(raccolta molto sparsa di pensieri)

fabiotordi

Commercianti, qualche sorriso

da "La Provincia Pavese" del 21/12/2010

Commercianti, qualche sorriso
Impennata negli acquisti a pochi giorni dal Natale

di Francesca Toma
VOGHERA. Se ne è andato anche l’ultimo fine settimana prenatalizio. Che aria tira fra i commercianti vogheresi in tempo di crisi e di magri affari?  «Sono contenta – dice Sabrina Ruggeri della libreria Mondadori – Il Natale è andato un po’ peggio dell’anno scorso ma il bilancio è comunque in attivo». Giudizio molto positivo quello di Walter Merli, titolare de «I 3 Merli», negozio a gestione familiare aperto da poco. «Sono soddisfatto, il Natale è andato bene. C’è stato un notevole movimento di clienti».  Di tutt’altro avviso, invece, Ferdinando Armandola, dell’omonima salumeria, il quale si dice demotivato. «Non c’è gente in giro, quindi viene a mancare anche l’entusiasmo nel lavorare e nel vendere». Armandola fa il commerciante da oltre trent’anni. «Una volta – racconta – fuori dal negozio c’era una coda che bloccava la via Emilia, adesso invece manca la voglia di impegnarsi». In giro, ieri pomeriggio, di gente ce n’era pochina. Forse incide sia la concorrenza dei centri commerciali spuntati alla periferia, sia alla difficoltà di parcheggiare l’auto. E’ di questa opinione Enrico Romussi, di Romussi Gioielli. «Il Natale? Non è ancora partito», l’esito delle vendite natalizie non è positivo, ci sono pochi soldi da spendere, i regali si fanno ma con un budget minore e gli articoli di gioielleria possono sembrare superflui. C’è anche chi ha un’opinione a metà fra i due estremi, come Martina Schmidt, di Bersani (giocattoli). «Ovviamente non è il Natale di anni fa, però siamo abbastanza contenti», osserva. C’è infatti un ritorno al giocattolo in legno, prodotto che in genere nei supermercati non si trova, a differenza dei giochi reclamizzati. Opinione che racchiude le idee di entrambi gli «schieramenti» è quella di Fabio Tordi (Piazza Affari, abbigliamento). «Sono a Voghera da 14 anni, e questo è stato il Natale più brutto in assoluto. Ma l’ultimo fine settimana è andato bene». Gli acquisti natalizi sono quindi partiti in ritardo, ma ora si assistendo a un rush finale che potrebbe consolare i commercianti del centro cittadino, anche se i tempi delle vacche grasse restano lontani.

21 dicembre 2010

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2 Comments

  1. Battista

    Due spunti di riflessione:
    1: Domenica 2 Gennaio i centri commerciali sono aperti. La gente non sa dove andare e li riempiono. E i commercianti che fanno? Non tentano nemmeno di opporre concorrenza ma tengono bellamente chiuso.
    2: Gli stessi articoli visti nelle vetrine vogheresi vengono notati a Milano con prezzo inferiore. Penso che un esamino di coscienza alcuni commercianti dovrebbero incominciare a farselo, ma forse ormai si sono già assicurati un futuro con i lucri del passato…

  2. Hai toccato un tema interessante. Sul punto due ti rispondo che i prezzi diversi ci sono sempre stati, solo che a volte comprare in certi negozi di Voghera “fa figo” e conta più la borsa che l’oggetto contenuto. Ma ormai “fa figo” anche comprare a Milano, anzi di più. Il primo punto invece tocca un punto più complicato. I negozi alla domenica e nelle feste sono sempre stati chiusi, da che mondo è mondo. Negli ultimi anni, col fiorire di outlet e centri commerciali, è venuta di gran moda tenere aperto. Quando ero piccolo le famiglie alla domenica andavano in giro, oppure se ne stavano a casa col marito a sentir le partite lavando la macchina, i figli a giocare e le donne a sistemar casa. Ora le famiglie alla domenica sono alla disperata ricerca di un Botanic, un Iper, un Serravalle aperto! Non è certo colpa dei commercianti tutto questo, è solo un cambiamento di abitudini sociali. A questo punto la gente è abituata ad anadre per centri commerciali e la politica che fa? Toglie i parcheggi in centro, multa i negozianti che tengono aperto (!!! questo è assurdo ma putroppo vero), mettono i divieti di circolazione. E allora scusa, la gente che fa? Va all’IPER. Ma lo farei anch’io, specialmente quando fa brutto d’inverno o quando fa caldo d’estate. C’è tutto: arrivo davanti, parcheggio, trovo tutto… why not? E poi, quando le città sono deserte, i negozianti dovrebbero tenre aperto? A che pro? Non sono lavoratori come tutti gli altri che avrebbero diritto di godersi un giorno di riposo? Anche perchè tenere aperto la domenic a voghera equivale a un suicidio: non c’è in giro nessuno. Tu mi dirai: non c’è in giro nessuno perchè non c’è niente di aperto, e avresti ragione anche tu: è un gatto che si morde la coda. Soluzione? difficile. il singolo negoziante non può farci nulla, anche se tenesse aperto 365 giorni l’anno (non può, mentre l’iper di serrvalle può). Purtroppo l’unica soluzione dovrebbe arrivare dalla politica, aiutata dalle associazioni di categoria: creare attrattaive per la gente nei centri delle città: parcheggi, feste, attrazioni, ecc ecc ecc. Se vai alla domenica pomeriggio in piazza ducale a vigevano ci sono negozi aperti e pieno di gente….

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