(raccolta molto sparsa di pensieri)

fabiotordi

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Tutto quello che non rientra nelle altre categorie

Il bagnoschiuma dei campioni!

Uaired

Ho letto questo libro: “Uaired” di Elio (delle Storie Tese) e Franco Losi.

La storia è carina, anche se sembra un’insalata di cose già sentite: alieni che hanno una coscienza collegata tra loro, sostituzione di persone, ecc.

La scrittura è gradevole e originale, con tutte le parole inglesi scritte come si pronunciano in italiano (e finché non le leggi non ti rendi conto di quante parole usiamo comunemente, senza andare sul tecnico).

Il racconto è divertente, anche spiritoso, mai pesante.

Ma soprattutto: quando mai gli alieni sono sbarcati a Broni e in Oltrepó Pavese anziché a New York o nell’Area 51? Fantastico!

Terre desolate

Ho provato a leggere questo libro di Stephen King, intitolato “Terre Desolate“, ma non ce l’ho fatta.

Una volta avevo questa “regola” che dovevo finire ogni libro cominciato, chissà perché. Invece, come un qualsiasi altra attività della vita, se una cosa rende (soldi, piacere, felicità) conviene portarla a termine, altrimenti è solo una perdita di tempo.

Ci ho provato, non ho mollato al primo capitolo, sono andato avanti, ma è più forte di me, quando King va a scrivere di mondi fantasy non ce la faccio, mi annoio a morte. Non ci capisco niente, mi rompo, non mi dà nessun piacere continuare nella lettura. Quindi passo oltre.

Amanita muscaria

Ho mangiato dei bellissimi funghi rossi coi pallini bianchi, ho fatto una bella scorpacciata. Non fanno male, vero?

di Merda

…che poi quando la gente ti chiede: “come va?” non è che puoi rispondere “di m…..”

Primo perché tanto è una domanda retorica e la maggior parte non ascolta neanche la risposta, presupponendo che sia il solito “bene, e tu?” oppure “ma si, non c’è male”

Secondo perché poi sono spiazzati da una risposta simile e sono in imbarazzo. Ma allora cosa chiedi a fare?

Terzo perché poi non cambia nulla, quindi tanto vale rispondere il solito laconico, ironico, irriverente, banale, consueto, prevedibile, previsto: “BENE, GRAZIE

Brallo Brillo

Ho letto questo libro, “Brallo brillo“, di Alba Tagliani.

Un libro che quest’estate è stato discusso al Passo del Brallo e dintorni: elogiato e criticato.

Io non entro nel merito: non conosco la grande maggioranza delle persone citate e men che meno gli aneddoti raccontati, quindi mi sono ritrovato in un Brallo che non esiste più, fatto di persone modeste, ma concrete. Un Brallo ancora agli albori di quel successo turistico, imprenditoriale ed edilizio che poi ci fu, dove i giovani per trovare quel poco di divertimento dovevano spostarsi, dove si andava ancora quasi sempre a piedi, o tutt’al più in bicicletta, si parlava in dialetto, ci si conosceva tutti (niente turisti o, come si soleva dire, “villeggianti” o ancora “forestieri“), si sognava un futuro migliore.

Al di là di questo libretto, chissà com’è stato vedere nascere, crescere Brallo: nuove strade, nuove case, nuove attività. Credo che su questo fronte il mio paese abbia avuto il culmine a cavallo tra gli anni ’80 e gli anni ’90: 5 alberghi con ristorante e bar, discoteca, sala giochi, cartoleria, elettrodomestici, lavanderia, 7 negozi di abbigliamento e 4 negozi di alimentari, meccanico (e pompe funebri), posta, farmacia, due banche.

Ricordo che i miei compagni delle superiori, a Voghera, mi chiedevano a settembre dove fossi andato in vacanza. “Sono rimasto a Brallo“. “Ah, mi dispiace”. “A me no, tu hai fatto due settimane di divertimento al mare, io ho fatto due mesi!!”.

