(raccolta molto sparsa di pensieri)

fabiotordi

Month: May 2008 Page 1 of 2

Come quelli che

come quelli che si indignano della situazione rifiuti di Napoli, ma poi la discarica nel proprio comune non ce la vogliono.

come quelli che dicono che siamo indietro di almeno 20 anni con le centrali nucleari, e poi sul giornale di questi giorni scrivono che nella provincia di Pavia non permetteranno mai di costruirne una.

come quelli che girano con quattro cellulari in tasca e si incazzano se non prendono tutti e quattro e poi fanno le petizioni se gli mettono l’antenna vicino a casa.

come quelli che son contenti quando tolgono i parcheggi e poi si lamentano di non trovare un posto per lasciare "un attimino" l’auto.

 

Aneddoti 8

Un giorno un tizio entra, lasciando fuori il povero cane, attaccando il guinzaglio ad un canale pluviale. (Da notare che nel mio negozio non c’è il divieto di ingresso per i cani, anche se metterei molto volentieri il divieto di ingresso per quelle teste di quiz che fanno orinale le propie bestiole proprio sull’ingresso, ma presto farò un’altro cartello come questo). Il problema è che il cane era legato molto vicino alla porta d’ingresso, cosicchè si è posizionato proprio sull’uscio a "fare la guardia". Siccome era un cagnone di grossa taglia, va da sè che scoraggiava i potenziali clienti anche solo ad avvicinarsi al negozio. A questo punto ho fatto notare la cosa al mio cliente, che ha obiettato "Ma no, non fa male a nessuno". Ok, non farà male, ma incute un certo timore. E così sono dovuto uscire io: "Ciao cane, dai spostati, non puoi stare sulla porta…" e come San Francesce con il lupo, l’ho convinto a spostarsi di un metro. Anche questa mi tocca fare, visto che il cliente ha sempre ragione…

Entra una signora:
Vorrei un paio di pantaloni da sci come quelli della vetrina.
Eccoli.
Una domanda: ma i pantaloni da sci vanno bene anche per andare sulla neve??
Certo signora (no figurati, io di solito vado a sciare al mare… ma che domande sono????)
Ma questi non sono pantaloni!
Come no?
E no, hanno le bretelle.
Beh… chiamiamoli "Pantaloni con le bretelle", ma sempre pantaloni sono.
Ma non mi piacciono con le bretelle.
Le bretelle si staccano semplicemente, sono attaccate con il velcro.
Non mi piaccionoooooo…
A quel punto stacco le bretelle (è facilissimo, basta tirare lo "strappo") e glieli rendo in mano
Ecco, adesso non hanno più le bretelle!
Oooh, bene, adesso si che mi piacciono.

Ma secondo voi è gente normale???

Strane patologie: entra una donna e dice "Voglio una tuta, ma con la giacca lunga perchè soffro di sedere freddo".

Altro due conversazioni surreali. La prima:
Hai la XL di questa maglietta?
Si ce l’ho, ma non bianca, bensì nera.
Posso vederla?
Eccola.
Ma che taglia è?
XL
Ma no, è grande, non hai la L ?
Ma se mi hai chiesto la XL.
Io te l’ho chiesta bianca, di quella nera
(era lo stesso identico modello giuro) voglio la L

Seconda:
Voglio una giacca nera come quella in vetrina.
Eccola.
E’ piccola.
Più grande non c’è. Però c’è di quest’altro modello, sempre nera.
Non c’è blu?
No. Ma scusi, non la voleva nera?
No di questo modello la voglio blu.

Ma voi cosa rispondereste a queste tipe? Io non so cosa dire e faccio finta di niente….

Alcool

È buio l’angolo del bar dove trovo rifugio.
È buio come il cuore di chi non vuol vedere.
È buio come la solitudine
Accolgo ogni scalino di vita
che mi porta alla luce
ma affondo le labbra alla bottiglia
e muoio tra l’indifferenza
di chi non è mai stato nessuno
e nel nulla me ne andrò,
io angelo maledetto
ora esisto in un angolo di cielo
dove anche il nulla ha un cuore

dove la dignità di essere uomo è un valore
dove le bottiglie sono vuote
e gli angoli del bar sono pieni d’amici

(Luca Albanese)

Il buono il brutto e il cattivo

Cominciamo col cattivo: una volta, quando entravi nella segreteria dell’Università di Pavia, per fare gli statini e tutte quelle robe li, dovevi entrare subito a destra. Lì trovavi un tizio veramente scorbutico. Era talmente scorbutico che non ti incazzavi neanche, lo prendevi come fosse una macchietta e ti ci abituavi. Se non ricordo male aveva i baffi. Uno che mi sa non amasse molto il proprio lavoro. Non so che fine abbia fatto.

