fabiotordi

(raccolta molto sparsa di pensieri)

fabiotordi

Castello Visconteo di Voghera

Finalmente, dopo tanti (ma tanti) (ma proprio tanti) anni di attesa, i vogheresi si sono potuti riappropriare del loro castello. I giorni 17, 18 e 19 settembre 2010 il castello è stato riaperto dall’amministrazione (non cito i vari ringraziamenti, non sto mica scrivendo un volantino istituzionale!!!!).

Venerdi sera c’e’ stato un concerto vocale e sturmentale, sabato mattina l’inaugurazione del parco (ahimè) e il taglio del nastro e poi è stato liberamente visitabile, a gruppi, con la guida. Purtroppo non sono riuscito a trovare il tempo, mannaggia.
 

Sabato sera invece ho potuto assistere all’operetta. Non ne avevo mai vista una dal vivo (solo qualche pezzo in tv) e devo dire che sono stati davvero molto bravi, complimenti!!! La soubrette (Elena D’Angelo) ci sapeva fare sia nel canto che nella recitazione, veramentre brava. Il comico (Umberto Scida) dava quel tocco, quel filo che legava tutte le varie sceneIndispensabile direi, e ci sapeva molto fare. Potrei dire che mi ricordava il giovane Alberto Sordi, e prendetelo come un grosso complimento. Il soprano (Melitta Lintner) aveva una scala vocale molto ampia (infatti l’hanno definita acutista o qualcosa di simile). Brava di certo, ma non è il mio genere. D’altronde la mia non è certo una critica fatta con cognizione, io sono assolutamente ignorante in materia, sto solo esprimendo i miei gusti bifolchi. Il tenore (Mauro Pagano) ha anch’esso una voce notevole e il maestro di pianoforte (Angiolina Sensale) accompagnava in modo impeccabile ogni momento. Davvero una bella serata.

Domenica invece c’erano le bancarelle in via Cavour, che andavano a sommarsi al cosiddetto "Mercatino Europeo" di viale Marx. Il castello era aperto per le visite e per tutto il giorno c’è stata la rievocazione storica: figuranti in costume, arcieri, esibizioni, danze, ecc.

Non mi sono potuto godere niente di tutto questo, ma sono altrettanto felice: avevo il negozio aperto e avevo un sacco di gente. Magari poi non compravano in tanti, ma è naturale quando ci sono queste manifestazioni, la gente va per gironzolare e non per fare acqusiti. Però sono sempre stati soldini che altrimenti non sarebbero entrati nel cassetto, e un mucchio di gente ha visto il negozio. Quindi decisimente positivissimo!!!

Commenti

comments

Fatti miei

Ora vi annoierò con una manciata di fatti miei, raccontandovi cosa ho fatto nell’ultimo periodo: è stata l’estate più "vogherese" della mia vita, se penso a quando sparivo dai primi di giugno fino a fine settembre… Il negozio l’ho chiuso a fine luglio e l’ho riaperto ai primi di settembre. Molto spesso ad agosto ero a Voghera, sia x lavoro che per altro. Che estate è stata?

L’estate di Rapallo, dove sono stato parecchie volte quest’anno, sia per weekend che per una quasi-settimana di mare. Bello, da star proprio bene. L’estate della sfilata dei Malaspina: eh si, quest’anno mi hanno convinto a fare il figurante. L’estate dei Piani del Lesima e de L’Angolo di Varzi, dove sono stato parecchie volte. L’estate della chiavetta Vodafone, che funzionava male, ma sempre meglio della chiavetta Tim, che a sua volta era comunque meglio di quella Tre. Purtroppo il problema non sta nelle chiavette, né nelle compagnie telefoniche, è che a Brallo viaggiano lentissime…L’estate in cui ho modificato il mio lavoro estivo (scusate il gioco di parole) all’insegna di "…vanno pagati a Fabio". E’ stata una bella estate, mi è piaciuta. Ma non sono ancora pronto alla stagione autunnal-lavorativa, stanno meglio quelli che non fanno nulla…

