Noi si che eravamo esclusivi.

Ricordo i ragazzi al bar. Tutti conoscono tutti e sono assiepati nei tavoli. I più timidi o le ragazze con davanti una Coca Cola, i più spregiudicati con in mano una Ceres. Si ride, si scherza, si chiacchiera.

Ricordo in discoteca le varie compagnie. Ognuna aveva il suo "posto" sui vari divanetti. Anche lì ci si conosceva tutti, o quasi, ma ogni gruppo aveva la propria identità: questi qui, quelli là, ecc.

Ricordo giù al Trebbia, quando c’era caldo ci si andava tutti insieme appassionatamente. Salviettoni, bibite in fresco, palla, tuffi e scherzi alle ragazze.

Ma ricordo anche che noi magari al bar ci andavamo meno, perché forse stavamo facendo un giro in macchina, probabilmente fino alla Fragolina (che ovviamente non andava così di moda)

E poi in discoteca, neanche a dirlo, noi non avevamo nessun posto, o forse tutti i posti ci andavano bene.

Insomma, eravamo talmente esclusivi che ci autoescludevamo. O forse no, soltanto su un diverso piano di movimento nelle fantasmagoriche strade della gioventù.


Roy Lichtenstein – Girl with rubber hair – 1965

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