(raccolta molto sparsa di pensieri)

fabiotordi

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Tutto quello che non rientra nelle altre categorie

Capanne di Cosola – Legnà

Questa volta Leo e io siamo andati da Capanne di Cosola fino al monte Legná e ritorno. Proprio un bel giretto, abbiamo visto la panchina gigante, le mucche e abbiamo fatto tante merende.

Deiezioni canine

Caro padrone di cane, apprezzo il fatto che tu abbia raccolto le deiezioni del tuo amico animale, apprezzo meno il fatto che tu le abbia lasciate quasi sulla porta del mio negozio, considerando anche il fatto che a meno di 5 metri, di fronte, c’è un cestino.

Il correttore automatico aveva scritto “cretino” al posto di cestino, probabilmente è un lapsus freudiano.

Artana

La chiesa di Artana (in val Boreca e sotto il comune di Ottone) e il Monte Lesima

Come un geko

Io rimarrò sempre aggrappato.

Alla vita, alla mia famiglia, alle mie idee, a Brallo (se potrò), alle piccole grandi cose che mi rendono felice.

Lo sconto

Capita che in negozio il cliente chieda uno sconto. Chiedere è lecito, rispondere è cortesia.. Ecco alcuni casi in cui invece le richieste sono fastidiose.

*L’INSISTENTE*

Quel cliente che chiede lo sconto svariate, decine, innumerevoli volte. Non è che se me lo chiedi 10 volte alla decima la risposta cambia, mi vuoi prendere per sfinimento?

*IL DENIGRATORE*

Questo articolo non è bello. Oppure: Questo articolo non mi va bene. Oppure: Questo articolo da un’altra parte lo vendono a meno. Risposta per tutte queste obiezioni: non comprarlo.

*IL PREPOTENTE*

Mi devi fare lo sconto. “Devi”, a casa mia, non me lo dici. Punto. Ribadisco che chiedere è lecito, rispondere è cortesia.

*LO SCONTENTO*

Ecco, su questo articolo un po’ di sconto posso fartelo. Così poco? No fammi più sconto. Benissimo, non ti piace lo sconto accordato? Allora torniamo al prezzo di cartellino, magari ti piace di più.

*IL NOSTALGICO*

Venti anni fa vendevi le cose a meno. Anche io ho scritto così al gestore del gas, ma non mi ha neanche risposto.

*L’INDECISO*

Vorrei un po’ di sconto, ma poi ci penso, ti lascio qui la merce, poi magari ripasso e se ripasso cambio idea, tolgo un articolo e ne metto un altro, anzi tolgo anche l’altro e non prendo niente, anzi passo il mese prossimo, poi te lo riporto, ne pago uno col bancomat e l’altro in contanti, poi se lo riporto mi rendi i soldi? No ci ho ripensato non voglio niente. Buona giornata.

*IL DOPPIO SCONTO CARPIATO*

Dunque: questo articolo 100 scontato a 95, l’altro 70 scontato a 65, totale 160, quindi mi fai lo sconto a 150, poi magari te li riporto e prendo merce per 170, ma siamo a posto così vero? Si certo, siediti pure che ti porto anche il tè coi pasticcini.

*L’ESAGERATO*

Quanto costa? 200? Beh a me farai 100.

Si, come no, ti faccio anche la consegna a casa, intanto che sono per strada ti faccio anche la spesa e te la porto al quinto piano senza ascensore. A casa tutto bene? Ti servono mica dei soldi che te li presto?

*IL TACCAGNO*

Quanto costa? 5 euro? Mi fai lo sconto!

Guarda, te lo regalo che faccio prima.

(questa frase non la dico più: una volta un cliente mi ha preso in parola, mi ha ringraziato ed è uscito)

*IL CLIENTE ABITUALE*

Sa che su alcuni articoli, dove possiamo, per lui che acquista abitualmente da noi, un po’ di sconto lo facciamo. Anche senza chiederlo.

