Salento is not Puglia

Scritto il 14 Luglio 2011 nella categoria viaggi

Stamattina abbiamo fatto colazione in compagnia del gatto Nerone, poi ci siamo inerpicati lungo la costa per raggiungere località meno frequentate. Abbiamo trovato delle calette veramente carine sul lato nord della città. Ce n’era una sabbiosa e poco dopo un’insenatura dove l’acqua era abbastanza profonda, di colore veramente da cartolina. Ci siamo fermati li. Il paesaggio è oggettivamente bello, l’acqua molto pulita e sempre calda. Figuratevi che in paese c’è gente che fa il bagno anche alle 9 di sera!
Ci siamo concessi anche dei tuffi dalla scogliera: bastava arrampicarsi per qualche metro e c’è una pedana naturale con sotto una pozza di acqua profonda abbastanza da permettere un discreto salto. La mattina è scorsa così velocemente in modo divertente. Il tenente Michele e il soldato Lorenzo hanno riportato lievi ferite da arrampicata sugli scogli, ma il tutto è guaribile in un paio di giorni. Al ritorno abbiamo pensato di percorrere un sentiero alternativo, sicuramente più "facile" ma anche più lungo, ci siamo quasi dispersi per la campagna di Otranto, per poi raqggiungere un barino dove abbiamo sperimentato insalatone e friselle.

Qui sono molto campanilisti e specificano il fatto che Salento is not Puglia. E poi si lamentano se Bossi dice che Padania is not Italia.

Al pomeriggio raggiungiamo Lecce. Ci accorgiamo subito che i negozi aprono molto tardi, verso le 17,30. Probabilmente perché fa un caldo dell’accidente: perlomeno ad Otranto basta andare in riva al mare per sentire un po’ d’aria, qui si boccheggia. Lecce ha la fama di essere città barocca, da alcuni definita la "Firenze del sud". Beh barocca lo è, in quanto a Firenze lasciamo stare, non facciamo paragoni per favore.

Abbiamo visitato il Castello, eretto da Carlo V, per poi dirigerci verso la centralissima Piazza Sant’Oronzo dove c’è l’anfiteatro romano e proseguire verso piazza duomo, la chiesa di Santa Croce, ecc. Il centro di Lecce si gira facilmente, i monumenti da vedere sono tanti, quasi tutti costruiti con la classica pietra leccese e molti in stile barocco. Deve avere avuto sicuramente un passato fasto. Carina, oserei concedere anche un bella, ma non certo imperdibile.

Notiamo che in giro ci sono tanti fricchettoni: venditori ambulanti, ritrattisti, ma anche personaggi di passaggio: tutti colorati e coloriti. Ho notato anche tanti negozietti gestiti da stranieri: africani e indiani. Per cena abbiamo seguito il consiglio di Fabio e abbiamo provato un ristorantino tipicissimo niente male dove abbiamo preso le ricciaredde cu li pumitori scattariciati e un classico vino Negroamaro. Il cameriere non pare aver molta simpatia per il quasi omonimo gruppo pop.

Dopocena la città è sicuramente più viva, anche se alle undici di sera c’è ancora un caldo terribile. Gironzoliamo un po’ senza meta e poi ritorniamo verso la costa. Tutti a nanna.

Commenti

comments

Scrivi un commento a "Salento is not Puglia"