riscuotere il vile denaro, pensavo fossero gratis invece ‘ste merde di sdraio £1,50. Che inculata, ora che lo so in futuro col cavolo!)

Dicevo… me ne son tornato a casa, mi son cambiato x la centesima volta e me ne sono riuscito.
Grrrrrr, che rabbia. Dovrei andare all’agenzia Bain, oppure a chiedere nei negozi che fanno distribuire volantini, ma tutti i giorni spero che Anna mi trovi qualcosa, visto che ho pagato!
Giuro: se domani non trovo nulla, domani sera vado a chiedere e giovedi mattina vado alla Bain. E continuo a trovare gente che mi dice: ooooohhh come fai a non trovare lavoro! Che rabbia!

Certo che anche Gianluca, il mio compagio di camera, è fuori. L’ho incontrato prima in metro. Fa degli orari assurdi, è sempre al lavoro. Ieri Linda voleva essere pagata, solo che il suo bancomat non funzionava. Ha chiesto i soldi al ristorante dove lavora, ma gli han risposto che non pagavano cash. Allora è sclerato, è tornato a casa, ha dato 50 pounds a Linda, ha fatto le valigie, è tornato al ristorante e ha detto: "datemi i miei soldi che me ne vado". Poi alla fine l’hanno convinto a rimanere promettendogli che lo pagavano cash. Ha dormito da un amico e oggi è tornato in camera.

Anche la cinese è strana. A parte che parla un inglese che non si capisce nulla. Poi è lunatica, a volte non ti saluta, a volte ogni singola volta che ci incrociamo in casa: Hi!
Si, hi, ho capito!!! Si fa le sue zuppone improponibili che beve facendo rumore col cucchiaio (mi hanno spiegato che da loro si usa così). Alla sera non fa altro che dire "I’m so tired". E poi diciamo che ha un concetto di pulizia tutto suo. Alle stoviglie da una passata con l’acqua e stop. A volte neanche quella. La sua tazza ha i cerchi all’interno che indicano i vari livelli del suo beverone. Vorrei lavargliela io ma ho paura che si offenda. Idem x la doccia. Spesso la trovo sporca e ho il sospetto che sia lei. Che palle!

La sua compagna, la spagnola, non c’è mai. Poi in questi giorni c’è il suo moroso. Anche il colombiano non c’è quasi mai. O è fuori (sempre) o è in camera col volume a palla, o è sotto la doccia. Diciamo che vivo con gente socievole, ci frequentiamo molto e sotto questo aspetto il mi inglese non può che milgiorare. Tanto valeva che me ne stavo da solo.

Martedi 25 luglio 2006 ore 12:10

Siamo solo noi, che andiamo a letto la mattina presto ci svegliamo con il mal di testa. Siamo solo noi che non abbiamo vita regolare, che non ci sappiamo limitare. Siamo solo noi che non abbiamo più rispetto per niente neanche per la mente. Siamo solo noi… quelli che poi muoiono presto, quelli che però è lo stesso. Siamo solo noi che non abbiamo più niente da dire dobbiamo solo vomitare. Siamo solo noi che non vi stiamo neanche più ad ascoltare.

Siamo solo noi quelli che non hanno più rispetto per niente neanche per la gente. Siamo solo noi quelli che ormai non credono più a niente e vi fregano sempre …sì…

Siamo solo noi che tra demonio e santità è lo stesso, basta che ci sia posto. Siamo solo noi che facciamo colazione con un toast, del resto

Siamo solo noi quelli che non han voglia di far niente, rubano sempre
Siamo solo noi generazione di sconvolti che non han più santi né eroi
Siamo solo noi

Martedi 25 luglio 2006 ore 9:00

Sono in metro x andare "in ufficio". Ieri giornata fiacca al pomeriggio x gli italiani. Siamo rimasti io, i due giovani di Arese, la calabrese (che si è presa una super cazziata x il fatto che non chiama mai quando xde i lavori), una di Monza e una di Savona.

