(raccolta molto sparsa di pensieri)

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Lago e la rovere grossa di Montarsolo

La strada dopo Marsaglia inizia veramente a salire, e la valle si fa sempre più stretta. Giunti in prossimità di una ex casa cantoniera situata su un tornante, proprio sul ciglio di un precipizio, potete godere di un’ampia visione sui meandri del Trebbia e sulla confluenza dell’Aveto, suo maggiore affluente. Qui ammirate, come in un teatro, la natura incontaminata che caratterizza questa parte della vallata. A metà costa Confiente, con le sue casette in sasso ben ristrutturate.

Dopo circa 4 chilometri imboccate sulla destra la SP73 che si inerpica, con veri e propri tornanti, sulle pendici della montagna. Lo spettacolo davanti a voi è ancora una volta impressionante: il fiume è diventato piccolo e, come un serpente, si insinua tra le montagne che a tratti si gettano direttamente nel letto del fiume.

Raggiungete il piccolo borgo di Lago costituito da case in pietra con tetti di ardesia, tipiche costruzioni di questi luoghi. Nelle vicinanze potete notare le rovine di un castello detto Del Lago o Dei Balbi, che ha visto numerosi proprietari fino a essere abbandonato nel XVII secolo. Ancora qualche chilometro ed eccovi a Pieve di Montarsolo, un’atica pieve romana in cui sorge il Monastero di San Giacomo; nel IX secolo divenne una delle più antiche parrocchie della diocesi di Bobbio. Qui si trova la Rovere Grossa, una rovere millenaria di ben 7 metri di circonferenza, meta della celebrazione della Madonna della Guardia, il 29 agosto di ogni anno. In questa occasione si tiene il raduno dei trattori agricoli d’epoca, potete cantare e ballare coi cantori delle Quattro province e degustare i prodotti locali all’ombra del bosco di querce che circonda la Rovere Grossa.

(tratto da: "La guida instant della val Trebbia" in collaborazione con instagramerspiacenza. Edizioni Officine Gutenberg, Piacenza, 2015)
foto di @instafabio (cioè io)

 

 

Guida Val Trebbia

Piccola/grande soddisfazione: hanno scelto una mia foto (su Instagram) per la Guida Val Trebbia, relativamente alla Rovere di Pieve di Montarsolo. Figo ! (la Guida uscirà a fine agosto, mi dicono)

Bella

Mercoledì scorso siamo andati a Stresa. C’ero già stato, ma è sempre un bel posticino. Il Lago Maggiore ha certo il suo fascino e il lungolago della città, coi suoi favolosi hotel e ville stupende, è proprio caratteristico. Il centro è molto turistico ma sempre carino, coi negozietti e i ristoranti. Il tempo era un po "acquoso", ma tutto sommato non ci ha fatto disperare più di tanto. Eh si, è stata proprio una bella gita.

Dopo pranzo  ci siamo diretti all’imbarcadero. E’ singolare come nelle vicinanze ci siano i barcaioli privati che cercano in tutti i modi di indirizzarti verso le proprie gite in barca. Peccato che abbiano costi esorbitanti rispetto ai traghetti di linea. Alla fine abbiamo optato per visitare la più vicina e la più carina delle isole, che dal nome dice già tutto: l’Isola Bella. Dopo un breve tour sotto la pioggia abbiamo deciso di visitare il Palazzo Borromeo. Beh, al contrario di John e Lavinia, se io e Ely fossimo i proprietari, sicuramente chiuderemmo l’isola al pubblico per andarci ad abitare, non prima di qualche piccola modifica, ovviamente. C’è da eliminare un po’ di ciarpame spostare qualche rara suppellettile, ma tutto sommato è quasi a posto (anche se non ho ancora capito dove metteremmo il ping pong). E poi anche il giardino non è niente male (a parte i pavoni, tutti bianchi… ma con una bella bomboletta spray si rimedia subito, sono un esperto io!!)

Insomma una piacevole giornata, anzi "una splendida giornata, straviziata, stravissuta, senza tregua…". In una  splendida location. Ma soprattutto con Elisa. Più della gita, più dell’isola, lei si che merita il titolo del post.


 

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