Il brutto… boh?

Il buono: sempre in segreteria, precisamente per la facoltà di economia (e penso forse anche per altre facoltà umanistiche) c’è Gianni, un idolo. Hai presente quando vai in uno sportello, di qualunque tipo ? Inps, esatri, anagrafe, questura, tutto quello che ti viene in mente. Sei pieno di scartoffie, con il terrore di non averle compilate correttamente o di esserti dimenticato qualche marca da bollo o versmento in c/c. Solitamente gli impiegati che hai di fronte sono stufi e arcistufi di dover ripetere sempre le stesse cose, gli sembra quasi assurdo di avere davanti un gruppo di incapaci che non sanno neanche compilare un semplice modulo.

Beh, Gianni non è così. Per niente. Ti ascolta, anzi per prima cosa ti saluta, educatamente. Poi ti ascolta, ti aiuta, ti consiglia, ma sul serio, ti da proprio una mano. Ti rassicura, ti dice cosa devi fare, quando tornare, che fogli compilare… Una persona buona, gentile, educata e chi più ne ha più ne metta. Una persona che ama il proprio lavoro e ama rendersi utile. Chiunque abbia avuto a che fare con lui potrà confermarlo. Grazie Gianni !

Raduno Fiat 500 Voghera

Ieri c’è stato il Raduno Fiat 500 e derivate a Voghera. Io sono andato con la mia fida cinquecentina blu verso le 10. Non c’erano tantissime auto, ma già si sapeva, visto il brutto tempo che ha fatto in settimana, ma cmq secondo me una cinquantina erano presenti, ed è un buon risultato. Speriamo la prossima volta nella clemenza del meteo. A dire la verità verso le 9 sembrava che la giornata fosse accettabile, invece quando siamo partiti, verso le 11, ha cominciato a pioveremannaggia! Siamo andati alle cantine Torrevilla per una visita e una merenda con affettati dell’Oltrepo e naturalmente vino della casa. Poi abbiamo attraversato Rivanazzano e siamo tornati a Voghera. Cavoli quando ci sono questi raduni vedo un sacco di belle idee adattate a queste favolose macchinine, mi verrebbe voglia di adottarle tutte….

Il tocco dell'artista

Una delle qualità che mi affascinano di più: quella che possiedono gli scrittori (o gli sceneggiatori). Dal nulla riescono a tirar fuori delle storie, dei personaggi, delle personalità… fantastico!
E tu, lettore, immagini gesta, ti appassioni, "vedi" i personaggi, sai cosa pensano, come si muovono, i loro pregi e i loro difetti… Che bello sarebbe poter creare tutti quei mondi nella propria fantasia. Io non ce la farei. E poi c’è da dire un’altra cosa: oltre ad avere una sfrenata fantasia, queste persone hanno anche una capacità di coerenza (per dare un senso alla storia), memoria e soprattutto di rappresentazione (per scriverla in modo avvincente e appassionante). Ogni tanto penso alla storia di Faletti, ricordo quando faceva il cretino al Drive-in (e non mi faceva neanche ridere) e poi quando è andato a Sanremo. Quando ha scritto il primo libro ho pensato : si va beh, per lui è facile, è già famoso, avrà scritto un libro qualunque… e invece non era niente male, sembrava scritto da un professionista.
Io nella mia vita mi sono cimentato con un paio di raccontini brevi. Non ho mai avuto la costanza di scrivere cose troppo lunghe. Questo perchè io scrivo in preda a qualche raptus momentaneo, quindi scrivere racconti lunghi non fa per me, il raptus finisce e la voglia passa…. ho almeno una decina di racconti iniziati nel cassetto. E poi mi manca quella scintilla che hano gli scrittori, quel non-so-che che riesce a fargli "vedere" e raccontare di storie fantastiche.
I miei racconti non li ho mai stampati nè pubblicati in rete, li ho fatti solo leggere a qualche amico. Mi vergono un po’, ma non perchè mi vergogno a far leggere ciò che ho scritto (ne ho fatte di peggio) ma per "come" li ho scritti. Dovete capirmi, il primo l’ho scritto un’estate, dopo aver letto un libro di Irvine Welsh, quindi non sono propriamente politicamente corretti e sono pieni zeppi di parolacce… Ma adesso li cerco e magari nei prossimi giorni li pubblico… così mi sputtano del tutto via Internet !!!!

