Metà rapper metà uomo

Scritto il 17 ottobre 2018 nella categoria Citazioni

La vita spezza il corso stesso degli eventi, piú ti eviti piú tutto ciò che sei è ciò che poi diventi. Perchè poi ti spaventi, quando hai sonno alle 20 e cerchi di mentire a te stesso: quanto siamo incoerenti

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Incontrarsi e non perdersi

Scritto il 17 ottobre 2018 nella categoria Citazioni

Perché se incontrarsi resta una magia, è non perdersi la vera favola.

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Perdersi e ritrovarsi

Scritto il 10 ottobre 2018 nella categoria Altro,Citazioni

A volte, per ritrovarsi, bisogna perdersi. 

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Matteo

Scritto il 10 ottobre 2018 nella categoria Me stesso

Io e Matteo

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Una vita contromano

Scritto il 5 ottobre 2018 nella categoria Brallo,Libri

E' recentemente uscito questo libro di Flavio Oreglio: "L'avventura artistica (1985 – 2015) Una vita contromano, autobiografia non autorizzata".

Il 23 giugno di quest'anno ho avuto l'onore di dialogare con l'autore durante la presentazione al "Circolo dei Poeti Catartici", ospitato al Castello Malaspina di Pregola. Nel precedente libro "Le origini" Flavio ci raccontava di come ha avuto l'idea, l'ispirazione di fare questo lavoro (il cabarettista) e di come ha mosso i primi passi. In questa opera invece fissa come data di inizio della sua professione il 1985 raccontando i primi trent'anni di carriera. Una carriera brillante che lo ha visto ospite dei principali luoghi del cabaret di Milano, prima, e di tutta Italia, in seguito. Spesso viene ricordato per le sue apparzioni alla trasmissione televisiva Zelig, dove presentava il suo "momento catartico", sketch che ha dato origine ad una serie di libri vendutissimi. Ma Oreglio non è solo questo, è un professionista che è partito dalla gavetta, che ha lavorato con tanti grandi personaggi (spesso ancora prima che venissero definiti tali) e coi quali ha stabilito ed ha tuttora forti legami di amicizia. Perchè lavorando seriamente, non svendendosi mai e cercando sempre di reinventarsi mantenendo allo stesso tempo il suo lavoro nei binari del cabaret, ha dato i suoi frutti.

Quella sera, oltre a raccontare numerosi aneddoti, a parlarci del suo lavoro, dei suoi incontri e delle sue idee, ci ha spiegato cos'è il cabaret e la sua differenza da quella che viene definita la comicità. Io non sono un esperto del settore e quindi non me ne voglia se la descrizione che sto per dare è sbagliata o incompleta, ma per me il cabaret è teatro, è musica, è divertimento, è professionalità, è canzone, è tradizione, è goliardia, è amicizia, è studio, ed è (anche) comicità. Comicità che non è fine a sè stessa, ma fa parte del tutto. Si può far ridere facendo cabaret, e spesso è così, ma si può fare cabaret anche senza far necessariamente ridere. E' una forma di teatro a sè stante.

Quelli che pensano che basta "avere gli agganci", andare in TV ed è tutto subito e facile, leggano questo libro e ne traggano insegnamento.

Quello che segue è tratto da "La Provincia Pavese" del 23 giugno 2018:

Brallo, Oreglio presenta l’autobiografia
Sabato 23 giugno alle 22 al "Circolo dei poeti catartici" di Pregola, nell'ex Palazzo Malaspina, è in programma la presentazione del libro “Una vita contromano – L'avventura artistica (1985-2015)”, il secondo volume dell’autobiografia "non autorizzata" di Flavio Oreglio. Il volume, pubblicato da Primula Editore in occasione del “Trentennale on stage” dello stesso Oreglio, e racconta le varie fasi del suo lavoro di cabarettista: la sua carriera, cominciata negli anni Ottanta nei fumosi pub dei Navigli, è poi approdata nei teatri, in televisione e in libreria, rendendolo famoso anche al grande pubblico.

Tale percorso, né semplice né breve, viene descritto attraverso una narrazione ricca di aneddoti e riflessioni, in cui si raccontano gli esperimenti riusciti e quelli falliti, gli incontri e le esperienze che hanno inciso nelle vicende umane e professionali del comico milanese.

Il volume è corredato di un cd-antologia contenente alcune tracce originali tratte dai lavori discografici realizzati in trent’anni di carriera. Nell'occasione della presentazione di Pregola (luogo a cui Oreglio è molto legato per via dei ricordi d’infanzia) sarà Fabio Tordi a dialogare con lo stesso Oreglio.

