Vi prego, leggete questo libro. E’ scritto da Dario Bressanini, chimico, divulgatore scientifico e scrittore.

Da chimico, quindi da persona che "ne sa", ci spiega cosa c’è di vero e cosa invece è pura propaganda (e talvolta menzogna) nelle campagne a fare dei prodotti "biologici", "naturali", "grezzi", o come altro li vanno a chiamare. Spiega, in modo molto terra terra e senza mai usare paroloni astrusi, che una molecola è una molecola e che a volte quello che dice la pubblicità (o i giornalisti che cavalcano l’onda, o alcune organizzazioni) non è proprio da prendere come oro colato, anzi!

Ripeto: vi prego di leggerlo, è una delle letture più interessanti che abbia mai fatto.

Come faccio spesso, vi segnalo qualche passo del libro che mi sono sottolineato:

"Questo libro è una sorta di <vaccino> contro i pericoli della cattiva informazione a tavola. Ciò che mangiamo ogni giorno è al centro di messaggi contraddittori che ci lasciano confusi e talvolta persino spaventati".

"La disinformazione ha molte facce: si traveste da leggenda urbana che continua a propagarsi di bocca in bocca, di sito in sito, e trae credibilità proprio dall’ampia diffusione, di cui si autoalimenta."

L’autore vuol porre l’attenzione sul fatto che l’opinione pubblica è contraria agli OGM per una non meglio precisata pericolosità, ma non è per nulla informata sul fatto che ben altri esperimenti sono stati condotti sulle piante alimentari negli ultimi cento anni. Sostiene che in realtà gli OGM sono molto controllati e quindi sani, da molti punti di vista.

"Ogni anni arrivano sul mercato tantissime nuove varietà vegetali, frutto di selezioni mirate assistite da tecniche biotecnologiche. Anche se si tratta a tutti gli effetti di manipolazioni del DNA, gli organismi che ne risultano non sono OGM perchè, secondo la definizione dell’Unione Europea, sotto tale sigla sono compresi soltanto gli organismi che derivano da modificazioni mirate effettuate attraverso la tecnica del DNA ricombinante. Tra le manipolazioni che non ricadono legalmente sotto la categoria degli OGM ci sono quelle ottenute con le radiazioni nucleari: raggi gamma, raggi X, raggi alfa, raggi beta e fasci di neutroni lenti. Sembrano più l’armamentario di Mazinga e di Goldrake che strumenti dell’agricoltura."

"Dopo la seconda guerra mondiale iniziano i cosiddetti <usi pacifici dell’energia atomica>. Nelle nazioni più avanzate e in quelle in via di sviluppo molti giovani ricercatori cominciarono a utilizzare le radiazioni nucleari con l’obiettivo di modificare le caratteristiche delle piante esistenti."

"Nel 1984 il Creso (varietà di grano ottenuto incrociando grano irradiato con fasci di neutroni, NotaDiFabio) rappresentava il 53,3 per cento del mercato italiano di semi certificati di grano duro ed era coltivato su 430.000 ettari."

"La pasta ovviamente non è radioattiva, ma nessuno lo aveva mai messo in dubbio. Le radiazioni sono soltanto servite per indurre una mutazione nella prima pianticella. Negli ultimi settant’anni sono state create più di 2200 varietà mutanti."

"A differenza degli OGM, che sono molto controllati, le piante prodotte per irraggiamento possono essere coltivate senza nessuna autorizzazione specifica."

"Per coerenza, chi vuole bandire gli OGM in nome di una visione romantica e arcaica dell’agricoltura e rifiuta le varietà inventate da scienziati in camice bianco e mascherina dovrebbe comportarsi nella stessa maniera nei confronti dei prodotti ottenuti da semi mutati con radiazioni. Ad esempio la COOP, che è contraria agli OGM, non dovrebbe venderli. Niente più pompelmi rosa sui banconi della frutta o spaghetti di grano duro Creso sugli scaffali!"