E mentre sono qui che scrivo, ancora una volta mi chiedo cosa farò da grande e non ho una risposta precisa, ma in fondo poco mi importa, so che il futuro sarà bello, perchè io sarò anche introspettivo e malinconico, ma sono un maledetto inguaribile ottimista. E poi i fatti mi hanno sempre dato ragione. In questo momento è venerdi sera, sto ascoltando Benny Benassi su YT e sto sognando di essere a Londra per un giorno, per andare a piedi dal campo del Chelsea fino a quello dell’Arsenal, per attraversarla tutta. Oppure a Parigi, dalla Bastiglia alla Torre. Che bella la musica di Benny, mi da una carica pazzesca. E da domani sarò pronto x altre sfide, per scoprire cosa farò in questo autunno, in questo inverno, nel 2011, nel 2014, fino al 2194. Dopo esco, magari vado al Baito che pare stasera, oppure al Moma domani, una delle due. Domani c’è anche l’operetta al castello di Voghera, deve essere interessante, magari ne farò una recensione.

Beh credo di avervi annoiato abbastanza, ora vado, nuova vita a tutti.

Commenti

comments

Grande distribuzione organizzata

Format Distributivi del settore moda abbigliamento in Italia: situazione e prospettive del piccolo punto vendita

Ventiduesima puntata

In Europa, ipermercati, supermercati e superstore stanno registrando un aumento delle quote di mercato dei prodotti tessili e d’abbigliamento. Il peso del fatturato è pari al 10% circa e aumenta all’aumentare della superficie complessiva. L’ipermercato vende prodotti non alimentari banalizzati, con contenuta componente moda ed a prezzi competitivi. Sono in aumento inoltre i marchi commerciali.

Nel caso dell’Italia, l’ipermercato realizza una quota di mercato di prodotti d’abbigliamento relativamente modesta. In Francia, Paese in cui la formula dell’ipermercato è stata ideata e ha raggiunto il massimo sviluppo, la quota di prodotti di moda canalizzata da questo formato di punto vendita è decisamente superiore.


In tutti i centri della GDO ci sono reparti moda

La grande distribuzione organizzata è caratterizzata dalla vendita a libero servizio, che non è opportuna per alcune categorie merceologiche, per le quali è necessario un servizio di vendita assistita. Per esempio, le quote di mercato del capo spalla e dei capi formali sono irrisorie negli ipermercati, perché i consumatori desiderano un elevato livello di servizio personalizzato. Al contrario, le quote di mercato canalizzate dalle grandi superfici despecializzate di calze, intimo basic, capi informali basic, tutti prodotti di marca banalizzati, sono in continua crescita nei grandi punti vendita a libero servizio.


MATRICE SWOT
Utili Pericolosi
Interni La formula del libero servizio fa diminuire i costi. Orari di apertura prolungati Personale di vendita non qualificato.
Assenza di marche prestigiose.
Esterni Nuove aperture per questo canale di distribuzione  Saturazione dei mercati

Commenti

comments

Servizi on line

A volte non stai usando il tuo computer. Altre volte hai fretta. Altre volte ancora non hai voglia di installare programmi che tanto userai solo una volta. In tutti questi casi c’è una soluzione: usari servizi on line.

Per esempio: un amico ti spedisce un file compresso… in formato RAR, TAR, 7Z… o un comunissimo ZIP o GZIP e non sapete come aprirli? Niente paura: andate sul sito

WOBZIP

e risolvete i vosti problemi, caricate il file e ve lo scomprime lui. Certo, non mandate in giro le vostro foto nudi o la contabilità segreta dell’azienda, ma questo non si dovrebbe MAI fare via internet….

