Vuoi aprire un negozio?

Scritto il 19 settembre 2017 nella categoria Altro

Sei hai intenzione di aprire un negozio ecco alcune cose che ti possono succedere:

Clienti che prendono dalla vetrina. 
Ovviamente senza chiedere. Anzi, se capisci le loro intenzioni e chiedi:
Avete bisogno qualcosa?
La risposta sarà:
No, no, grazie.
E immediatamente dopo prenderanno un oggetto dalla vetrina. Ma cribbio, se ti ho appena chiesto se hai bisogno, porcapupazza! Che poi il problema non è quello di prenderli dalla vetrina (comunque già segno di maleducazione), ma quello di rimetterli "a cazzo". Io ci perdo tempo a far si che la merce si esposta bene e ogni 5 minuti me la toccano.

Clienti che aspettano fuori.
Di solito sono i mariti. Oppure gli amici. Qualcuno entra e qualcun altro sta fuori dal negozio. Poi quelli che sono dentro iniziano a chiamarli perché vorrebbero un consiglio, o perché si attardano, o perché la merce da acquistare sarebbe per loro, o per altri motivi. Quelli fuori di solito si lamentano, perché stare tra quattro mura proprio non gli va. Poi magari scopri che lavorano all’altoforno e ti chiedi: "ma perché li si e qui in negozio assolutamente no, meglio la morte?"

Clienti che ti "ordinano" la merce.
Buongiorno, voglio queste scarpe, ma rosse anziché gialle, del numero 43 e quattro/quinti, collo più alto, suola più bassa, e magari con qualche riga azzurra. Se passo lunedì me le fai avere?
Si certo, quando acquisterò la stampante 3D te le farò su misura.

Clienti che ti dicono "tienimela".
Guarda, prendo questa maglietta, ma non la prendo adesso, passo giovedì verso sera (oppure a fine mese che prendo lo stipendio), tienimela!
Certo, mi dai un acconto?
No, non posso, non ho neanche un euro.
Allora mi spiace, ma non posso.
Ma io passo.
E cosa pensi che mi abbiano detto gli altri duemilasettecento che mi hanno fatto tenere la merce e poi non si sono più visti?
Ma io vengo sicuro!
Sicuro è morto, e poi c’è tanta gente che non si fa vedere dopo aver dato l’acconto, figurati senza!

Clienti che ti lasciano acconto:
Per qualsiasi cosa. Anche per le calze da tre euro, ti lasciano l’acconto di un euro. E poi magari passano il giorno dopo a lasciarti un altro euro. Pazzesco.

Clienti che ti fanno prendere le cose in magazzino.
Ce l’ha una giacca come questa, ma una taglia in più?
Vado a prenderla in magazzino, eccola.
No, non mi piace. E un altro colore di quest’altra?
Si la prendo in magazzino, eccola.
Ok, ma costa troppo, niente, grazie e arrivederci.
Ma scusa, ma se non la vuoi, perché accidenti mi mandi in magazzino a prenderla?

Clienti che ti fanno prendere le cose in magazzino fuori stagione.
Buongiorno, nevica, ma io ho un bisogno irresistibile di teli mare.
Mmmm… va beh… vado a prenderli in magazzino, eccoli, ne ho settordici tipi diversi.
No questo no, quest’altro neanche, questo non mi sconfifera, quell’altro non mi aggrada.
Ma sono tutti qui? Non ne ha altri? Quando arrivano? Va beh, grazie arrivederci.
Eh no bello mio, adesso o compri o mi spieghi perchè siamo a febbraio e non ti accontenti.

Clienti che ti chiedono lo sconto sullo sconto.
Quanto costa?
Costerebbe settanta euro, ma è scontato a quaranta.
Mi fai lo sconto a trentacinque?
No, è già scontato, lavarsi le orecchie al mattino, prego.

Clienti che arrivano all’ultimo momento.
Salve, sono le diciannove e ventinove, posso dare un’occhiata?
Come no, se ha bisogno mi dica…
No, no, sto solo qui a fare un giro fino alle venti e venticinque, poi mi accorgo che è tardi e dico la fatidica frase: "Oh ma lei deve chiudere, passo un’altra volta".
Eh no cazzo, adesso compri !!

