Virginio Giacomo Bono

Scritto il 22 Giugno 2012 nella categoria Altro

Oggi vi parlerò di Bono. No, non quello degli U2, ma di quello di Voghera!
E’ stato mio professore di Lettere e di Storia alle superiori, durante tutti e cinque gli anni passati al "Baratta". Era un po’ il nostro tutore, quello che ci ha portato dalla prima classe alla quinta, quello che ci conosceva meglio.

Bono è uno studioso e soprattutto un appassionato dell’arte e della storia locale. A dir la verità è un appassionato dell’arte in senso generale. Anzi, a onor del vero debbo dire che, in termini ancor più generali, la sua è una passione per il bello, che sia l’arte in tutte le sue svariate forme, o che sia un paesaggio, un modo di vivere, un’emozione.
Detto questo, posso ora dire che VGB è anche uno studioso di arte e storia locale!

Per esempio ha curato il lavoro di Alessandro Maragliano e soprattutto la revisione del Dizionario Vogherese-Italiano e delle sue poesie dialettali. Alcuni lo indicano addirittura come il suo erede ideale, ma io non azzardo tanto, perchè so che il Professore si schernirebbe per questo paragone, ma anche se non lo scrivo diciamo che un po’ lo penso…

La sua attività è sempre rivolta a recuperare, sviluppare, spiegare, il patrimonio culturale locale: dalla scrittura, alla pittura, architettura, poesia, storia. Negli anni le sue pubblicazioni, i suoi articoli, i suoi libri e i suoi interventi hanno avuto come oggetto il Marchesato di Casei e Cornale, la storia di Voghera e dei suoi monumenti e dei suoi edifici importanti, il pittore Paolo Borroni, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Pietro Bisio, Piero Leddi e soprattutto l’unica grande avanguardia italiana del secolo scorso: il Futurismo creato da quel Filippo Tommaso Marinetti, figlio dell’avvocato Enrico di Voghera. Sempre riguardante il movimento futurista ha scritto di Tullio Crali, della corrispondenza tra Marinetti e le sue collaboratrici di Godiasco, e un libro anche sul pittore vogherese Ambrogio Casati (nota simpatica: esiste una pagina su wikipedia in inglese, ma non nella versione italiana!).

Oltre ai libri sui pittori, ha scritto anche a proposito anche delle opere che altri pittori hanno lasciato o realizzato in zona, come quelle dei fratelli Boxilio, del Bramantino, di Lorenzo Toma, di Boccioni, e tanti altri ancora.

E poi ancora ha scritto della tradizione del carnevale vogherese, de "Il Giornale di Voghera", del Papa Pio V di Bosco Marengo, delle tradizioni contadine, e… insomma qui l’elenco si fa lungo, e avevo iniziato a scrivere questo non certo per fare un mero e arido elenco, ma per tentar di spiegare ciò che anima questo scrittore.

Quando ero a scuola Bono "predicava" una vita tranquilla, senza la minima frenesia, atta ad ammirare le vecchie cose. Un gentiluomo d’altri tempi.

Quando ero suo alunno, come ho già scritto, mi dava la sufficienza in italiano perchè scrivevo delle castronerie, ma le scrivevo in modo abbastanza corretto e quindi era "costretto" a dare un 6 alle mie farneticazioni linguistiche. Ora invece, sapendo che ogni tanto segue questo blog, credo che perdoni i miei – spesso grossolani – errori di forma e di sostanza, e lo ringrazio molto per questo !

Questa è una torta a forma di Castello Visconteo esposta durante la Fiera dell’Ascensione 2012

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