Rudy`s wor-L-d

Volevo segnalarvi questo blog  di un mio amico che vive a Clapham. L’ha appena aperto, quindi non c’è ancora molto, ma mi piace molto la sua impostazione. E’ un diario di quello che succede ogni giorno. Perchè mi piace? Perchè, come amo fare anche io, riporta a grandi linee i fatti principali, ma si sofferma tanto sui particolari e sulle riflessioni. E poi è uno che ama le donne… per il fatto di essere donne. Come me adora la femminilità, che traspare talvolta anche dagli atteggiamenti più inconseueti delle protagoniste dell’altra metà del cielo. Buona fortuna, amico mio.

http://rudyarrogant.blogspot.com/

Nuova grafica

Quasi 4 mesi fa, in questo articolo vi dicevo che avrei aggiustato la grafica del sito, in modo da essere visualizzata bene da tutti i computer. Purtroppo non ce l’ho fatta, e mi sono dovuto arrendere a usarne un’altra. La scelta è caduta su quella che da oggi vedrete su questo sito: sfondo verde, due barre azzurre laterali (un po’ berlusconiane direbbe qualcuno) e il mio solito omino che salta. Ovviamente è ancora da perfezionare, dovrò rimettere la Tag Cloud e gli ultimi commenti inseriti (sarebbe bella anche una classifica dei post più letti…).
Detto questo… spero che vi piaccia e soprattutto che si veda bene su tutti i computer e con tutti i browser!!

Primavera

Che dire di questa primavera inoltrata? Beh tutto abbastanza bene. Il clima sembra andare verso un piacevole caldo, con la speranza che non si trasformi in afa. Mi sono tolto il peso dell’università… anche se per ora non me ne rendo bene conto. Probabilmente me ne accorgerò quando avrò più tempo libero da dedicare a me stesso o ad altre attività. Il lavoro va abbastanza bene, dopo un 2007 in ribasso questo 2008 sembra iniziato meglio (incominciare peggio era quasi impossibile… e sarebbe stato molto preoccupante). In questi 10 anni di lavoro in negozio ho capito che le fasi sono cicliche. il 1999 era andato peggio del 1998 e il 2000 peggio del 1999. Nel 2001 c’è stata un’inversione di tendenza. E poi ho anche capito che i luoghi comuni non esistono. Una volta lavoravo tantissimo a dicembre e pochissimo a giugno. L’anno scorso invece giugno è stato uno dei mesi migliori. A volte si lavora tanto il sabato, a volte il martedì… Insomma non si possono fare previsioni, bisogna stare sempre "sul mercato", rimanere coi piedi per terra e avere in tasca sempre una buona dose di ottimismo. Eliminare i prodotti che non sono più richiesti e cercare di avere quelli che si vendono di più. A dirsi sembra facile, ma l’importante è stare in negozio e rendersi effettivamente conto di quello che la gente cerca (o che la gente compra, a volte non sono le stesse cose). La salute quest’anno va bene (facendo i dovuti scongiuri). L’amore non c’è, e questa è una mancanza per gente come me. A volte è sconfortante, a volte sono fatalista e non mi aspetto nulla dal domani. Ho sempre un mucchio di libri in arretrato da leggere, un mucchio di film da guardare. Per i telefilm ormai sono fuori dal giro, quando con gli amici si va sul discorso mi devo allontanare perchè non vedo un telefilm da almeno 7/8 anninon so di che parlano. Non ho ancora deciso cosa fare nel futuro prossimo, quando chiudere il negozio per la pausa estiva. Non ho ancora deciso cosa fare da grande. L’altra sera ero in compagnia di amici, parecchio più giovani, che discutevano sui possibili "business" da realizzare. Mi viene in mente quando io e Matteo abbiamo passato una sera di tanti anni fa al pub di via Cernaia per discutere su un progetto che avevamo in mente: realizzare un sito internet per la vednita di prodotti tipici dell’Oltrepo, sembrava un’idea fantastica. Io avevo appena creato Forteweb, lui il "Cassetto dei sogni". Ma sono convinto che quei sogni servono sempre nella vita, prima o poi li si tira fuori, gli si da una spolverata e li si utilizza, magari per un uso completamente diverso.