Clienti che arrivano fuori orario
Salve, do un’occhiata
No, guardi siamo chiusi, sono passato per caso perchè avevo dimenticato gli occhiali in negozio
…. (come se niente fosse)
Heyyyy…..sentaa ! Siamo chiusiiiiiiiiiii !
….. (come se niente fosse)

Clienti che vorrebbero la merce senza pagare
Posso prendere questa maglia? Te la pago domani.
No, non è possibile.
Ti do 10 euro, gli altri 10 te li porto domani.
Quando me la pagherà interamente potrò dargliela.
Si ma io te li porto
Non posso
Non ti fidi?
Non è questione di fiducia, ma di correttezza, lo faccio con lei e lo faccio con tutti.
Non ti fidi eh? Ma io sono onesto.
Si e perché i disonesti dicono "io sono disonesto" ?
Ma a me la maglia serve assolutamente.
Anche a me i soldi servono assolutamente, è la dura legge del mercato.

Clienti che rivogliono l’acconto
Buongiorno, sono quella che ti ha lasciato l’acconto un mese fa.
Si, mi ricordo, buongiorno.
Ho deciso che la giacca non la prendo più
Mi dispiace, posso esserle utile in altro modo?
Si, rivorrei il mio acconto.
No, intendiamoci: l’acocnto serve proprio per garantirmi, nel caso il cliente cambiasse idea, per il tempo perso e sopratutto il mancato guadagno di una mancata vendita.
Non ho capito, fatto sta che mi pare normale: non prendo la giacca, rivoglio i miei soldi
Guardi che non funziona così.
Rivoglio i miei soldi, disonesto!

Clienti che mettono tutto in disordine
Salve, vorrei guardare, oh che belle magliette, le apro tutte. ah ma sono da uomo, no allora non mi interessano, guarderò queste scarpe, le tiro fuori tutte. Hey ma sono 45 e io ho il 38, pazienza, mi dirigo verso le giacche in pelle, così potrò provarle tutte e buttartele a casa sparse per il negozio, ovviamente nascondendo gli appendini in modo che tu non possa più ritrovarli, oppure le appendo girate al contrario in mezzo alle polo, o magari in camerino, Ah Ah Ah che clientona simpaticona che sono. Ovviamente, ma devo anche spiegartelo… non compro nulla !

Clienti che mettono a posto a modo loro
Tranquillo, metto a posto io.
Ma si figuri signora, lasci pure.
No no, insisto, ti metto a posto, guarda come sono brava.
Oh come no signora, ha appena appeso una giacca da donna nel reparto tute da uomo con un appendino da pantaloni al contrario. Se lasciava fare a me forse era meglio, piuttosto che metterla così… a cazzo.

Clienti che dicono "ti do"
Prendo questa felpa, c’è scritto trenta euro, ma ti do venticinque.
"Ti do venticinque" lo dici a tua sorella, please. Rispondo nel merito solo agli educati.

Clienti che dicono "quanto mi fai"
Prendo questa felpa, quanto mi fai?
Costa trenta euro.
Si lo so, ma quanto mi fai.
Ma secondo te, ragiona, perchè io perdo tempo a prezzare la merce e magari pago anche delle commesse per farlo? Così tanto per?
Ok, ma quanto mi fai.

Clienti che non salutano
Buonasera signora.
…. (silenzio)
Se ha bisogno… mi dica.
…. (silenzio)
Se posso aiutarla…
….no grazie, do solo un’occhiata. (20 secondi ed esce)
Arrivederci nè? Vedo che salutare è fatica.

Clienti che si inventano i prezzi
Prendo quei pantaloni da 20 euro.
Quali scusi?
Quelli là in fondo.
No, quelli costano 30 euro.
No, c’è scritto venti.
Dove?
Ma lì, c’era scritto…. forse in vetrina…non ricordo, o forse me lo ha detto mia suocera che è passata ieri…. beh comunque costano 20.
Si però lo vede quel grosso cartello con scritto "Pantaloni euro 30"? Giuro che non l’ho scritto stanotte. Costano proprio 30 euro.

