fabiotordi

(raccolta molto sparsa di pensieri)

fabiotordi

Giovedi 10 agosto 2006 ore 10:58

Gli inglesi sono troppo gentili. Quando gli porti le cose ai tavoli ti ringraziano: "Thank you", allora tu dici prego: "You’re welcome", e loro, non contenti, ti dicono ancora "Cheers". Basta!Troppi salamelecchi.

La teacher della seconda ora è veramente buona. Avrà si e no 22 anni, uno e settanta, capelli alle spalle riccioli, si chiama Rachel, fisico giusto. Sto dormendo in piedi (o meglio seduto) alla solita panchina. Adesso mi sparo la mia bella Red Bull quotidiana, visto che quei rabbini di Ponti’s non mi concedono neanche un caffè. Io capisco che ci debbano essere regole, ma qui si esagera. Da Fiori i baristi bevono e mangiano tutto il giorno, addirittura c’era chi si portava la roba a casa nello zaino, ma qui non posso neanche bere una coca fuori dai pasti.

Ormai al lavoro ho i miei ritmi. Il sciur Ottavio mi ha chiamato nel suo ufficietto e mi ha detto che sono bravo, lavoro bene, che so organizzarmi, pertanto avrebbe potuto cambiarmi posizione. Io gli ho detto che sto qui per qualche mese e lui mi ha detto che è troppo poco. Dopo che ho scoperto che il barista, polacco, è qui dal 20 giugno, poco prima di me, e andrà via a metà settembre. Ha fatto subito quel lavoro e per una settimana gli hanno fatto pure il training. Cosa diceva la prima regola della mia lista x trovare lavoro? Ci vuole culo!

Klaudia mi ha detto che torna al suo paese (che non so qual’è), ci vedremo quando torna (ma io più che lei vorrei vedere le sue amiche).

Ieri si discuteva con Antonio, il cuoco, su Londra e il suo stile di vita. Qui non hanno molto il senso della famiglia che abbiamo in Italia. E’ notorio che l’italiano è mammone. Invece quelli dell’est non hanno problemi a trasferirsi lontano dalla famiglia e dove non hai amici, solo conoscenti. Lui è qui da 8 mesi e dice che sgobba come un somaro, esce poco, deve stare attento alle spese…insomma una vita un po’ di merda. O fai il salto di qualità o te ne torni.

Ieri Daiva non c’era e il suo posto l’ha preso Kasia, ovviamente polacca. Mi diceva che lei è qui da anni, all’inizio non parlava inglese, poi si è abituata. Ecco, a questi ritmi non ti integri, ti abitui.

Ora vado a lavare le mie pignatte.

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Mercoledi 9 agosto 2006 ore 10:46

Eccomi qua al mio appuntamento quotidiano sulla panchina di Liverpool Street Station. Ieri il lavoro è andato meglio, sto imparando come muovermi e come organizzare il lavoro. Il casino c’è fino alle 3, quando il mio socio ceco se ne va e io rimango il padrone della lavapiatti. E’ potentissima, farebbe invidia a qualunque casalinga. Dalle 4 alle 7:45 c’è stato veramente poco da fare, il problema è che alle 8 il locale chiude, quindi… quindi mi arrivano contenitori, mestoli, piatti, ecc. del self-service, le parti della macchina del caffè e della spremi agrumi dal bar, e fino alle 8:15 le ultime stoviglie usate dagli ultimi clienti. I cuochi alle 8 e 5 minuti hanno finito e se ne vanno. Idem il barista. le cassiere ovviamente alle 7:59:59 hanno già la borsetta in mano. I camerieri alle 8 (anzi IL cameriere, a quell’ora ce n’è uno solo) ha già pulito tutti i tavoli, dopo passa l’aspirapolvere, sparecchia i tavoli dei ritardatari e se ne va. Indovinate chi rimane! Alle 8 e mezza ho finito di lavare tutto. Poi devo buttare la spazzatura, mica semplice: prendi le chiavi, porta il carrello fuori, fai il giro, apri il montacarichi, metti il carrello, chiudi e mandalo giù, vai giù con le scale, apri tira fuori e chiudi, vai ai bidoni, apri con la chiave, butta via tutto, chiudi ritorna riapri, metti dentro, chiudi manda su, vai su x le scale, apri tira fuori chiudi, fai il giro rientra nella cucina. Poi….. pulire x terra, passare il mocio (tutte cose che anche gli altri fanno, ma alle 8 e un secondo) e poi finalmente… a cambiarsi.