Può anche capitare di dover aprire un file PDF, oppure di doverlo modificare. Per questo caso ci può venirvi in aiuto

PDF Escape

Un altro servizio che ho trovato molto utile: vi capita mai di dover mandare un file bello grande a qualche vostro amico? Magari un file zippato con tutte le foto della cena di ieri sera? Come fate a mandare un file di 200 mega? Tranquilli, con questo servizio, che tra l’altro è semplicissimo, velocissimo e senza iscrizione, potete farlo con facilità. Basta inserire l’indirizzo email del vostro amico, il vostro, e caricare il file prescelto. Il vostro amico riceverà via email il link per il download, attraverso il quale potrà scaricarsi le foto (o altro) con tutta tranquillità.

Wetransfer


Vernazza (SP)

Commenti

comments

Miss Margherita

Da oggi nel mio blog troverà spazio una nuova rubrica, a cura di Miss Margherita, un’eminenza nel campo della pizza, colei che potrebbe scrivere la guida Michelin delle pizzerie, il Gambero Rosso della pummarola, il Cucchiaio d’Argento delle Quattro Stagioni, ecc.  Ovviamente sarà spietatissima imparziale come sempre, d’altronde noi della redazione l’abbiamo scelta per questo. Oggi iniziamo con la recensione di quattro pizzerie.

 

Il Casello di Recco (GE)
Pizza: succosa ma un po’ “soffiata”
Locale: comodo per chi arriva in autostrada
Personale: simpatico, efficiente ma non troppo
In una parola: SOFFIOLENTA

Luna e Laltra di Spotorno (SV)
Pizza: eccessiva cottura
Locale: carino anche se non vista mare
Personale: decisamente tatuato
In una parola: BOLLOSA

La Barcaccia di Noli (SV)
Pizza: pizza???!! Olio su farina con pomodoro
Locale: all’apparenza elegante, ma decisamente vintage
Personale: non eccelle per cortesia
In una parola: OLEOSA

1058 di Voghera (PV)
Pizza: napoletana
Locale: migliorabile
Personale: a volte la matematica è un’opinione, soprattutto se i clienti sono tanti
In una parola: CARICA

Vedo che Miss Margherita è stata abbastanza cattivella, ma mi aspettavo di peggio.
Arrivederci alla prossima puntata…

Commenti

comments

Gestione della???

 

Commenti

comments

Adesso ascoltami

…domani sarà tardi per rimpiangere la realtà…

è meglio viverla !!!!


Brallo visto da Pregola

Commenti

comments

Oggi invece con

Oggi invece ce l’ho con la Banca Popolare Commercio e Industria, filiale di Brallo. Ma è mai possibile che durante l’anno sia aperta un solo giorno a settimana, il giovedì, e d’estate, quando c’è il mercato proprio al giovedì, sia aperto di lunedì?? Ma chi è il genio che avrà elaborato questa sapiente tecnica di marketing? Come per dire: non venite in banca che non ne abbiamo bisogno. Eh si perchè il giovedì mattina sarebbe utile a tutte quelle persone che già vengono in paese dalle frazioni circostanti trovare gli uffici aperti…ma questi invece che fanno? Chiudono. Complimentoni….


Pregola – veduta del castello e del monte

Commenti

comments

Oggi ce l'ho con…

Oggi ce l’ho con la Conferenza Episcopale Italiana, soprattutto con Mons. Perego che ha dichiarato che l’Italia non può decidere di espellere in modo indiscriminato i rom né altri cittadini comunitari, riferendosi alla vicenda della Francia che ha rimandato a casa i rom.

Ma scusa, questo tizio viene a farci la predica? Allora facciamo una bella cosa, mandiamoli tutti in Vaticano, visto che è uno stato e visto che li difende a spada tratta… Eh già, perchè non se li prendono loro? Tante parole e pochi fatti.

Commenti

comments

Come vivrai Johnny?

