(raccolta molto sparsa di pensieri)

fabiotordi

Author: Fabio Page 90 of 176

Io e Dewey

 Ho letto questo simpatico libricino che parla di  Dewey Readmore Books, il gatto della biblioteca di Spencer, Iowa. Spencer è nel centro del centro della pianura, circondato da soli campi, sterminati.

Un mattino le bibliotecarie trovano un gattino buttato nel cassonetto delle restituzioni dei libri (una specie di "cassa continua") e decidono di adottarlo. Dewey rimarrà con loro per 19 anni e riuscirà a farsi benvolere da tutti, diventando famoso addirittura in tutto il mondo e, nel suo piccolo, rendendo un po’ migliori le persone. Il libro parla del gatto, della sua "padrona" e della vita dell città e della biblioteca. 

Libro gradevole, facilmente leggibile e ricco di spunti per gli amanti dei gatti e non. Se vi capita, prendetelo e leggetelo.

 

Sankt Moritz

Sankt Moritz è sicuramente un posto di montagna molto chic. Non ci sono negozi: sono tutte boutiques (ovviamente è un’iperbole, ci sono anche negozi "normali"). E’ sul lago (sembra che tutti i luoghi della Svizzera siano su un lago), che ovviamente si chiama Lago di Sankt Moritz. In italiano suonerebbe San Maurizio, ma in lingua madre suona meglio. Anche se, a dire la verità, il Cantone dei Grigioni è trilingue, e a Sankt Moritz la lingua ufficiale dovrebbe essere il Romancio.

La stagione sciistica finisce prestino visto che a metà aprile gli impianti sono già chiusi, così come la maggioranza degli alberghi e dei negozi. E dire che a poca distanza, sul territorio italiano, a Livigno gli impianti hanno chiuso il 15 maggio (per poi riaprire, visto il freddo che ha fatto quest’anno).

Il posto è sicuramente carino, sarebbe stato bello averlo visto in un periodo un po’ più "vivo", comunque presenta i canoni dello stereotipo svizzero: bello, ordinato, pulito (e la cosa no nmi dispiace affatto). Vicino al lago c’è un grande parcheggio coperto da cui sale una superscalamobile che ti porta su in paese.

Pubblicità su Facebook

Ho sperimentato la pubblicità su Facebook e finalmente ho capito una cosa: le potenzialità di questo sito. Ecco come mai vale così tanto la creatura di Zuckerberg. Adesso vi spiego: ho provato a fare pubblicità mirata, nella fattispecie alla pagina del mio negozio. Su FB fare pubblicità è semplice e potente. La semplicità deriva dal fatto che in pochi minuti puoi impostare la campagna pubblicitaria (diciamo dai 30 secondi ai 5 minuti massimo). La puoi far partire, terminare, sospendere e interrompere quando vuoi. Paghi solo quello che è stato fatto. Ci sono due tipi di inserzioni: quelle nella banda laterale e quelle tra un post e l’altro nella barra centrale. In quest’ultimo caso puoi fare pubblicità solo a pagine interne a FB, mentre nella barra laterale anche a link esterni. Per fare un annuncio basta una foto, un link e qualche riga scritta. Fine. Si paga con paypal.

La potenza è data dalla personalizzazione estrema. Siccome FB sa i fatti e i dati di tutti (o quasi), puoi richiedere che il tuo annuncio sia visualizzato solo da utenti con determinate caratteristiche. Per esempio gente di Voghera e zone limitrofe, dai 18 ai 60 anni, che non siano già fan di "Piazza Affari". Ma poi puoi personalizzare per città di residenza, di nascita, età, sesso, gusti sessuali e religiosi, scuole fatte, ecc. ecc. Insomma una personalizzazione pazzesca!!!

I migliori post del 2012

Vi ricordate il 2012? Io no, è passato troppo tempo. Mi sono rinfrescato la meoria sfogliando le pagine del mio blog ed ecco quelli che mi osno piaciuti di più:

Evviva la cucitrice Zenith

Dove elogio le mitiche cucitrici vogheresi.

Gli attacchi degli sci

Dove racconto la mia esperienza di ski man.

Questo gatto non è un cane!

Dedicata alla mia micia.

Siro del Brallo – 4

Una delle interviste che hanno riscosso molto successo.

Chinotto

Dopo aver svelato questi segreti non vinco più le scommesse…. pazienza…

Il mio primo meme

Andavano molto di moda nel 2012, allora ne ho creato anche io uno: è stato uno dei post più cliccati!

Nozze di diamante !

