Burocrazia del ballottaggio

Scritto il 1 Febbraio 2017 nella categoria Politica

A Voghera il 31 maggio 2015 si sono svolte le votazioni per eleggere il sindaco e il consiglio comunale.

Nessuno dei candidati ha superato il 50% dei voti e quindi, in base alla legge, si è dovuto ricorrere al ballottaggio tra i primi due, da svolgersi dopo un paio di settimane.

Dai dati in suo possesso, quello che risultava terzo, Pier Ezio Ghezzi, avrebbe invece dovuto essere al secondo posto, avendo preso più voti del secondo, Aurelio Torriani. Differenza di non poco conto in quanto, appunto il secondo avrebbe partecipato al successivo ballottaggio, il terzo si sarebbe dovuto arrendere in vista di migliori future fortune.

Se fossimo in un sistema efficiente cosa sarebbe successo? Beh, la questione era relativa a sole due (se non ricordo male) sezioni. Abbiamo dovuto subire un commissariamento per un anno che, per quanto gli amministratori mandati dalla prefettura possano essere o meno di valore, non sono quelli scelti dal popolo e quindi va da sé che sono un danno, perlomeno per la democrazia.

Quando in altri ambiti c’è un problema contingente cosa si fa? Si procede d’urgenza
Faccio un paragone assurdo, non me ne si voglia, ma è solo per spiegarmi: se devo fare una cura per i reumatismi posso anche aspettare dei mesi, ma se ho un problema cardiaco acuto, forse è meglio essere operato subito, no?

Già subito nelle ore successive il candidato Ghezzi aveva fatto notare la discrepanza dei numeri, e nei giorni successivi aveva presentato ricorso.
Ripeto: si trattava di due sole sezioni. In ogni sezione c’è un presidente, un segretario e un gruppo di scrutatori. In totale penso che siano 6/7 persone. Moltiplicati per due non raggiungiamo le 15 persone.
Quindi: un lavoro svolto in poche ore da 15 persone può benissimo essere svolto da altre 15 persone (svolto bene, benissimo) in un paio di giorni, no? E sono stato di manica larga

Si vota il 31 maggio. Vince Barbieri. Secondo Torriani. Terzo Ghezzi.
Ghezzi presenta ricorso il 3 (il due era festa). Siccome la cosa può inficiare il ballottaggio, lo si sposta per sicurezza di una settimana o due e si decide di far ricontare le schede SU-BI-TO! Stiamo parlando di contare dei voti, non di spedire una sonda su Saturno, penso che non sia complicatissimo, no? O mi dite che per entrare nella lista degli scrutatori bisogno avere un QI sopra la media?
Il 4 si decide, lunedì 8 ci si mette lì con tanta pazienza e attenzione e si ricontano le schede. Se vogliamo essere sicuri sicuri sicuri le ricontiamo e le ricontiamo ancora. E magari il giorno dopo ancora e ancora e ancora. Il giorno martedì 9 giugno, dopo averle contate settordici volte si nota che Ghezzi ha più voti di Torriani. Bene, in base alla legge al ballottaggio ci va Ghezzi.

Il giorno 21 giugno (anzichè il 14) si va al ballottaggio e chi vince governa da subito e per 5 anni. Fine.

E invece siamo prede della burocrazia che ha permesso di svolgere un ballottaggio già sapendo che poteva essere nullo, ha lasciato governare una giunta con la spada di damocle sopra alla testa che da un giorno all’altro avrebbe visto annullato il proprio mandato, è arrivato un commissario che ha poi commissariato anche l’azienda pubblica, si è dovuto ripetere la votazione con conseguente spreco di soldi, rompimento di maroni per gli elettori ecc.

Di chi è la colpa? Di Barbieri? No, Barbieri è risultato il più votato nella prima votazione, ha partecipato al ballottaggio e lo ha vinto, ha ripartecipato al ballottaggio-bis e lo ha vinto. Se ha una colpa, è quella di aver vinto tre elezioni e chi vince risulta antipatico.
Allora è di Torriani? No, lui è risultato al secondo posto e cosa doveva fare, tirarsi la zappa sui piedi e dire che non era vero?
Allora la colpa è di Ghezzi? No, lui ha semplicemente dimostrato di aver ragione sulla conta dei voti, non gliene si può certo fare una colpa.

Se c’è una colpa è stata (a parte quella della presidenti dei due seggi che dovrebbero ripetere le scuole elementari perlomeno, perchè non si tratterà di mandare missili, ma almeno saper contare è richiesto) è quella di questo farraginoso sistema che per prendere ogni piccola singola decisione ci mette mesi e mesi e mesi.
E qui ci si perde tutti: la politica, la cittadinanza. 

A conti fatti, chi ci ha rimesso più di tutti è proprio Barbieri, che per essere legittimato ha dovuto vincere addirittura tre tornate, ma, ripeto, non gliene si può certo fare una colpa all’avversario.

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