Ma volete sapere una cosa disgustosa? Tornando su dagli spogliatoi ieri sera ho visto due cosini muoversi furtivamente. Chiamo Daiva, la tizia che sostituisce il manager alla sera. "Daiva, there are some mice!" e lei sorridendo candidamente: "Yes, plenty!". Cosa? Ci sono i topi che gironzolano, tu lo sai e sorridi beatamente. Non so se sto violando qualche policy o qualche regolamento del cazzo dicendo questo pubblicamente, ma occhio a dove e cosa mangiate. D’ora in avanti solo ciabatta fresca con pomodoro fresco e lattuga fresca da Ponti’s.

Un grosso saluto a tutti i Lombers. Non li cito perché sicuramente ne dimenticherei qualcuno. Mi spiace solo x l’inconveniente che è capitato a qualcuno (va beh, un nome facciamolo: a Magofeo) dell’intrufolarsi di alcuni malware tramite il mio blog. Vorrei capire se è capitato solo a lui o ad altri? Mi informerò con la società che gestisce il blog.

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Martedi 8 agosto 2006 ore 10:50

Veramente, non so quanto resisterò. Il mio lavoro consiste in questo: comincio alle 11:30. Il posto è un ristorante con anche self-service. Il casino c’è fino alle 2 del pomeriggio. Io sono il washing-up, quindi devo pulire. Tutto. I camerieri portano i vassoi coi piatti, posate, tazze sporche (i bicchieri li lavano loro altrove). Quando ho un po’ di tazze pronte le porto al bar, intanto recupero dai "cuochi" (cioè quelli che danno da mangiare al self-service) pentole, contenitori, piatti, utensili, ecc. da lavare. Poi c’è la cucina di sotto che manda su viveri, da portare ai "cuochi" e roba sporca, da lavare e rispedire giù. Non contenti quando c’è casino (all’ora di pranzo), spesso e volentieri il capo (il signor Ottavio di Agrigento) mi chiama per il servizio ai tavoli. I clienti che non aspettano pagano alla cassa, si prendono un numerino e vanno a sedersi. Tu devi leggere il numero sullo scontrino e girare come un pirla x i tavoli alla ricerca del numero corrispondente.

Anche quando vanno in pausa i camerieri ho preso il loro posto. Molto meglio come lavoro: dici qualche parolina, recuperi le cose sporche, ecc.
I miei compagni di lavoro sono Andre (non so come si scrive), ceco, simpatico. Poi c’è Michal, polacco, che effettivamente ha avuto la pazienza di spiegarmi parecchie cose, ma non brilla x la simpatia (sai, lui è "cameriere"). Poi c’è uno del Pakistan o giù di lì. Poi ci sono un paio di cassiere (Polonia e Lituania), il barista (Polonia), i cuochi (penso Portogallo, e l’altro italiano, Antonio, di Crotone, simpatico.)

Alla sera c’è poca gente, però verso le 6 i cuochi, sia quelli in cucina che quelli in sala, iniziano a sbaraccare e mi arrivano una montagna (letteralmente) di cose da lavare. Siccome io sono l’ultima ruota del carro, alle 8 il ristorante chiude, tutti finiscono di pulire il loro angolino, mi portano la roba sporca e vanno a casa. Io devo pulire tutta la roba loro e poi quando ho finito, pulire il mio angolino e buttare la spazzatura. Quindi sono l’ultimo.

Le pause sono 2, la prima x pranzo l’ho fatta alle 2 e dura mezz’ora. La seconda x cena (si fa per dire, alle 5, 3 ore dopo il pranzo) di 20 minuti. Praticamente, ti fai preparare qualcosa da mangiare, ti siedi… e devi mangiare in fretta con l’orologio in mano. Che stress.
E poi è ridicolo il cartello che ti dice in pausa cosa puoi prendere. Se non prendi la bibita, ma l’acqua, hai diritto ad un caffè. Ridicolo.
Ieri a casa son crollato dal sonno.