Ieri sera ho fatto un giro a piedi x Oxford Street, giù fino a Soho finchè mi sono sparato del pollo arrosto a pezzetti alla Spar (catena presente anche in Italia col nome Despar) che mi è rimasto sullo stomaco.
Eppure loro sono sempre li a mangiare. Ovunque ti giri vedi gente che mangia. Eh si xchè loro la mettono giù come se mangiassero tanto a colazione e poi niente fino a sera. Invece "paciugano" tutto il dì. Vedi gente che mangia negli angoli delle strade, nei mille bar, gastronomie, alimentari, nei parchi, sulla metro, negli internet point! Hanno il loro bel beverone take away che può essere una bibita o un cafferonzolo e una vaschettina con dentro qualsiasi cosa: riso, tramezzini, thailandese, yogurt, pollo, schifezze varie.
Sul giornale c’è scritto che un quarto dei business di Londra riguarda il food.

Qui non c’è caldo (x me, x gli inglesi si) però c’è afa. Vai sul bus e sudi, vai in metro e sudi, entri 2 minuti in ascensore e sudi. Non è bello, specialmente al mattino quando sai che fino a sera non tornerai a casa.

Lunedi 24 luglio 2006 ore 17:00

Sono qui sui gradini di Trafalgar. Non so neanche cosa scrivere. Sono… non stanco… non mi viene la parola… demotivato. Anche oggi ho passato la giornata in agenzia. A che serve? A nulla! Non vedo niente, non parlo inglese… Anche oggi sono andati via parecchi lavori, ma niente x me. Quei pochi che potevano andare bene richiedevano inglese oppure uno più giovane. Mi rimangono 5 settimane e un po’. Non ho ancroa iniziato la scuola. Che palle. Con quelli che ho conosciuto in agenzia non ci si trova: chi xchè ha altri giri, chi xchè non ha un penny…
Oggi ho provato a chiamare un ufficio che recluta spazzini, gestito da un italiano, ma, non ci crederete, chiedeva di sapere bene l’inglese! La favola che qui si trova subito lavoro è proprio una favola. A meno che tu non abbia 20-25 anni, oppure parli bene l’inglese, oppure sei polacco, oppure sei donna. Comunque… x ora va bene così.

Domenica 23 luglio 2006 ore 22:40

Anche il parco di Greenwich è immenso. Qui c’è tantissimo verde, a Londra fan le cose in grande. Anche qui hanno abitato re, che meglio controllavano le navi in arrivo e la flotta armata.

Sono andato fin sulla collina dell’osservatorio, dove è segnato il meridiano 0.
Un altra caratteristica dei parchi è che son sempre puliti, anche se sono pieni di gente. C’era un angolino fantastico, il flowers garden, con fiori siepi alberi, scoiattoli… Angolino si fa per dire, ma rispetto al parco…

Tornato in paese ho preso x la prima volta la DLRDocklands Light Rail, la ferrovia leggera automatica costruita dopo il riutilizzo delle Docklands. Sono quelle aree che fino agli anni 60, quando c’era ancora il porto, contenevano magazzini e strutture x il carico e scarico e che a partire dagli anni 80 sono stati oggetto di una colossale opera di recupero. La ferrovia è passata sotto il Tamigi e mi ha portato nella penisola stretta nell’ansa del fiume conosciuta come "Isle of Dogs".
Ho fatto un giro: bello, moderno, ma un po’ spettrale, girava poca gente. Da proprio l’idea di essere una zona portuale. Tra l’altro c’è pieno di canali che probabilmente permettevano alle imbarcazioni l’accesso ai docks. Tutti i ponticelli ti danno la sensazione di essere ad Amsterdam, o a Venezia se volete, a parte il panorama e l’atmosfera, ovviamente!

Poco più a nord ci sono quei grattacieli di cui parlavo prima, che poi sono quelli che vedevo domenica scorsa dalla Parliament Hill. Anche qui un’atmosfera strana. Palazzoni altissimi in vetro e acciaio, la DLR che passa rialzata… mi ricorda Bladerunner.
Se siete a Londra, prendete la Jubilee e uscite dalla stazione di Canary Wharf: lo "spettacolo" vale la strada. Pare New York. Una delle innumerevoli facce di Londra che passa dalle residenze reali coi turisti, alla City e le sue cravatte, alle vie residenziali piene di immigrati…

Un’altra cosa da dire sull’italiese. Quando si usano parole inglesi, in italiese cambia la pronuncia. La parola "bakerloo" ad esempio, si pronuncia beik’lu in inglese e bacherlù in italiese.

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