Siro del Brallo – 32- Nocciole

Scritto il 16 Ottobre 2019 nella categoria Altro

Attenzione attenzione. Siro ha venduto davvero DI TUTTO nella sua vita: addirittura le nocciole alla Ferrero! La Nutella è anche opera di Siro? Scopriamolo con questo video.

Commenti

comments

Cagliostro 8

Scritto il 15 Ottobre 2019 nella categoria Altro

E questo cos’è? Una grossa ciotola? Un abbeveratoio? Un parco giochi?

Commenti

comments

Ceci

Scritto il 15 Ottobre 2019 nella categoria Altro

Non diventare mai troppo grande per fare domande.

Commenti

comments

Viaggiare

Scritto il 12 Ottobre 2019 nella categoria Altro

Anche un viaggio di mille miglia inizia con un singolo passo.
(Lao Tzu)

Commenti

comments

Pagare o tassare?

Scritto il 12 Ottobre 2019 nella categoria Altro

SE TU PAGHI LA GENTE CHE NON LAVORA E LA TASSI QUANDO LAVORA, NON ESSERE SORPRESO SE PRODUCI DISOCCUPAZIONE

Commenti

comments

Il Cavaliere Inesistente

Scritto il 10 Ottobre 2019 nella categoria Altro

Il 13 settembre 2019 è andato in scena questo spettacolo teatrale al Castello Visconteo di Voghera. E’ stata la replica di “Agilulfo“, messo in scena il 25 maggio al teatro San Rocco.
Perchè aveva un altro nome? Perché in realtà è stato in parte modificato, sopratutto nella rappresentazione.

Agilulfo era il saggio di fine anno del primo anno del corso di recitazione (scuola Oltreunpò Teatro) che la nostra coach Michela ci ha preparato per mettere a punto le cose imparate durante l’anno. Eravamo in un teatro, con le quinte, i camerini, il pubblico davanti, ecc. Ne ho parlato qui:
https://www.fabiotordi.it/blog/?p=2656

Qui si trattava di recitare nel primo cortile del castello e quindi Michela ha pensato di sfruttare tutto lo spazio, visto che non avevamo un vero e proprio palco.
Per questo si stava “tra” il pubblico, intorno, sopra (sulla balconata). E’ stato aggiunto un narratore (un cantore, mi verrebbe da dire, visto che narrava cantando), e parecchie scene sono state modificate in modo che il pubblico, tutto il pubblico, potesse vederle al meglio.
E’ stato una specie di teatro interattivo e devo dire che è venuto bene, visti anche i riscontri positivi che abbiamo ottenuto.
Quindi grazie all’amministrazione comunale e all’assessore alla cultura del Comune di Voghera che ci ha dato questa possibilità, grazie a tutto lo staff di Oltreunpò che ci ha guidato, ci ha insegnato, ci ha tenuto a bada, ci ha spronato e ha cercato di spremere il meglio da ciascuno di noi, grazie soprattutto ovviamente a Michela e un bravo a noi: Elisa, Moreno, Valerie, Valentina, Francesco, Stefania, Chiara, Simone, Fabio, Paola.

Commenti

comments

Cagliostro 7

Scritto il 8 Ottobre 2019 nella categoria Altro

Nel frattempo, Pisaré e Cagliostro…

Commenti

comments

In nome dell’Es

Scritto il 8 Ottobre 2019 nella categoria Altro

La scorsa estate ho letto questo romanzo, di Giorgio Macellari.
E’ un racconto abbastanza breve, di facile lettura. Volendo, si legge in un viaggio in treno.
Per essere al suo primo romanzo giallo, l’amico Giorgio ha un bel ritmo, una storia che fila, ambientata a Voghera nel 1989, tra la redazione locale de “La Provincia Pavese“, le partite a biliardo al Cevenini e i dintorni nebbiosi di Campoferro.
La storia è ben scritta, non saremo forse davanti a una pietra miliare della letteratura thriller, però vale la pena leggerlo, per ritrovarsi in quell’atmosfera tardo anni’80 di Voghera e cercare di capire, fino all’ultimo, chi è l’assassino.

Commenti

comments

False onlus per i migranti

Scritto il 5 Ottobre 2019 nella categoria Altro

Sono quasi non-notizie, nascoste tra le pagine della cronaca locale.
A me è sempre sembrato ovvio che, se esiste tutta questa smania di accoglienza e soprattutto di sistemazione in hotel, dietro ci deve essere un interesse economico. A me personalmente è stato chiesto di partecipare a un “business” che prevedeva di sistemare gli immigrati da qualche parte, facendomi intuire che era un business redditizio (ovviamente non ho neanche pensato di accettare).

Ricordo anche un’amica straniera in lacrime quando mi raccontava i sacrifici che ha fatto e che continua a fare per lavorare dignitosissimamente in Italia, sacrifici seri e pesanti, mentre chi magari ha meno bisogno sta comodamente in albergo a fare niente.