Poi un po’ di declino, ma sono sicuro che c’è stata un’inversione di rotta negli ultimi anni e i nostri posti sono sempre più apprezzati, basta un po’ di buona volontà e a Brallo di può stare bene. Sono nate nuove attività, altre si sono modernizzate, tanta gente ha scoperti i nostri paesi e qualcuno ci è venuto o tornato a vivere. Vedo tanti progetti e tanta voglia di fare.

Lo spero, mi piacerebbe lasciare a Leo un Brallo bello come ho vissuto io.

Anello della Montagnola

Fabio, Valentina, Leo e Thor hanno fatto questo bel giretto: da Brallo sono scesi in direzione Sotto Il Groppo.

Con una bella discesa tutta all’ombra del bosco sono arrivati ai ruderi del Groppo di Sopra e poi sono scesi ai ruderi del Groppo di Sotto, nei pressi della Montagnola.

Hanno quindi proseguito fino a raggiungere le grotte dei briganti e da lì, attraversando il torrente, a Fego.

Dopo essersi rifocillati con panini, frutta e acqua, aver fatto una pennichella e giocato un po’ nei prati, hanno ripreso il cammino affrontando la salita impegnativa che porta a Valformosa.

Da lì, seguendo la strada asfaltata, sono arrivati a Bralello e poi ritornati a Brallo.

Anello Bocco-Corbesassi

Un bel giretto con Leo: Brallo Bocco Corbesassi Cortevezzo Someglio Brallo.


Anello Faggeta-Feligara

Un bel giretto che abbiamo fatto io e Leo: Brallo, Pinetina, Faggeta, Rifugio, Pian del Lago, Feligara, Selva, Brallo.

Confettura di more

Una sferzata di energia: confettura di more “by Fabio”(Nessuna mora è stata troppo maltrattata per questa confettura. More rubate a Bocco. Aut Min Rich)

Traschio

Io dico: chiamami come ti pare, ma io sono felice (cit.)

The king of Pineta

Piove?

Piove. È uno stillicidio
senza tonfi
di motorette o strilli
di bambini.
Piove
da un cielo che non ha
nuvole.
Piov
esul nulla che si fa
in queste ore di sciopero
generale.
Piove
sulla tua tomba
a San Felice
a Ema
e la terra non trema
perché non c’è terremoto
né guerra.
Piove
non sulla favola bella
di lontane stagioni,
ma sulla cartella
esattoriale,
piove sugli ossi di seppia
e sulla greppia nazionale.
Piove
sulla Gazzetta Ufficiale
qui dal balcone aperto,
piove sul Parlamento,
piove su via Solferino,
piove senza che il vento
smuova le carte.
Piove
in assenza di Ermione
se Dio vuole,
piove perché l’assenza
è universale
e se la terra non trema
è perché Arcetri a lei
non l’ha ordinato.
Piove sui nuovi epistèmi
del primate a due piedi,
sull’uomo indiato, sul cielo
ominizzato, sul ceffo
dei teologi in tuta
o paludati,
piove sul progresso
della contestazione,
piove sui works in regress,
piove
sui cipressi malati
del cimitero, sgòcciola
sulla pubblica opinione.
Piove ma dove appari
non è acqua né atmosfera,
piove perché se non sei
è solo la mancanza
e può affogare.

L’enigma dell’ultimo templare

Ho letto questo libro di Daniele Salerno: “L’enigma dell’ultimo templare”.

Devo dire che è stata una lettura piacevole e interessante. Un thriller storico, pieno di colpi di scena, curato nella ricerca.

Lo ammetto, mi aspettavo qualcosa di più ampolloso e prevedibile, invece Daniele ha creato qualcosa di veramente ben fatto, per la trama, per i personaggi, per la suspance. Sono riuscito a “sgamare” in anticipo solo uno dei colpi di scena presenti nel libro.

Mio fratello

Con te ho perso l’ultimo del miei punti di riferimento. Vuol dire che sono diventato definitamente “grande“? Ma oggi voglio solo ricordare la tua allegria, pensando alla tua “Zuppa di Voghera” con scritto “Buon Natale” il giorno di Ferragosto, con alcuni momenti divertenti del matrimonio. Brallo, oggi in particolare, mi sembrerà diversa dal solito.
15 agosto 2022

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