(raccolta molto sparsa di pensieri)

fabiotordi

Autore: Fabio Page 1 of 149

Senza Speranza

Ministro Speranza, SEI UN BUFFONE, sei uno di quelli che tanto lo stipendio a fine mese gli arriva (e nel tuo caso: che stipendio!) e te ne sbatti altamente di tutte quelle famiglie che vivono di quello: gestori di impianti e dipendenti, albergatori, ristoratori, negozi e noleggi, e tutto l’indotto.
Soprattutto non puoi fare una legge DA OGGI A DOMANI! Ma io mi chiedo se sei più s***** tu o quello che ti ha confermato ministro.
Se il governo Conte II si è dimostrato incapace di gestire questa situazione, questo parte col piede sbagliatissimo. VERGOGNA!

Saluti dalla ditta

Buongiorno dalla ditta Leo & Padre.

Un’info

Sono venuto a chiedere informazioni: se siamo in zona arancione, ma siamo rimasti al verde con il conto in rosso, anche se il cielo è azzurro e il mare blu, vediamo un po’ nero. Quindi, voi che avete la divisa grigia, quando saremo in zona gialla e mangeremo la pasta in bianco, ci sapete dire se la situazione sarà “marrone”? Grazie.

Campione di danni

La giuria all’unanimità ha dichiarato CAMPIONE DI DANNI 2020 la signorina Milú, che qui vedete ritratta col fidanzato. Complimenti.

Il segreto del tredicesimo apostolo

Ho letto “IL SEGRETO DEL TREDICESIMO APOSTOLO” di Richard è Rachael Heller.Diciamo che non è da cestinare (un libro non lo è mai), ma è da considerare se lo trovate in edizione economica. Un libro da ombrellone, ecco. Sembra la brutta copia di un libro di Dan Brown (che checché se ne dica da tenere la tensione sempre altissima). Gli elementi ci sono tutti: un hacker diventato quasi una spia, una bella ricercatrice, un grosso mistero che affonda le radici ai tempi di Gesù, una congrega (anzi più di una) di cattivoni che vorrebbero arraffare l’oggetto segreto, ecc. Il fatto è che sono assemblati non perfettamente. Come quando la tua amica ti indica gli ingredienti della ricetta, ti mostra come preparare il tutto, ma tu non sei abile come lei e il risultato è un po’ così così.

Settimo comandamento

Guida della Provincia di Pavia

Tratto da “Guida della Provincia di Pavia – itinerari turistico economici” di Giuseppe Mazza e Mario Merlo. 1967

BRALLO DI PREGOLA
m. 385/1.690, ab. 2.231, superficie 4.638 ha., comuni confinanti: S. Margherita Staffora, Menconico, altri comuni della prov. di Alessandria e di Piacenza. A Pavia km. 77,2, a Varzi km. 17.
STAZ. FF.SS.. a Voghera km. 47
ALBERGHI E PENSIONI:
APPENNINO PAVESE – Cat. III – Località Passo del Brallo m. 951
LA SERENELLA – Cat. III – Località Passo del Brallo m. 10000 (sic)
NORMANNO – Cat. III – Località Passo del Brallo m. 1005
CAVANNA – Cat. IV
COLLETTA – Cat. IV – Cima Colletta m. 1400
LESIMA – Cat. IV – Frazione Corbesassi m. 900

A circa Km. 20 da Varzi, in direzione sud, è il Passo del Brallo, alt. m. 951, in territorio del Comune di Pregola. (notare che da quasi 15 anni il comune aveva già cambiato denominazione in Comune di Brallo di Pregola, ndFabio) Vi si accede per una bella strada provinciale asfaltata. Vi è un albergo bene attrezzato. Da questo Passo che congiunge la Valle Staffora con la Valle del Trebbia, si raggiunge facilmente la cima del monte Colletta (alt. m. 1493). Seguendo il crinale dell’alta catena appenninica in un paio d’ore di buona marcia si raggiunge la cima del Lesima (alt. m. 1724).

Con diramazioni dai sentieri principali si può arrivare al monte Chiappo (m. 1699), al monte Ebro (m. 1701), al Boglelio (m. 1490), al Carmo (m. 1547), al Giarolo (m. 1473). Volgendo alla sinistra del Passo, si raggiungono il monte Penna (m. 1735), monte Bue (m. 1780), monte Maggiorasca (m. 1810).