Le lezioni della Callan procedono bene, solo che al mattino siamo tutti italiani e quindi non si può "sperimentare" l’inglese tra un’ora e l’altra.

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Lunedi 7 agosto 2006 ore 10:51

Ieri ho perso il mercatino per colpa della Circle che è arrivata dopo 45 minuti! Non la aspetterò mai più. Allora ho ritentato con Brixton, ma ho trovato solo il mercato della frutta. Alla fine me ne sono andato in Trafalgar alla National Gallery. Anch’essa gratuita, molto grande (è un labirinto) e piena di dipinti, alcuni dei quali veramente meravigliosi (come le rappresentazioni di Venezia del Canaletto), ma devo dire che la pittura mi emoziona molto meno della storia.

Alla sera mi sono visto un paio di documentari coi sottotitoli: almeno quelli parlano chiaro e abbastanza lento, nei film non si capisce niente neanche sottotitolati.

Stamane prima lezione del mattino e adesso sono qui in attesa di cominciare il lavoro. Ho mandato i miei orari a Klaudia (l’amica di A&F) per riuscire a vederci, ma non mi ha ancora risposto.

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Domenica 6 agosto 2006 ore 14:28

Oggi ho fatto il pensionato. Per la prima volta da quando sono qui sono stato in casa a cazzeggiare. Computer, tv, libri, ecc. Adesso me ne sono uscito x tentare di vedere il mercato di Petticot Lane e per scappare dal nauseabondo odore della zuppa ai mushrooms di Sophie.

Ieri il pensionato l’ha fatto Gianluca, che non lavorava ed è stato in casa tutto il giorno. Alla sera abbiamo stappato qualche birretta come aperitivo, poi lui ha fatto la pasta alla salsiccia che abbiamo mangiato tutti e tre. Era ora, un momento di vita sociale comune. Sono saltate due bottiglie di vino, così, complice l’alcol, io e Luca ce ne siamo usciti giusto per andare al Cheers (dove anche stavolta non ci han fatto entrare, posto di m….) e quindi in un bar di Soho, che ha suonato la famigerata campanella 2 minuti dopo.

E’ simpatico Gianluca, all’inizio l’avevo preso un po’ a male a causa del suo modo di fare "so tutto io sono un super cuoco che ha girato il mondo". Maria, la spagnola, invece se n’è andata senza neanche salutare. E’ da una settimana che non la vedo (attenzione: in teoria vivevamo nello stesso appartamento) e ieri sera ho beccato la sua amica che mi ha detto che ieri se n’è tornata in Spagna. Chissà adesso chi arriva?

Ieri ho visto un cartina del 1824 che mostrava come Londra arrivasse esattamente alla via prima di dove abito io, mente un’altra del 1880 riporta il quartiere com’è adesso. Anche il giardino della casa era uguale a quello di oggi.

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Sabato 5 agosto 2006 ore 15:14

Sono stato al London Museum, un fantastico museo appena accennato dalle guide. Racconta la storia della città di Londra, molto interessante.

Fu fondata intorno all’anno 50 d.c. dai Romani col nome Londinium dove attualmente sorge la City. Il London Bridge è stato per centinaia di anni l’unico ponte. Dopo il 400, a causa del declino dell’impero romano, Londinium viene via via abbandonata, e va in rovina. Dopodiché arrivano gli Anglo Sassoni, che si stabiliscono nelle rovine, ma soprattutto in campagna. Nel 500 Londra ha 1000 abitanti. Nel 600 più a ovest viene fondata Lundevich. Nel 750 siamo a 8000 abitanti. Nel 886 c’è la cosiddetta rifondazione col nome di Lundemburg, sempre nell’attuale City. Nel museo c’è la ricostruzione di una casa dell’anno 1000, che pare una capanna e non è paragonabile a quella romana di molti secoli prima, che poco ha da invidiare ad una modesta casa italiana degli anni 50. Erano avanti i romani (pensa te se devo imparare i Romani a Londra!) C’è anche il modellino della prima cattedrale di St. Paul, in stile gotico, completamente diversa da quella di oggi.
Dopo ci sono stati i danesi e poi i normanni. Dopo il 1000 hanno costruito il palazzo reale e l’abbazia  a Westminster, che all’epoca era fuori città. Nel 1100 c’erano 25000 abitanti, che diventano addirittura 90000 nel 1300.
Nel 1348 la peste uccide la metà della popolazione. Ci sarà poi un nuovo aumento (chi ha studiato economia o demografia ricorderà le idee di Malthus) che porta nel 1450 a 50000 abitanti e un secolo dopo a 120000.