Melog

Little boxes on the hillside,
Little boxes made of ticky-tacky,
Little boxes, little boxes,
Little boxes, all the same.

No, non sono impazzito. Queste parole sono tratte da una canzone di Malvina Reynolds e sono la sigla dei Melog, uno dei miei programmi radiofonici preferiti.
Faccio una divagazione su cosa ascolto io in radio. Prima delle 8 ascolto la Rassegna Stampa su Radio24 ("E’ la stampa, bellezza, la stampa. E tu non ci puoi fare niente. Niente." Così ci ammonisce la voce di Humphrey Bogart tratta dal film "L’ultima minaccia"), Poi, dopo il Gr24 delle 8, alle 8 e 30 inizia Melog. Alle 9 ascolto Viva Voce con Alessandro Milan (degno sostituto di Giancarlo Santalmassi che ora fa il direttore). Alle 10 cambio stazione e vado sul mio programma preferito in assoluto: "Deejay chiama Italia" con Linus e Nicola Savino su Radio DeeJay. A mezzogiorno… dipende. Se ho voglia di sentire i tre zozzoni resto du DJ e ascolto "Chiamate Roma triuno triuno" col Trio Medusa, raramente torno su Radio24 con Salvadanaio di Debora Rosciani, il più delle volte giro a caso a cercare musica. Nel primo pomeriggio ascolto Sciambola su DJ col trio Albertino-Digei Angelo-Roberto Ferrari e nel tardo pomeriggio "Password" con Nicoletta su RTL102.5. Voi direte: ma quanta radio ascolti? Ma no, non è che ascolto sempre tutta ‘sta roba, questi li ascolto solo se sono in auto in quel momento. A casa non ascolto mai la radio e in negozio non posso continuare a saltabeccare da un canale all’altro. E poi li è meglio mettere la musica. E quindi mi sintonizzo su Virgin Radio, Discoradio, RTL, raramente su m2o, oppure su tutti gli altri canali. Al sabato mattina se mi ricordo seguo Emanuele Bottiroli su Gamma Radio con Gamma Cafè.

Tornando a Melog: è una trasmissione un po’ fuori dalle righe, io la definisco come fosse un blog alla radio. In teoria la trasmissione si occupa di televisione e dovrebbe commentare ciò che il tubo catodico (o gli schermi LCD) ci propinano ogni giorno. In realtà il creatore e curatore e speaker della trasmissione, Gianluca Nicoletti, prende magari spunto dalla tv, ma poi spazia su qualsiasi tema gli venga per la testa (o che sia suggerito da qualche "melogmane"). E’ bello perchè lui parla a ruota libera, tra l’altro con uno stile molto raffinato, sembra quasi che le cose le scriva prima anche se lui assicura che non è così. E poi è "politically uncorrect" vale a dire se ne frega di dire quello che tutti pensiamo sia giusto dire (insomma non si fa per niente delle seghe mentali) e dice le sue opinioni. Giuste o sbagliate che siano. Infatti il pubblico lo ama e lo odia. Chi lo chiama per insultarlo pesantemente, chi per dichiarazioni quasi d’amore, chi per dargli qualche suggerimento o qualche bacchettata sulle dita. Gruppi di fan che lo inneggiano e gruppi di denigratori (che però continuano evidentemente ad ascoltarlo). E poi strani oggetti o personaggi, come il funereo cantante Mauro Petrarca (che recentemente pare sia apparso in tv, su raidue), o la rossa maglietta della passione popolano la trasmissione. Ascoltatela: la amerete o la odierete.

Siii viaggiare…

E dopo Londra, che posti mi piacerebbe vedere, visitare, vivere? Beh sono tanti, tantissimi, troppi. Per ora di sicuro c’è solo che a Luglio mi sparo un weekend a Ibiza, la patria del divertimento sfrenato. Direi che 3 giorni è la quantità giusta… E poi… boh. In Italia mi piacerebbe vedere la Puglia, non ci sono mai stato e dicono tutti che è bellissima. Sarebbe interessante fare come in Sicilia tre anni fa: andare giù in aereo e poi affittare un’auto e girarsela tutta, da cima a fondo. Per quanto riguarda l’estero… beh io notoriamente sono un amante delle città, e ormai di quelle europee ne ho viste tantissime: Barcellona, Londra, Oslo, Vienna, Praga, Budapest, Amsterdam, Bruxelles, Parigi. Beh a Parigi mi piacerebbe tornare a breve, ho qualche fantasma da scacciare e poi mi manca quella città, se amo definire Londra la capitale d’Europa, Parigi è la città più bella… e poi anche lì, ogni volta che torno, mi pare di essere a casa…

