Oltrepo con l'accento

Scritto il 13 Aprile 2010 nella categoria Altro

…ma "Oltrepo" si scrive con l’accento o senza? Secondo me si scrive senza, per questo motivo: il fiume Po si scrive senza accento e quindi la parola composta "Oltrepo" mantiene la grfia non accentata. Ma cosa si dice in rete?

In un articolo dell’associazione culturale Varzi Viva (di Antonio di Tomaso) si legge:

Scrivere Oltrepo senza accento sull’ultima "o" è un vero e proprio errore di grammatica (lo ha ribadito Aldo Gabrielli, il noto linguista, autore di numerose edizioni del "Vocabolario Gabrielli", nel volume: "Si dice o non si dice?", edizione Mondadori).
Una fondamentale legge ortografica prescrive che le parole italiane di due o più sillabe per essere pronunciate tronche debbono recare l’accento sulla vocale dell’ultima sillaba; le parole che non portano questo accento, o si leggono piane o sdrucciole o bisdrucciole.
Un’eccezione per Oltrepò non si può fare; e per questa ragione, scrivendo Oltrepo, si legge "oltrèpo" o "òltrepo": non si scappa. E lo stesso ragionamento si può fare con i composti di tre: ventitré, trentatré, quarantatré. Togli l’accento e la pronuncia è una sola: "ventìtre, trentàtre, quarantàtre"

L’ipotesi sembra abbastanza convincente. Anche sul sito dell’Accademia della Crusca, Mara Marzullo scrive:

L’uso dell’accento grafico in italiano è diventato stabile dal Novecento per i polisillabi tronchi
[…]
introduce alla questione dell’accento di polisillabi composti con un originario monosillabo finale: per quanto detto all’inizio sull’uso dell’accento coi polisillabi, è chiaro che anche in questi casi, essendo il polisillabo tronco, si deve usare l’accento grafico (ventitré, rossoblù, nontiscordardimé, Oltrepò).

Anche la Lega Nord Voghera si interroga sul quesito e, malgrado suggerisca che la logica non preveda accento, ribaisce che la citata Accademia fuga ogni dubbio sull’errore che si commetterebbe non accentando la parola.

Insomma, in tanti si interrogano sulla questione, anche i lettori di Vogheranews, ma alla fine mi arrendo leggendo il libro del pavese Max Bocchiola (traduttore ufficiale di uno scrittore a me caro, Irvine Welsh [1] [2] [3]) e Ludovico Gerolin, "Grammatica pratica dell’italiano dalla A alla Z", che subito a pagina 2 recita:

Attenzione: le parole tre e blu non hanno mai l’accento, che è invece obbligatorio per il oro composti: ventitré, rossoblù. Lo stesso vale per tutti i monosillabi se sono la parte finale di un composto: il fiume Po, ma l’Oltrepò Pavese; vado su, ma il tiramisù.

E allora davanti al tiramisù mi arrendo :-)

Quindi… quindi continuerò a scrivere Oltrepo senza accento. Sbagliando, direte voi? Ma certo che no, la mia è una chiara licenza poetica!

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