A volte la ragione sta nel mezzo, magari ha ragione la Rackete a voler salvare vite umane, magari ha ragione chi dice che c’è dietro un sistema criminale (come il pm di questo articolo), magari ci sarebbe da chiedersi a chi giova tutto questo?
Stranieri di serie B quasi da sfruttare e stranieri di serie A da mantenere e viziare e poi, quando non rendono più, mollare come bestie al pascolo

Commenti

comments

QB

Scritto il 4 Ottobre 2019 nella categoria Altro

QB. Quando chi scrive ricette ritiene che sia inutile quantificare la quantità di un ingrediente, scrive semplicemente “Q.B.” che sta per “quanto basta” e vale a dire “mettine un po’ quanto te ne pare, dipende dai tuoi gusti”, oppure “ma come, non lo sai quanto devi metterne? Su, non scherziamo, lo sanno tutti”.
In questo libro però le ricette sono nella testa, e nell’arte, del suo protagonista, lo chef stellato Quinto Botero, che si ritrova coinvolto addirittura in un omicidio, che stravolge e sconvolge la sua vita fatta di lavoro, di cucina, di cucina e di lavoro, tutte cose che lui non riesce a scindere l’una dall’altra.

Questo libro è l’opera prima di Matteo Colombo, neodirettore de “Il Popolo” di Tortona. Non lo devo dire certo io, ma il ragazzo sa scrivere. Tiene incollato il lettore dalla prima all’ultima pagina. Sempre interessante, mai noioso. Molto inserito nella parte (il mondo della cucina e soprattutto dell’alta cucina), avvincente, convincente. Uno stile personale, moderno, senza fronzoli. Una trama avvincente, credibile e ben costruita, una scrittura perfetta.

Bravo Matteo. Aspettiamo il secondo.

Commenti

comments

Inferno 125 – 2019

Scritto il 2 Ottobre 2019 nella categoria Altro

Annche quest’anno il risultato è stato portato a casa e stavolta con un tempo davvero record: 8 ore e mezza.

Ecco la versione 3D del percorso che abbiamo fatto. Si nota bene il tratto più duro, quello che parte una volta arrivati in fondo alla valle dell’Avagnone e ci si inerpica lungo la costa della “Valle dell’Inferno”

Relive ‘Inferno 125 – 2019’

Commenti

comments

Amici d’infanzia

Scritto il 1 Ottobre 2019 nella categoria Altro

Roberto era di Milano, la sua famiglia veniva in villeggiatura al Passo del Brallo e stavano nella “Casa Gialla”, pertanto erano inquilini dei miei.

Eravamo amici e ne combinavamo un sacco, suo papà mi chiamava “Archimede” perché diceva che ne inventavo sempre una nuova. Mi gasava quel soprannome.

Roberto era un ragazzino giudizioso, ubbidiva sempre ai genitori e se per caso non lo faceva era il primo a rimanerci male perché si sentiva in colpa. Parlava un po’strano per via di quella dentatura un po’ pronunciata.

Aveva anche lui il Commodore 64 e ci scambiavamo le cassette. A dir la verità è stato uno dei motivi per cui ho “scelto” di ricevere quel computer anziché un altro: se ce l’avevano in tanti, soprattutto i milanesi come Roberto, voleva dire che era valido.

Alla fine degli anni ’80 i suoi hanno deciso di cambiare meta. Hanno lasciato Brallo nel pieno della sua epoca florida. Recentemente Roberto è passato a Brallo a trovarmi, insieme a sua moglie e sua figlia. Mi ha fatto davvero tanto piacere, è stato un bellissimo regalo.

Commenti

comments

Le stragi di Barostro e Cencerate

Scritto il 30 Settembre 2019 nella categoria Altro

Ho letto questo libro del 2002 di Fabrizio Bernini dal titolo “Le stragi di Barostro e Cencerate – Autunno 1944 nel varzese“.

Racconta episodi della guerra civile che c’è stata in Italia negli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale, che si svolsero nell’alta Valle Staffora, a Varzi e ancora sopra. La zona è stata inizialmente sotto il controllo di bande organizzate di “ribelli“, come li chiamarono in tanti, oppure di “partigiani“, come vengono storicamente definiti. Erano tutti giovani che per qualche motivo si ritrovarono a combattere per cercare di liberare il nord Italia dal regime Fascista. C’era chi ci credeva, chi ci sperava, chi non voleva sottostare ai soprusi dell’esercito regolare, chi non aveva scelta e chi ne approfittava. E qualcuno per più di uno di questi motivi.

La guerra è davvero brutta, e anche se non l’ho vissuta in prima persona l’ho sentita spesso raccontare dai miei genitori, da mio nonno e da alcuni anziani dei miei paesi. La guerra civile è una cosa ancora più brutta perché mette di fronte persone che abitano o vivono negli stessi luoghi. E quindi è intrisa maggiormente di ingiustizie, ripicche, vendette, soprusi, angherie e tragedie.