Clienti che sbagliano i prezzi
Prendo queste scarpe da 40 euro.
45
No, 40
Si, ma vede? C’è scritto 45.
Si va beh, è lo stesso.
Beh se è lo stesso allora facciamo 50

Clienti che denigrano la merce per lo sconto
Questa maglia mi va stretta mi devi fare lo sconto.
E’ già scontata.
E poi mi tira sulla pancia, mi devi fare lo sconto.
E’ già scontata.
E’ un po’ sbiadita.
Non è vero.
E’ fuori moda.
Si certo, è un campione della prossima collezione: è talmente fuori moda che devo ancora uscire nei negozi ufficiali ahahaha.
E’ difettata.
Si come il tuo cervello.
All’Iper la vendono a meno.
Va bene, quando vai prendimene due anche per me.
E’ l’unica che hai.
E quindi? Anzi ti conviene comprarla prima che la vendo a un altro.
E’ un brutto colore.
Ascolta, ma se ti fa cagare, perché la compri? Non comprarla, no? Perchè mi devi triturare gli zebedei?
 

Poi per fortuna ci sono i clienti gentili, senza pretese assurde, clienti che ringraziano, che salutano, che chiacchierano, che fanno i complimenti, clienti "normali", che sono per fortuna la maggior parte. Clienti che mi hanno aiutato, negli ultimi 20 anni a tirare il cassetto e trovare sempre qualcosa per riempire il frigo. Grazie.

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We need freedom

Scritto il 8 settembre 2017 nella categoria musica

#dilloconunacanzone

Siamo all’inizio degli anni ’90. Gianfranco Bortolotti, produttore discografico, intuisce la potenzialità della nuova musica elettronica che sta per avere un grande successo in discoteca. Una delle sue prime produzione porta il nome di "Antico", di cui "We Need Freedom" è il primo successo. Io avevo 17 anni. Al Kursaal non vedevo l’ora che la mettessero. Non era ancora la cosiddetta "techno" che avrebbe spopolato da lì a pochi mesi, ma era sulla giusta strada. Ero affascinato da come un computer (cioè un sintetizzatore) potesse emettere suoni così diversi dagli strumenti tradizionali e così accattivanti (e riascoltandole adesso così ingenue): queste armoniche che salivano al cielo, perché ti sentivi bisognoso di libertà, freedom. 

 

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Da sempre

Scritto il 6 settembre 2017 nella categoria Altro

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Gatto su cucino

Scritto il 5 settembre 2017 nella categoria Altro

Ricetta per "gatto su cuscino". Ingredienti: uno o due cassetti, un gatto, un cuscino

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L’albatros

Scritto il 3 settembre 2017 nella categoria Citazioni

Il poeta è come lui, principe dei nembi
Che sta con l’uragano e ride degli arcieri;
fra le grida di scherno esule in terra,
con le sue ali da gigante non riesce a camminare. (C. Baudelaire, "L’albatros")
 

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Novemila metri quadri

Scritto il 2 settembre 2017 nella categoria Riflessioni

L’articolo parla di "mezzo milione di metri quadrati". Quello che è sicuro è che io e tanti miei colleghi negozianti siamo un po’ stufi di questo trattamento. Voglio vedere chi avrà il coraggio di chiedere "sforzi" ai negozianti di Voghera, magari di tenere aperto in occasione di qualche manifestazione o di creare, di smuovere, di far vivere questa città. Lo chiedano al McDonald’s, a Voghera Est, al Decathlon, ecc. 

E non venitemi a raccontare che tutto questo rappresenta un’opportunità per portare gente a Voghera, o che porta posti di lavoro. Queste sono BALLE, grosse grasse enormi BALLE: la gente la porta solo in questi nonluoghi e i posti che crea sono posti non qualificati a scapito di lavoratori che tirano avanti la carretta con passione e competenza (spesso NONOSTANTE TUTTO). 

Qui c’è qualcuno che mi deve spiegare e forse qualcuno che si deve vergognare.

https://goo.gl/VebKx9

Io sono per la libertà e per l’impresa. Se il signor Mc Donald o i signor Upim o chi per essi vogliono aprire dei negozi nel mondo, in Italia, a Voghera, sono liberissimi di poterlo fare. Anzi, dal mio punto di vista di difensore del mercato, sono contento che lo facciano. 

Detto questo credo però che ci debbano essere delle regole, uguali per tutti e che queste regole debbano darle le amministrazioni pubbliche, ognuna per il proprio ambito di competenza: stato, regioni, comuni.

