Randagio

Scritto il 2 Aprile 2007 nella categoria testi

Anche oggi piove, che strano questo settembre. Ieri c’era un sole così bello, ma non importa: il mio pelo mi difende dall’acqua e dal freddo.
Trotterello scodinzolando per le vie allegre della città. Qui a Firenze c’è sempre un mucchio di gente, un po’ di tutto il mondo. E tutti mi vogliono bene, mi accarezzano, mi danno qualcosa da mangiare, perfino i poliziotti.
Stamattina un ragazzino biondo mi ha dato l’intera sua focaccia. Avevo proprio fame.
Dopo una signora mi ha invece cacciato indispettita urlandomi qualcosa. Non importa. Io voglio bene alla gente, perché in fondo la gente mi vuole bene. Mi fanno le coccole e giocano con me. Mi dicono: “Hey guarda che bel cagnolino, è proprio simpatico. E guarda che coda, che strane orecchie, è divertente”. Mi piace stare in mezzo alla gente.
A volte però finisco in brutte situazioni. Chi mi caccia a pedate e chi coi bastoni. Chi prima mi accarezza e poi, con la stessa mano, mi da una sberla. Ormai non ci faccio più caso, io sono un cane randagio e so che il mondo è così. Ogni offesa e ogni calcio che prendo mi fa sempre più male, non dico di no, però… Non è che sono abituato, non è che mi piace essere trattato così, però…
Quelli della nostra razza, che ci volete fare, si sciolgono con una carezza, ma non si arrabbiano per un calcione. Forse dovrei fare come quei cani più grossi di me, sempre pronti a ringhiare, abbaiare, a mordere il fondo dei pantaloni, ma non è la mia vita quella.
Sono uno che ama giocare, che ama girare e scodinzolare. Alla fine qualche ceffone lo metto in conto. Ne ho presi tanti ormai, uno più, uno meno… E son pronto a svegliarmi domani, tutto bagnato da questa pioggia infame e tornare sulla strada cercando di soddisfare questa mia fame.
Ma sempre contento, senza ringhiare e anche senza guaire perché… tanto cosa cambierebbe? Tanto so che la mano che prima mi ha picchiato è la stessa che dopo mi potrà lisciare.
Ora vi saluto, torno a gironzolare senza meta. Un grosso BAU a tutti. Se qualche volta mi incontrerete, io vi verrò certo a fare festa, ma non nella speranza di ricevere qualcosa in cambio, ma perché mi andrà di farlo. Chiedo scusa se non ho scritto in maniera corretta, non ho scritto adagio, andavo di fretta perché sono un randagio.

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