Il bambino bugiardo

Ho letto questo libro, IL BAMBINO BUGIARDO, di S. K. Tremayne

Un bel thriller, sa tenerti col fiato sospeso fino alla fine (che poi è quello che devono fare i thriller)

Ambientato in Cornovaglia, in una grande casa di una ricca famiglia che esiste da un millennio. La nuova sposa di un vedovo deve ambientarsi in questa sua nuova vita e rapportarsi con la madre e soprattutto il figlio di lui e ancora di più col ricordo della moglie morta di cui talvolta non si sente degna sostituta.

Mancano molti mesi a Natale, quando dovrebbe succedere che…

Se vi piace il genere, leggetelo. Non è il libro della vita, ma è sicuramente di piacevole lettura e ha, nei capitoli finali, dei risvolti che lo rendono forse ancor più inquietante.

Terre e cultura – Guida turistica della Comunità montana dell’Oltrepò Pavese

da “Terre e cultura – Guida turistica della Comunità montana dell’Oltrepò Pavese” 2011. Testi e fotografie di Alessandro Disperati e Mattia Tanzi.

BRALLO DI PREGOLA Il Brallo ha un’estensione di 4638 ettari. L’altitudine del capoluogo è di 951 metri mentre il territorio varia dai 371 ai 1724 metri (Monte Lesima). Il Santo Patrono è San Rocco. Il Passo del Brallo è nato proprio a cavallo dell’Appennino. Tra gli anni sessanta e settanta ha conosciuto un periodo molto importante per lo sviluppo di questa zona sotto il profilo turistico. È in quegli anni che furono realizzati gli alberghi, i ristoranti e gli impianti di risalita. Oggi la località non ha perso la sua importanza: negozi, bar, ristoranti e alberghi sono al servizio di sciatori e villeggianti. In particolare va ricordato il centro tennis C.O.N.I., presso il quale durante l’estate si svolgono corsi per tutte le età e che offre numerose altre attività sportive. La caratteristica singolare di questo Comune è di essere formato da ben venti frazioni. Alcune importanti e ricche di storia, come Colleri e Pregola, altre invece che, addirittura, nel periodo invernale, risultano per lo più disabitate o contano pochi abitanti.

Storia

La denominazione Brallo di Pregola è alquanto recente, ma la storia di questo Comune è invece molto antica; Pregola era già nota all’epoca longobarda, nel X secolo, quando faceva parte del Monastero di San Colombano di Bobbio. Fu Federico Barbarossa, nel 1164. a cedere Pregola alla famiglia dei Malaspina: rimase in possesso dei marchesi sino alla fine del feudalesimo. L’abitato antico, con castello e chiesa, sorgeva su di uno sperone roccioso sovrastante l’attuale. Soltanto nel 1789 Pregola cessò di essere marchesato e fu annesso alla comunità di Santa Margherita Staffora. Nel 1859 Pregola, con una popolazione di 1756 abitanti, entrò a far parte della provincia di Pavia e venne inserito nel I mandamento di Bobbio del circondario di Bobbio. In passato il Comune non si trovava al Brallo, bensì a Pregola. Il municipio è stato trasferito nella sede attuale il 31 marzo del 1958.

Stupidità

Non sottovalutate la stupidità umana

A tal proposito leggetevi le 5 leggi sulla stupidità di Carlo Cipolla:

https://www.libriantichionline.com/divagazioni/carlo_cipolla_leggi_fondamentali_stupidita_umana

Sicurezza

La sicurezza innanzi tutto

Fizzonasco

Se rinasco non ci casco, bevo un fiasco, ascolto Vasco, mi sento piccante come il Tabasco, meglio monegasco o meglio bergamasco?meglio Damasco? Io me ne frego, indosso un basco e me ne vado a Fizzonasco!

Il sig. Mario

Il sig. Mario, decano del Brallo, 100 anni.

