(raccolta molto sparsa di pensieri)

fabiotordi

Autore: Fabio Page 93 of 177

La tomba dei Malaspina

Come raccontato in precedenti articoli, a Pregola hanno vissuto per secoli i Marchesi Malaspina. Abbiamo detto che gli ultimi due discendenti dei Malaspina di Pregola, Rodolfo e Antonio, morirono nel secolo scorso senza eredi. Ma dove sono sepolti?

La loro tomba è nel cimitero di Pregola, situato fuori paese, sulla strada che porta al Passo del Brallo. All’interno del cimitero vi è una cappelletta, ormai purtroppo in cattivo stato, che conserva le tombe dei due marchesi.

Ecco alcune foto:

Miss Margherita 13

Avete fame? Vi piace la pizza? Allora seguite i consigli della nosta Miss Margherita! Vediamo se ha scoperto delle pizzerie di suo gradimento!

Appennino Pavese di Brallo di Pregola (PV)
Pizza
: succosa
Locale: vintage autentico
Personale: cortese
Giudizio: alla mano per una giornata in compagnia
Nota di cronaca: è stata la location per le riprese di una puntata di "Le strade di Max" con Max Pezzali.

E’ la pizzeria del mio paese, Brallo! In effetti è vero, recentemente c’è stato Max! Un posto da Vip: Pezzali, Miss Margherita… e io!

Taverna Azzurra di Rapallo (GE)
Pizza
: buona scelta (soprattutto a base di pesce)
Locale: non tanto grande, ma pulito e in stile marittimo
Personale: gentile (ha addirittura offerto un ombrello in occasione di pioggia torrenziale)
Giudizio: pizza "marinara"

Questa  le è piaciuta!

Zodiaco di Torricella Verzate (PV)
Pizza
: poco saporita
Locale: moderno e ampio, anche se abbastanza low cost negli arredi. Una pecca è che l’ampiezza del locale rimbomba il suono
Personale: cordiale
Giudizio: pizza on the road

Questa mi sa che non le è piaciuta!

Portofino di Voghera (PV)
Pizza
: buona, negli standard tradizionali
Locale: pulito, ma non adatto per cene romantiche
Personale: non brilla per bellezza fisica, ma in quanto a cortesia e professionalità nella norma
Giudizio: da compagnia del calcetto del mercoledì

Mmmmm… certo che la nostra Miss ci mette impegno nelle recensioni, bada proprio a tutto e stronza senza pietà!
D’altronde… è alla ricerca della "pizza perfetta" !!!!

Mauro Repetto

Forse non tutti sanno che… anche il biondino degli 883, dopo aver lasciato il duo, si era cimentato come "cantante" (beh, cantante per modo di dire). Mi sembrava di ricordare questa schifezza e allora l’ho cercata su youtube, eccola:

http://youtu.be/mWPLDWrJuM0

Se invece vi siete persi sui social questa bella pubblicità della Evian:

http://youtu.be/mWPLDWrJuM0

A proposito degli 883, l’altro giorno è andata in onda una puntata dedicata a Max Pezzali e la sua storia. Io non l’ho vista, me l’ha detto Elisa, ma la puntata la trovate cliccando qui (quando ho tempo la guardo)

Proverbi vogheresi

Alcuni proverbi tratti da "Proverbi Vogheresi d’Altri Tempi" di Franco Fava e Rolando Di Bari, Edizioni Selecta 2009.

