I commercianti di Voghera

Scritto il 27 febbraio 2017 nella categoria voghera

Vogheresi, i commercianti sono ANCHE questo. Ogni volta che acquistate a Voghera state contribuendo a: illuminare la città, a renderla più sicura, a creare lavoro in città, a creare ricchezza che si redistribuisce in città, a fare acquisti consapevoli, garantiti, assistiti. L’importanza sociale di un negozio di vicinato va molto al di là di un’offerta speciale. Ci sono valori come qualità, fiducia, rispetto, assistenza, ecc.

E ogni volta che invece acquistare altrove avete perso un pezzettino di credibilità sul dichiarare che "a Voghera non c’è mai niente".

Noi ci siamo, siateci anche voi.

#iocomproavoghera #noicisiamo

 

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Come scaricare canzoni mp3 da YouTube

Scritto il 22 febbraio 2017 nella categoria Internet

Volete ascoltare degli mp3 sul computer, sul cellulare, sul tablet o magari nel lettore mp3 e non sapete come scaricarli?

Se si tratta di audio protetti dal diritto d’autore occorre acquistarli tramite uno dei metodi autorizzati (come il celeberrimo iTunes).

Negli altri casi c’è un semplice e rapido trucco per scaricare la traccia audio dai filmati di YouTube.

Io utilizzo il comodissimo servizio di YouTubeTo. Fate come me e non ve ne pentirete, è comodissimo.

Adesso vi spiego punto per punto cosa dovete fare:

  1. Andate su www.youtube.com e cercate la canzone che vi interessa.
     
  2. Nella barra degli indirizzi dovrebbe esserci scritta una cosa del genere:
    https://www.youtube.com/watch?v=HeE2jvVu4mc
     
  3. Modificate tale scritta (che sarebbe il cosiddetto URL, ma non voglio usare parole strane)
    aggiungendo le due lettere "to" in modo da modificare "youtube" in "youtubeto".
    Quindi la scritta di cui sopra deve diventare https://www.youtubeto.com/watch?v=HeE2jvVu4mc
     
  4. Premendo "Invio" finirete sulla pagina di YouTubeTo che vi chiederà se volete scaricare il file in formato audio mp3 oppure video mp4.
     
  5. Fatto! Facile, vero?

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Arturo Capettini

Scritto il 20 febbraio 2017 nella categoria Riflessioni

In questa scuola eletta a rifugio, il 19 dicembre 1944, mentre ovunque infuriava il sinistro fuoco della rappresaglia, un distaccamento della gloriosa brigata partigiana "Arturo Capettini" veniva circondato, sopraffatto e catturato quasi al completo da truppe nazifasciste.

Il ventenne commissario "Lamarmora" Renato Gusmaroli di Milano rimaneva ucciso e i suoi compagni erano legati e trascinati al carcere di Varzi per essere poi deportati al campo di concentramento di Mauthausen, dal quale, tra gli altri, non fecero più ritorno.
Ugo Bozzi, di 18 anni, di Varzi
Peppino Capitani, di 19 anni, di Redavalle 
Mario Casullo, di 17 anni, di Varzi
Giacomo Centenaro, di 19 anni, di Varzi
Antonio Degli Alberti, di 18 anni, di Varzi
Fredio Guerrino, di 21 anni, di Roma
Giovanni Masanta, di 21 anni, di Santa Margherita Staffora 
Antonio Poggi, di 21 anni, di Varzi
I compagni di lotta e la popolazione sempre li ricordano
Brallo di Pregola, 45° Anniversario della Liberazione
—————————————————————–
A mio parere non c’è un torto e non c’è una ragione, in guerra. Tanto più in una guerra civile, come c’è stata in Italia, dove erano contrapposti ragazzi di una stessa nazione.
A leggere la loro età vengono i brividi: 17, 18 anni. Ragazzi con in mano un fucile, una pistola, una mitragliatrice, contro altri giovani che erano nati nel loro stesso paese. Davvero una gran brutta cosa la guerra. Adesso ci lamentiamo della politica, della crisi, delle palme di Milano, ma qui c’erano dei diciottenni uccisi. E quindi non esiste nessuna parte politica di fronte queste cose, rabbrividisco quando la gente si scaglia contro la targa commemorativa posta a fianco al Castello di Voghera che ricorda altri ragazzi, coetanei di questi, che però erano "dall’altra parte". Dopo tutti questi anni, davanti alla morte di di vite così giovani ci si deve rendere conto che è sempre una tragedia, senza bandiere, senza se e senza ma.

