(raccolta molto sparsa di pensieri)

fabiotordi

Author: Fabio Page 62 of 176

Il Lesima dalla finestra

Apro le finestre e… il Lesima! 

Un uomo nascosto

C'è un uomo nascosto in ogni vestito, in ogni maschera in ogni sorriso, in ogni parola non detta, un gesto, in ogni espressione del viso.
Claudio Lolli

Ciao “omo”

Daniele manca un po' a tutti.
Io l’ho conosciuto che ero bambino e per me è sempre stato un fratello maggiore. Ricordo quando arrivava in moto, vestito da tamarro, a prendere Cinzia, 33 anni fa. Mio papà era preoccupato di quel personaggio un po’ ribelle nel vestire, ma dopo averlo conosciuto, come è capitato a tutti noi, ha capito che ragazzo meraviglioso fosse.
Daniele ha costruito un’impresa dal nulla, con tanto lavoro e tanto sacrificio. Era orgoglioso e testardo, accettava consigli ma voleva sempre fare tutto con le proprie forze per poter dire: questo l’ho fatto io, per me e la mia famiglia. Possiamo dirlo tutti: Daniele era sempre nei suoi negozi, pacato, allegro, sorridente.
Era grande e grosso, ma dite la verità: chi è che lo ha mai visto una sola volta arrabbiato?
Ha creato una bella famiglia, ha sposato la sua Cinzia e dopo è arrivata Gloria che lui definiva sempre “la mia principessa”. Per loro e per Gianfranco l’assenza terrena di un punto di riferimento così grande si farà sentire, ma dobbiamo riuscire a vedere i suoi sorrisi, i suoi consigli, che arriveranno in un altro modo, perché lui ci sarà sempre, lui che non faceva mai mancare niente a nessuno: fosse anche solo un sorriso.
Chissà che festa ha fatto col suo papà, a cui assomigliava tanto, e sua mamma di sicuro gli ha preparato una delle sue belle bistecche impanate.
I tuoi amici ti salutavano sempre dicendo: ciao Omo.

Destra Sinistra

Fare il bagno nella vasca è di destra
Far la doccia invece è di sinistra
Un pacchetto di Marlboro è di destra
Fare il Got Talent è di destra
La presentazione di libri è di sinistra
Il selfie con Marina è di destra
I blue-jeans che sono un segno di sinistra
Con la giacca vanno verso destra
Il concerto nello stadio è di sinistra
Parlare con Bazardi è di sinistra
Fare le vignette forse di destra
Sfottere Faller è di sinistra
Se la cioccolata svizzera è di destra
La Nutella è ancora di sinistra
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…

Il baffo

Qui abbiamo Gerry, una scultura nel tronco realizzata da Gerry, un duomodimilano di legno creato da Gerry e infine uno coi baffi, un po’ tipo Gerry

Loser

Bob Loser è andato🛫 fino a 🗽 New York 🏢🏢 per girare 🎬questo attesissimo video🎥 con J.T.Katanga.

Mi chiamo Bob LOSER ve l’ho già detto
ecco il mio difetto, sono imperfetto
LOSER, come i perdenti
LOSER, quanto fanno male i pugni sui denti
vengo da lontano vengo dal profondo
sono quel pensiero che ti viene in un secondo
e che ti dice fermati, è già il momento
fermati fermati qui sul cemento
fermati e accenditi una sigaretta
aspetta non avere fretta
la pioggia lava via il sangue dalla tua maglietta
quello che non lava è la ferita dentro al cuore
poche parole
non hai mai saputo dire che cos’è l’amore
C’è chi dice Loser, chi melodrammatico
all’atto pratico, io che sono il primo
a non capir me stesso
io che sono il primo e vomito nel cesso
sento le tue accuse tu mi chiami loser 
io che sono zero su ciò non si discute
forze brute forze della natura 
io che sono l’ultimo a non aver paura
tu dici che non valgo, che sono un perdente
che sono uno anonimo in mezzo a tanta gente
ma chiaramente non me ne fotte niente