  • Ai fiœ pena nassü dègh i vissi ch’a pudì manténagh (Ai bambini appena nati date i vizi che potrete loro mantenere)
  • Ar fen l’è no par i asi (Il fieno non è per gli asini – i riguardi non sono fatti per chi non se li merita)
  • Cul ch’u lavura u gh’ha una camisa, cul ch’u lavura no u gh’n’ha du (Chi lavora ha una camicia, chi non lavora ne ha due)
  • Cul ch’u t’seguita a sulià o u t’l’ha fata o u t’la vœ fa (Chi continua a lisciarti, o te l’ha fatta o te la vuol fare)
  • I amiis i s’cunussan int l’ucasion (Gli amici si riconoscono nelle circostanze… ovvero quando se ne ha bisogno)
  • I avucat i g’hân i deent loongh
  • Meej püvron a cà sua che capon a cà d’i atar (meglio peperoni a casa propria che capponi a casa altrui)
  • Par viv e stà sân, parent da luntân (per vivere e stare sani, bisogna avere i parenti lontani)
  • Ra tropa cunfidensa ra fa perd ra riverenza (la troppa confidenza fa perdere il rispetto)

 

Rotonda Quarleri

Vorrei sapere per quale regola della Viabilità Creativa Vogherese hanno fatto questa modifica in Piazzale Quarleri (invece di, per esempio, metterla "alla francese" come tutte le altre).

La Chiesa del Carmine

La Chiesa del Carmine si trova a Voghera, all’angolo tra Via Mazzini e Via Galilei.

La sua storia inizia alla fine del 1400 da un primo nucleo della Chiesa di S.Maria dei battuti, un oratorio concesso nel 1399 dal vescovo di Tortona alla Confraternita del Gonfalone.

La Confraternita, fondata attorno al 1260 a Roma dal francescano Serafico dottor S. Bonaventura, cardinale e vescovo di Albano, si era poi insediata a Voghera nella prima metà del 1300. Sulle prime fasi di costruzione della chiesa vera e propria si hanno notizie scritte attorno ai primi anni del 1400, ma l’edificio attuale si colloca nell’ambito del piano di rifacimenti e ricostruzioni avviati al tempo della Controriforma. Infatti i lavori vengono datati attorno alla seconda meta del Cinquecento, mentre il completamento avviene nel Seicento. Solo successivament però, nel 1865, un documento ufficiale attesta che "la chiesa è ridotta a perfettione e nobilmente terminata".

L’alta facciata della Chiesa del Carmine si presenta con una tipologia comune discendente dalla chiesa romana del Gesù, composta verticalmente da due parti e sormontata da un timpano triangolare.

L’interno è a forma quadrata; quattro coppie di semicolonne reggono gli archi che sostengono la cupola. L’altare maggiore è in legno dorato con tabernacolo e ciborio adornato di statuette (poi rimosse e custodite altrove a seguito di recenti furti). Il presbiterio e il coro ligneo sono a forma rettangolare. Entrando, sulla destra, si trova l’altare settecentesco di marmo con la statua in stucco della Madonna Addolorata e la riproduzione in cartapesta del Cristo Morto, che ogni Venerdì Santo viene portato in processione per le vie cittadine. Sulla sinistra si trova l’altro altare, sempre dello stesso periodo e anch’esso in marmo, con la statua in stucco della Madonna del Carmine. Sopra il portale è visibile il pregiato organo Lingiardi (1842), non utilizzabile in quanto necessita di restauri.

La cupola affrescata nel 1655 dal pittore Gian Battista Cane, a cui si devono gran parte dei dipinti della chiesa, rappresenta l’Assunzione della Madonna portata da angeli e circondata dai dodici apostoli.
 
La chiesa offre anche tre piccole cappelle votive.

Entrando, a sinistra, quella dedicata alla Madonna di Lourdes (inaugurata nel 1895) e, a destra, quella di Gesù nell’Orto degli Ulivi (inaugurata nel 1901). Più avanti sulla sinistra, a ridosso del presbiterio, si trova la cappella dedicata al Bambino di Praga.

Dopo un accurato restauro, nel 2003 è tornata nella Chiesa del Carmine una preziosa opera del pittore cittadino Paolo Borroni che raffigura "Il transito di San Giuseppe" e che oggi si può ammirare al di sopra del coro.

Alla fine degli anni ’70 la Comunità del Carmine di Voghera, prosecuzione ideale del gruppo giovanile che già dal 1966 si era costituito attorno alla chiesa di via Mazzini, ha deciso di ricostituire la Confraternita del Gonfalone per facilitare la gestione amministrativa degli indispensabili restauri che di lì a poco sarebbero iniziati.