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Vendesi gatto

Scritto il 17 febbraio 2017 nella categoria Altro

A.A.A. VENDESI esemplare femmina di micio adulto con pelo abbastanza gradevole al tatto. Il prezzo esposto in vetrina non è il costo, ma quello che vi costerà per mantenerla una settimana. No perditempo, citofonare "Casa Millicent"

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Santa voglia di lavorare

Scritto il 16 febbraio 2017 nella categoria Riflessioni

In questo articolo, un imprenditore veneto lamenta il fatto che ha riscontato, nei giovani in cerca di lavoro, una forma di predisposizione nulla per il sacrificio.
Gente che non si presenta neanche al colloquio, oppure che accampa scuse, che non si fa più sentire, ecc.
E lui assume in ristoranti, non in miniera. Leggetelo, leggetelo.

Io questa realtà la vede un pochino più da lontano con gli stagisti che mi manda la scuola. Non si possono paragonare a venti / trentenni alla ricerca di un lavoro, sono solo sedici / diciassettenni che la scuola manda a fare uno stage, o un tirocinio, o come volete chiamarlo. 
Però vi assicuro che già da qui si capiscono un po’ di cose. Che ci sono tanti ragazzi assolutamente impreparati ad affrontare il mondo del lavoro. Qualcuno di valido c’è, e aggiungo per fortuna, ma ahimè la bilancia, nella mia esperienza, pende dalla parte di quelli che non hanno voglia di fare un cazzo. Il problema è che "non ci arrivano", che non se ne preoccupano, che non riescono a comprendere come le loro manchevolezze possano essere considerate tali. Ritardi, svogliatezza, superficialità, zero senso di responsabilità, pressapochismo, ecc. E qui nasce la domanda: ma tu nella vita che intenzioni hai? Cosa vuoi fare?
Alcuni mi spiazzano: niente finchè posso. Altri mi spiazzano ancora di più: vorrei fare il commesso. Ma come, ti sto dicendo in tutti i modi che sei una capra e tu sei ancora convinto di poter fare il commesso? Specialmente comportandoti così? Boh.

Il problema (per loro) è che questa generazione sarà PIU’ POVERA della generazione precedente e questa è una cosa che non succedeva da tanti tanti tantissimi anni. Pensate a voi: siete più "ricchi" dei vostri genitori (cioè nella vita avete avuto più possibilità, avete fatto più cose, non sto parlando del semplice conto in banca). E i vostri genitori erano più "ricchi" dei vostri nonni. Bene, sappiate che i vostri figli saranno più poveri di voi. Solo che la generazione attuale dei genitori è convinta che, come sarebbe logico attendersi dall’esperienza passata, i propri figli vivranno in un mondo migliore. Allora li viziano e li tengono nella bambagia.
Pensateci ancora. i vostri nonni avrebbero accettato lavori che voi non vi sognereste mai di accettare, vero? Adesso li definireste sfruttati, sottopagati, con troppe ore, poche garanzie, zero diritti e stipendio basso. Ma i lavori che hanno fatto i vostri genitori sono migliori. E quelli che fate voi ancora migliori. E credete che sia un trend che continuerà. Sbagliato.

E quando i figli se ne accorgeranno sulla loro pelle, sarà troppo tardi. Stiamo crescendo una generazione di bambascioni che, alla prima esperienza lavorativa rimarranno scioccati. Ripeto, per fortuna esistono eccezioni, io ho trovato alcuni stagisti veramente in gamba e con la testa sulle spalle. Ma altri…mamma mia !


Enrico Prampolini – Ritratto di Marinetti – Olio su tela – 1924-25

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Al & Pat

Scritto il 14 febbraio 2017 nella categoria Altro

Che bel ricordo: il giornale di noi cinquecentisti "4piccoleruote" ha pubblicato una foto scattata in occasione del matrimonio di Alan e Patricia.

 

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Il pifferaio Stinolo di Rovaiolo

Scritto il 13 febbraio 2017 nella categoria Brallo

Un importante documento video dei primi anni ’80:
Agostino Orsi, detto Stinolo, il pifferaio di Rovaiolo Vecchio, spiega come si costruiscono questi strumenti.

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Guardare avanti

Scritto il 9 febbraio 2017 nella categoria Citazioni

Se guardo indietro vedo i miei ricordi.