"Nel caso degli OGM poi si fa leva sull'<innaturalità> del processo di generazione di nuove varietà contrapposto alla <naturalità> dell’evoluzione lasciata a sè stessa, mentre nel caso della mutagenesi da radiazioni la stessa argomentazione viene usata in favore dell’intervento umano. Ci sarebbe una modificazione genetica cattiva (quella degli OGM) perché effettuata in modo mirato dall’uomo, e una modificazione genetica buona (quella delle radiazioni) perché casuale e incontrollata."

"Quindi le piante modificate dalle radiazioni sono OGM? Dipende dall’interlocutore a cui rivolgete questa domanda: dal punto di vista legale no, non lo sono. I burocrati di Bruxelles hanno definito con precisione le tecniche di modifica del genoma che qualificano gli OGM. Tuttavia, volendo badare più alla sostanza che alla forma, sì, queste piante sono OGM, nel senso che indubbiamente sono state geneticamente modificate dall’uomo. Certo, non in modo preciso come accade con le tecniche per produrre gli organismi transgenici, ma il DNA di queste piante è stato effettivamente trasformato. In modo solitamente sconosciuto, tra l’altro."

"La domanda che invece mi faccio è perché gli attivisti anti OGM non si battano anche contro queste tecniche. La risposta è banale: perché non c’è la <cattiva multinazionale americana> da combattere, perché una tale battaglia non accrescerebbe il consenso politico, non sarebbe utilizzabile come tecnica pubblicitaria e di marketing, non attrarrebbe fondi e firme ai banchetti, non aiuterebbe nessuno a sentirsi in lotta <per la causa> e quindi non alimenterebbe quel senso di autocompiacimento che è uno dei motori psicologici di un certo attivismo fine a sè stesso."

"Prima di approvare un OGM viene fatto uno screening sull’allergenicità della proteina espressa nel gene inserito. Se è <potenzialmente> allergenica, l’OGM non viene approvato. Punto. Se la stessa procedura venisse seguita per i normali cibi dovremmo ritirare dal mercato fragole, soia, arance, kiwi, cioccolato, noci, uova e molti altri prodotti che sappiamo essere non <potenzialmente> ma sicuramente allergenici. Questo è uno dei motivi per cui si dice che gli OGM sono più sicuri degli alimenti tradizionali."

"Insomma, una sostanza chimica non è potenzialmente più cancerogena solo per il fatto di essere stata sintetizzata in laboratorio, e una sostanza naturale non è necessariamente più benigna perchè l’ha prodotta la natura. Questo fatto va contro il diffuso pregiudizio secondo cui ciò che è naturale è anche benefico. Sarebbe bello che fosse così, ma purtroppo è solo un luogo comune, ampiamente sfruttato dal marketing (e vi giuro che mi fa una rabbia!)."

"Siccome nella scienza l’onere della prova sta in chi fa delle affermazioni, se qualcuno sostiene che il cibo biologico è più nutriente lo deve dimostrare, e quel che emerge dalle ricerche condotte sino a ora è che questa dimostrazione non è stata trovata."

"C’è chi l’ha buttata sul lato economico: <Il comparto bio è in forte crescita. In questo modo lo si danneggia>. Forse, e allora? Da quando in qua la correttezza scientifica si basa sui dati di vendita? Se cerchi di convincere il consumatore a comperare i tuoi prodotti basandoti su messaggi scientificamente non dimostrati ti devi aspettare che prima o poi qualcuno ne verifichi la veridicità. Anche il mercato degli oroscopi e quello dell’omeopatia sono in forte crescita. Forse che uno scienziato non dovrebbe dire nulla che possa danneggiare un settore? Perchè non ribaltiamo la prospettiva  e diciamo invece che, se si fa credere al consumatore che ci sono dei benefici ma questi non sono affatto dimostrati dalla ricerca scientifica, si danneggia il consumatore?"

"Spesso ci si dimentica dell’altra faccia della medaglia, e cioè che molte nuove varietà agricole una volta non esistevano. In più, praticamente tutte le varietà agricole che coltiviamo e consumiamo, a parte poche eccezioni, non esistono allo stato selvatico e non sopravvivrebbero due stagioni se non fossero continuamente coltivate (avete forse mai visto un peperone selvatico in un bosco?)."

…prosegue domani…

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