Moooolti anni fa ero abbonato alla rivista Millionaire, diretta dal funambolico ed elettrizzante Virgilio Degiovanni.
Il mese scorso ho preso il nuovo numero e ho trovato un suo editoriale molto interessente, in risposta ad un lettore che lo accusava di essere un "venditore di illusioni".  Eccone alcuni punti:

[…] la vita non è un sogno né i sogni aiutano a vivere meglio. Ma trasformare la vita in un sogno è possibile. Ci sono persone che pensano che tutto sia deciso e altre che provano a cambiare il loro destino. Noi amiamo quest’ultimo tipo di persone. Che siano imprenditori o navigatori, poeti o meccanici. Il successo che ci piace non è la ricchezza finanziaria fine a se stessa, ma fare della propria vita ciò che si desidera. È possibile? Si. […]
[Ognuno può decidere] se gli basta l’indispensabile per godersi paesaggi mozzafiato o preferisce diventare il più ricco del cimitero.
Avere successo mettendosi in proprio non è facile e nulla è scontato. E pochi ci riescono perché, come nel Monopoli, sono ugualmente importanti le carte degli “imprevisti” e delle “probabilità”. Ma se si è preparati e si conoscono le regole principali, nulla è impossibile. L’Italia non è il Paese più facile del mondo dove fare impresa, lo dicono anche le statistiche internazionali. In ogni caso intraprendere e mettersi in proprio non è obbligatorio. Si può accarezzare l’idea tutta la vita e vivere felici lo stesso senza farlo. Si può farlo e miseramente fallire. Ma magari riuscire in altri tentativi. Prima di pensare a fatturare “milioni su milioni”, se vuole un consiglio, focalizzi un suo talento particolare. E lavori su quello senza risparmiarsi. Il resto verrà da solo. Ho iniziato a intraprendere alla fine del 1987. Capitale da me personalmente impiegato: 7 milioni di lire, 3500 euro di oggi. Non ho mai ricevuto un vero e proprio finanziamento bancario in vita mia. E non mi sono mai ritenuto un eroe.
 

 

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