Per il resto i posti che mi attirano sono tutti lontani: Tokio, Hong Kong, Australia, Nuova Zelanda, New York. Vi ho mai raccontato il famoso aneddoto di NY? Io da anni e anni ho il pallino di New York: mi ispira, non so il perchè, forse perchè rappresenta il sogno americano, la città da film per antonomasia. Insomma è da tanto tempo che vorrei andarci. E poi tutti quelli che ci sono stati mi raccontano cose incredibili. Solo che non è come andare in Europa che in un paio di ore ci arrivi e a poco prezzo. Allora volevo organizzare con un amico, nell’estate del 2001. Sono stato in un’agenzia per sapere i prezzi e le date. Io volevo andare a Settembre, quando avevo più tempo e poi i prezzi sarebbero stati più bassi.  Ma poi il mio amico era nelle spese, e anche io ero un po’ indeciso e così alla fine non abbiamo prenotato. La partenza era per il 10 settembre. Ci scommetto le p..upille che io il mattino dopo sarei voluto andare sulle torri gemelle, ho un debole per i posti alti. La mattina dell’undici settembre duemilauno. Ma prima o poi ci andrò a New York.

Incredibile A1

Incredibile. C’è una sola parola per descrivere tutto questo: incredibile. Dopo un campionato di serie A2 senza infamia e senza troppa gloria, dopo aver acciuffato i play off all’ultima di campionato per il rotto della cuffia, dopo aver superato in semifinale la fortissima Virgin Radio Milano, eccoci alla finale. Un posto solo per salire in A1. La prima partita a casa di quella che si è qualificata meglio in campionato, cioè Cremona. Vittoria. 1 a 0. Incredibile. A Pavia ritorniamo coi piedi per terra, perdiamo e siamo sul 1 a 1. Torniamo a Cremona e vinciamo 3 a 1 dopo aver perso il primo set, quindi il conteggio delle partite è di 2 a 1 per Pavia. Siamo ad un passo dalla storia. Basterebbe vincere domenica 11 maggio (S. Fabio, tra l’altro) in casa al Palaravizza per agguantare un sogno: la promozione.
Ieri sera alle 6 e mezza il palazzetto stava per esplodere da tanta gente c’era e da tanta emozione si respirava. Purtroppo il primo set viene mestamente perso. Cremona vince. Il secondo set segue la sorte del primo, siamo sotto di brutto. Ormai è quasi disfatta, alle cremonesi basta vincere anche il terzo, o il quarto, o al limite il quinto set per lasciare alle ragazze poche speranze di uscire dal campionato cadetto. E invece succede il miracolo, il terzo set viene vinto dalle valchirie di Pavia. Emozione. E rimpianto: se avessero giocato così fin dall’inizio adesso sarebbe una gara diversa. E invece il miracolo continua, le ragazze vincono anche il quarto set. Incredibile, siamo sul 2 a 2. L’ultimo set, quello del tie-break, vede vincente la squadra che per prima realizza 15 punti. Partiamo male ma poi siamo davanti…. 4….. 8…… 10….. 12…. ragazzi mancano 3 punti alla promozione…. 14…. 15 !!! Siii, incredibile. Scoppia la festa. Il piccolo Pavia sale nell’Olimpo dei Giganti.
La Riso Scotti militerà nella massima divisione. Incredibile. E con questo, possiamo dire che il Minerva Volley diventa la squadra sportiva più importante della provincia di Pavia. Grazie ragazze.

