(raccolta molto sparsa di pensieri)

fabiotordi

Aneddoti

Un giorno un tizio compra un paio di scarpe, senza provarle. Il giorno dopo torna a cambiarle sostenendo che il numero non è quello giusto, lui aveva chiesto un 44.
Le scarpe sono effettivamente il 44, caro signore, magari calzano strette (come molti modelli sportivi), vuole il 45?
No, il 45 non lo voglio, io ho il 44.
E così se ne va con un altro modello, sempre numero 44. Il giorno dopo ancora ritorna, quasi arrabbiato per il fatto che gli avevo dato un paio di scapre strette.
Queste saranno 43, io porto il 44!
Guardi, caro amico, sono il 44, probabilmente anche queste hanno una calzata ridotta, provi il 45.
No, no e poi no, io ho il 44, non cercare di fregarmi. Lo saprò che numero ho?
Certo, certo, guardi ho un altro modello ancora, ma per favore le provi.
Assolutamente no, se sono numero 44 mi vanno bene.
E così se ne va per la terza volta, con un terzo paio di scarpe, sempre 44. Alcuni giorno dopo lo vedo arrivare con la borsa del negozio in mano. Entra, incazzato, sostenendeo che gli sto facendo perdere un sacco di tempo, anche stavolta gli ho dato un paio di scarpe piccole!
Queste non sono il 44, perchè io ho il 44 e queste non mi vanno bene!
Io, esasperato, tiro fuori dal cassetto i soldi e glieli restituisco. Lui quasi si offende.
Io non voglio i soldi, a me servono le scarpe.
Ho capito, caro cliente, ma lei si ostina a prendere il numero 44, senza provare le scarpe, sostenendo poi che non vanno bene. O le prova subito e si convince o prende il 45.
Io il 45 non lo prendo, io ho il 44.
Benissimo, io non ho altri 44 da farle vedere, si tenga i suoi soldi e arrivederci.
In tutto questo trambusto io, per la smania di togliermelo dai piedi, non avevo controllato le scarpe. Lo faccio solo adesso: apro la scatola e le trovo tutte “pasticciate” con una biro.
Scusi, caro energumeno, queste scarpe sono rovinate.
Come rovinate?
Eh si, vede, sono tutte scritte con la penna.
Si, va beh, basta pulirle.
Ho capito, ma in questo modo io no posso cambiargliele, per favore mi ridia i soldi.
No, non è colpa mia, è stato mio figlio piccolino.

QUESTA E’ STATA LA SCUSA PIU’ ASSURDA MAI SENTITA IN 9 ANNI DI NEGOZIO.

E chi se ne frega. Le mi ha riportato un paio di scarpe rovinate, non posso accettarle, mi ridia i soldi.
Cosa? Vuoi i soldi per un paio di scarpe che, per giunta, sono rovinate… ma tu sei un delinquente! Mi vuoi truffare, vergogna, vergogna, vergogna!
E così urlando ha preso la porta e si è allontanato rapidamente. Vedete con che gente ho a che fare? Ad esser bravo, a cambiare i prodotti e addirittura rendere i soldi, si finisce per essere dei coglioni.

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3 Comments

  1. Se non ci fosse da piangere mi verrebbe da ridere…..che ci vuoi fare pero’, non diventerai mai un cattivone, un non cambiaprodotti o un non restitutore di soldi….credi a me

    Saluti

  2. Un vecchio cinese diceva “se non hai sorriso, non aprire negozio”….se non sai vendere scarpe, almeno accertati che le scarpe non siano rovinate

  3. Non capisco se la tua è una battuta o no. Penso di si. nel caso non lo fosse rileggi il post: le scarpe le ha rovinate LUI (anzi scusa, il figlio piccolo, poverino!!!!)

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