PUOI CHIAMARMI ZERO MA IO RIMANGO VERO
PUOI CHIAMARMI ULTIMO LO SONO PER DAVVERO
PUOI CHIAMARMI INETTO PUOI METTERMI NEL GHETTO
PUOI CERCARE SCEMO DI INCUTERMI RISPETTO
PUOI CHIAMARMI INUTILE MA IL TUO INSULTO è STERILE
PUOI SFORZARTI ANCHE DI DARMI DEL COGLIONE
IO CHE SONO LOSER CE L’HO SCRITTO GIA’ NEL NOME

Guarda mi hai convinto, ma almeno non son finto
nonostante tutto io mai mi do per vinto
e sono sempre qui, percorro i miei sentieri
vivo il mio oggi come il giorno dopo ieri
vivo di pensieri sento la mia anima
cerco sempre un asso dentro in fondo la mia manica
sono sempre uguale ma sempre un po’ diverso
per svoltare il giorno io non cerco il tuo permesso
ma passo dopo passo nel profondo del mio io
provo dolore sai cercando dio
e ogni mia caduta e ogni mia sconfitta
ed ogni cicatrice mi lascia in petto una fitta
e mi ha reso finalmente ciò che sono
ed ogni passo avanti io lo vivo come un dono
e ti perdono se non mi accetti
permetti, mi chiamo Bob Loser, pieno di difetti
sono ridicolo, ma ho adrenalina in circolo
che mi tiene vivo nonostante questo vincolo
di essere sempre stato nel lato sbagliato 
sempre criticato sempre gli occhi addosso
e il tuo indice puntato, ma me ne sbatto
testa bassa io non mi abbatto
quando tocco il fondo non provo più paura
e dal tappeto mi rialzo, ogni volta, giura

PUOI CHIAMARMI ULTIMO LO SONO PER DAVVERO
PUOI CHIAMARMI INETTO PUOI METTERMI NEL GHETTO
PUOI CERCARE SCEMO DI INCUTERMI RISPETTO
PUOI CHIAMARMI INUTILE MA IL TUO INSULTO è STERILE
PUOI SFORZARTI ANCHE DI DARMI DEL COGLIONE
IO CHE SONO LOSER CE L’HO SCRITTO GIA’ NEL NOME

Io sono quello sempre in fondo alla lista
ma io in coda in posta, e non dall’analista
quello un po’ sfigato che balla solo in pista
quello interista, quello senza la moto
quello che non c’è, che nelle foto è fuori fuoco
quello che non va MAI a dormire presto
che fa colazione anche con un toast, del resto
invisibile, incomprensibile, ma dai cosa dici?
sei dolce e intelligente ma restiamo solo amici
io sono nessuno a Polifemo disse Ulisse
navigo sul piano TRA ordinate e ascisse
SENZA rotte fisse?meglio l’apocalisse
SONO SOLO uno nessuno e anche centomila
ma fan la fila per entrare nel mio clan
sarò anche loser, ma TRANQUI c’ho i miei fan

PUOI CHIAMARMI ZERO MA IO RIMANGO VERO
PUOI CHIAMARMI ULTIMO LO SONO, DAVVERO
PUOI CHIAMARMI INETTO MA GUARDA TE L’HO DETTO
PUOI CERCARE ANCHE DI INCUTERMI RISPETTO
PUOI CHIAMARMI futile MA ti rendi solo inutile
PUOI SFORZARTI ANCHE DI DARMI DEL COGLIONE
scemo sono un LOSER te l’ho detto già il mio nome

Fabio del Castello

 Da una copia de "La Trebbia" del 1999

Nel mondo

Nel mondo io camminerò tanto che poi i piedi mi faranno male io camminerò un’altra volta e a tutti io domanderò finché risposte non ce ne saranno più
#bepositive #smile