Londra 2008

Molti mi chiedono: raccontaci un po’ cosa hai fatto a Londra? Beh sono andato con Alina, siamo partiti il giorno dell’ascensione, mentre a Voghera terminavano i festeggiamenti. Siamo arrivati all’ora di pranzo a Marble Arch. Solito casino, un panino veloce e poi in albergo. Tra i tanti disponibili ne ho scelto uno in zona Queensway, cioè dove abitavo io. Zona che quindi conoscevo a memoria e che è rimasta la stessa. E’ stata un gita della nostaglia: ho rivisto la mia casa, i posti dove ho lavorato, siamo stati da Anna all’agenzia. Solo che lunedì era Bank Holiday (non lo sapevo mannaggia) ed era chiuso, mentre martedì lei non c’era. Che sfiga. Siamo stati in Oxford Street dove ho sopportato abbiamo visitato mille negozi. Siamo stati ovviamente in Piccadilly Circus, dove è seppellito il mio cuore londinese, e dove c’e’ il mitico Lillywhites e i suoi prezzi incredibili. Siamo stati in Trafalgar dove Nelson ci lanciava occhiate dalla colonna e dove c’erano i festeggiamente per un qualche capodanno indiano. Siamo passati da Arancina, ma Carmelo non lavora più there. Siamo stati in Kensington Gardens, sulle rive del laghetto. Abbiamo visto la City, il Tower Bridge, il lungotamigi (un pezzo). Abbiamo girato tanto a piedi, tanto col Tube. Abbiamo trovato tre giorni di bel tempo. Molta malinconia a rivedere Soho e Chinatown, dove nel 2003 gironzolavo senza sapere dove mi trovavo, e dove nel 2006 le tv urlavano i risultati delle partite di giorno e dove scorrazzavo con Ale e Filo di sera. The next station is Oxford Circus. Change here for Bakerloo and Victoria lines. This is a central line train for Ealing Broadway. Please mind the gap. Abbiamo incontrato Maurizio e abbiamo fatto un giretto con lui, e mangiato una pizza. Mi ha raccontato le novità, dove sta, che lavoro fa. Maurizio è una di quelle persone che anche se ho conosciuto poco e vive lontanissimo considero un amico. Appena trovati è come se ci fossimo salutati la sera prima… è quasi incredibile, è bello avere degli amici così. Siamo stati in Hyde Park, il polmone di London, a respirare il profumo dell’erba
E siccome io non sono normale mentre camminavo a piedi scaldi in mezzo al parco mi sentivo solo, in un città di milioni di abitanti, di cui conoscevo ogni angolo, ogni spazio, ogni modo di fare, anche in mezzo alla folla, anche in compagnia di una bella ragazza, sentivo qualcosa che mi scivolava via dalle mani e che non riuscivo a trattenere, mi veniva da urlare e non potevo e allora urlavo dentro di me. E avrei voluto essere a Parigi, sugli Champs-Élysées. Oppure nel cyberspazio.

Parcheggi di Piazza Castello

Come previsto tra breve partiranno i lavori davanti al castello di Voghera, per trasformare la piazza, da scalcinato parcheggio, a fiorente giardino. Io ho il dubbio, espresso anche da altri colleghi negozianti di Via Cavour, che il giardino in realtà sarà solo una zona franca dove ogni sbandato di passaggio possa fare i propri comodi: dormire, mangiare, sporcare, usarlo come toilette, spacciare, e chi più ne ha più ne metta. Il caso di Corso Metteotti a Pavia dovrebbe insegnare qualcosa. Spero di sbagliarmi, ma basta osservare la situazione dei giardini dell’Esselunga di Viale Montebello per capire il mio pessimismo. E poi c’è il grosso problema della perdita dei parcheggi. Ogni tanto vengono "rivalutati" e abbelliti alcuni punti della nostra città, tutto a scapito dei posti di parcheggio. Io non sono un sostenitore oltranzista dell’automobile, ma occorre trovare un compromesso, cosa ce ne facciamo di una città bella, se poi è vuota? E quindi mi chiedo che senso ha abolire quel parcheggio, vitale per il centro di Voghera? Chi ci parcheggiava per andare al lavoro lascierà l’auto altrove, ma chi ci veniva per fare delle commissioni, per andare in qualche negozio del centro o alle bancarelle del mercato? Ovvio, andranno tutti negli ipermercati: lì problemi non ce ne sono: parcheggi, iniziative, clima ideale. Io, se abitassi fuori città o anche solo in periferia, in centro non ci verrei di sicuro: non ci sono neanche piste ciclabili degne di questo nome, nè mezzi pubblici adeguati. E quando Voghera si ritroverà con tanti negozi in meno e tanti bei parchetti in più poi nessuno si lamenti se si svilupperanno le idee delle "ronde".

Nostalgia canaglia

Sono appena arrivato a casa, fino a qualche ora fa ero a Londra. Che botta di ricordi. Che nostalgia. Non so se ci ritornerò. Beh si prima o poi ci torno. Non sono riuscito a rivedere Anna, però mi sono trovato con Maurizio, mi ha fatto molto piacere.

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