Ho letto “Trascinando gli zoccoli nella neve” di Donato Lanfranchi di Sant’Eusebio (Fortunago) che narra delle sue avventure e quelle di suo fratello Primo negli ultimi anni della seconda guerra mondiale. I due giovani decisero di non arruolarsi nelle file dell’esercito della Repubblica Sociale Italiana. Furono catturati, arrestati, imprigionati prima a Voghera e poi a Milano e infine deportati in un campo di lavoro in Germania. Un libro sincero, da leggere in una notte (perché di notte lo si legge meglio), un racconto che Donato ha avuto quasi il “dovere” di scrivere, per imprimere su carta certe situazioni vissute che sembrano così lontane dagli anni duemilaventi. Le vite di due giovanissimi interrotte da una brutta disavventura, fortunatamente a lieto fine, ma che li ha resi ancora più uniti e, se possibile, ancora più fratelli. Quando ti rendi conto di non leggere un romanzo, ma una storia vera, ti fermano un po’ le gambe e ripensi sempre a quanto siamo fortunati e a quanto paiono un po’ finte le lamentele del giorno d’oggi

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