Io vorrei che queste amministrazioni si rendessero conto che i cosiddetti "negozi di vicinato" sono la spina dorsale dei centri cittadini. Sono quelli che portano avanti la baracca, perchè danno lavoro a gente competente e del posto, perchè spendono a Voghera (invece il signor Mc Donald difficilmente comprerà il tortellini da Savignoni o le Scarpe da Girardi), perchè danno sicurezza (dove non ci sono negozi la città diventa buia e insicura), perchè..per mille perchè

E si devono anche rendere conto che questi piccoli negozi, a gestione familiare, sono i più deboli, non hanno la forza dei grandi gruppi. Se l’OVS a Voghera non dovesse lavorare il signor Oviesse se ne può fregare, tanto magari la sua azienda andrebbe bene ugualmente, oppure chiuderebbe per aprire, che ne so, a Rapallo. Il piccolo negoziante questo non può farlo.

Ogni serranda che si abbassa è una perdita di cultura, è un patrimonio che va perso, un bagaglio di sapere, di cura dei dettagli, di notti passate a rifare le vetrine, di servizio al cliente, di chiacchiere, di consigli, di giornate a pensare alle bollette ma sempre col sorriso

Questo VA TUTELATO. Non si può andare sempre in direzione opposta. Ripeto: io sono per il libero mercato e quindi se la giunta delibera un nuovo insediamento commerciale di novemilacazzometriquadri poi chi vuole è nel pieno diritto di aprirci un negozio. Vorrei allora che la giunta con la stessa solerzia facesse altrettanto, anzi vorrei che facesse DI PIU‘ visto che dovrebbe tutelare gli interessi di chi a Voghera ci è nato e ci vive (e io non sono tra questi, quindi mi autoescludo, anche se ho il codice fiscale M109) piuttosto degli "avventurieri" che sbarcano a Voghera solo per fare cassa. E non solo con "circenses", che servono, aiutano, mi piacciono, ma non bastano.

E vorrei anche spezzare una lancia….sulla schiena a quelli che dicono che il Mc Donald’s, vendendo il cosiddetto "cibo spazzatura" non farebbe concorrenza ai nostri negozi tradizionali. NON E’ VERO: la gente è bombardata di pubblicità e, credetemi, sarà sempre pieno. E tutti i soldi che andranno lì non andranno in altre attività commerciali (perchè il totale dei soldi che abbiamo nelle tasche è sempre quello) e il tempo passato li, magari a organizzare i compleanni dei nostri figli, non sarà dedicato a fare le vasche in Via Emilia come una volta.

Poi non è che bisogna piangersi addosso, ma anzi bisognerebbe fare, per dimostrare ad esempio che i nostri prodotti sono eccellenti e molto meglio di quelli del Mc Donald (a cui fischieranno le orecchie per tutte le volte che lo cito, ma non ce l’ho con loro, ci vado anche io qualche volta), ma questo non deve venire SOLO dai privati (così come non può venire solo dalla politica, come l’esempio della chiusura di Piazza Duomo da parte dell’amministrazione Scotti). Vorrei vedere una politica A FAVORE dei piccoli negozi di Voghera, concretamente

Signori, non è bello uscire e prendere il caffè sotto casa e fare due chiacchiere con gli amici? E comprare un orologio da uno che ne sa e che ti spiega e che ti consiglia e che mette sangue passione e competenza in ogni angolo del proprio negozio? E il pesce dal pescivendolo? Il formaggio da quel banco al mercato? E il giornale dall’edicolante che te lo tiene "perchè sei tu"? Tutte queste attività VANNO AIUTATE !

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Estate diciassette

Scritto il 30 agosto 2017 nella categoria Brallo,Me stesso

Negli anni passati spesso facevo un riassunto dell’estate, come questo: Estate quattordici.

