fabiotordi

(raccolta molto sparsa di pensieri)

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Passo Scaparina – Monte Penice

Buongiorno amici. Io e il mio capo Leo abbiamo fatto un bel giretto dal Passo Scaparina alla vetta del Monte Penice. Ecco com’è andata.

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Fiori del monte Lesima

È bello girare, l’Italia è stupenda, il mondo è fantastico. A pochi passi però ci sono dei posti incantevoli che valgono assolutamente la pena di una visita. Ecco qualche fiore del Monte Lesima

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Selva

Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.

Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!

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Il frontman

Più la gente critica più questo mi gratifica,
perchè significa che ho il fascino della classifica,
più ci mangi e bevi ti andava bene finchè c’eri
perchè sputi nel piatto in cui pippavi fino a ieri,
sorrisi artificiosi buoni per gli artificieri
perchè qua più sono finti più ti dicono di essere veri,
questi parlano alle spalle mentre io sempre di fronte
infatti loro sono spalle, io invece sono il frontman.

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Sentiero del lupo

Pian del Lago – Cascate del Carlone – Sentiero del Lupo.Leo in splendida forma ha trascinato i genitori in questa bella passeggiata. TOP

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Oltre l’orizzonte

Ho letto questo libro di Carla Ottonello: “Oltre l’orizzonte“. E’ una raccolta di poesie.

Sono quasi tutte poesie che esprimono sentimenti “positivi“, come amore, allegria, pace, amicizia, ma anche nostalgia, paura, preoccupazione, ecc.

Sono tutte poesie “semplici“, senza costruzioni classiche e complicate, senza metriche, scritte con parole semplici, ma non per questo sono poesie banali.

Lo scopo di un’opera d’arte (di qualsiasi genere) è, a mio parere, quello di suscitare emozioni. Alcune di queste poesie mi hanno regalato qualche minuto di nostalgia, di sogni, di ricordi, di quiete, ecc.

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Tolleranza

“La tolleranza raggiungerà un tale livello che alle persone intelligenti verrà vietata la minima riflessione, affinché non offendano gli imbecilli“

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Passo del Bernina

È stata dura ma ce l’ho fatta!
2330 mslm: qui c’è la neve!

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La ragazza nella nebbia

Ho letto questo libro di Donato Carrisi: “La ragazza nella nebbia

Avevo sempre sentito parlare di questo autore, ma non avevo mai letto niente. Devo dire che la costruzione del racconto mi è piaciuta: un sacco di salti temporali, ma nonostante quello è comprensibilissimo da subito.

Un delitto, un fatto che rompe la tranquilla quiete di un paesino di montagna, proprio durante le feste di Natale. Un investigatore molto noto e senza scrupoli. Un sospettato. Diversi colpi di scena.

Tutto costruito molto bene, a parte il finale che a parer mio è troppo frettoloso nella spiegazione. Resta un buon libro d’evasione. Ne leggerò altri (chissà quando, vista la mia lista pressoché infinita di libri da leggere. Quando lo dico la gente non ci crede, ma solitamente il tempo tra l’acquisto di un un libro e la lettura è mediamente di un paio di anni, con media di un anno e mezzo, punte di 4/5 anni e pochissimi casi in cui passano solo 2/3 mesi. In questo momento ho qualcosa come oltre una quarantina di libri in coda, ma prima o poi, tranquilli, li leggo)

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Montagne di Carta 2021

Ecco la locandina ufficiale con tutti gli appuntamenti di MONTAGNE DI CARTA al Passo del Brallo, edizione Estate 2021

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Universo senza luce

Ho letto questo libro di Daniel Francis Galouye : “Universo senza luce“, racconto di fantascienza del 1961.

Ovviamente deve essere letto posizionandolo nel periodo in cui è stato scritto, quindi con uno stile diverso da quello che potrebbe utilizzare uno scrittore attuale.

Devo dire che non è stato facile, i primi due o tre capitoli sono stati davvero ostici. Avete presente quei libri in cui capite subito cosa succede, i personaggi sono ben profilati, avete la situazione chiara? Ecco, questo è l’esatto contrario, ci vuole un po’ per entrare nella storia.

Una volta capìta, la storia è sicuramente originale, un universo fantascientifico diverso dal “solito”, un mondo senza luce in cui i personaggi si muovono grazie all’udito e all’olfatto.

Tutto sommato mi ha soddisfatto, non sarà un capolavoro, ma è stata una buona lettura.

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Tondo tondo

Se uno nasce tondo non può morir quadrato, e se uno nasce stronzo non è che si può dare una lustrata e diventar galantuomo, sempre stronzo rimane.

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Quando il cielo era il mare e le nuvole balene

Ho letto questo libro di Guido Conti: “Quando il cielo era il mare e le nuvole balene”.

Molto bello, scritto benissimo. Un racconto a cavallo della seconda guerra mondiale che narra le vicende di un bambino, poi ragazzo, poi uomo, nella campagna parmense sull’argine del Po. Una famiglia povera, travolta dagli eventi (e non solo).

Al di là della storia, è la scrittura, è la narrazione, è la costruzione che ti avvince, ti coinvolge, ti porta ad essere là. Un libro d’autore, indubbiamente. Autore con la A maiuscola. Nelle mani giuste, ci uscirebbe anche un gran bel film.

Complimenti a Guido, che spero mi perdonerà l’estremo ritardo con cui ho letto il suo libro, ma ho sempre “infinite cose da fare e così poco tempo

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Uomini sul K2

Mio padre conobbe Achille Compagnoni, credo a Cervinia, dove lo scalatore aveva un albergo (tuttora esistente).

Per chi non lo sapesse Compagnoni fu il primo uomo a raggiungere la vetta del K2. Sulla spedizione italiana capitanata da Ardito Desio si discusse tanto e ci furono risvolti e rivelazioni da parte di Walter Bonatti che offuscarono la luce del grande alpinista. Dopo tante polemiche il caso fu chiuso dal CAI confermando la versione di Bonatti: Compagnoni e Lacedelli, su decisione del primo, boicottarono Bonatti per non farlo arrivare per primo sulla vetta.

Ma torniamo alla nostra storia. Siro conosce Compagnoni e, come era sua abitudine con le persone, inizia a chiacchierare ed entrare in confidenza. L’alpinista gli regala addirittura un portachiavi con il rilievo del secondo monte più alto del mondo e la scritta “K2“, che lui ha gelosamente conservato attaccato alle chiavi di casa e del negozio per tutta il resto della vita.

Siamo nel 1980 e mia mamma era maestra al Passo del Brallo. Approfittando di tale conoscenza fa scrivere alcune domande ai suoi alunni da inviare fino a Cervinia. Qualche tempo dopo arriva una busta indirizzata “Per gli scolari di III, IV, V di Brallo“. Conteneva un libro: “Uomini sul K2” dove lo stesso Compagnoni racconta la sua versione dell’avventura sulla vetta, nel 1954. Oltre a questo, su carta intestata dell’Hotel Ristorante Bar da Compagnoni, la risposta a tutte le domande dei ragazzi.

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Apelle

Apelle, figlio di Apollo
Fece una palla di pelle di pollo
Tutti i pesci vennero a galla
Per vedere la palla di pelle di pollo
Fatta da Apelle figlio di Apollo

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