"Te ne vai?"
"Si"- rispose ‘Ntoni.
"E dove vai?"- chiese Alessi.
"Non lo so. Venni per vedervi. Ma dacché son qui la minestra mi e’ andata tutta in veleno. Per altro qui non posso starci, che’ tutti mi conoscono, e percio’ son venuto di sera. Andrò lontano, dove troverò da buscarmi il pane, e nessuno saprà chi sono."

Gli altri non osavano fiatare, perché ci avevano il cuore stretto in una morsa, e capivano che egli faceva bene a dir così.

Commenti

comments

Leggi

Ecco la famosa Legge di Murphy e le altre leggi, tratte da Wikiquote:

Se qualcosa può andar male, lo farà.

Corollari

  1. Niente è facile come sembra.
  2. Tutto richiede più tempo di quanto si pensi.
  3. Se c’è una possibilità che varie cose vadano male, quella che causa il danno maggiore sarà la prima a farlo.
  4. Se si prevedono quattro possibili modi in cui qualcosa può andare male, e si prevengono, immediatamente se ne rivelerà un quinto.
  5. Lasciate a se stesse, le cose tendono ad andare di male in peggio.
  6. Non ci si può mettere a far qualcosa senza che qualcos’altro non vada fatto prima.
  7. Ogni soluzione genera nuovi problemi.
  8. I cretini sono sempre più ingegnosi delle precauzioni che si prendono per impedir loro di nuocere.
  9. Per quanto nascosta sia una pecca, la natura riuscirà sempre a scovarla.
  • La filosofia di Murphy: Sorridi, domani sarà peggio.
  • Costante di Murphy: Le cose vengono danneggiate in proporzione al loro valore.
  • Versione relativistica della legge di Murphy: Tutto va male anche in diversi sistemi di riferimento.
  • Corollario sulla fortuna: La fortuna ride agli audaci ma sicuramente non a te.
  • Chiosa di O’Toole alla legge di Murphy: Murphy era un ottimista.
  • Settima variante di Zymurgy alla legge di Murphy: Quando piove, diluvia.
  • Ottava variante di Matteo L. alla legge di Murphy: Se è impossibile che piova, grandinerà.
  • Postulato di Boling: Se sei di buon umore, non ti preoccupare. Ti passerà.
  • Legge di Iles: C’è sempre un modo migliore.
    • Corollari:
      1. Quando il modo migliore ci sta davanti agli occhi, specialmente per lunghi periodi, non lo vediamo.
      2. Neanche Iles lo vede.
  • Seconda legge di Chisholm: Quando tutto va bene, qualcosa andrà male.
    • Corollari:
      1. Quando non può andar peggio di così, lo farà.
      2. Se le cose sembrano andar meglio, c’è qualcosa di cui non stiamo tenendo conto.
  • Terza legge di Chisholm: Le proposte sono sempre capite dagli altri in maniera diversa da come le concepisce chi le fa.
    • Corollari:
      1. Se si spiegano le cose in maniera tale che nessuno possa non capire, qualcuno non capirà.
      2. Se si fa qualcosa con l’assoluta certezza dell’approvazione di tutti, a qualcuno non piacerà.
      3. Se si vuol mettere qualcuno di fronte al fatto compiuto, il fatto non si verificherà.
  • Prima legge di Scott: Qualsiasi cosa vada male, avrà probabilmente l’aria di andare benissimo.
  • Seconda legge di Scott: Quando si trova e si corregge un errore, si vedrà che andava meglio prima.
    • Corollario:
      1. Quando si capisce che la correzione era sbagliata, sarà troppo tardi per tornare indietro.
  • Prima legge di Finagle: Se un esperimento funziona, qualcosa è andato male.
  • Seconda legge di Finagle: Qualunque sia il risultato di un esperimento, ci sarà sempre qualcuno pronto a:
    • a) fraintenderlo,
    • b) falsificarlo,
    • c) credere che si sia prodotto in virtù della sua teoria preferita.
  • Terza legge di Finagle: In un qualsiasi insieme di dati, la cifra così evidentemente corretta da non richiedere un controllo è l’errore.
    • Corollari.
      1. Nessuno a cui chiedere aiuto la vedrà.
      2. Chiunque passi di lì per darvi un consiglio gratuito la vedrà immediatamente.
  • Quarta legge di Finagle: Una volta che si è pasticciato qualcosa, qualsiasi intervento teso a migliorare la situazione non farà altro che peggiorarla.
  • Norme di Finagle:
    1. Prima tracciate le curve che vi servono, poi trovate i punti che corrispondono.
    2. Ogni esperimento deve essere riproducibile, e fallire sempre allo stesso modo.
    3. Non credete ai miracoli: contateci ciecamente.