Come è stata l’estate diciassette? Beh come tutte le estati è stata intensa, strana, densa, divertente, bella.
E’ stata l’estate dei soliti 28 giorni di lavoro tuttiggiorni tirati, delle grigliate dopo tanto tempo, venute veramente bene. L’estate di Voghera’s Got Talent che ci ha fatto divertire.
L’estate dei dubbi, dei pensieri, di aver paura di fare del male a qualcuno. L’estate dell’incendio a Barostro. L’estate di Bogliasco e della sua spiaggia.
L’estate in cui neanche una volta a Varzi e neanche dal diodelcolletta (ho recuperato col diodelpenice). L’estate dell’immancabile polenta di Cortevezzo (nel parterre VIP stavolta).
L’estate dei lavori in casa, che a volte sembravano infiniti, specialmente quando quel "rompicoglioni" di Andrea mi piombava in casa alle 8 del mattino.
Nonostante avessi comprato il materasso nuovo non ho dormito nel mio letto fino all’altroieri. L’estate di Vasco e della notte passata dormendo in un bidone.
L’estate dei baffi (ahahahaha non so neanche io come ho fatto a resistere così tanto)
L’estate del vento che mi ha portato via la tenda del negozio, mi ha rotto il vetro e divelto le persiane. L’estate dei mille messaggi, messaggini e messaggetti, e magari dei messaggi non scritti o non inviati.
L’estate del caldo pazzesco che mi ha ricordato il 2003, quando ancora ero al Malaspina. L’estate con poco mare e poca montagna, ma d’altronde dopo la primavera passata a girare il mondo…
L’estate della 500 (l’anno scorso è stata chiusa in garage) e dei succhi di frutta di mio papà (che ci ha fatto anche spaventare). L’estate della festa dei bambini, che mi ha riempito di gioia, perchè i bambini si divertono sempre con poco e si divertono "bene", senza troppi pensieri. L’estate del Kursaal (no, non ha riaperto, è solo nei nostri ricordi) e della mancata gita in Croazia. L’estate degli amici, del Willy e delle prese in giro.
L’estate di fare tardi, enormemente più presto di una volta, ma comunque tutte le sante sere. Un’estate comunque diversa dalle altre, in alcuni aspetti molto diversa, in altri meno.
L’estate del tubo rotto in casa e l’acqua che ha allagato sia casa che un po’ il negozio. E la gente che vedendomi "aprire" alla sera pensava fosse un’iniziativa commerciale !
L’estate della carambola, i giri in macchina, il trabattello, le Vans e le Converse e di quella coccolona di Milli (se penso com’era una volta!) e poi delle suonerie personalizzate di Whatsapp.
L’estate dell’Inferno 125, del concorso di fotografia e della presentazione di libri "Montagne di Carta" (che posso dire abbia avuto un discreto riscontro)
L’estate del metal detector, delle giacche nere uguali, dei fuochi di Somegli e soprattutto della catena per divieto di sosta.
Ho anche visto le stelle cadenti, senza neanche volerlo, di sfuggita. Chissà cosa mi porteranno per l’inverno…

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Fausto Bormolini Reynard F3000 Trofeo Vallecamonica 2016

Scritto il 28 agosto 2017 nella categoria Altro

SPETTACOLARE DAVVERO

 

 

 

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Tattattira

Scritto il 26 agosto 2017 nella categoria musica

Il rosso VENDE, il verde VENDE, se sei famoso quello che hai addosso VENDE. Indipendentemente che sia rosso o verde, meglio copiare qualcun’altro al posto di niente. La carne VENDE, il vegan VENDE, provare a smettere con qualche cosa VENDE. "Il rap è nato controllato dal governo Reagan", generalmente questo genere di storie VENDE. Le dietrologie di una manovra VENDONO, i nati dopo il 68 hanno i figli che VENDONO. Le labbra che ogni donna porta sopra VENDONO, le labbra che ogni donna porta sotto VENDONO.

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Bob Loser – Il Cane

Scritto il 25 agosto 2017 nella categoria musica

Aski insieme a Bob Loser vi presentano: "IL CANE"

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La mente giovane

Scritto il 20 agosto 2017 nella categoria Altro

 

Chiunque smetta di imparare è vecchio, che abbia 20 o 80 anni. Chiunque continui ad imparare resterà giovane. La più grande cosa nella vita è mantenere la propria mente giovane. Henry Ford.

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La felicità

Scritto il 19 agosto 2017 nella categoria Altro

La vera felicità costa poco: se è cara, non è di buona qualità.

 

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I have a dream

Scritto il 17 agosto 2017 nella categoria Me stesso

Ho un sogno. Il mio sogno è quello di stare bene, e che tutti possano stare bene. Sogno di vivere felice. Non sempre allegro, ma felice.

