(raccolta molto sparsa di pensieri)

fabiotordi

Mese: Settembre 2018 Page 1 of 2

Felix

 

Non aspettare di essere felice per sorridere. Ma sorridi per essere felice

Etna

Sicilia = Caldo
Vulcano = Caldo
Etna (Sicilia + Vulcano) = Neve
mmm…qui c'è qualcosa che non va.

Sagra della Patata 2018

La Sagra della Patata al Passo del Brallo raccontata da TelePavia

Leggerezza

E' primavera
e mi prende un bisogno di leggerezza e di pesanti passioni e un sentimento indefinibile al tramonto. Dalla finestra guardo il mondo e mi viene voglia di tuffarmi lì dentro… e mi viene voglia di non lasciarlo mai.
E' primavera
e torna come allora una voce
che dice: "Lascia ad altri i progetti troppo lunghi,arricchisci il tuo tempo e non cercare più del pane quotidiano. Lasciati andare alla vita e non disperarti mai"

Mi rifiuto !

Questa settimana su "Il Punto". Intervista by Stefania Bertonazzi


Cavalcando aquiloni

Quando inizi a scoprire
Che ogni sogno
Ti porta più in là
Cavalcando aquiloni
Oltre muri e confini

Addosso – Le parole dell’omofobia

Il mio amico Antonio Mocciola, giornalista, scrittore, divulgatore, autore teatrale, anchor man, insomma uno che fa di tutto, ha prodotto un paio di anni fa questo interessante libro. Perchè "prodotto" e non "scritto"? Perchè è un libro essenzialmente fotografico, anche se in realtà è proprio il contenuto di parole ad essere al centro. Mi devo spiegare meglio? Ok, andiamo con ordine.

Antonio ha raccolto in questo libro 111 frasi riconducibili all'omofobia. Sono tutte frasi scritte o pronunciate in pubblico da personaggi famosi e per questo motivo sono più amplificate. Alcune strambe, altre trancianti, certune orgogliosamente ignoranti, talaltre pesantemente vergognose. Tutte queste frasi sono state scritte su altrettanti corpi nudi, fotografati in bianco e nero.

Un libro scioccante, un'opera di denuncia. Sincero, crudo, diretto, che ti arriva subito allo stomaco e, si spera, al cervello.

 

 

 

Il matto

Mi dicevano il matto
perchè prendevo la vita 
da giullare, da pazzo,
con un' allegria infinita.
D' altra parte è assai meglio,
dentro questa tragedia, 
ridersi addosso, non piangere
e voltarla in commedia.

Futuro

Mi interessa molto il futuro: è lì che passerò il resto della mia vita.

Trova Milli – 16

Quiz: trova Milli. Livello "computer"

Cartelli

Marty, devi tornare indietro con me!
Dove?
Indietro nel futuro!

Sporco dentro

"E tutte le tue amiche fanno un muro da spavento:
i miei tatuaggi non sono di loro gradimento.
Io sono sporco all'esterno, ma giudicare le apparenze
è l'atteggiamento tipico di chi è sporco dentro" 

San Lorenzo e Piazza Vetra

Scendendo per Corso di Porta Ticinese trovate la basilica di San Lorenzo. E' facile individuarla: davanti ci sono le famose colonne (di San Lorenzo) e dietro la ex famigerata Piazza Vetra.

Le 16 colonne, di ignota provenienza, erano state messe lì per abbellimento alla basilica. nei secoli tutt'intorno sono state costruite delle case, che sono state poi abbattute meno di cento anni fa. la basilica è una delle prime in assoluto a Milano. Ai tempi era al limite dei confini della città, e così è stato per molto tempo. A pensarci adesso la cosa suon strabiliante. Qui vicino c'erano le mura dei navigli. Solo quando la città si è estesa fino alle mura spagnole ("dei bastioni") è stata considerata "in centro".