  • Assioma di Wingo: Tutte le leggi di Finagle possono essere trascurate da chi ha imparato la semplice arte di fare senza pensare.
  • Legge di Gumperson: La probabilità che qualcosa accada è inversamente proporzionale alla sua desiderabilità.
  • Leggi di Issawi sul progresso:
    1. Il corso del progresso: La maggior parte delle cose va costantemente peggio.
    2. Il sentiero del progresso: Una scorciatoia è la via più lunga tra due punti.
    3. Il passo del progresso: La società è un mulo, non un’automobile… Se la si spinge troppo, scalcia e disarciona chi la cavalca.
  • Prima legge di Sodd: Quando qualcuno cerca di raggiungere un obiettivo, sarà sempre ostacolato dall’involontario intervento di qualche altra presenza (animata o inanimata). Tuttavia, ci sono obiettivi che vengono raggiunti, in quanto la presenza che interviene cerca a sua volta di raggiungere un obiettivo ed è, naturalmente, soggetta a interferenze.
  • Seconda legge di Sodd: Prima o poi, la peggiore combinazione possibile di circostanze è destinata a prodursi.
    • Corollario: Un sistema deve essere sempre concepito in modo da resistere alla peggiore combinazione possibile di circostanze.
  • Legge di Simon: Qualsiasi aggregato prima o poi cade a pezzi.
  • Legge di Rudin: In casi di crisi che obbligano la gente a scegliere tra varie linee di condotta, la maggioranza sceglierà la peggiore possibile.
  • Teorema di Ginsberg:
    1. Non puoi vincere.
    2. Non puoi pareggiare.
    3. Non puoi nemmeno abbandonare.
  • Chiosa di Freeman al teorema di Ginsberg: Tutte le più importanti filosofie che cercano di dare un significato alla vita sono basate sulla negazione di una parte del teorema di Ginsberg. Per esempio:
    1. Il capitalismo è basato sul presupposto che si possa vincere.
    2. Il socialismo è basato sul presupposto che si possa pareggiare.
    3. Il misticismo è basato sul presupposto che si possa abbandonare.
  • Osservazione di Ehrman:
    1. Le cose andranno peggio prima di andar meglio.
    2. Chi ha detto che le cose andranno meglio?
  • Seconda legge di Everitt sulla termodinamica: La confusione nella società è sempre in aumento. Solo l’enorme sforzo di qualcuno o di qualcosa può limitare tale confusione in un’area circoscritta. Tuttavia, questo sforzo porterà a un aumento della confusione totale della società.
  • Legge di Murphy sulla termodinamica: Sotto pressione, le cose peggiorano.
  • Legge di Pudder: Chi ben comincia, finisce male. Chi comincia male, finisce peggio.
  • Teorema di Stockmayer: Se sembra facile, è dura. Se sembra difficile, è fottutamente impossibile.
  • Prima legge di Zymurgy sulla dinamica dei sistemi in evoluzione: Una volta aperta una scatola di vermi, l’unico modo di rimetterli in scatola è usarne una più grande.
  • Seconda legge di Commoner sull’ecologia: Niente va mai via.
  • Prima legge di Topitti: Ogni evento generico si combina con la totalità degli altri eventi casuali in modo da avere sempre la peggiore combinazione di eventi possibile.
  • Seconda legge di Topitti: Qualunque combinazione di eventi ipotetica, qualora si fosse verificata, sarebbe risultata migliore della combinazione di eventi realmente accaduti.
  • Legge di Howe: Ognuno di noi ha un piano che non funzionerà.
  • Legge di Guizot: Si cade sempre dalla parte da cui si pende.
  • Legge di Sturgeon: Lo sporco costituisce il 90% di tutto.
  • Assioma di Bramati: Tutto suda.
  • Applicazione dell’Assioma di Bramati: Tutto puzza
  • Assioma di Sartori: La probabilità che un determinato evento si presenti, è inversamente proporzionale all’impegno profuso per ottenerlo, moltiplicato per il grado di speranza riposto in esso.
  • Legge dell’ineffabile: Non appena si nomina qualcosa, se è buono, sparisce, se è cattivo, succede.
  • Legge univoca delle premesse:
    1. Premesse negative portano a risultati negativi.
    2. Premesse positive portano a risultati negativi.
  • Prima legge di Cabri sulla meteorologia: Non può piovere per sempre, è molto probabile che quando smette di piovere venga a grandinare!
  • Seconda legge di Cabri sulla meteorologia: Se c’e bel tempo e sei all’aria aperta non preocuparti che passa!

