Io ho usato il GONIOMETRO. E anche il COMPASSO. Alle superiori avevo il libretto delle SCALE LOGARITMICHE e ho fatto sia STENOGRAFIA che DATTILOGRAFIA.
Avevo l’ENCICLOPEDIA (piccola, due volumi), il DIZIONARIO di ITALIANO (e di INGLESE e di FRANCESE) e quello dei SINONIMI e CONTRARI.
Alle elementari avevo la CARTELLA, alle medie l’ALBUM delle FIGURINE e all’università avevo l’auto con LE MANOPOLE per tirare giù i finestrini.
La TV di casa era in BIANCO E NERO, si vedeva solo il “PRIMO” e il “SECONDO” e solo dopo una campagna ultrastressogena nei confronti di mio padre io e mia sorella siamo riusciti a farci comprare una TV MIVAR a colori (MIVAR era la marca, ragazzino che stai leggendo).
A tennis ci giocavo con la racchetta di LEGNO con le corde in BUDELLO e quando andavo a fare la spesa le caramelle erano sciolte e le pesavano, l’affettato l’avvolgevano nella carta e di sicuro pagavamo tutto in CONTANTI.
Il telefono aveva la ROTELLA, era attaccato al muro di casa e non potevi portarlo in giro, quindi quando chiamavi un tuo amico rispondeva uno dei genitori. Non ti dico la fatica psicologica se e quando dovevi chiamare qualche ragazza.
Alla gente che non conoscevo e sopratutto agli “adulti” davo del lei e dicevo “buongiorno” e “buonasera”.
Se volevo approfondire qualcosa leggevo un libro. Beh questo non è cambiato, lo faccio ancora, anche se guardo YouTube, navigo su Wikipedia e interrogo costantemente ChatGPT e suoi fratelli: sono vecchio, ma sono sempre sul pezzo, cosa credete? 

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