A me piace essere malinconico, magari nostalgico. Non sogno ricchezze o cose da fare, ma sogno gente da incontrare, racconti da ascoltare, viaggi da vivere.

Il mio sogno è di girare per la strada e trovare gente che mi saluta, e magari trovare qualcuno che non pensi "questo è uno stronzo".

Il mio sogno è avere al mio fianco una donna, concreta, sognatrice, curiosa, carina, romantica, che abbia voglia di lottare in questo pazzo mondo, ma sempre col sorriso, e magari desiderosa di un abbraccio.

Il mio sogno è quello di essere curioso, di inventarmi cose nuove, di essere sempre contento, oppure triste, ma mai triste in fondo al cuore.

Il mio sogno è che i miei familiari e miei amici stiano sempre bene. Il mio sogno è sempre quello di pensare al passato e pensare: "potevo far di meglio, ma alla fine va bene così".

Sono stato uno studente mediocre, sono stato lavapiatti a Londra, sono stato "software developer", oppure barista che alle 4 del mattino saltava le sedie.

Sono stato anche uno studente modello che ha preso due "lauree", sono stato il negoziante di Via Cavour, e poi Bob Loser, e Asfalto Che Ride.

Sono stato a Ibla, alla ricerca di Nemecsek a Budapest o alla scoperta del Paddington Basin, e mille volte su mille righe di mille fogli alla ricerca di me stesso.

Il mio sogno è quello di vivere ancora cent’anni, ma magari un mese solo ancora, ma vissuto bene.

So di non essere speciale, non voglio esserlo perchè il segreto sta proprio qui: io sogno cose normali.

Sogno una casa, con le basi nel passato, proiettata nel futuro, così come la mia vita, così come tutte le cose che mi piacciono.

Ricordo le grotte di Toirano, la gita in Umbria, la discoteca La Scala in Rue de Rivoli, le biciclette di Berlino, la teleferica (o cremagliera?) di Como (ah no, era la funicolare), la corrida di Valencia. 

Il mio sogno è trovare ogni giorno persone che mi apprezzino, oppure persone a cui sto sul cazzo e mi dicano "mi stai sul cazzo" senza finti buonismi. 

L’ho scritto ormai tanto tanto tempo fa: alcuni mi reputano "fuori dagli schemi" e pensano che i miei desideri siano altrettanti strani, quando in realtà il mio sogno è quello di una vita normale.

Sono curioso, certo, non mi piace smettere di imparare, ma non le nozioni di scuola, le cose che mi vanno in quel momento.

Dalla trasformata di Fourier, al lancio col paracadute, alla discesa di Tomba, a stare su una panchina a chiacchierare.

E questo sogno lo dedico a tutti quelli che conosco, a quelli che frequento. Che siano i miei familiari, mio papà, gli amici.

Che poi per essere amici, lo sappiamo, non serve conoscersi dall’asilo (anche perchè io non ho fatto l’asilo), nè vedersi tutti i giorni. 

L’amicizia è come l’amore: serve feeling. Ho amici che non vedo praticamente mai, ma non per questo non sono amici con la tripla A maiuscola.

E l’amore è come l’amicizia: serve quella magia che non ha nome, la sintonia, lo stare bene, capirsi, trovarsi, essere sulla stessa frequenza. Però bisogna essere in due, chissà che prima o poi…

E poi camminare a piedi nudi sull’erba, sfidando ovviamente l’allergia. Perchè se non si sfidano le proprie paure (sempre usando la testa), non si superano mai. 

Ho un sogno. Di essere migliore, da domani, e ogni giorni di più.

Non so se ce la farò, sono incostante, però, appunto, è un sogno. E i sogni sono quelli che mi spingono ogni giorno ad alzarmi.

No, non è la sveglia, quella potrei spegnerla. Sono i miei sogni, credetemi, che mi fanno venire voglia di vivere un’altra giornata nel miglior modo possibile.

 

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On the road again

Scritto il 14 agosto 2017 nella categoria Altro

Le nostre valigie erano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevamo molta strada da fare. Ma non importava, la strada è la vita.

(Jack Kerouac)

#bepositive #smile

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Voglia di imparare

Scritto il 13 agosto 2017 nella categoria Citazioni

Cerco sempre di fare ciò che non sono capace di fare, per imparare come farlo. 

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