Un altro grande libro di Irvine Welsh.

Stavolta il geniale e originale scrittore scozzese si cimenta in una nuova realtà: racconta quello che succede nella mente del protagonista, Roy, bislacco ragazzotto. Come sempre di Edimburgo. Come sempre un tipo strano, nato e cresciuto nei quartieri malfamati. Come sempre un antieroe: sfigato, bruttino, con un infanzia difficile, psicolabile, violento, e sempre molto molto molto cinico.
Ma stavolta la narrazione avviene da un luogo-nonluogo speciale: il tizio è in coma. Nasce quindi un viaggio, ancora più allucinante del solito, mischiando ricordi e sogni, visioni e piccoli sprazzi di realtà.

Si ripercorre la vita di Roy Strang, il ragazzo dei quartieri ultra popolari, con una famigli di pazzi: il padre fuori di testa, la mamma inutile, la sorella zoccola, il fratello spaccone, l’altro fratello culattone. E poi il trasferimento in Sudafrica e lo zio pedofilo violentatore. Infine il ritorno in patria, l’adolescenza difficile, il lavoro onesto, ma sempre "pareggiato" da una seconda vita violenta fatta di hooligans e risse. E infine, come spesso nei libri di Welsh, la droga.

E come sempre un finale imprevisto, un finale cinico che lascia il lettore, anche se abituato ai libri di Welsh come me, coinvolto e stupito e a bocca aperta. Un libro amaro, tragico, ma sempre ironico, strafottente e divertente.
Ma come diamine fa questo scrittore a scrivere di cose così brutte in un modo così bello? leggendo il mio post sembrerebbe un libro tristissmo invece è molto bello.
Secondo me il migliore resta "Il Lercio"., ma anche questo lo consiglio agli appassionati. Il prossimo libro che leggerò di questo autore sarà "Porno", aspettatevi la recensione (visto la mia discontinuità, pigrizia e pigna di li libri arretrati…. non prima di qualche mese).

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