La lingua inglese deriva da lingue germaniche come l’olandese e il tedesco, mischiate a lingue nordiche con qualche influenza di francese (dovuto ai normanni) e di latino (anche qui era la lingua delle scritture pubbliche e della religione). Come è successo anche in Italia, un poeta londinese del 1300 è la "causa" del propagarsi del londinese come dialetto ufficiale.

Nel 1666 c’è il grande incendio che brucia i 4/5 della City. I poveri ricostruiscono, i ricchi si spostano a ovest, anche se nel ‘700 a monte di Westminster era campagna. Il 1800 è il secolo della regina Vittoria, di suo marito Alberto e della Grande Inghilterra. Londra si trasforma, si modernizza: è la città più grande del mondo e il porto più importante (sebbene non fosse sul mare). Nel 1851 la Great Exibition in un avveniristico palazzo di vetro e acciaio (nel 1851!), il Crystal Palace, accoglie più di 6 milioni di visitatori (ripeto, nel 1851!). La città ha problemi di sovraffollamento. Arrivano fiumane di irlandesi poveri e ebrei perseguitati in fuga. Considerate che l’impero in quegli anni era vastissimo, e Londra ne era la capitale, quindi immaginatevi il casino. Alla fine del 1800 grandi lavori pubblici come l’enbankment… come si dice in italiano? Insomma hanno tolto spazio al letto del fiume x costruire un terrapieno dove far scorrere la rete fognaria (in quegli anni di gran folla, colera e diarrea erano comunissimi), i cavi del telegrafo e la metropolitana.
E poi le nuove tecnologie, la macchina a vapore, il cinema… fino arrivare alla costruzione del Tower Bridge, l’ultimo ponte non solo pedonale che è stato costruito.

All’inizio del ‘900 Londra faceva 10 milioni di abitanti, di cui un milione lavorava per il porto. Nel 2006 sono poco più di 7 milioni.

Se vi piace la storia, ve lo consiglio. Ora me ne sono venuto a Green Park a riposarmi.

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Sabato 5 agosto 2006 ore 10:42

Ragazzi che botta di ricordi. Sono in Liverpool Street Station. Io per le persone, i nomi e i visi non ho x niente memoria, ma per i posti in cui sono stato, sono meglio di un cartografo. Mi ricordavo la forma della stazione, dov’è la biglietteria, dov’è la libreria, dov’è il Mc, dov’è la panchina su cui mi ero seduto. Tenete presente che a Londra c’ero stato solo 28 ore nel 2003.

Sono qui x vedere dov’è il ristorante Pontiè proprio dentro la stazione, ed è bello grosso. Non capisco questa cosa di spacciarsi per italiani. In vetrina hanno un cartello che invita a scoprire i cibi dell’Emilia Romagna. Ma dove? Ma smettetela. E come se io aprissi a Voghera un ristorante spagnolo, assumo un francese, un greco, un irlandese e prendo un cuoco brasiliano che cucina le ricette spagnole. Che significato ha?
Ad Amsterdam c’è pieno di posti che cucinano italiano in modo egregio (Varni può confermare), ma non per questo si spacciano x italiani.

Ieri dopo la Callan sono andato con Danilo (il ragazzo che avevo già conosciuto all’agenzia Mundus Club) al pub li a fianco a farmi 2 pinte. Bell’ambientino, giovane, musica, birra…

Quando sono in giro, specialmente in metro, mi fa piacere aiutare gli italiani che cercano la strada. Quando li sento parlare tra di loro chiedendosi quale potrebbe essere la linea giusta, se posso, li aiuto. E’ un metodo x fare facilmente una buona azione e scambiare 2 battute, del tipo "Mi fai vedere la prima pagina della Gazza?"

