Mi sono rotto! Mi sono rotto di alcune categorie di “amici“.
Mi sono rotto di quegli amici che portano solo negatività, che non va mai bene niente, che tutto il mondo è brutto e che io invece sono fortunato perché [inserire un motivo a scelta tra “hai i soldi”, “hai una bella famiglia”, “non hai pensieri”, ecc.]
Io lavoro da quando ho 14 anni e nonostante abbia fatto due volte l’università nel frattempo ho sempre lavorato, ho aperto un negozio a 23 anni e quindi ci ho passato esattamente metà della mia vita. I miei mi hanno aiutato, ma non mi sembra che mi abbiano mai fatto crescere nella bambagia (e di questo li ringrazio sempre). I pensieri li ho anche io come tutti, e spesso sono pensieri che non ti fanno dormire di notte (e magari riguardano proprio i soldi, quelli di cui secondo voi ho foderati i cuscini), ma sono una persona ottimista e positiva e cerco sempre di superarli. Se questa mia positività vi dà fastidio perché la vostra indole è quella del lamentoso invidioso, beh non so che farci, ma voglio star lontano dalle persone negative, per non intaccare questo mio ottimismo.

Mi sono rotto anche di quegli amici risentiti del fatto che, avendo io una moglie e un figlio, non posso dedicare loro le attenzioni e il tempo che gli dedicavo prima. Gente che rosica, che fondamentalmente invidia, che non ha una vita propria e deve vivere quella degli altri, che ti parla alle spalle, che vive questi cambiamenti della mia vita come un “tradimento”. Io sono invece assolutamente sicuro che i veri Amici che ho, quelli con la A maiuscola, magari li sento una volta all’anno, e li vedo anche meno, ma sono e rimangono veri amici lo stesso. Quelli che sono contenti per me quando sono contento e sono preoccupati quando non lo sono. Perché l’amicizia non è solo “usciamo assieme” (scusate tanto, le priorità cambiano), ma è anche un sincero “come stai? come sta il bambino? “. Sono stato per anni l’amico con cui fare l’aperitivo o l’uscita al sabato sera? Beh, mi sono rotto.

Infine mi sono rotto anche degli amici a cui non si può dire niente, quelli permalosi, quelli che ti mettono il muso se osi criticarli (invece di discutere), senza capire che se se ci tieni a un amico non lo ignori mai (io ignoro quelli che mi stanno indifferenti, perché non ho sbatti di discutere con chi non mi interessa). Se ci rimango male è proprio perché li considero amici, ma non ho intenzione di continuare ad essere amico solo se faccio, penso e dico quello che vogliono loro: circondatevi di yes-man, di incensatori di professione e siate contenti, buona vita.

Io ho sempre sostenuto che “Fabio è amico di tutti“, ma in questo 2020 ho deciso che non sarà più così: basta persone negative, basta persone invidiose, basta persone risentite. Il mio numero di telefono è sempre quello dal 1997, sapete dove trovarmi, ma non ho più intenzione di fare “il primo passo“, mi sono davvero rotto. Il 2020 mi ha dato tempo per riflettere, nel 2020 ho perso mio padre ma ho consolidato la mia famiglia che oltre a Valentina comprende adesso anche Leo. E gli amici, quelli veri, sono con me, nel mio cuore. Amici che conosco da una vita o gente con cui ho condiviso magari solo una pizza, ma di cui non ho bisogno grandi discorsi, gesti eclatanti, ma con cui mi capisco con uno sguardo d’intesa, con un piccolo gesto, con una sola parola.

Tutti gli altri, mi spiace per voi, ma ciao

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