Costruita coi resti di un anfiteatro romano, demolito nel 401, che era appena fuori Porta ticiniese, chiamata così perchè la strada portava verso Ticinum, vale a dire Pavia. All'interno è da citare un "Ultima cena", un affresco che si rifà a quello di leonardo, probabilmente opera di un suo allievo. Vi è poi la cappella di Sant'Aquilino, con un mosaico molto antico.
Sul sagrato è la statua dell'imperatore Costantino, copi di quella in San Giovanni in Laterano. In effetti, dando una veloce occhiata all'insieme, colonne, statua, facciata, potremmo benissimo essere a Roma.

Sul retro c'è invece Piazza Vetra che altro non è che un prato, stranamente in leggera pendenza e ancor più stranamente dietro ad una chiesa e non sul davanti, come usava. Quendo ero gggggiovane era considerata la patria dei cannaioli, adesso è parecchio ripulita. negli anni che furono la utizzarono per mandare al rogo streghe, eretici e personaggi sgraditi. Adesso stanno costruendo la fermata della 4 (Lorenteggio . Linate). La piazza si chiama così perchè era costeggiata dal Naviglio della Vetra, poi interrato.

 

 

Ma non potrei semplicemente sparire?

Ma non potrei semplicemente sparire? Puf, così di botto, di colpo. Ma con una bacchetta magica. Cioè facendo in modo che io non sia mai esistito. Passi in via Cavour e vedi, che ne so, un'officina. A casa mia ci abitano magari da vent'anni una coppia di anziani. Guardi le foto dei miei compagni delle medie e io non ci sono. Sparito. Mai esistito. Ma io nel frattempo sono la, sugli scogli di Las Palmas de Gran Canaria. Scogli appuntiti che mi pungono il culo. Ad osservare il mare ventoso e impetuoso che vorrebbe dirmi "buttati, che ti cullo", ma ne ho un po' timore perché non so nuotare così bene. Mentre penso che dopo qualche settimana me ne andrò a parlare portoghese alle isole Azzorre, per vedere come sono. E poi a San Pietroburgo, per una breve visita alla maestosità dei suoi palazzi, per attraversare i mille laghi della Scandinavia fino a spingermi su, a vedere l'aurora boreale. E poi attraversare tutta la Siberia in treno. Fermarmi a Krasnojarsk e raggiungere con qualche mezzo di fortuna qualche villaggio dei dintorni dove non c'è nulla, solo neve. E starci un bel po', magari un mese. E poi raggiungere Vladivostok, per cambiare vita ed andare in Giappone, nella frenetica e colorata Tokio. E nel caos più totale fermarmi a pensare che qui parleranno ancora di Gentiloni, di Di Maio che vuol governare, di Berlusconi che non vuole arrendersi e Renzi che non sa che fare. Ma Fabio non esiste. Pensa che bello che sarebbe, sparire, sparire. Il telefono che squilla, ma nessuno risponde. Finalmente. E Fabio, dicono, è in Giappone. O forse è morto, boh? Ma nel frattempo io sono già passato in Cina e, dopo aver visto la Muraglia, l'Esercito di Terracotta e tutte quelle amenità lì, sarò già a Sertar, città a 4100 metri, dove quarantamila studenti studiano (appunto) la filosofia buddista. Mi cercate…Agenzia delle Entrate? Non mi troverete mai. Qui non ho telefono, internet, facebook, televisione. Nulla. Non me ne frega niente di questi tizi: li ascolto, certo, ma la mia pace interiore la trovo da me, grazie.  