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La vita

Scritto il 3 ottobre 2018 nella categoria Altro

La vita è davvero molto semplice, ma noi spesso cerchiamo di renderla complicata.

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Voghera io la vedo così

Scritto il 2 ottobre 2018 nella categoria Libri,voghera

Roberto Bensi, alias Rocco Balocco, ha il "vizio" di girare (quasi sempre a Voghera, ma anche a Tortona, o altrove) osservando ciò che lo circonda. Secondo me passeggia con calma, e invece di vedere, guarda. Anzi invece di guardare, osserva. E scopre sempre delle visuali insolite, spesso interessanti. E scatta una fotografia. Le sue fotografie possono non essere artistiche, professionali, perfette… ma spesso suscitano delle emozioni, e non è forse questo quello che conta per chi le osserva? Riesce a racchiudere un'emozione dentro ad ogni foto: uno scorcio, una prospettiva "diversa", uno sguardo d'insieme. Fosse anche solo perchè quel posto l'abbiamo visto migliaia di volte, ma non ci siamo mai soffermati. Ha iniziato, quasi per gioco, a condividere i suoi scatti su Facebook (e continua tuttora), ricevendo moltissimi commenti e consensi. E molti gli dicevano "perchè non raccogli le tue foto in un libretto?".
Detto fatto: la scorsa primavera è uscito "Voghera io la vedo così", di Rocco Balocco, commentato da Flavio Berghella e il gioco di chi l'ha acquistato è stato subito quello di riconoscere tutte le vie, gli spazi, le case rappresentate nelle foto. Un bel documento, di com'è Voghera nella seconda metà degli anni '10.


La copertina e la dedica che simpaticamente l'autore ha voluto lasciarmi

 

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Felix

Scritto il 25 settembre 2018 nella categoria Me stesso

 

Non aspettare di essere felice per sorridere. Ma sorridi per essere felice

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Etna

Scritto il 24 settembre 2018 nella categoria Altro

Sicilia = Caldo
Vulcano = Caldo
Etna (Sicilia + Vulcano) = Neve
mmm…qui c'è qualcosa che non va.

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Sagra della Patata 2018

Scritto il 22 settembre 2018 nella categoria Brallo

La Sagra della Patata al Passo del Brallo raccontata da TelePavia

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Leggerezza

Scritto il 22 settembre 2018 nella categoria musica

E' primavera
e mi prende un bisogno di leggerezza e di pesanti passioni e un sentimento indefinibile al tramonto. Dalla finestra guardo il mondo e mi viene voglia di tuffarmi lì dentro… e mi viene voglia di non lasciarlo mai.
E' primavera
e torna come allora una voce
che dice: "Lascia ad altri i progetti troppo lunghi,arricchisci il tuo tempo e non cercare più del pane quotidiano. Lasciati andare alla vita e non disperarti mai"

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Mi rifiuto !

Scritto il 20 settembre 2018 nella categoria Citazioni

Questa settimana su "Il Punto". Intervista by Stefania Bertonazzi


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Cavalcando aquiloni

Scritto il 19 settembre 2018 nella categoria Altro

Quando inizi a scoprire
Che ogni sogno
Ti porta più in là
Cavalcando aquiloni
Oltre muri e confini

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Addosso – Le parole dell’omofobia

Scritto il 18 settembre 2018 nella categoria Libri

Il mio amico Antonio Mocciola, giornalista, scrittore, divulgatore, autore teatrale, anchor man, insomma uno che fa di tutto, ha prodotto un paio di anni fa questo interessante libro. Perchè "prodotto" e non "scritto"? Perchè è un libro essenzialmente fotografico, anche se in realtà è proprio il contenuto di parole ad essere al centro. Mi devo spiegare meglio? Ok, andiamo con ordine.

Antonio ha raccolto in questo libro 111 frasi riconducibili all'omofobia. Sono tutte frasi scritte o pronunciate in pubblico da personaggi famosi e per questo motivo sono più amplificate. Alcune strambe, altre trancianti, certune orgogliosamente ignoranti, talaltre pesantemente vergognose. Tutte queste frasi sono state scritte su altrettanti corpi nudi, fotografati in bianco e nero.

Un libro scioccante, un'opera di denuncia. Sincero, crudo, diretto, che ti arriva subito allo stomaco e, si spera, al cervello.

 

 

 

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Il matto

Scritto il 18 settembre 2018 nella categoria Citazioni,musica

Mi dicevano il matto
perchè prendevo la vita 
da giullare, da pazzo,
con un' allegria infinita.
D' altra parte è assai meglio,
dentro questa tragedia, 
ridersi addosso, non piangere
e voltarla in commedia.

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