Riassunto

Il riassunto della mia vita:
Gli amici: "ma tu non lavori mai?"
Le tipe: "ma tu lavori sempre? Ti lascio!"
I professori: "potevi fare di più"
I colleghi: "sei un pazzo"
I compagni di scuola: "sei un pazzo, ma a volte geniale"
Le tipe che non ci stanno: "sei dolce e intelligente, ma restiamo solo amici" (frase presa in prestito dal mio amico Bob Loser)
La mamma: "studia! E stai su bel dritto"
Gli stupiti: "ma davvero hai due lauree?"
I qualunquisti: "beato te che hai i soldi"
Quelli che la sanno lunga: "ma perché non fai il lavoro per il quale hai studiato? Almeno faresti i soldi, senza essere costretto a lavorare anche di domenica"
(come direbbe Guccini: "Io tutto, io niente, io stronzo, io ubriacone, io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista, io ricco, io senza soldi, io radicale, io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista! Io frocio, io perchè canto so imbarcare, io falso, io vero, io genio, io cretino, io solo qui alle quattro del mattino, l’angoscia e un po’ di vino, voglia di bestemmiare!" 

La mia vita è varia, interessante e bella come una foto in bianco e nero d’autore. Per renderla a colori ci vorrebbe una come lei… "Lei che dorme e non sa che ci sei, lei che forse non la sentirà mai" (questa invece è di Vasco)

 

Ciao Dani

Per me sei un fratello….

Luini

Chi non è mai stato da Luini alzi la mano.

Dice il sito che la signora Giuseppina Luini si trasferì a Milano dalla Puglia nel 1949 e rileva un forno in via Santa Radegonda.
E’ a due passi (anzi un passo) da Piazza Duomo, quindi lasciate stare Spizzico, Mc Donald’s e quelle robe lì e fatevi un panzerotto.

I primi tempi la signora faceva pane per alberghi e ristoranti, ma ben presto le specialità della sua terra furono molto apprezzate dai passanti, in special modo, appunto, il panzerotto.
Era molto in linea con lo stile di vita milanese, un fast food ante litteram: prendevi il tuo panzerotto e lo mangiavi mentre tornavi al lavoro o mentre ti dirigevi verso chissà quale importantissima occupazione. Ben presto si decise di lasciar perdere il pane e produrre solo panzerotti.

Il bello di questo posto è che è unico. Esiste solo lì. Non è una catena. E’ speciale. E’ come Annabella a Pavia (che però tra un po’ si sposterà dalla mitica sede in Piazza della Vittoria). Beh…Luini è solo in Santa Radegonda.
Non aspettatevi meraviglie, è un buco, ha un’insegna ormai demodè, ma è sempre imballato di gente, anche se la coda si smaltisce davvero in fretta. Per i golosi c’è anche il panzerotto dolce.

E adesso che siete riuscito ad acchiapparne uno? Vi do un consiglione: quando uscite, andate in direzione opposta al Duomo, fate veramente pochi passi e vi troverete quasi come per magia in Piazza San Fedele: un angolo di (relativa) quiete a uno sputo da Piazza Duomo. Se le panchine sono occupate sedetevi vicino alla statua di Alessandro Manzoni (che in questa piazza morì, addirittura, o meglio inciampò, cadde e riportò un trauma che lo portò a morte alcuni mesi più tardi)

Un giorno vidi passare in questa piazza nientepopodimeno che IL CAPITANO Saverio Zanetti, solo che non feci in tempo neanche a scattare una foto perchè…avevo in mano un panzerotto di Luini !

Bambi

Bambi a Feligara con sua sorella Bamba. Bambi è un povero sventurato mentre Bamba, va da se, una drogata.

 

Vasco Modena Park… dopo!

