Il nostro vescovo Viola dice che se ogni comune si perdesse cura di 2 profughi (tralasciando la spesso sottile differenza tra "profugo" e "clandestino") il problema sarebbe di più facile soluzione. Mi sta bene, sono d’accordo. Ad un patto: che per ogni profugo aiutato, diamo aiuto ad almeno un italiano in difficoltà. Se i patti fossero così, non ci sarebbero più persone che vivono ancora nei container dopo aver perso tutto a causa di terremoti o alluvioni. Perché visto che i soldi utilizzati sono soldi pubblici, è giusto utilizzarli anche per chi ha distribuito, col proprio lavoro, a crearli. Altrimenti lo "stato sociale" cosa ci sta a fare?

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