A luglio i miei genitori tagliarono un traguardo importante: 60 anni di matrimonio!

Sfratto Express

Servirebbe tanto anche in Italia…

I Ragazzi Del Lesima

Il racconto con cui ho partecipato al concorso letterario di Ponti. Una storia inventata, ma verosimile.

Buon Natale

Adesso lo ricordo con nostalgia quel Natale.

Miss Margherita 14

E dopo l’estate torna l’appuntamento con la nostra Miss Margherita. Ho già fame, speriamo che abbia trovato pizze di suo gradimento. Vediamo…

Giardino di Reggio Emilia (RE)
Pizza
: succosa anche se non particolamente saporita
Locale: curata anche se in stile rustico
Personale: cortese
Giudizio: rustica

Questa non è stata fantastica, ma sapendo come è giustamente esigente la nostra degustatrice di pizze, possiamo dire che se la sono cavata. Vediamo la prossima.

Da Pietrino di Vignole Borbera (AL)
Pizza
: grande varietà di pizza sia come impasti che ingredienti
Locale: costruzione nuova ma che rievoca un carattere rustico
Personale: diligente
Giudizioda provare

Questa è una pizzeria che in zona è molto "quotata". A me personalmente non ha fatto impazzire. Mi spiego: non è male, ma non vale il viaggio e l’attesa. Comunque è buona.


Se Miss Margherita andasse qui credo che impazzirebbe… Beh… magari ci è andata !!!!

Argentino di Lugano (SVIZZERA)
Pizza
: la cottura a forno elettrico e l’uso indiscriminato di origano di sicuro non valorizzano il discreto tentativo di avvicinarsi alla pizza
Locale: la valorizzazione del dehor compensa la limitata disponibilità di spazio interno
Personale: cordiale e multilingue
Giudizioil cambio in franchi consente al ristoratore di farsi strapagare un prodotto di limitata qualità

Haia, la nostra miss è espatriata, ma non ha trovato pizze di suo gradimento. Beh, Lugano ha il suo fascino, ma si sa che la Pizza con la P maiuscola la fanno (quasi) solo in Italia.

Maona di Sanremo (IM)
Pizza
: perchè è pizza?
Locale: rievoca un museo atzeco
Personale: multietnico
Giudizioma anche no

Mamma mia, qui si è trovata proprio male!!! Aiuto!! Beh anqhe per oggi abbiamo finito con le recensioni. In attesa di ricevere e pubblicare le prossime, vi auguro buon appetito, anzi…. buona pizza!!!

Agosto 2013 a Brallo

Agosto quasi finito, e quindi l’estate. È stato l’agosto delle feste, forse non ero andato a tante feste di paese come quest’anno. L’agosto coi classici giri, senza quello a Bobbio e quello al Pian del Poggio. L’agosto del Trebbia, della Fragolina, del Colletta. L’agosto della 500. Il primo agosto senza la mia mamma (e ogni giorno, ogni momento c’era un motivo per accorgersene, se anche non ce l’avessi scolpito nel cuore). L’agosto della madonnina sulla rocca di Pregola, le grappe, il fantastico giro sotto a Colleri. L’agosto dove finalmente c’è stata l’inversione di tendenza sulle vendite. L’agosto del pacco celere e dei neon bruciati. L’agosto con poca pioggia e tanto bel tempo. I vecchi ricordi e il ritorno di vecchi volti, come Omar o il Tranch. I caffè da Albera, la sambuca a Prodongo, la carambola al Boccio. La pioggia a Ponti, la televisione che si è fusa, la pizza da Sergio. Queste e mille altre cose in questo Agosto sempre pieno di cose.

Posta surreale

Ad agosto ho deciso di spedire tramite Paccocelere3 di Poste Italiane. Anni fa l’avevo già utilizzato e sapevo che esistono dei carnet prepagati di bollettini da compilare. Io spedisco quasi esclusivamente scarpe, e quindi ricado nella fascia 0-3 kg che costa 10 euro (9,90 per la precisione).