In un secolo di vita chissà quante cose ha visto, vissuto, provato. Quante persone ha conosciuto, ha visto il Brallo passare da uno sparuto gruppuscolo di case a capoluogo del comune (“rubandolo” alla sua Pregola)

Con la sua tranquillità e il suo sorriso, la sua lucidità ed eleganza (e non dimentichiamoci che se fosse per lui guiderebbe ancora l’auto), durante la sua vita il Passo del Brallo ha visto costruire la strada asfaltata che da Varzi va al Trebbia, il municipio, le scuole, 5 alberghi, la posta, la farmacia, la chiesa, le imprese edili, almeno 7 o 8 negozi di abbigliamento, 4 negozi di alimentari e generi vari, cartoleria, lavasecco, elettrodomestici, assicurazione, pompe funebri, ciabattino, meccanico, discoteca, pub, caseificio, e chi più ne ha più ne metta.

Quanta esperienza, quanta saggezza, quanta storia c’è in quest’uomo.

Bisagno e i suoi partigiani

Ho piacevolmente riletto questo libro di Dario Rebolini (mio zio): Bisagno e i suoi partigiani.

Racconta le sue avventure quando, dopo l’8 settembre 1943, si diede alla macchia per unirsi ai gruppi partigiani che erano nella zona tra casa sua (Zerba, Val Boreca) e Genova.

Dario era classe 1924, durante la seconda guerra mondiale era soldato, chiamato alle armi nel 1943 e spedito a Fiume. Rientra a Zerba in modo avventuroso e da lì, essendo disertore per l’esercito ufficiale, si unisce ai gruppi dei Comitati di Liberazione Nazionale.

Quasi due anni di avventure, pericoli, tragedie, in mezzo alla guerra civile che infuriava. E in mezzo a queste cento storie (e chissà quante altre ne avrebbe avute da raccontare) emerge la figura di Bisagno, vale a dire Aldo Gastaldi, maggior esponente della Resistenza Italiana delle nostre parti.

Il male quotidiano

Ho letto questo libro di Massimo Gardella: Il male quotidiano.

Oh ragazzi, questo sa scrivere e scrive molto bene. Il libro mi ha subito intrigato, e mi ha accompagnato verso la fine, quando ti chiedi proprio come andrà a finire…

È ambientato tra Pavia, il ponte della Becca, Milano e l’immaginario Zeccheto. L’ispettore Jacobi della polizia di Pavia indaga su un atroce ritrovamento. Pagina dopo pagina verranno a galla anche gli aspetti della sua vita, passata e presente e, forse, futura. Ricordi a volte torbidi e turbinanti, così come il fiume sulle cui rive l’ispettore cerca di risolvere il caso.

Illusione di un sogno reale

Le illusioni sono sogni che non son stati capiti. E se sogni non sono, lasciatemi illudere che lo siano.
A volte la realtà mi pare un sogno, a volte sogno che la realtà sia un’illusione.
(n.e.s.s.u.n.o.)

Grazie papà

Grazie papà, per avermi spiegato, la gentilezza, l’educazione, l’umiltà, la bontà. In vita tua quante volte ci hai rimesso per queste tue qualità? Tante (troppe – diceva la mamma), ma mi spiegavi che i soldi vanno e vengono, invece il prestigio, la coscienza, il buon senso non si comprano.

Io ci provo a fare tutto giusto, ma non è facile” ripetevi sempre.

E quelli che fugnano, che litigano, che alzano i toni, che vogliono saperla lunga e che vogliono sempre aver ragione, magari ottengono successo, ma è effimero. Magari ottengono vittorie, ma sono di Pirro.

Grazie papà, tu mi hai insegnato tutte queste cose, io non sono forse capace di averle imparate bene, come sapevi fare tu, ma rimane la cosa più grande che mi avresti potuto lasciare, e di questo ne sono assolutamente fiero.

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