Spazio di Calabi-Yau

Mi manchi, lo griderò alle stelle.

Mi manchi, lo urlerò alla luna.

Mi manchi. Posso solo sfogarmi,

ma niente può darmi

quello che mi daresti tu.

Mi manchi, piango, e nulla più.


Commento: è primavera 2003, sarà stato aprile o maggio. Ero al Rolling Stone, discoteca di Milano, dove andavo spesso e dove dopo di allora sono andato sempre meno. Ero uscito per divertirmi, in un posto pieno di amici. L’unico posto (a parte il Giardinetto) dove potevao andare anche da solo, tanto sapevo che avrei trovato la compagnia. E il fatto strano è che è un locale di Milano, non dietro casa mia! Fatto sta che quella sera non mi diverto per niente, avevo ancora in testa una tipa. E cosi ho scritto queste poche righe. Il titolo non c’entra, come capita spesso per le cose che scrivo… se non che è una di quelle cose cervellotiche da scienziatoni, che parla di cose dello spazio-tempo (vedi QUI). E siccome io mi sentivo fuori sia dallo spazio che dal tempo, stavo male e sentivo dei gufi che volteggiavano sopra di me (insomma ero sotto di brutto)…

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