E infatti nel 1981 si avviano i lavori per fronteggiare preoccupanti lesioni e crepe nella struttura. I restauri si realizzano grazie al generoso contributo di istituzioni pubbliche, banche, parrocchie, organizzazioni e di numerosi cittadini nonché dei membri della Comunità. Nel 1982 si comincia dal campanile.

Nel 1985 si completa il rifacimento del tetto mentre nel 1986 si realizza la pulizia della facciata e della parte laterale su via Galilei. Successivamente si lavora su tele e affreschi e nel 1988 si completa l’intervento sulla cupola di Gian Battista Cane.

Dopo due anni di lavori, all’inizio del 2011 vengono ultimati i restauri dell’altare della Madonna Addolorata.

L’infinito

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare

Altro che Gomorra

Al sud, pare, si dice, che molti esercizi pubblici siano taglieggiati dalla mafia (comunque la si voglia chiamare). Non so se è tutto vero, oppure no. Quello che so per certo è che qui funziona diversamente. La mafia, mi dicono, chiede il pizzo. Se tu paghi regolarmente, non fai storie, ti comporti bene e righi dritto, non hai problemi. Devi sottostare, insomma, alle minacce, ma se fai come dicono, poi sei a posto. Si chiama Cosa Nostra, Camorra, ‘Ndrangheta, Sacra Corona, ecc. Ma chiamatela come volete. I capi della mafia non si sa dove stiano, probabilmente ai piani alti. Hanno bisogno di soldi, per soddisfare i loro desideri: donne, bella vita.

Qui invece c’è l’Agenzia. E’ un nome fittizio, di fantasia, chiamatela come volete. L’Agenzia ogni giorno ti taglieggia, si inventa nuove scuse per farti pagare il pizzo. I capi dell’Agenzia non si sa dove stiano, probabilmente ai piani alti. Hanno bisogno di soldi, per soddisfare i loro desideri: donne, bella vita. E allora, affamati di denaro, continuano a chiedere. E tu paghi, devi sottostare, altrimenti chissà che succede… un "controllo" come viene chiamato in gergo. Ma i famelici capi hanno sempre più fame di soldi, per soddisfare le loro necessità: comprare le lauree, intestarsi le case, farsi rimborsare i panini con la nutella, far eleggere il proprio figlio, ecc, E tu che fai? Paghi, ben sapendo che anche se righi dritto, se ti comporti al meglio, hai sempre la possibilità che qualcosa vada storto, non sei mai tranquillo.

E’ questo che fa rabbia: tu sei sempre dalla parte del torto, perchè i capi dell’Agenzia hanno sempre più sete. Non so come funziona la mafia, ma dicono che lì puoi lasciare anche la porta di casa aperta. Qui invece, con tutta quest’orda familica, sei costretto a chiuderti dentro, ma non serve.


Andy Warhol – "Knives" – 1981/1982 – Corcoran Gallery of Art, Washington, D.C.

Instafoto

Continua la mia "passione" di pubblicare foto su Instagram. Eccone alcune che mi piacciono particolarmente.

Osteria del Campanile

Oggi vi voglio parlare di questa trattoria di Torrazza Coste (PV).

L’ambiente è normale, niente di speciale, ma neanche brutto. A me piacciono le foto di una volta appese alle pareti. I gestori sono molto gentili, è sempre un piacere trovare persone così.

Prendiamo un antipasto di salumi dell’Oltrepo. Vi devo dire che erano squisiti o lo do per scontato? No, in ogni caso meglio dirlo perchè meritano. Ad accompagnare c’era del gnocco fritto, che non guasta mai.

Per primo andiamo come sempre sul leggero: ravioli di brasato con sugo di brasato. Buoni. Per dolce scegliamo un tiramisù, che qui lo fanno tutto a modo loro. Non era gramo, ma non era tiramisù !

Il tutto con un vino rosso sfuso della casa, gradevole.