Nelle brigate partigiane militava il “Commissario Piero“, nome di battaglia di Giovanni Orfeo Landini, nipote di quel Landini che fondò lo stabilimento di trattori agricoli. Divenuto strenuo antifascista fu arrestato negli anni ’40 per cospirazione e tenuto in carcere fino ad ottobre del ’43, quando entra nei ranghi della rete organizzativa e militare del PCI. Rimane coinvolto nell’assassinio di un commissario federale fascista a Milano e quindi il PCI ritiene opportuno il suo allontanamento in Oltrepò Pavese, per coordinare bande di ribelli irregolari in formazioni regolari e divenne commissario politico della brigata Aliotta.

Occorreva un luogo da dedicare a campo di prigionia per i prigionieri e si scelsero due paesi situati nel comune di Brallo (all’epoca comune di Pregola): Barostro e Cencerate, raggiungibili risalendo la valle dello Staffora fin quasi alla fonte, percorrendo una stretta mulattiera. Nel settembre 1944 tra i prigionieri si contavano soldati dell’esercito regolare, civili, esponenti del Partito Fascista, tedeschi.

A metà ottobre si scatena una rappresaglia, ovvero una “risposta” a fatti di sangue, fucilazioni a danno di partigiani commesse dai fascisti. Si decide di fucilare 33 esponenti della brigata San Marco. Una commissione partigiana dette una parvenza di tribunale e i condannati scesero a 9. Essi erano nel campo di prigionia di Barostro. Don Rino Cristiani, parroco di Nivione, li confessa, dà loro la comunione e raccoglie i loro ultimi desideri. Un ragazzino di 15 anni, Oreste Flauto, si offre per essere fucilato al posto di un commilitone. Il racconto di don Cristiani è commovente, dirò soltanto che convinse un condannato a perdonare ed abbracciare chi lo stava per uccidere, un attimo prima della fucilazione.

Nell’agosto ’44 ci fu una rappresaglia a Milano, in piazzale Loreto, per via di un attentato che costò la vita  a militari tedeschi e civili: i fascisti prelevarono quindici partigiani e li fucilarono. La delegazione lombarda dei partigiani ordinò quindi di passare per le armi i prigionieri nazifascisti.
A Varzi questa notizia fu accolta con sgomento e una piccola delegazione parlò col commissario Piero per avere garanzie su un giusto processo, prima di ordinare qualsiasi fucilazione. 

Il problema dei prigionieri era che nell’autunno ’44 era in corso un grande rastrellamento a largo raggio delle truppe tedesche e dei “mongoli” (truppe in realtà calmucche) e portarsi dei prigionieri durante un’eventuale ritirata era un impiccio. Liberarli voleva dire esporsi a possibili fughe di notizie. Quindi, che fare? C’era l’ordine di fucilazione, ma questo ordine scritto non fu mai confermato. Il Landini sostenne sempre che questo ordine fosse esistito, ma non fu mai provato.

Alla fine questo ordine fu dato a chi comandava i due campi, quello di Barostro e quello di Cencerate. Quelli che dovevano occuparsene erano comunque dei giovani, erano comunque degli uomini, e molti furono presi, se non da dubbi, da scrupoli, perlomeno da pietà, da paura, e cercano di far fuggire i prigionieri, almeno quelli come i borghesi che godevano di un’ampia autonomia all’interno dei campi.

Don Rino tento di persuadere il Landini a ravvedersi dal suo proposito, ma inutilmente. Arrivati i fucilandi, il prete li accolse per dare loro conforto e qualcuno di loro gli lasciò degli scritti per i famigliari. 

Nel dopoguerra Orfeo Landini fu processato e considerato colpevole di omicidio volontario continuato. Lui si difese sostenendo di aver solo obbedito a un ordine, ma prove in tal senso non ne furono mai prodotte e le testimonianze non deponevano a suo favore. Si ritenne che, pur essendo gli avvenimenti occorsi in stato di guerra, il Commissario Piero ebbe la colpa di far fucilare anche 4 civili, perlopiù non in un atto di guerra, ma compiendo un omicidio dettato da moventi politici. Fu condannato a 18 anni, ma non scontò in pieno la pena in carcere per un’amnistia.

50 anni dopo la guerra Landini rilasciò a Bernini stesso, l’autore di questo libro, un’intervista dove si dichiarava membro del commando che da Milano partì nell’aprile 1945 per prendere in consegna Mussolini e che invece lo fucilò. 

Commenti

comments

Cagliostro 6

Scritto il 28 Settembre 2019 nella categoria Altro

Quiz: dov’è Cagliostro?
Vi assicuro che in questa foto c’è un gatto, ma il subdolo felino ama mimitizzarsi.

Commenti

comments

Cane da guardia

Scritto il 28 Settembre 2019 nella categoria Altro

Pisaré cane da guardia del Brallo.
Nessuno può entrare senza il suo permesso!

Commenti

comments