[Legenda: Male –> Bene]
Vogliono la locuzione:

allora –> all’ora (e viceversa; "allora" è soltanto l’avverbio che indica "in quel momento"; "andavo a cento chilometri allora" è sbagliato)
affianco –> a fianco ("affianco" esiste: è voce del verbo "affiancare")
approposito –> a proposito
aldilà –> al di là (a meno che non si tratti del sostantivo "Aldilà", in tal caso attaccato e maiuscolo)
aldisopra –> al di sopra (esiste "al disopra", ma è orribile)
aldisotto –> al di sotto (come sopra, esiste anche il bruttissimo avverbio "disotto")
allincirca –> all’incirca
centrare –> c’entrare (nel caso si indichi "avere a che fare"; il verbo "centrare" significa "fare centro")
daccordo –> d’accordo
daltra parte/daltraparte –> d’altra parte
daltro canto/daltrocanto –> d’altro canto
daltronde –> d’altronde
dora –> d’ora
infondo –> in fondo ("infondo" è voce del verbo "infondere")
ingiro –> in giro
intondo –> in tondo
inquanto –> in quanto
l’altranno/laltranno –> l’altr’anno
l’altroieri/laltroieri –> l’altro ieri/l’altrieri (la seconda è corretta, ma brutta e poco usata)
manmano –> man mano/a mano a mano (anche "mano a mano", ma è una forma scorretta, anche se accettata)
nientaltro –> nient’altro
percui –> per cui
peresempio –> per esempio
perfavore –> per favore
pocanzi –> poc’anzi
quantaltro –> quant’altro
senzaltro –> senz’altro
tralaltro –> tra l’altro
tuttaltro –> tutt’altro
tutt’edue/tuttedue/tutteddue/tutte due –> tutt’e due
tuttoggi –> tutt’oggi
tuttuno –> tutt’uno
viavia –> via via

Non vogliono la locuzione

a bastanza –> abbastanza
a fatto –> affatto (ovvio che si parla dell’avverbio e non di preposizione + sostantivo "fatto"; "a fatto compiuto" è corretto, e non "affatto compiuto")
al di là/Al di là –> Aldilà (nel caso di sostantivo)
all’ora –> allora (qui parliamo dell’avverbio "allora"; viceversa, se voglio la preposizione + sostantivo, per esempio se parlo di "chilometri", allora ci vuole "all’ora" e non "chilometri allora"; così, se dico "all’ora di pranzo" serve la locuzione)
altri menti –> altrimenti (certo, se state parlando di un serial killer che stacca il mento alle vittime, allora ci può stare: "il detective trovò nello sgabuzzino molti altri menti")
a punto –> appunto (nell’espressione "mettere a punto…" la separazione è corretta)
ben sì –> bensì
da vanti/d’avanti –> davanti
da vero –> davvero (a meno che il vostro personaggio non parli romanesco)
di nanzi/d’inanzi –> dinanzi/dinnanzi/d’innanzi
dopo domani –> dopodomani
d’ovunque –> dovunque
e bene –> ebbene (parliamo della congiunzione; se dite "devo affrontare un gigante, e bene che vada mi romperà le ossa", è giusto)
e pure –> eppure (idem; se dite "devo affrontare un gigante, e pure un vampiro!" è giusto)
fa bisogno –> fabbisogno
fin anche –> finanche
fin’ora – finora/fin ora
in dietro –> indietro
in anzi –> innanzi
in fatti –> infatti
in oltre –> inoltre
in torno –> intorno
in vero –> invero
mal famato –> malfamato
mal fidato –> malfidato
né anche –> neanche
né meno –> nemmeno ("né meno" esiste, ma è talmente arcaica da poter essere considerata scorretta; si parla dell’avverbio o congiunzione; in espressioni come "né più né meno", oppure analoghe a "né meno forte, né meno bello di Fabio", serve la locuzione)
né pure –> neppure
non che –> nonché (come congiunzione, ma chiaro che esiste anche l’uso di "non che": "Non che Fabio sia il più bello del mondo, ma è molto affascinante (e modesto)")
o pure –> oppure
o sia –> ossia (come sopra, si parla della congiunzione: "che sia sano o sia pazzo" è corretto, sbagliato "sia sano ossia pazzo")
o vero –> ovvero (nel caso di congiunzione; come sopra: "che sia falso o vero" è corretto, sbagliato "che sia falso ovvero")
per ciò –> perciò (nel caso di congiunzione; come sopra: "per ciò che hai fatto sarai condannato" è invece corretto, e sbagliato "perciò che hai fatto sarai condannato")
per fino –> perfino
per sino –> persino
per tanto –> pertanto (come sopra: "sarai premiato per tanto coraggio" è corretto)
più tosto –> piuttosto (spero capiate da voi che "Fabio è più tosto di quanto sembri" è corretto)
poi che –> poiché
pressa poco/press’a poco –> pressappoco (a meno che non stiate dicendo: "pressa poco la testa di silente, non devono vedersi segni")
pur troppo –> purtroppo
qual cosa –> qualcosa (nel caso di pronome; in altri casi è corretto separare: "Silente ha mentito, la qual cosa è molto grave")
qual ora/qual’ora –> qualora
se bene –> sebbene
sì che –> sicché (parliamo della congiunzione; "sì che andiamo a Roma" è giusto)
sì come –> siccome
sopra tutto –> soprattutto
sotto sopra –> sottosopra
tal mente –> talmente
tal’ora/tal ora –> talora (si parla dell’avverbio; se dico "arriva alla tal ora" è giusto)
tal volta –> talvolta (come sopra)
tutta via –> tuttavia
via vai –> viavai
vice versa –> viceversa
vice [ruolo] –> vice[ruolo] (per esempio "vicepresidente" e non "vice presidente")