Dal diario di bordo: fabio e i suoi amici sono andati a Modena per il megaconcertone da record di Vasco. Ma poi…

Sono le 5:20 e finalmente la protezione civile ha distribuito qualcuna di queste coperte termiche, per il resto io e altre almeno centomila persone abbiamo passato la notte per terra, sui marciapiedi, nei giardini, nei cortili, in mezzo alla strada. La situazione è SCANDALOSA. Dopo il concerto di Vasco Rossi dovevano tornare in treno, così come consigliato assolutamente su tutti i siti, in primis quello del Comune di Modena e quello di Trenitalia. Invece la stazione era bloccata dalle forze dell’ordine, perché non erano pronti ad accogliere questo enorme numero di viaggiatori, ed è tuttora bloccata. Disorganizzazione totale. Nessuno che dava indicazioni, ripetevano solo come dischi rotti "non si può andare in stazione". Non una coperta, non un caffè, niente. Gli alberghi ovviamente tutti pieni e i Taxi non accettano corse fuori città, anche perché i caselli dell’autostrada sono chiusi. La mia bronchite ringrazia, ho un freddo nelle ossa… Le notizie che abbiamo dicono che ci vorranno 10 ore per ripristinare la normalità. Ma perché dicevano di prendere il treno? Perché ho dovuto prenotare i biglietti che sono addirittura nominativi? Per fortuna non ci sono stati scontri violenti. Prima o poi torno a casa…

Tranvia Voghera-Stradella

Siamo verso la fine del XIX secolo. Anche a Voghera arriva il progresso: si pensa di costruire una tramvia, o come si diceva una volta, il tranvai (dall’inglese tramway). Siamo nel 1882 e già l’anno successivo la Società per le Ferrovie del Ticino inaugura la linea Voghera-Stradella con tram a vapore, a cui si aggiungerà nel 1891 la linea Voghera – Rivanazzano – Salice.

Partiva vicino alla stazione ferroviaria, dove poi sarebbe partita anche la Ferrovia Voghera -Varzi. Percorreva via Milano (ora Via Matteotti) fino a Piazza San Bovo. Lì curvava e percorreva Borgo San Pietro (l’attuale pezzo di Via Emilia che va da Piazza San Bovo a Piazzale Franco Quarleri). Era detto così perché anticamente c’era la Porta San Pietro, che apriva sulla via Romea che portava verso Piacenza. Il borgo che è nato fuori da questa porta era detto, appunto, Borgo San Pietro. 

Una volta superato il ponte sullo Staffora, il tram dapprima attraversava Campoferro e poi saliva verso Calcababbio (l’odierna Lungavilla), per poi andare a Montebello. Quindi il percorso indicato sulla pagina di Wikipedia dedicata alla tranvia: https://it.wikipedia.org/wiki/Tranvia_Voghera-Stradella non mi convince molto.

Le locomotive, prodotte in Germania, sono 3: la "Voghera", la "Broni" e la "Stradella". La velocità è sui 20km/h. Dopo Montebello si va a Casteggio, Fumo, Verzate, Santa Giuletta, Redavalle, Vicomune, Broni, Stradella. Il capolinea è di fronte all’ospedale, ma poi si pensa di fare arrivare i convogli fin davanti all’abitazione di Agostino Deprestis, nato a Bressana Bottarone, ma residente nella città della fisarmonica, che è stato molte volte presidente del Consiglio dei Ministri del Regno d’Italia.

La tramvia viene soppressa nel 1931, dopo 48 anni di attività. Chi se immaginerebbe adesso, di passare in una Piazza San Bovo spoglia degli alberi, sterrata, dove i marmocchi giocano scalzi e con le braghe corte e i gentiluomini portano il tabarro, e vedere i binari che si dirigono verso est?

Ricordo da ragazzino di aver visto in un ristorante vogherese un’antica foto con la didascalia: Voghera, Piazza San Bovo, Tram per Casteggio.


Qui si vedono i binari che arrivano dalla stazione percorrendo via Milano (via Giacomo Matteotti) e poi si dividono (davanti all’attuale pizzeria Bella Napoli): quelli per Salice Terme proseguivano dritti, quelli per Stradella la prendevano larga (passando davanti all’attuale bar Cotton Club, per fare una curva e buttarsi così in Borgo San Pietro (via Emilia direzione est)

Se non mi trovi

Se non mi trovi subito non scoraggiarti,
Se non mi trovi in un posto cerca in un altro,
Da qualche parte starò fermo ad aspettare te.

 


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