E nella notte nera come il nulla, a un tratto, col fragor d’arduo dirupo che frana, il tuono rimbombò di schianto: rimbombò, rimbalzò, rotolò cupo, e tacque, e poi rimareggiò rinfranto, e poi vanì. Soave allora un canto s’udì di madre, e il moto di una culla.
Chissà cosa facevo 10 anni fa, o 20, o 30. Tutte situazione completamente diverse, che però mi hanno reso quello che sono e mi hanno portato fino a qui.
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La famosa foto che raffigura la chiesa di Pregola con il monte Lesima sullo sfondo utilizzata in tantissimi manifesti, libri, volantini, siti, scattata nel 2005 da sirwap https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3732607
Ho letto questo libro di Valerio Gasio : UNA STRADA VERSO IL NULLA.
C’è dentro tutta la sua passione per l’America. Stavolta, dopo l’estremo est del Maine (“Monhegan Island“) ci porta nell’ovest del deserto della California. Da un lato la storia presenta situazioni che sembrano già viste (o lette), ma che in realtà non sono plagi o scopiazzature, ma citazioni, di cui il libro è pieno, dall’altro lato la storia diventa avvincente, specialmente nel finale, e fa venir voglia al lettore di sapere come va a finire.
Lo stile di Valerio ormai ho imparato a conoscerlo: molto molto descrittivo, con flashback e racconti che spiegano alcune situazioni, fatti, personaggi e con dialoghi altrettanto elaborati, difficilmente riscontrabili in situazioni reali, ma tant’è, è un libro e, come detto, è il suo stile.
Ho letto questo libro di Ezio Guaitamacchi: “Atlante Rock“. Ma quante ne sa quest’uomo? Un viaggio, nel vero senso della parola, nella musica e i suoi templi, le sue chiese, sinagoghe e cattedrali.
In pratica è come fosse una guida turistica, per 5/6 negli USA, ma che invece di parlare delle classiche attrazioni e località turistiche racconta dei grandi del rock che ci hanno vissuto, che ci hanno inciso dischi, o anche solo preso ispirazione, o che ci sono stati di passaggio.
E’ pazzesco scoprire quante cose, spesso completamente diverse le une dalle altre, capitate magari nella stessa zona. Artisti che hanno vissuto in edifici adiacenti, o suonato negli stessi locali.
Leggendo questo libro ti verrebbe voglia di partire per andare a Memphis in motocicletta, a Chicago a bordo di una vecchia Cadillac o a New York in taxi. Guaitamacchi è un pozzo di conoscenza: tizio ha abitato lì, proprio nella via dopo dove Caio suonava nel tal locale e Sempronio ha inciso il suo primo disco, ecc ecc.
Un bel viaggio. Purtroppo solo con la fantasia, ma va allenata anche quella.
Quando ero bambino, come tutti i bambini fantasticavo su quello che avrei fatto “da grande“, ma la vita per fortuna riesce sempre a stupirti. Talvolta in negativo, ma il più delle volte in positivo. Finché posso cercherò di godere delle situazioni belle e dimenticarmi di quelle brutte. Enjoy
Non so quanti anni avessi in questa foto, noto che ero ancora condizionato dal fatto di avere sempre maglie col colletto e se, come in questo caso, indossavo una felpa girocollo, mettevo sotto una polo. Erano gli anni del Fabio timido (ebbene si, ho avuto una fase della mia vita in cui lo ero, e molto) in cui ascoltavo con gli occhi, parlavo poco e scrivevo tanto.
Ho letto questo libro di Liza Marklund: “Freddo Sud”. Un giro di affari e delitti, un filo seguito da una giornalista svedese nel sud della Spagna, poi a Gibilterra e in Marocco. Un romanzo che a tratti divaga, probabilmente perché fa troppi riferimenti a precedenti libri dell’autrice (che non ho letto), ma fortunatamente poi rientra subito nell’azione. Non imperdibile, ma carino.
La vita è una somma di tutte le scelte, le situazioni, le decisioni, gli avvenimenti, le sfighe, i comportamenti, le botte di culo, le cose brutte e le cose belle. Tu sei la mia cosa bella.
Ho letto questo libricino di Gilberto Garbi, VOGHERA SETTECENTO, che tratta del censimento effettuato nel 1769, dopo che Voghera era entrata, con il trattato di Aquisgrana del 1748, nel territorio del Regno di Sardegna. Un interessantissimo reperto storico, spiegato bene in questo trattato, che fotografa una Voghera di 250 anni fa
When I was fifteen, sixteen When I started really to play guitar I definitely wanted to become a musician It was almost impossible because, it was The dream was so big That I didn’t see any chance Because I was living in a little town, was studying And when I finally broke away from school And became a musician I thought “well, now I may have a little bit of a chance” Because all I really wanted to do is music And not only play music, but compose musicAt that time, in Germany, in ’69, ’70 They had already discotheques So I would take my car, would go to a discotheque Sing maybe thirty minutes I think I had about seven, eight songs I would partially sleep in the car Because I didn’t want to drive home And that helped me for about Almost two years to survive In the beginning I wanted to do an album with the sounds of the fifties The sounds of the sixties, of the seventies And then have a sound of the future And I thought “Wait a second I know the synthesizer, why don’t I use the synthesizer Which is the sound of the future” And I didn’t have any idea what to do but I knew I needed a click So we put a click on the 24-track Which then was synced to the Moog modular I knew that could be a sound of the future But I didn’t realize how much the impact would beMy name is Giovanni Giorgio, but everybody calls me GiorgioOnce you free your mind about a concept of Harmony and of music being correct You can do whatever you want So nobody told me what to do And there was no preconception of what to do