Faccio delle passeggiate, parlo con tutti e da tutti imparo qualcosa. Quante cose ho già imparato nel mio viaggio parlando con la gente. Da ognuno almeno una briciola, un granello di polvere, un'illuminazione. Dopo un po', chi lo sa, una settimana, un mese, un anno, o magari molto molto di più, andrò a vedermi Hong Kong e i suoi palazzi e Macao e i suoi casinò, dove la gente brucia i soldi e la vita. Stavolta prendo un aereo, faccio tappa a Singapore e a Kuala Lumpur, per respirare ancora fremiti di grandiosità e di frenesia, per atterrare dopo un bel po' di ore a Auckland, in New Zealand, e da li spostarmi in autobus fino al centro, fin sulle montagne, fino a Whakapapa. Una bella baita, un paio di sci e passiamo l'inverno (giugno/luglio/agosto) in questo modo. Senza affezionarmi, senza legami, senza niente. Perché io sono morto, lo volete capire? Non cercatemi, non esisto. E là staranno ancora discutendo se è un bene pagare alla mafia 35 euro al giorno per stazionare dei finti migranti negli hotel? Ahahahah io rido e me ne faccio beffe, se mi volete dovete venire dall'altra parte del mondo, ma so che non lo farete mai. Da qui ogni tanto mi sposto, attraverso il Pacifico e me ne vado, che ne so, alle Galapagos, oppure a Malibu ad aspettare il Grande Mercoledì sopra una tavola da surf, o fare come Bodhi e buttarmi nelle Grande Onda. Tanto chissenefrega, non vi dovete preoccupare, IO NON ESISTO. Provate a chiamare: 3383139573. Numero inesistente. Nessuno si ricorda di me: non è che non esisto, il fatto è che non sono mai esistito. Quindi nessuno, neppur in minima parte, ne soffre. Amici che non mi hanno mai conosciuto, parenti senza cugini, genitori senza un figlio. Pagine che pensavo di aver scritto sono invece fogli bianchi, intonsi. Muri che avevo affrescato sono pieni di muffa, oggetti che ho costruito semplicemente…non sono. Mi rimangono solo negli occhi le cose che visto, i passi che ho percorso, le cose che ho udito e gli insegnamenti che ho ricevuto. Solco ancora il Pacifico, stavolta vado in Patagonia. Un freddo della madonna, ma almeno mi sento vivo, dei vostri fottuti discorsi del cazzo non me ne frega niente. Dei vostri problemi inesistenti neppure. Vomito. Su questa landa di ghiaccio. Vomito sangue. Eppure non sono mai stato così vivo. IO SONO QUI ! Sono un minuscolo potentissimo puntino nel mondo. E la trovo una sensazione fantastica. SONO QUI PERDIO…. e non voglio che lo sappia nessuno. Vi siete già dimenticati di me? Bene. Le pagine del mio diario si sono cancellate? Ottimo. Le scarpe che ho consumato sono in realtà ancora nuove? Fantastico. Le foto in compagnia presentano tutte uno strano vuoto in corrispondenza della mia faccia? Fantastico. Io non è che non esisto, ripeto, non sono mai esistito. Ma esisto, qui, ora. Dove sono adesso? Non lo so, a tratti nel buio, dove le stelle sono più visibili. Quanto accidenti saranno distanti? E ci pensate che non sono assolutamente come le vediamo noi? Cioè se guardo una costellazione stasera, la vedo in due dimensioni, come se fossero lucciole appoggiate su di un nero lenzuolo. Invece probabilmente sono distanti tra loro, una distanza tale che per comprenderla viene il mal di testa. E ci pensate che stiamo vedendo il passato? Se osserviamo la luce di una stella lontana un milione di anni luce… vuol dire che stiamo vedendo la stella com'era un milione di anni fa. Pazzesco. Pazzesco. Pazzesco davvero. Quante cose non può comprendere il nostro ridotto cervello? Quanti misteri, quante spiegazioni. Non voglio più spiegazioni. Voglio solo godermi le stelle, con la testa in su e gli occhi al cielo, qui, a Whakapapa, abbracciato al mio amore. Mio dio, mio dio, il cielo è pieno di stelle. E se abbasso gli occhi, ho tutto. Quindi esisto?

 

Stare insieme

Non c’era bisogno di sguardi, di parole, di gesti, di contatti: solamente il puro stare insieme…

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