Anche per gli sport invernali il Brallo è bene attrezzato e dalla cima del Colletta in poi, nelle stagioni propizie, vi sono campi di neve adatti agli sciatori.

In questi ultimi venti anni, il Passo del Brallo è diventato una zona frequentatissima dai milanesi, dai pavesi e vogheresi e in breve sono sorte molte villette bene attrezzate che consentono un ottimo soggiorno estivo.

Come si è detto il Passo del Brallo offre la possibilità di effettuare numerose escursioni sulle cime circostanti.

In particolare, si può raggiungere in automobile il rifugio del Monte Colletta, di proprietà del CAI di Voghera, dove — nella stagione estiva —funziona un alberghetto.

Poco distante, al termine della strada, è ubicato un buon albergo, sulla cui facciata è murata una lapide dedicata al pavese Ettore Valli, valorizzatore del nostro turismo montano.

Ivi esiste pure una cappelletta votiva costruita per volontà delle proff. Maria e Palmira Massa di Voghera.

Dal pianoro del rifugio Colletta si dipartono alcuni sentieri, il principale dei quali consente di raggiungere, dopo un paio d’ore di cammino, Fontana Morone, toponimo che trae la propria origine dalla esistenza di una sorgiva, particolarmente gradita ai turisti in transito. Da questo luogo di sosta e ristoro si prosegue per il Monte Lesima e il Passo del Giovà. Più oltre sono le Capannette di Pej.

Secondo la tradizione, da questo luogo transitarono le truppe di Annibale dopo la battaglia del Trebbia (218 a. C.), per poi proseguire il loro cammino verso la Liguria e I’ Umbria. Per quanto manchino fonti documentate si ritiene che tali itinerari montani siano stati percorsi da reparti di protezione (fiancheggiatori, avanguardie e retroguardie) dell’eser-cito, mentre il grosso avanzò verso le vie del fondo valle.

A titolo informativo si ricorda qui che sussiste una leggenda secondo la quale il condottiero abbia raggiunto il Monte Lesima, allo scopo di controllare l’itinerario da percorrere. Qui Annibale sarebbe caduto da cavallo ferendosi ad una mano. Da tale avvenimento (lesit manu) trasse così — secondo la leggenda — l’origine del toponimo Lesima.

Pregola.
Paese dell’alto Appennino (alt. m. 1005), situato in bella località. Da qualche tempo si è avviato sulle vie del rinnovamento per attrezzarsi convenientemente dal punto di vista turistico.

Faceva parte del feudo di Varzi del quale seguì le vicende. (contesto assolutamente questo, Pregola non ha mai fatto parte di tale feudo, ndFabio)

Si sa tuttavia che Pregola aveva un castello del quale sono scomparse le vestigia e, secondo Giuseppe Malaspina, fu questo il primo atto storico dell’affacciarsi della Famiglia Malaspina, nel secolo X, proveniente dalla Lunigiana, sulla valle dello Staffora.

La chiesa parrocchiale, di bella costruzione moderna, è dedicata a S. Agata.

Allegro o felice?

Io cerco di essere allegro, anche se talvolta non mi sento allegro.Ma ci riesco bene, perché sono FELICE. Buon duemilaventuno a tutti.

Bestnine 2020

Le 9 migliori foto di Instagram del 2020

Trascinando gli zoccoli nella neve

Ho letto “Trascinando gli zoccoli nella neve” di Donato Lanfranchi di Sant’Eusebio (Fortunago) che narra delle sue avventure e quelle di suo fratello Primo negli ultimi anni della seconda guerra mondiale. I due giovani decisero di non arruolarsi nelle file dell’esercito della Repubblica Sociale Italiana. Furono catturati, arrestati, imprigionati prima a Voghera e poi a Milano e infine deportati in un campo di lavoro in Germania. Un libro sincero, da leggere in una notte (perché di notte lo si legge meglio), un racconto che Donato ha avuto quasi il “dovere” di scrivere, per imprimere su carta certe situazioni vissute che sembrano così lontane dagli anni duemilaventi. Le vite di due giovanissimi interrotte da una brutta disavventura, fortunatamente a lieto fine, ma che li ha resi ancora più uniti e, se possibile, ancora più fratelli. Quando ti rendi conto di non leggere un romanzo, ma una storia vera, ti fermano un po’ le gambe e ripensi sempre a quanto siamo fortunati e a quanto paiono un po’ finte le lamentele del giorno d’oggi

