Mi sono sbagliato a pensare che solo la Nokia avrebbe fatto telefoni belli, mi sono sbagliato a pensare che ad Ingegneria ci fossero tante ragazze (ma neanche "alcune", solo "poche"), mi sono sbagliato a non andare prima a Londra. Mi sono sbagliato quella volta a non passare a salutare. Mi sono sbagliato a prestare dei soldi, mi son sbagliato a dare fiducia, mi son sbagliato a pensare che potessi non sbagliarmi, mi son sbagliato a non provarci fino in fondo ad imparare uno strumento, mi son sbagliato nel lamento. Mi son sbagliato quando ho preso i soldi falsi, mi son sbagliato, ma mai ho avuto dei rimorsi, ma solo dei ricordi, solo dei piccoli morsi, in un discorso tra sordi. Mi son sbagliato a sbagliare, ma tant’è, è naturale, mi son sbagliato e sbagliando s’impara, o perlomeno si spera. Mi son sbagliato a non chiudere a chiave la bici, mi sono sbagliato a giudicare le persone cattive, solo perché sono schive. Mi son sbagliato a studiare poco, mi son sbagliato a dimenticare. Mi sono sbagliato quando mi sono arreso, mi sono sbagliato a farmi visitare da quel dottore quella volta, nella vita mi sono sbagliato più di una volta, si può dire che colpa ne ho molta, o forse nessuna, forse è colpa soltanto della luna. Mi sono sbagliato ad arrabbiarmi e urlare, mi sono sbagliato a perdonare, mi sono sbagliato a non mettere acqua nel radiatore, ma mi è andata bene, in autogrill alle due del mattino. Comunque può anche darsi che io mi sia sbagliato, che abbia fatto degli errori, e chi non ne ha fatti, ma rifarei tutto lo stesso. Gli sbagli danno consapevolezza, li rifarei solo molto più velocemente. E forse farei tutto come prima, solo che lo farei prima. Le poche tante troppe piccole cose che ho fatto, sia belle che brutte, le rifarei tutte. Chi dice che ho sbagliato nella scelta delle scuole, chi dice che ho sbagliato a non andare a lavorare "per quello che hai studiato", chi dice che ho sbagliato quando non ho continuato, quando ho fatto o non ho fatto una certa cosa, quando sono stato oppure non c’ero, quando ho scherzato e quando era tutto vero, chi dice che ho sbagliato a non fermarmi, ho sbagliato a non concentrarmi, ho sbagliato ad innamorarmi, ho sbagliato a svalutarmi, ho sbagliato a non fare il militare, ho sbagliato a non parlare, ho sbagliato anche quando sono andato al mare. Oppure quando non ci sono andato, quel che certo è che ho sbagliato. E a quelli che pensano ch’io abbia sbagliato, dico che non vedo l’ora domattina di sbagliare più di prima.

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