Tratto da “Guida della Provincia di Pavia – itinerari turistico economici” di Giuseppe Mazza e Mario Merlo. 1967

BRALLO DI PREGOLA
m. 385/1.690, ab. 2.231, superficie 4.638 ha., comuni confinanti: S. Margherita Staffora, Menconico, altri comuni della prov. di Alessandria e di Piacenza. A Pavia km. 77,2, a Varzi km. 17.
STAZ. FF.SS.. a Voghera km. 47
ALBERGHI E PENSIONI:
APPENNINO PAVESE – Cat. III – Località Passo del Brallo m. 951
LA SERENELLA – Cat. III – Località Passo del Brallo m. 10000 (sic)
NORMANNO – Cat. III – Località Passo del Brallo m. 1005
CAVANNA – Cat. IV
COLLETTA – Cat. IV – Cima Colletta m. 1400
LESIMA – Cat. IV – Frazione Corbesassi m. 900

A circa Km. 20 da Varzi, in direzione sud, è il Passo del Brallo, alt. m. 951, in territorio del Comune di Pregola. (notare che da quasi 15 anni il comune aveva già cambiato denominazione in Comune di Brallo di Pregola, ndFabio) Vi si accede per una bella strada provinciale asfaltata. Vi è un albergo bene attrezzato. Da questo Passo che congiunge la Valle Staffora con la Valle del Trebbia, si raggiunge facilmente la cima del monte Colletta (alt. m. 1493). Seguendo il crinale dell’alta catena appenninica in un paio d’ore di buona marcia si raggiunge la cima del Lesima (alt. m. 1724).

Con diramazioni dai sentieri principali si può arrivare al monte Chiappo (m. 1699), al monte Ebro (m. 1701), al Boglelio (m. 1490), al Carmo (m. 1547), al Giarolo (m. 1473). Volgendo alla sinistra del Passo, si raggiungono il monte Penna (m. 1735), monte Bue (m. 1780), monte Maggiorasca (m. 1810).

Anche per gli sport invernali il Brallo è bene attrezzato e dalla cima del Colletta in poi, nelle stagioni propizie, vi sono campi di neve adatti agli sciatori.

In questi ultimi venti anni, il Passo del Brallo è diventato una zona frequentatissima dai milanesi, dai pavesi e vogheresi e in breve sono sorte molte villette bene attrezzate che consentono un ottimo soggiorno estivo.

Come si è detto il Passo del Brallo offre la possibilità di effettuare numerose escursioni sulle cime circostanti.

In particolare, si può raggiungere in automobile il rifugio del Monte Colletta, di proprietà del CAI di Voghera, dove — nella stagione estiva —funziona un alberghetto.

Poco distante, al termine della strada, è ubicato un buon albergo, sulla cui facciata è murata una lapide dedicata al pavese Ettore Valli, valorizzatore del nostro turismo montano.

Ivi esiste pure una cappelletta votiva costruita per volontà delle proff. Maria e Palmira Massa di Voghera.

Dal pianoro del rifugio Colletta si dipartono alcuni sentieri, il principale dei quali consente di raggiungere, dopo un paio d’ore di cammino, Fontana Morone, toponimo che trae la propria origine dalla esistenza di una sorgiva, particolarmente gradita ai turisti in transito. Da questo luogo di sosta e ristoro si prosegue per il Monte Lesima e il Passo del Giovà. Più oltre sono le Capannette di Pej.

Secondo la tradizione, da questo luogo transitarono le truppe di Annibale dopo la battaglia del Trebbia (218 a. C.), per poi proseguire il loro cammino verso la Liguria e I’ Umbria. Per quanto manchino fonti documentate si ritiene che tali itinerari montani siano stati percorsi da reparti di protezione (fiancheggiatori, avanguardie e retroguardie) dell’eser-cito, mentre il grosso avanzò verso le vie del fondo valle.

A titolo informativo si ricorda qui che sussiste una leggenda secondo la quale il condottiero abbia raggiunto il Monte Lesima, allo scopo di controllare l’itinerario da percorrere. Qui Annibale sarebbe caduto da cavallo ferendosi ad una mano. Da tale avvenimento (lesit manu) trasse così — secondo la leggenda — l’origine del toponimo Lesima.

Pregola.
Paese dell’alto Appennino (alt. m. 1005), situato in bella località. Da qualche tempo si è avviato sulle vie del rinnovamento per attrezzarsi convenientemente dal punto di vista turistico.

Faceva parte del feudo di Varzi del quale seguì le vicende. (contesto assolutamente questo, Pregola non ha mai fatto parte di tale feudo, ndFabio)

Si sa tuttavia che Pregola aveva un castello del quale sono scomparse le vestigia e, secondo Giuseppe Malaspina, fu questo il primo atto storico dell’affacciarsi della Famiglia Malaspina, nel secolo X, proveniente dalla Lunigiana, sulla valle dello Staffora.

La chiesa parrocchiale, di bella costruzione moderna, è dedicata a S. Agata.

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