Inizio a capire gli accenti in inglese. Quello portoghese è il più riconoscibile, poi anche quello spagnolo, italiano, francese.

Ci sarebbero mille cose da raccontare di Londra, tantissimi piccoli aneddoti. Ieri sul bus c’era una mamma, coi figli già grandicelli che aveva i capelli completamente fucsia, e nessuno ci faceva assolutamente caso. E’ Londra! Ieri sera ho aperto una bottiglia di birra con l’accendino a un gruppo di punk che non erano capaci. Pazzesco.

Devo scoprire in che anno hanno costruito il suppostone della City, l’altra volta non c’era.

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Venerdi 4 agosto 2006 ore 17:21

Mi sto abituando a mangiare i cetrioli, o come cavolo si chiamano quelle verdure che mettono nei panini. Qui ovunque: Mc Donald, Pret, ma anche un qualunque paninaro sotto casa, quando ti fa un panino puoi stare tranquillo che lo apri e dentro ci trovi quel cavolo di cetriolo. Qualunque panino. Così mi sono abituato e buonanotte.

Sono passato a Twickenham, a Teddington e mi sono fatto a piedi il Bushy Park. Che bello, c’è un parco all’interno del parco con un rigagnolo e una vastità di tipi di alberi e di volatili impressionante. Veramente ti sembra di essere altrove. Un posto dove fare una bella chiacchierata con un amico o una passeggiata romantica con una signorina.
All’esterno, ma sempre nel parco, ci sono cervi e cerbiatti che si lasciano avvicinare (fino ad un certo punto)
Al ritorno, ancora in bus fino a Richmond e poi Hammersmith.

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Venerdi 4 agosto 2006 ore 11:19

Io la tv inglese non la capisco. A parte le BBC news delle 10pm non trovo nulla di interessante. Stamattina sono andato in Piccadilly da mr. Andy e, finalmente, squillo di trombe e rullo di tamburi, ho firmato un contratto di lavoro. Poco fa ho sentito l’agenzia, erano contente e mi hanno confermato che Ponti è una compagnia seria.

Ora sono a Richmond, sud ovest di Londra, sto cercando di raggiungere Hampton Court coi mezzi, ma ci sto mettendo una vita. Qui sugli autobus c’è gente più normale, tanti anziani, gente che va a fare la spesa, ecc, non c’è pieno di turisti e indaffaratoni come in London. Per farvi capire il freschino di oggi vi dico che sul bus c’è il riscaldamento acceso.

Sopra le nostre teste continuano a passare aerei che atterrano a Heathrow, che è qui vicino e deve essere immenso.

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Giovedi 3 agosto 2006 ore 22:39

Anche Sabrina mi ha scritto un’email dicendo di tornare al Malaspina. Mah… a riprova che non sono comunque pentito di essere qui devo dire che ricordo volentieri le tante nottate passate al pub, ma rimango dell’idea che non ho voglia di essere là. Ogni tanto ho bisogno di staccare dalle cose routinarie x ricaricare le pile.

Un saluto a Daniele, che mi ha lasciato un commento: certo che mi ricordo di te. I pantaloni della Colle li avevo comprati a fine stagione e tu sei stato il primo cliente. Dai che a gennaio ci rivediamo sulle piste di sci (prima non ho tempo).

L’agenzia Bain mi ha dato i soldi di Filo e Ale, che ho prontamente usato x pagare l’affitto di agosto. E mi ha dato il mio assegno: 49 pounds x una giornata di "lavoro" non sono niente male, no??
Sto ripensando a quel cretino di napoletano che era all’agenzia. Prima si lamentava tanto di Napoli, diceva che lui non voleva più starci, ecc. E in questi giorni invece dice che lo fanno lavorare troppo, che lui esce pazzo, che non trova la casa, ecc, e che vuole tornarsene a casa al più presto. E prende 600 sterline a settimana. Ma che cazzo ti lamenti! Non li prendevo io a fare lo sviluppatore software a Banca Intesa con tanto di contratto di collaborazione (quindi non da dipendente, stipendio lordo). Sono 900 euro a settimana e ‘sto rimbambito si lamenta.Se avesse un po’ di testa rimane qui un paio di anni e si mette via dei bei soldi.

