Rom

Scritto il 29 Settembre 2010 nella categoria Società

Immaginate di vedere una foto, un’istantanea. Siamo in un campo nomadi. Sporcizia dappertutto. Gente che vive come non sarebbe dignitoso lasciarli vivere. Che brutta foto eh? Ci sarebbe da indignarsi. Come è possibile lasciare che delle persone vivano in tale stato? Bisognerebbe fare qualcosa, aiutarli in qualche modo: integrazione è la parolina magica. E invece no, il cinico e un po’ bigotto cittadino medio borghese del cazzo vorrebbe addirittura espellerli. Che ingiustizia, che viltà, che mancanza di amore cristiano. Persino su wikipedia c’è scritto:

Molti organismi di tutela dei diritti umani, nonché studiosi ed esponenti del mondo della cultura, hanno denunciato che nei media italiani l’immagine sociale degli “zingari” viene costruita quasi esclusivamente nel racconto di fatti di cronaca, quasi sempre “nera”, piuttosto che nell’ambito di una discussione sulla tutela di una minoranza etnica riconosciuta dall’ONU, con la rappresentazione dello “straniero lontano da Noi”, dello “straccione” e del “parassita”.

Le istituzioni che si occupano dei rom si trovano spesso ad affrontare il problema di una opinione pubblica ostile, orientata a considerare solo i “dati antisociali” e le “statistiche criminali”, con la conseguenza di individuare nella condizione dei Rom un fenomeno di devianza sociale.Il modello “segregazionista” che ne consegue, che contempla disuguaglianze a livello della sfera pubblica, prosegue l’assenza di una politica di “reale integrazione”.

Ora invece smettiamo di guardare la foto e guardiamo un filmato, anzi guardiamo direttamente la realtà. Ai nomadi piace vivere come vivono. Non gliene frega niente di vivere nello stato in cui vivono. integrazione? E’ una parola vuota, la vera integrazione dovrebbe avvenire con il consenso di entrambe le parti. Se vai e pulisci loro ringraziano, ma se ne sbattono altamente e continuano a sporcare. Anzi si fanno beffe di te, pensando (e dicendo) che sei così cretino da aiutarli. Se gli offri del denaro, dei viveri, dei vestiti, li accettano volentieri, ma una volta finiti i soldi, gli abiti e il cibo sono pronti a fregarti come e più di prima per ottenerne altri. E quindi, ragazzi miei, io (che non ho le virtù di San Francesco), li manderei tutti…a quel paese !!!

Anche qui sento opinioni di gente che coi rom non ci ha mai a che fare. È bello sentenziare parole di perdono e comprensione stando chiusi nei propri asettici posti di lavoro o nelle ovattate camerette. Provate a venire da me in negozio, quando entrano dichiarando apertamente di volerti fottere (“tanto prima o poi ti frego” mi ha detto uno) e tu devi lasciar perdere il potenziale cliente comprante per tener sotto controllo quei loschi figuri, più veloci di un ratto e più infimi di una faina. Io non sono un missionario, non me ne frega niente dei discorsi di perdono. Rubi? Ti meriti la galera, stop, punto. Altrimenti che se li tenessero accampati in giardino tutti gli assistenti sociali o pseudo tali.

Vengono definiti "straccioni"? Beh non mi sembra un insulto, sono loro stessi che vogliono stare così. Parassita? Beh come definireste voi una persona che ha come unico scopo della giornata quello di fottere il prossimo? Io non riesco proprio a capire quelli che si sbattono tanto per difenderli. Posso capire gente, come un ragazzo che conoscevo, don Michele Chiappuzzi, che lo fa con spirito evangelico, ma molto spesso è per ignoranza e cecità. "Poverini, sono poveri, emarginati, disgraziati, e ci sono anche questi cattivoni come il Fabio che gli vogliono anche male.. che ingiustizia…."

Si poi quando li vedo girare col Mercedes, magari il vostro Mercedes che vi hanno appena rubato, ci godo….

Domani vi parlerò di cinesi…

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