Il 2 di agosto chiedo all’ufficio postale di Brallo il costo di uno o più carnet. Il ragazzo non lo sa e non trova l’informazione sul computer. Dice di ripassare. Dopo 3 giorni passo e mi dice che ancora non lo sa, ma che se gli lascio il mio numero di cellulare mi avrebbero richiamato. Va bene. Il giorno dopo vado ancora in posta a spedire (e quindi in questi giorni, se li avessi avuti, avrei potuto utilizzare i carnet) e alla fine chiama una collega al telefono che mi dice che si sarebbe informata. La gentile impiegata mi richiama nel pomeriggio e poi mi manda i costi via email: un carnet da dieci spedizioni costa 90 euro, due carnet 170 euro. Beh, ne ordino due, risparmio 30 euro in totale. Benissimo, ci vogliono un po’ di giorni per farli arrivare. Pazienza. Nel frattempo continuo a spedire compilando ogni volta il bollettino da 10 euro. Il giorno che sarebbero dovuti arrivare ne arriva uno solo. Pazienza, dico io. Ma loro insistono e dicono di passare il giorno dopo. Anche quel giorno non c’è. Pazienza, ripeto io, tanto ormai siamo quasi a metà mese e non so quanti ne utilizzo ancora. Insistono anche loro, ripassa il giorno dopo. Quel giorno mando mio cugino a ritirare e… oltre al fatto che ne avevano sempre solo uno, gli han fatto pagare 109 euro !!! Ma come? Mi fiondo all’ufficio postale e chiedo lumi. La gentile impiegata si informa: eh già sono 90 euro + IVA = 109 euro ! Ma scusate care le mie poste: ma se una spedizione la pago 10 euro perchè 10 spedizioni le dovrei pagare 109 euro? Visto che ne compro tante e vi pago subito vorrei lo sconto, non l’aumento! Mi dicono che col carnet posso spedire fino a 30 kg. E chi se ne frega, io devo spedire pacchetti piccoli ! Va beh, con un po’ di insistenza riesco a farmi rimborsare.

L’altro giorno devo spedire tre pacchetti, ecco il dialogo surreale:

"Salve, avrei bisogno 3 bollettini per il Paccocelere, se me li da intanto li compilo, grazie"
"Eccone due"
"Grazie, ma ne avevo chiesti 3"
"Io ne ho solo 2"
"Ho capito, allora uno lo posso fare senza bollettino?"
"No, ne può fare solo 2"
"Scusi, e per spedire il terzo pacco come faccio?"
"Vada a Varzi"

Ogni commento ulteriore è superfluo. Risultato: ho spedito tutti e tre i pacchetti con DHL.
Devo dire che tutti gli impiegati delle poste sono stati gentilissimi (a parte quella di "Vada a Varzi"), se alle Poste non gliene frega niente delle spedizioni ma solo dei conti correnti non è certo colpa loro.

DHL

E’ da qualche mese che utilizzo DHL come vettore per le spedizioni. Come mi trovo? Per alcune cose benissimo, per altre male.

Il costo per le spedizioni nazionali è leggermente superiore di un 10-15% rispetto agli altri corrieri che utilizzavo di solito, ma il servizio è migliore: più puntuali, più veloci, più competenti, più efficienti. Le spedizioni arrivano mediamente il giorno dopo, ma questo succede a onor del vero anche con gli altri corrieri. Mediamente, ho detto. Per le spedizioni internazionali è abbastanza conveniente, soprattutto in Unione Europea (basta non sbagliarsi: alcuni Paesi, seppure in UE, hanno dei costi molto più alti degli altri). La rapidità, invece, è stupefacente. Mantiene la media del giorno di consegna. In parole povere: vengono a ritirare nel primo pomeriggio e il mattino dopo consegnano a Berlino (Madrid, Londra, Parigi, ecc.). Non male, veramente!

Ogni volta che ho avuto un problema ho sempre trovato persone disponibili e soprattutto gentilissime dall’altra parte del telefono. Anche questo è un fattore che mi ha stupito parecchio, ormai siamo abituati a operatori sgrabati.

La nota negativa è data dal reparto contabile: finora mi hanno mandato 4 fatture e in ognuna di queste fatture c’era almeno un errore (sempre a loro favore, ovviamente). Ecco. se il reparto amministrativo fosse come quello logistico sarebbe una società di spedizioni perfetta ! Invece ogni volta devi chiamare il numero a pagamento…. Però devo dire che hanno sempre risolto senza fare storie, anche questo è positivo…

I caduti brallesi nella Grande Guerra

Ho appena letto il libro "Merito di Guerra" di Roberto Rossi, che ha come sottotitolo "gli uomini del comune di Brallo di Pregola nel primo conflitto mondiale – volume 1 chi non ritornò".