Se guardo avanti vedo i miei sogni.
#bepositive

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Siro del Brallo – Puntata 17 Artana

Scritto il 8 febbraio 2017 nella categoria Brallo

Artana è un paesino della Val Boreca, nel comune di Ottone. Siro ha qualche aneddoto da raccontarci anche su quel paese.

 

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L’asfalto non è mai abbastanza

Scritto il 7 febbraio 2017 nella categoria Altro

Il maestro Renato Faller, cineasta di prim’ordine, propone nelle peggiori sale cinematografiche la nuova avventura di James Tord. Imperdibile !

 

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The Floating Piers

Scritto il 4 febbraio 2017 nella categoria Arte

La scorsa estate sono stato a vedere questa opera d’arte. Come tutta l’arte moderna e come tutta l’arte in generale, il "bello" è sempre soggettivo, e vivaddio che è così. Ci sono state tantissime recensioni positive e tante critiche. Io sono dell’idea che, al di là del ritenerlo o meno "bello", questo signore ha fatto A SPESE SUE (ovviamente finanziato da sponsor) un evento che ha attirato migliaia di visitatori (figuratevi che ancora adesso ad Iseo fanno la fila per vedere la mostra fotografica) i quali hanno sicuramente lasciato in qualche modo qualche soldino in zona e hanno potuto scoprire luoghi da poi ritornare a visitare con calma. Ce ne fossero di Christo disposti ad investire così in Oltrepo. Invece noi siamo qui a dire che la nostra è una terra bellissima, che non ha niente da invidiare alla Toscana e tutte quelle cose lì, che io sono il primo a dire e a sostenere, ma che da sole ahimè non bastano

Ma torniamo all’opera "THE FLOATING PIERS" di CHRISTO. Beh, a me essere parte di un’opera d’arte mi ha molto emozionato. Come dicono Fedez e J Ax oggi "Ogni ricordo è più importante condividerlo che viverlo". Invece io mi emoziono a vivere i momenti. Sono capace di fare chilometri, di fare mille sbattimenti, di mettere in secondo piano cose "importanti" per essere, per esserci. Per il matrimonio di un amico, per trovare qualcuno al mare, per andare a un concerto, per svegliarsi nel mio letto invece di essere altrove, per andare nel centro del (mio) mondo (Piccadilly Circus) e così via. E così ho fatto quel giorno. La domenica era l’ultimo giorno, immaginavo ci fosse un disastro di gente e allora decido di andare in settimana. Magari mercoledi, magari giovedì, infine venerdì. Si decidce per sabato. Sveglia sveglio alle 3 e si parto. Per evitare ogni tipo di cosa passo da Bergamo, poi Trescore, Lovere e poi scendo. A Sale Marasino parcheggio in collina, per poi raggiungere a piedi la destinazione. Poco dopo da un fornaio esce il profumo del pane ha appena sfornato. Ma che bello è uscire con in mano un croissant ancora bollente. Che figata che sono queste cose. Sono da poco passate le 6. Alle 6 e 50 inizia la fila e alle 7 e 20: voilà sulla passerella. Mezz’ora di coda. E poi…. emozione.

Emozione di essere parte di qualcosa di magico. Voi criticatela, disprezzatela oppure guardatela con banalità. Non mi importa. Quello che mi importa è che in quel momento ero emozionato e quell’emozione mi è rimasta nel cuore.

Quando siamo usciti verso le 10 e mezza. C’erano circa 5 ore di coda. Pazzesco. Però io ce l’avevo fatta. Soddisfatto, felice e, ripeto, emozionato.

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Han Solo nella grafite

Scritto il 3 febbraio 2017 nella categoria Citazioni

 "Qualche anno fa mi si è ingrigito il pelo, per la prima volta ho tirato il freno, incerto se fossi l’unico scemo o l’ultimo a crederci per davvero.

Mai cresciuto come Peter Pan con la labirintite, da solo, bloccato in studio: Han Solo, nella grafite.

Mi ero chiuso in un bar e mi chiedevo ma che senso ha

Allora perché non sei morto giovane vent’anni fa?