Fossi figo

Fossi figo frequenterei il locale giusto, fossi figo conoscerei la gente giusta, fossi figo indosserei vestiti trendy, certe volte son dei capi orrendi che a nessuno li rivendi. Fossi figo tutti i giorni sarei in palestra, fossi figo starei ignudo alla finestra, fossi figo sarei il principe dell’adduttore, sarei il re dell’addominale, sarei il re della finestra. Ammirerebbero i miei capelli. Sì, sono finti, ma comunque sono molto belli, quelli veri sono volati via col vento e anche la foto sul documento non mi rassomiglia più. Capelli, capelli… sono andati via e non torneranno mai. In piazza li rimpiazzo con un prodigio della tecnica frutto di ricerche e sperimentazioni che ci aiutano nel look.

Strepeis

Il 2020 è finito. Mi ha tolto, mi ha dato. Momenti brutti, momenti fantastici, momenti terribili, momenti belli, momenti angoscianti, momenti di gioia. Rimango ottimista, anzi, come dissi una volta: rimango ancora un foglio da disegno, non sono diventato un quaderno a quadretti.

Le osterie di fuori porta

Sono ancora aperte come un tempo le osterie di fuori porta, ma la gente che ci andava a bere fuori o dentro è tutta morta: qualcuno è andato per età, qualcuno perché già dottore e insegue una maturità, si è sposato, fa carriera ed è una morte un po’ peggiore…

Borghi (non più) fantasma

Sfolgorante successo

“La Trebbia” – Giovedì 16 dicembre 2010

Lo sfolgorante successo nel commercio del cav. Siro del Brallo.

Cesta a tracolla e su e giù per le strade e i sentieri della Val Boreca. Strade scoscese, sentieri ripidi, una fatica improba talvolta per bussare alle case di quelle popolazioni di montagna, allora molto povere e talvolta senza il necessario per vivere. Questo ragazzotto, Siro Tordi, si stava inventando un mestiere. Non gli mancava la fantasia e la creatività adolescenziale, e a quei tempi occorreva proprio guardarsi attorno, riflettere e pensare seriamente come guadagnarsi il pane. Questi gli inizi, negli anni lontani, quando le nostre vallate erano ancora molto popolate e la gente si accontentava di quel poco che aveva e che poteva ricavare da pochi animali nella stalla e dai magri raccolti di quelle fascette a strapiombo sul Boreca. Dall’alto vegliava su tutto il Lesima, il monte quasi sacro per le antiche popolazioni della valle. ma non durò molto quel lavoro itinerante. Il giovane Siro mutò presto idee e prospettive. A poco a poco riuscì a cambiare anche orientamento. Stava maturando in lui la voglia di un lavoro più redditizio e anche più soddisfacente.Dalla cesta a tracolla, dunque, al commercio in altra forma, con negozi a Brallo e a Voghera di altri generi e altri prodotti.La vita per il giovane Siro stava cambiando radicalmente. Intelligente intuito e una buona dose di furbizia quanto basta per comprendere i tempi in prospettiva di futuro diedero il colpo decisivo per una svolta radicale. Non più la cesta a tracolla, ma un’attività stanziale al Brallo e a Voghera: negozi di abbigliamento, scarpe, pellicce e tant’altro a livello popolare, ma anche in prospettiva di presentare i prodotti a villeggianti e residenti di gusto fine e di varie pretese stilistiche. A poco a poco il commercio aumentava nel suo volume di affari. Il cav. Siro del Brallo, coadiuvato dalla moglie sig. Rita e dai figli Ivo, Cinzia e Fabio allargavano gli interessi di vendita, ma soprattutto la cerchia clientelare nell’Oltrepò pavese, nel territorio bobbiese e genovese. Anche lo scorso anno durante il mese di agosto la famiglia aveva organizzato al Brallo una grande sfilata di “Anteprima inverno 2010 — Pelle e pellicceria” con la straordinaria presenza di Tony Dallara, in collaborazione con la Pro Loco e il Comune di Brallo di Pregola. Nella famiglia di Siro ha un grande valore la gestione “conviviale”: lavorano insieme i figli che nel frattempo si sono laureati e che sostengono robustamente l’attività del padre. Il cav. Siro è anche uomo generoso con i poveri e i bisognosi. Nei suoi negozi sa essere solidale con chi dimostra di non avere il necessario per vivere. Lui, che ha sperimentato da giovane la povertà, comprende e aiuta, sempre.

dogui

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