Locuzioni o Vocaboli

[Legenda: Bene – Bene]

allato – a lato (il primo è raro)
allorché – allor che/all’or che (la seconda è arcaica, la terza poetica – usate la prima)
almeno – al meno (il secondo è arcaico, ma non errato; evitatelo, comunque)
ancorché – ancor che (la seconda è arcaica, evitatela)
anzitempo – anzi tempo
anzitutto – anzi tutto
benché – ben che (la seconda è arcaica)
casomai – caso mai
chissà – chi sa (se usato come avverbio che introduca dubbio, tendenzialmente è meglio la prima; se dico "chi sa la tabellina del due?" è corretta la separazione; l’espressione analoga "chi lo sa!" va scritta separata)
ciononostante – ciò nonostante (ok, ma scrivetelo separato, eh)
controvoglia – contro voglia
cosicché – così che
dappertutto – da per tutto (ma non dapertutto)
dappoco – da poco
dappresso – da presso (meglio la seconda)
dapprima – da prima (meglio la prima)
dapprincipio – da principio
difronte – di fronte ("difronte" esiste ma è orribile)
disopra – si sopra (idem)
disotto – di sotto (idem)
dopotutto – dopo tutto
finché – fin che (più usata la prima, ma corrette entrambe)
giacché – già che (entrambe piuttosto arcaiche; l’espressione (per lo più colloquiale) "già che ci sei" (o simili), non vuole "giacché"; in altri casi l’uso di "già che" è più raro, meglio forme come "visto che"/"dato che")
invano – in vano (rara la seconda)
malgrado – mal grado (raro il secondo)
manodopera – mano d’opera
nondimeno – non di meno
nonostante – non ostante (molto meglio il primo)
oltremisura – oltre misura
oltremodo – oltre modo
peraltro – per altro
perlomeno – per lo meno
perlopiù – per lo più
quantomeno – quanto meno
quantopiù – quanto più
sennonché/senonché – se non che (con due enne è corretto ma Orribile; più diffusa la prima versione)
sennò – se no
seppure – se pure (più diffusa la prima)
sissignore – sì signore (le espressioni sono entrambe corrette; meglio ancora, "sì, signore"; la prima è più onomatopeica e da usarsi in ambito militare o dove si simuli un tono militareggiante)
suppergiù – su per giù
tantomeno – tanto meno
tantopiù – tanto più
tuttalpiù – tutt’al più (preferire il secondo)
tuttora – tutt’ora (più frequente il primo, ma corretti entrambi)

Composti di "su" e "giù"

laggiù, lassù, quaggiù, laggiù: esiste la forma separata (la giù, la su, qua giù, la giù), ma è obsoleta.
insù, ingiù – in su in giù: utilizzare la forma unita solo in locuzioni precedute da preposizione ("Tizio ha il naso all’insù"); in tutti gli altri casi non è propriamente errata, ma è da preferire la locuzione.

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