Racconta per sommi capi gli avvenimenti della prima guerra mondiale e le batteglie che videro coinvolti i ragazzi brallesi (che allora erano pregolesi) al fronte. Come sempre i racconti di guerra sono agghiaccianti, perchè ci si rende conto che non stiamo parlando di finzione, ma di dura realtà. E tutti quei ragazzi di Pregola, Colleri, Brallo, Rovaiolo, Corbesassi, Barostro, Cortevezzo, Selva, Cencerate, Valformosa, Bralello, Pratolungo, Casone, Valle Superiore, Ponti, Collistano, non sono più tornati alle loro case. Tutti ragazzi dell’800, tutti giovani che hanno lasciato madri, padri, mogli e figli in difficoltà: affranti per la perdita del congiunto militare e senza un valido aiuto in campagna. Perchè, come dice l’autore, il contributo di sangue più grande l’hanno dato proprio i contadini, come i ragazzi della nostra zona. Uccisi da colpi di fucile, granate, malattie…

Vecchia Voghera

 

Un caso specifico: il negozio “Piazza Affari”

Format Distributivi del settore moda abbigliamento in Italia: situazione e prospettive del piccolo punto vendita

Quarantesima puntata

Motivazioni dell’apertura del negozio
Il negoziante del terzo millennio deve essere un professionista del commercio. La crescita della concorrenza, la moltiplicazione delle formule distributive, la maggiore razionalità dei consumatori richiedono una preparazione superiore da parte di chi gestisce un punto vendita. Entusiasmo e determinazione da soli non bastano più.
Quando, a metà degli anni ’90, ho iniziato a pensare seriamente all’attività che avrei voluto svolgere in futuro, una volta terminati gli studi universitari, ho riflettuto a lungo sull’ipotesi di avviare e gestire un negozio di abbigliamento e articoli sportivi. Come punti di forza avevo la volontà e la risolutezza (dovute anche alla giovane età) e la conoscenza del settore nel quale avrei operato, in quanto molti componenti della mia famiglia operavano da anni in quel campo. Avevo maturato un’esperienza ormai decennale come saltuario addetto alle vendite nel negozio dei miei familiari e contavo sul sicuro supporto che in particolar modo mi avrebbero dato i miei genitori, sia economico, sia gestionale.

Quando si decide di avviare un’attività le motivazioni possono essere delle spinte positive, ma anche nascondere fattori di rischio. Ecco alcuni esempi:

  • Motivazioni esclusivamente economiche: avviare un’attività solo con la speranza di guadagnare tanti soldi. Non era il mio caso in quanto non ritengo di essere una persona avida. Inoltre nella mia vita non mi è mai mancato nulla di essenziale.
  • Motivazioni legate all’indipendenza personale. Questo è stato sicuramente una delle molle che mi ha spinto ad intraprendere questa avventura. È stato anche uno dei motivi che mi ha convinto a non abbracciare la carriera di ingegnere informatico per la quale mi stavo laureando.
  • Motivazioni familiari. Anche questo è un elemento preponderante che ha inciso moltissimo nelle mie scelte. Mio padre ha una lunghissima esperienza nel commercio, fatto che ha invogliato anche mio fratello e mia sorella ad intraprendere la stessa strada, sebbene in totale autonomia gli uni dagli altri.
  • Motivazioni legate all’assenza di alternative. Io avevo il problema contrario, quello di avere parecchie alternative e doverne sceglierne una.

Ovviamente avrei dovuto valutare anche aspetti legati alla personalità e alla poca esperienza. Sono fondamentalmente timido, che è una grave pecca per un venditore, ma col tempo ho imparato a relazionarmi con la clientela e inoltre ho adottato una serie di procedure e tecniche (come ad esempio quelle raggruppate sotto il nome di Visual Merchandising) che mi permettono di vendere i prodotti senza puntare tutto sull’interazione diretta col cliente.
Dopo aver valutato queste e altre caratteristiche (capacità di organizzare il lavoro, capacità di negoziazione, capacità gestionale e burocratica, stato di salute, diplomazia, pazienza, ecc.) ho deciso di aprire il negozio a Voghera, in provincia di Pavia, città nella quale vivevo. Nell’ottobre del 1997 apriva così i battenti il negozio “Piazza Affari”.

A questo punto occorreva scegliere l’impostazione da dare alla mia attività: il tipo di prodotti venduti, il pubblico a cui rivolgersi, la valutazione della concorrenza.

Lubiana

Lubiana è una di quelle città di cui non si sente mai parlare. E’ la capitale della Slovenia, dall’indipendenza del 1991. La Slovenia è diventata indipendente senza guerre, senza farsi notare, è entata nell’Unione Europea e ha adottato l’Euro come moneta. Tutto questo senza che quasi nessuno se ne sia accorto. E Lubiana è così: nessuno ne parla, ma ciò nonostante vale la pena visitarla.