Qui i canali televisivi hanno praticamente tutti i programmi sottotitolati alla pagina 888 del televideo, anche le news (in leggera differita).

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Giovedi 3 agosto 2006 ore 16:02

Oooooooohhh ci voleva, mi sono mangiato un altro panino da una simpatica signora in Seven Sister, al modicissimo prezzo di 1 Pound. L’ho scoperto oggi a pranzo con altri ragazzi italiani (Nocera, Lecce e Veneto). Sapete quei negozietti tipici di una volta, quelli che hanno di tutto, dove regna il disordine. Mi ricorda quando io e Matteo eravamo ragazzini (cioè l’altroieri) e andavamo da Isa a farci fare un panino con la coppa o il salame, i cioccolatini Kinder e una coca.

Certo che la Cirle Line e la District sono veramente pallosissime.. pochi treni e quei pochi lenti. La migliore è la Victoria, poche fermate e arrivi subito.
Domani ho un appuntamento con Mr Andy, per fare il kitchen porter a Liverpool Street. Se va male anche stavolta giuro che vado a fare la statua a Convent Garden o sotto il London Eye. A proposito, prima o poi vorrei andare a vedere la mostra di Dalì.

Adesso provo ad andare da Bain, se c’è ancora, x farmi dare il soldi di Alessandro e Filippo (e i miei).

Mi ha mandato un text Enea dicendo che il pub senza di me non è la stessa cosa. Un po’ mi rattrista, un po’ mi inorgoglisce. Dovrebbero sentirle queste cose gli stronzi che mi dicono che non so lavorare.

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Giovedi 3 agosto 2006 ore 11:36

Perchè i soldati che muoiono sono sempre giovani? Oggi su Metro ci sono le foto di tre ragazzi britannici morti in Iraq. Che tristezza: quelli che decidono le guerre hanno una bella poltrona comoda sotto il culo e le tasche pieno e quelli che muoiono sono ragazzi.

Ieri seconda lezione di inglese. La ragazza turca è carina e sembra simpatica, però ha un inglese pessimo e si fa fatica a comunicare. Dopo pioveva, quindi sono tornato a casa e non sono più uscito. Grazie al telecomando universale che ho comprato a 99p ho potuto mettere i sottotitoli del televideo. Ho preso anche un rasoio allo stesso prezzo, funziona a pile, oggi lo provo.

Un salutone ad Anna e Marilena, che sono diventate due lettrici del mio blog. Specialmente a Marilena, che altrimenti dice che la nomino troppo poco.

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Martedi 2 agosto 2006 ore 16:08

C’è un test infallibile qui x scoprire gli italiani: basta guardare chi indossa le Nike Air Max 97. Anche ieri a lezione c’era un ragazzo con le Silver: era di Palermo. La scuola non è male, certo che la prima volta è un casino, x fortuna me lo avevano raccontato. La prima ora è di ripasso, entra il teacher e inizia a parlare a manetta, ti fa le domande, prima velocemente e poi un po’ meno, e poi ti aiuta nelle risposte.
Nella seconda ora si usa il libro e si impara qualcosa di nuovo. Sono due ore in cui devi sforzarti al massimo di capire ciò che dicono, pertanto impari a capire, proprio quello che manca a me.

La tizia di fianco a me in metropolitana si sta facendo le sigarette col tabacco e le ripone in un pacchetto di legno. Qui è un pratica diffusissima, causa alto costo delle sigarette.

Ieri sono crollato davanti alla TV. Oggi mi sono alzato tardi e me ne sono andato da Dino’s, dove la sciura Maria (non è italiana, non fatevi ingannare dal nome, nelle catene di italiani c’è solo il nome del locale), la quale mi ha detto che il lavoro era x il pomeriggio / sera. Non posso cambiare ancora gli orari della scuola, quindi… niente. Son andato da Anna per dirglielo e sono rimasto tutto il giorno la, facendo esercizi di inglese.
Che pizza, oggi avrei voluto fare un giro. Ieri ho chiesto a Linda se ha una stanza x il Varni e il Tomasoni che vengono su, ma forse non ne ha, cercherò altrove.

