(raccolta molto sparsa di pensieri)

fabiotordi

Mario Baratta – Terza puntata

Era il 1989. A dicembre ho comprato l’Amiga 500, un computer che ha fatto storia. Ma qualche mese prima, a settembre, ho dovuto sostenere l’esame di riparazione di francese.
Per l’esame mi aveva preparato mia sorella, che era molto brava in quella materia. Passavamo il tempo quasi a litigare, perchè invece a me il francese non è mai piaciuto. Per esempio non ho mai digerito i partitivi. Quell’esame mi ha insegnato una cosa in particolare: il metodo di studio. E’ inutile cercare di studiare tutto, non fa per me: non ce la faccio, mi annoio, non ho voglia, ecc. Meglio farsi una scaletta delle cose importanti, studiare bene quelle cose e condire il tutto con della sana fantasia. Il risultato sarà sempre: la materia la sai, si vede che hai studiato, magari non a fondo…. e il 6 è assicurato. Fidatevi, è un metodo che funziona. Anche ora, che studio economia (vedi la mia storia) uso un sistema simile: leggo il libro una sola volta, e nel frattempo scrivo col computer dei riassuntini. Così facendo mi si fissano in mente quei concetti condamentali. I dettagli si improvvisano sul momento…

In seconda che gita abbiamo fatto? Se lo dico a queste nuove generazioni si mettono a ridere: Camogli. E si, probabilmente anche qualche mio compagno avrà rimosso questa cosa. Intendiamoci, non è che non mi piaccia Camogli, tuttaltro lo reputo uno dei posti più belli della riviera di levante e ci vado abbastanza spesso… ma proprio per quel motivo… ma che gita è? In gita si dovrebbe andare in un posto mai visto o quasi!!!

In seconda abbiamo perso qualche compagno per strada, ma ne abbiamo acquistati atri, anzi altre. Ma in questa puntata vorrei parlarvi dei professori. Noi siamo stati gli ultimi che abbiamo avuto l’onore e l’onere di conoscere una vecchia generazione di professori storici del Baratta. Avevamo la Bocchio di stenografia!!! A parte il fatto che penso che ormai steno non esista neanche più (noi facevamo il Meschini, le singole lettere me le ricordo ancora)… veniva a lezione col camice, mitica! Di francese c’era la Maccarini, che in seconda si stupiva del fatto che io facessi i compiti in classe abbastanza giusti e allora mi decurtava i voti perchè secondo lei copiavo (a volte era vero). E poi la Edmonson di inglese, indimenticabile professoressa d’altri tempi, capelli raccolti a cipolla, severa e con gli occhiali spessi. Abita vicino a casa mia e la vedo ancora talvolta.
E poi l mitico Virginio Giacomo Bono, di lettere. Idolo. Era il nostro professore, ci ha seguito per tutti e cinque gli anni, ci ha visto crescere, ci ha portato alla maturità. Sapeva tutto di noi, conosceva le sfumature del nostro carattere. Grande appassionato di arte e storia, ha scritto numerosi libri su personaggi, luoghi e storie di Voghera e zone limitrofe. Basta una ricerca su Google. Ricordo alcune sue frasi ricorrenti, quando ad esempio lui, amante della vita tranquilla e delle belle cose, che profetizzava di andare a scuola in cavallo, aveva orrore della massa di gente in coda alle casse dell’iper o criticava noi poveri giovincelli che andavamo a spendere malamente soldi in gite all’estero per poi vedere poco o nulla di relamente valido… Detto così sembra un vecchio barbagianni, ma vi assicuro che sapeva quello che diceva, rendendosi conto di essere spesso un Don Chisciotte. Un’altra sua frase che ricordo è "Tordi scrive di lucad, ma li scrive in un italiano accettabile e quindi sono costretto a dargli 6"
Poi abbiamo avuto la Bruni, sempre di francese. E la Gallo di inglese, bella donna, noi ragazzini la votavamo sempre come la prof più bella. In quinta di inglese la Coda. Vi racconto un aneddoto: io in tecnica commerciale (e bancaria) e in inglese commerciale, vale a dire dove c’erano da compilare fatture, estratti conto o lettere commerciali, invece di Mario Rossi, mi divertivo a usare nomi di personaggi famosi (o famigerati). Una volta in un compito in classe dovevamo scrivere un curriculum in inglese. Quando la prof entra per consegnare i compiti mi dice: "Con te facciamo i conti dopo, ritieniti fortunato se non ti mando dal preside". Io non capivo cosa avevo combinato. Alla fine la prof Coda, incazzatissima, mi ha mostrato il frutto delle mie fatiche, dove dicevo di chiamarmi Toto Riina e di aver frequentato l’istituto Nitto Sanatpaola. (Come potete notare sono stati entrambi arrestati nel ’93, gli ho portato una sfiga pazzesca). Apriti cielo. La prof sosteneva che, siccome erano 20 anni che inglese non usciva come materia alla maturità di ragioneria, poteva essere l’anno buono. E magari in quel caso qualcuno si sarebbe preso la briga di rileggere i compiti in classe. Mamma mia che paranoia. Proprio perchè non usciva da 20 anni, chissà perchè sarebbe dovuto uscire proprio nel ’93? E comunque non avrei MAI e poi MAI portato inglese alla maturità. Le materie sono uscite il 2 aprile, giorno del mio 19° compleanno. Italiano, Ragioneria, un’altra che non ricordo…forse merceologia e… INGLESE! Io volevo scartare a priori le prime due, ma il nostro membro interno (sempre Bono) ci ha fatto notare che praticamente nessuno avrebbe portato ragioneria alla maturità e questo, in una classe di ragionieri, sarebbe stato un fatto particolare, c’era il rischio che a qualcuno potesserero cambiare le materie. Quindi suggeriva, almeno a chi aveva la sufficenza il primo quadrimestre, di portare ragioneria. Chi erano i fortunelli con la sufficenza? Le mitiche LLLZ (cioè Sabrina, Elena, Lorenza, Daniela)… e il sottoscritto (che culo eh?). Però ho pensato: se la porto come prima materia quella lì pensa che io sia un mago di ragioneria, quindi…. Quindi ho portato Inglse come prima materia e ragio come seconda. Il prof di inglese della matura era un pischello giovane. Dal momento che probabilmente ero l’unico in tutto l’istituto a portare inglese come prima materia, avrà pensato che io fossi un fenomeno e ha iniziato a parlarmi in inglse… ma ha cambiato subito!!!