Il centro storico è sviluppato a ridosso del fiume Ljubljanica, che ha due vie pedonali ai fianchi e tanti ponti che portano di qua e di la. Molto romantica, molto carina. Pulita, bei negozi, bar e ristoranti. A poca distanza c’è un castello medioevale, dal quale si gode una meravigliosa vista della città. Noi non l’abbiamo visitato, un po’ per mancanza di tempo (la visita di Lubiana non era prevista), un po’ per il caldo, la fame, la stanchezza e lo sbatti.

E’ nel centro geografico della Slovenia, e da Trieste in 50 minuti la si raggiunge in autostrada, passando dalle parti di Postumia.

 

Trieste

Che dire di Trieste…la sua storia la potete trovare sui siti di turismo, io posso dirvi che mi è piaciuta molto. Ci ero già stato, oltre 20 anni fa, ma non la ricordavo molto. E’ una città di mare, coi monti alle spalle (e sono monti molto ripidi), anche se il centro è tutto in piano. E’ stata ed è un porto molto importante, lo sfogo del Centro Europa sul Mediterraneo,  l’ingresso verso il vecchio continente delle merci in arrivo dal sud. E’ una città piena di storia, con radici romane e bizantine (e quindi sempre romane), per poi essere stata bloccata nella sua crescita da quella ingombrante vicina di casa, Venezia. Il periodo d’oro sotto Maria Teresa d’Austria che ne ha intuito la posizione strategica e l’ha trasformata, da paese in disarmo di quattromila anime alla fine del ‘600, a terza città dell’Impero Asburgico con oltre duecentomila. E’ una città del caffè, di cui rappresenta uno dei principali importatori, di cui i triestini sono i maggiori consumatori nazionali (e quindi, presumo, del mondo). Qui ci sono importanti venditori della nera bevanda e molte caffetterie storiche frequentate da artisti. E’ una città d’arte, che ha accolto scrittori, poeti e pittori.
Per scoprirla, dovete visitarla. Potete inerpicarvi fino al colle di San Giusto per vedere i resti del foro romano e la cattedrale omonima, girare nelle viette, vedere i negozi storici, passeggiare sul lungomare. Sicuramente andrete in Piazza Unità d’Italia. Se ci arrivate di sera, quando è tutta illuminata,vi consiglio di passare dal mare, per vedere i palazzi illuminati. Se ci arrivate di giorno invece passate dall’entroterra: quando davanti a voi vi si aprirà la piazza sul mare sarà un colpo d’occhio incredibile.


 

Capodistria

Siamo stati a Capodistria per una brevissima visita. E’ una città, neanche a dire, di matrice veneziana, che, altrettanto ovviamente è in Istria, anzi ne è il porto e la città principale.  Molti (me compreso) se la ricorderanno per il famoso canale televisivo “Koper Capodistria” in lingua italiana che si riceveva anche dalle nostre parti fino ai primi anni ’90, quando le sue frequenze sono state acquistate da Fininvest per mettere in piedi Telepiù.
Koper è il nome sloveno di Capodistria. Anche qui vige il bilinguismo. Dopo un piccolo giretto sul  lungomare (zona di balneazione molto affollata e porto dove c’era una nave container – non so se si chiamano così – veramente grande!) abbiamo visto la piazza principale, Piazza Tito, dove c’è il Palazzo Pretorio, la cattedrale di San Nazario e il campanile.

 

Pirano

Pirano è un paesino molto caratteristico della costa Slovena. Non ci si arriva in auto perché è tutta ZTL, ma c’è un grosso parcheggio appena prima di entrare in paese. E’ un paesotto in stile veneziano. C’è una bella e spaziosa piazza lastricata, da cui si può raggiungere con una salitella, la chiesa e il campanile, che è la riproduzione (in piccolo) di quello di San Marco a Venezia. Pirano è stata infatti una città veneziana per 5 secoli (dopo essere stata romana, bizantina, austriaca), per poi tornare austriaca e poi italiana. Dopo la seconda guerra mondiale ha seguito il destino di tutta l’Istria finendo in Jugoslavia.
Come i paesi circostanti anche qui vige il bilinguismo sloveno e italiano. Il paese è sviluppato su un promontorio, in modo che è quasi interamente circondato dal mare. Al centro c’è il porto, mentre avvicinandosi alla punta del promontorio ci sono tutti i ristorantini romantici.
Diciamo che non è un posto per le famigliole in cerca di mare, e neanche per i ragazzi che cercano i locali. Per tutto questo è meglio Portorose, ma per una cenetta e una passeggiata andate a Pirano.

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