Il posto è accogliente, il paesino tranquillo, i padroni di casa gentili. Unica pecca: se riuscissero a mantenere la sala un po’ più riscaldata (siamo stati mesi fa e faceva freschino… e non è bello mangiare al freddo) sarebbe meglio.

Berlusconi si schianta in 500

Povero Silvio

Manutenzione delle cucitrici Zenith

Come avevo già scritto qui sono un estimatore delle cucitrici Zenith. Se anche voi ne avete una vi capiterà sicuramente che qualche punti metallico isi incastri. Niente problema, ecco come fare per toglierlo:

http://youtu.be/K6zhk0k3JyE

e se ancora non avete risolto, fate così:

http://youtu.be/j-cn-kKcYk4

Il Milanese Imbruttito

Su Facebook c’è una pagina che  mi piace: il Milanese Imbruttito.

Non so come, ma mi rispecchio nella grande maggioranza delle frasi, per esempio:
"CONTROLLA IL METEO TUTTI I GIORNI"
"SPETTACOLO!"
"DAICHEE’ VERDE!"
"DAI SU MUOVITI, TI HO FATTO PASSARE, MUOOOVITI!"
"OGGI NON MI PASSA PIU’"
"CAZZOCIFAI GIA’ SVEGLIO?"
"TI AGGIORNO ASAP"
"NON FA LA SPESA, FA UN SALTO ALL’ESSELUNGA"
"UE’ BELLA VITA"
"AL MASSIMO VI RAGGIUNGO"
"POI TI GIRO IL LINK"
"CAZZOTIURLI?"
"UE’ CAPO!"
"TROVA IL MODO DI PARCHEGGIARE ANCHE SUGLI ALBERI"
"EHLLAMADONNA"
"VEDO COME SONO MESSO POI TI DICO"
"MI STAI ASCIUGANDO!"
"MA ANCHE NO"

…e tante altre chicche simili.

Non ricordo il nome del cane

 

 

Respirerò l’odore dei granai e pace x chi ci sarà e per i fornai. Pioggia sarò e pioggia tu sarai. I miei occhi si chiariranno e fioriranno i nevai.
Impareremo a camminare, x mano insieme a camminare…domenica.

Aspetterò che aprano i vinai. Più grande ti sembrerò e tu più grande sarai. Nuove distanze ci riavvicineranno. Dall’alto di un cielo, Diamante, i nostri occhi vedranno passare insieme soldati e spose, ballare piano in controluce, moltiplicare la nostra voce..x mano insieme soldati e spose. Domenica, Domenica

Fai piano i bimbi grandi non piangono fai piano i bimbi grandi non piangono fai piano i bimbi grandi non piangono

La storia di Rita & Gloria

Nell’occasione di fare a tutti gli auguri di Pasqua, ne approfitto per pubblicare un inedito racconto di Rita, mia mamma, che già altre volte ho ospitato su questo mio blog coi suoi articoli e racconti. Stavolta si tratta di un fumetto, che ha ideato e scritto di suo pugno nei primi giorni di Marzo. Vuole raccontare la sua storia, vista dagli occhi di una bambina – la nipotina Gloria – e la sua grande voglia di vivere, di trafficare, di tribulare, di essere, come è sempre lei, unicamente Rita. Nei giorni successivi l’abbiamo sistemata un po’ e l’abbiamo disegnata e, seguendo i suoi consigli, colorata. Ecco il risultato:

La nonna Rita da San Pietro
(soggetto e sceneggiatura: Rita. testi: Rita e Fabio. disegni: Elisa) – clicca sul disegno per ingrandire

Qui finisce la storia, con un finale lieto come succede sempre nelle favole. La nonna Rita, ottenuto l’appuntamento da San Pietro, è tornata a bussare alle porte del Paradiso: in questi tempi di crisi avevano bisogno una come lei ! Da lassù continuerà a vegliare sulla sua nipotina Gloria e su tutti quelli a cui ha sempre voluto bene.

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