Perchè nessuno voleva portare ragioneria? Perchè eravamo tutti spaventati dalla prof, la mitica Zucchella, lo spauracchio di generazioni di ragionieri. Prof, se per caso un giorno leggesse queste pagine, voglio proprio dirle che secondo me lei ha proprio sbagliato metodo di insegnamento. Non c’è bisogno di fare la stronza come faceva lei, non è così che si insegna la ragioneria. La severità mi sta bene, ma lei andava oltre. Infatti penso che non abbia lasciato molto agli studenti.

(fine prima parte
… domani la seconda parte…)


Io mi divertivo a fare dei collage e farne dei "giornalini" di una sola pagina. All’inizio si chiamava "Mai dire Tordi", poi "Meglio Tordi che mai".

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4 Comments

  1. Stella

    Ho letto parte dei tuoi commenti e dato che stò frequentando il terzo anno del “mitico” Baratta , mi diverte troppo sapere come ve la spassavate voi, ragazzi di altri tempi! Non so se è cambiato molto da allora tra i corridoi di quello che noi giovani di oggi definiamo “l’ex ospedale psichiatrico”(in arte Baratta). so’ solo che per ben 2 anni mi sono sopportata quel matto di Pollini che mi urlava dietro frasi del tipo:”30 anni fa’ non c’erano i delinquenti di oggi. lo so la gente come voi che fine farà…..sulle strade a pulire i vetri!”.è 1 anno che le sclerate con pollini sono terminate….però,peccato, in fondo mi divertivo! in prima(e fortunatamente solo in prima) ho avuto quella “brava donna” della Zucchella….mi ha fatto uscire con il debito….e pensare che ora che non ho più lei,in economia ho la media dell’8. Poi che dire,in seconda, c’è stata la mitica Bruni…non facevamo mai un cazzo(spero le parolacce siano ammesse). stessa cosa con il mitico ed insuperabile bissa che poi è andato in pensione…gli è bastato conoscere la mia classe per scappare via e non farsi più vedere!Il migliore in assoluto comunque rimarrà per sempre il mitico DE BERNARDI, conosciuto meglio come il DEBE…non so se tu l’hai conosciuto. ma credimi è davvero un mito! e ora che l’anno prossimo va in pensione lascierà impresso per sempre il ricordo del suo fantastico “vaffanchilo coyote!”.Mitico Baratta anke se ormai(come direbbe il Pollo(Pollini)) è infestato di delinquenti che andranno a finire sulle strade a chiedere l’elemosina!

  2. Ciao! Ho letto molto volentieri il tuo racconto al Baratta. Io sono arrivato in quella che io chiamo Baracca nel 2002 e se tutto va bene quest’anno, anzi a giugno 2008, ne uscirò. Sono stati anni difficili ma divertenti e mai come quest’anno mi sto affezionando a questo istituto. In parte mi ritrovo nei tuoi racconti, alcuni professori non hanno smesso di farci diventare pazzi. Pollini e Bissa sono in pensione da qualche anno, ma come dimenticarseli? La zia Franca, che tu conosci come Zucchella, è sempre all’attacco e più stronza che mai: ci saranno dei motivi se su una classe di 22 persone, venti di noi ha come media dei voti UNO?!?!? La Bruni è ancora con noi, l’Andreoli anche, la Gallo pure. Tutti gli altri sinceramente non so chi siano. Comunque complimenti per il blog in generale… HO PASSATO LA MATTINATA E LEGGERLO E MI E’ PIACIUTO UN SACCO. SALUTI.

  3. Andre

    a Marco Bido un consiglio: non far sì che la zia conosca il blob di Fabio, che anch’io ho avuto come alunno insieme alle gemelle e alla Cinzia. A Fabio: sei forte e simpatico ma non ricordo molto di te, forse siamo andati a Venezia con Ferrara?

  4. barbara

    buonasera prof che piacere sapere che anche Lei frequenta il blog di Fabio! sarebbe bello rivedersi…alla prossima cena la inviteremo!

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