Ricominciare da meno di zero e finalmente sollevare il velo: e raccontarmi veramente, non l’immagine vincente che la gente prova a vendere di sé.
L’altro *Natale* stavo giù in cantina, piangevo sui cartoni del trasloco…che quando hai visto il mondo dalla cima, dopo sei intrappolato al top come un topo.
E per la strada mi chiamano "zio". E’ Philadelphia e io sono Rocky, sarà che al posto di un bambino, Dio mi ha dato due milioni di nipoti.
L’amicizia che è finita come sempre nella vita per le donne, la politica, l’orgoglio e il vile cash
Benvenuti a tutti quelli come me"

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Burocrazia del ballottaggio

Scritto il 1 febbraio 2017 nella categoria Politica

A Voghera il 31 maggio 2015 si sono svolte le votazioni per eleggere il sindaco e il consiglio comunale.

Nessuno dei candidati ha superato il 50% dei voti e quindi, in base alla legge, si è dovuto ricorrere al ballottaggio tra i primi due, da svolgersi dopo un paio di settimane.

Dai dati in suo possesso, quello che risultava terzo, Pier Ezio Ghezzi, avrebbe invece dovuto essere al secondo posto, avendo preso più voti del secondo, Aurelio Torriani. Differenza di non poco conto in quanto, appunto il secondo avrebbe partecipato al successivo ballottaggio, il terzo si sarebbe dovuto arrendere in vista di migliori future fortune.

Se fossimo in un sistema efficiente cosa sarebbe successo? Beh, la questione era relativa a sole due (se non ricordo male) sezioni. Abbiamo dovuto subire un commissariamento per un anno che, per quanto gli amministratori mandati dalla prefettura possano essere o meno di valore, non sono quelli scelti dal popolo e quindi va da sé che sono un danno, perlomeno per la democrazia.

Quando in altri ambiti c’è un problema contingente cosa si fa? Si procede d’urgenza
Faccio un paragone assurdo, non me ne si voglia, ma è solo per spiegarmi: se devo fare una cura per i reumatismi posso anche aspettare dei mesi, ma se ho un problema cardiaco acuto, forse è meglio essere operato subito, no?

Già subito nelle ore successive il candidato Ghezzi aveva fatto notare la discrepanza dei numeri, e nei giorni successivi aveva presentato ricorso.
Ripeto: si trattava di due sole sezioni. In ogni sezione c’è un presidente, un segretario e un gruppo di scrutatori. In totale penso che siano 6/7 persone. Moltiplicati per due non raggiungiamo le 15 persone.
Quindi: un lavoro svolto in poche ore da 15 persone può benissimo essere svolto da altre 15 persone (svolto bene, benissimo) in un paio di giorni, no? E sono stato di manica larga

Si vota il 31 maggio. Vince Barbieri. Secondo Torriani. Terzo Ghezzi.
Ghezzi presenta ricorso il 3 (il due era festa). Siccome la cosa può inficiare il ballottaggio, lo si sposta per sicurezza di una settimana o due e si decide di far ricontare le schede SU-BI-TO! Stiamo parlando di contare dei voti, non di spedire una sonda su Saturno, penso che non sia complicatissimo, no? O mi dite che per entrare nella lista degli scrutatori bisogno avere un QI sopra la media?
Il 4 si decide, lunedì 8 ci si mette lì con tanta pazienza e attenzione e si ricontano le schede. Se vogliamo essere sicuri sicuri sicuri le ricontiamo e le ricontiamo ancora. E magari il giorno dopo ancora e ancora e ancora. Il giorno martedì 9 giugno, dopo averle contate settordici volte si nota che Ghezzi ha più voti di Torriani. Bene, in base alla legge al ballottaggio ci va Ghezzi.

Il giorno 21 giugno (anzichè il 14) si va al ballottaggio e chi vince governa da subito e per 5 anni. Fine.

E invece siamo prede della burocrazia che ha permesso di svolgere un ballottaggio già sapendo che poteva essere nullo, ha lasciato governare una giunta con la spada di damocle sopra alla testa che da un giorno all’altro avrebbe visto annullato il proprio mandato, è arrivato un commissario che ha poi commissariato anche l’azienda pubblica, si è dovuto ripetere la votazione con conseguente spreco di soldi, rompimento di maroni per gli elettori ecc.

Di chi è la colpa? Di Barbieri? No, Barbieri è risultato il più votato nella prima votazione, ha partecipato al ballottaggio e lo ha vinto, ha ripartecipato al ballottaggio-bis e lo ha vinto. Se ha una colpa, è quella di aver vinto tre elezioni e chi vince risulta antipatico.
Allora è di Torriani? No, lui è risultato al secondo posto e cosa doveva fare, tirarsi la zappa sui piedi e dire che non era vero?
Allora la colpa è di Ghezzi? No, lui ha semplicemente dimostrato di aver ragione sulla conta dei voti, non gliene si può certo fare una colpa.