Auguri a Daniele, oggi è il suo compleanno!

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Martedi 1 agosto 2006 ore 17:23

Oggi ho fatto del movimento. Sono stato da Bain, ma anche oggi nulla. Dice che ad Agosto c’è pieno (di aspiranti lavoratori). Ho sentito Anna x raccontarle di ieri sera e mi ha detto di andare la. Esco e vado nuovamente in Seven Sister Road, fermata di Finsbury Park della Victoria e della Piccadilly Line.
Mi trova da fare il lavapiatti, evabbè meglio di niente. Si parte oggi dalle 3 e mezza alle 11 e mezza. Nooooooo, e la scuola? Allora vado alla Callan School e mi metto d’accordo x il mattino a partire da domani. Torno ancora a casa, pranzo , mi preparo psicologicamente e vado al ristorante pizzeria Dino’s, a Earl’s Court, qui vicino (3 fermate di Tube, linea District). Solo che la manager Maria non c’è e al suo porto trovo Arturoportoghese, il quale, ovviamente, non sa nulla di nullaArieccoci! Esco, chiamo l’agenzia, ritorno la e ci mettiamo d’accordo per domani alle 10, così trovo Maria. Chiamo la scuola, mi faccio spostare al pomeriggio. Ritorno a casa. E adesso sono pronto x la mia prima lezione, vado.

In questi giorni di lunghe attese… ho imparato a fare il Sudoku. Io che in Italy l’ho sempre snobbato, adesso non vedo l’ora di avere la mia copia di "Metro" col sudoku quotidiano. Ecco a cosa serve venire a Londra!!!

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Martedi 1 agosto 2006 ore 9:40

 Le 10 regole d’oro per trovare lavoro a Londra nel campo del catering / bar / ristorazione.

1) Avere culo
2) Avere esperienza. Nell’ordine: cuoco, pizzaiolo (se sei tra questi trovi subito) e poi cameriere, barista.
3) Inglese. Se lo parli bene puoi fare molti lavori che non richiedono esperienza (non sto parlando di lavapiatti)
4) Spirito di adattamento, specialmente per il primo lavoro. Può darsi che non trovi proprio il lavoro che cerchi, oppure vicino a casa, oppure per gli orari e i tempi che vuoi tu.
5) Cercare. Ovunque: lasciando curricola, sfruttando le conoscenze, job centres, agenzie, ecc.
6) Essere donna e/o polacco e/o intorno ai 25 anni
7) E’ più facile se non avete: capelli lunghi, dreds, piercings, tatuaggi in vista.
8) Abbigliamento. Per l’interview è meglio quello da "bravo ragazzo", per il lavoro portatevi camicia bianca, pantaloni (o gonna, per le donne) neri, scarpe e calze nere. L’abbigliamento nero, deve essere nero, non grigio, come hanno fatto alcuni che hanno perso il lavoro per questo motivo. Poi potete portarvi una camicia nera, un gilet nero e una cravatta nera (alcuni vogliono queste cose).
9) Venite a settembre, quando pare che tutti gli avventurieri tipo me se ne vanno e i locali sono in cerca di personale. Oppure in altre stagioni, ma se potete evitate l’estate, quando tutti gli avventurieri (sempre io) sono a caccia di lavoro (e siamo in tanti, credetemi)
10) Cercate una casa dove si spende poco e/o dove si paga l’affitto settimanalmente. Potrete iniziare coi lavori pagati poco, per poi magari trasferirvi.

Dimenticatevi la favola del "a Londra si trova tutto il lavoro che vuoi e subito". Gli stessi italiani che sono qui da anni confermano che le cose sono cambiate. Ieri sera me lo hanno detto in faccia: a parità di esperienza nel lavoro io prenderò un polacco rispetto a un italiano perchè lavora di più, lo pago di meno e quando lo sgrido non risponde.
Chiaro no?

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