Se c’è una colpa è stata (a parte quella della presidenti dei due seggi che dovrebbero ripetere le scuole elementari perlomeno, perchè non si tratterà di mandare missili, ma almeno saper contare è richiesto) è quella di questo farraginoso sistema che per prendere ogni piccola singola decisione ci mette mesi e mesi e mesi.
E qui ci si perde tutti: la politica, la cittadinanza. 

A conti fatti, chi ci ha rimesso più di tutti è proprio Barbieri, che per essere legittimato ha dovuto vincere addirittura tre tornate, ma, ripeto, non gliene si può certo fare una colpa all’avversario.

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La Ferrovia Voghera – Varzi

Scritto il 31 gennaio 2017 nella categoria Brallo,voghera

Ma che ne sanno i 2000 della Ferrovia Voghera-Varzi? A dire la verità non ne so neanche io che sono degli anni ’70. Però i miei genitori me ne parlavano sempre del "Trenino". Non era un loro vezzeggiativo, era chiamato proprio così da tutti. Era una ferrovia che partiva dalla pianura per poi proseguire in salita, compiendo in tutto 32 km. Serviva sia ai turisti che volevano raggiungere più agevolmente le località montane, sia i valligiani che volevano scendere in pianura. Il trenino ha svolto "solo" 35 anni si servizio, poi è andato in pensione.

L’idea parte dal lontano, addirittura se ne parlava nel 1897, e poi dieci anni dopo nel 1907, ma solo nel 1928 l’idea iniziò a concretizzarsi. I lavori si svolsero in breve tempo e già nel 1931, il 27 dicembre, la nuova linea fu inaugurata. Dove passava? Beh molti di voi, immagino, sanno che correva lungo quella che da poco tempo è diventata la "Greenway". La stazione di Voghera era vicino a quella delle Ferrovie dello stato, poi attraversava lo Staffora, sorpassava l’attuale SP10 (quella che va in direzione Casteggio – Piacenza) e poi proseguiva verso Torrazza Coste, poi Rivanazzano e infine incanalandosi verso Varzi, Sempre rimanendo sulla riva destra del fiume.

La spesa di costruzione dell’intera opera pare sia stata di circa 35 milioni di lire, che comprendeva la realizzazione del tracciato, la posa dei binari, fabbricati, ponti, cavalcavia, sponde, e paga per i circa 1600 operai. Al giorno d’oggi, un’opera così in tre anni ce la scordiamo, e pensate che nel millenovecentotrenta non è che andavano di escavatori e autobetoniere, ma piccone e badile.

Le stazioni erano: Voghera, Torrazza Coste, Codevilla, Retorbido, Rivanazzano, Salice Terme, Godiasco, San Desiderio, Pozzol Groppo, Cecima, Ponte Nizza, San Ponzo Semola, Bagnaria, Ponte Crenna, Varzi.

La ferrovia veniva utilizzata moltissimo, tant’è che negli anni ’60 viene studiato un piano di ammodernamento e rilancio, ma nel 1965 ne viene stranamente decretata la chiusura.

Il trenino aveva sia carrozze viaggiatori che carrozze merci, alcune magari recuperate durante il percorso, per via di alcuni scambi che agevolavano il lavoro delle imprese locali che volevano caricare il vagone.

Quando la hanno chiusa, i treni sono stati spostati su un’altra linea, sempre della stessa proprietà, mentre i binari sono stati col tempo tolti. Solo fino al deposito militare di carburante di Godiasco sono stati mantenuti, in quanto il tratto fino a Voghera è stato utilizzato fino credo agli anni ’80 (mi sembra di ricordare da bambino che ci fosse ancora il passaggio a livello tra Rivanazzano e il bivio per Salice, di sicuro per tanto tempo ancora ci sono stati i binari).

Nella foto l’abbonamento di mia mamma. Probabilmente doveva fare una supplenza a Bagnaria. 

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Felice

Scritto il 29 gennaio 2017 nella categoria Altro

Quando sono andato a scuola, mi hanno chiesto cosa volessi diventare da grande. Ho risposto “felice”. Mi dissero che non avevo capito l’esercizio e io risposi che loro non avevano capito la vita.

(John Lennon)

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