Commenti

comments

Guido piano

Commenti

comments

Casaforte di Pregola

Tratto da “Castelli, Rocche, Case-forti, Torri della provincia di Pavia”, volume n° 6 “Oltrepò seconda parte”, a cura di Mario Merlo, Edizioni Selecta 2009 (ma molto probabilmente è una ristampa di un libro parecchio datato, diciamo almeno una quarantina d’anni):

—————————————————

Il territorio di Pregola è nominato in un diploma dell’imperatore Ottone I del 29 luglio 972. Nel documento vengono descritti – secondo valide testimonianze – per sommi capi i possedimenti locali del Monastero di Bobbio, con implicita conferma dei medesimi al predetto cenobio. Sembra che Pregola sia stato donato al Monastero da Re Agilulfo, ed è quindi probabile che il castello ivi esistito e l’intero abitato siano stati fondati da quei monaci in epoca imprecisabile, ma certo assai antica.

Per lungo tempo essi ne furono feudatari, finché, il 28 settembre 1164, Federico non lo devolse, unitamente ad altri luoghi della Valle Staffora, ai Malaspina. Quell’atto fu poi confermato da Federico II, nel 1220, Carlo IV, nel 1355, e Carlo V, nel 1541. Risulta che nel 1207 ci furono vertenze giudiziarie tra gli abati di Bobbio ed i feudatari imperiali, in ordine a contestazioni relative a benefici terrieri perduti.

Tralasciando altri passaggi, si arriva a Corrado, figlio di Morello Malaspina, che divise nel 1221, con il nipote Opizzo, i feudi della Liguria, riservandosi per sé quello di Pregola. Egli è considerato il capostipite dei Marchesi del luogo. Il feudo si estendeva verso mezzogiorno e comprendeva molti torri e castelli, che poi passarono in altre mani. Forse per divergenze familiari, Pregola fu assediato nel 1570 da un Giovanni Malaspina e figli, in lotta con altri componenti il casato; ma ebbero la peggio, ed uno di essi fu fatto prigioniero, deportato a Milano ed ivi decapitato. Il Marchesato di Pregola fu annesso alla comunità di S. Margherita Staffora.

L’antica rocca era posta alla sommità del cono roccioso che sovrasta l’attuale paese, già Comune ed ora frazione di Brallo di Pregola. Di essa e del primitivo abitato – testimoniato nel  1725, in forbito latino, da un parroco locale citato dal Goggi – non rimanevano all’inizio del sec. XVIII altro che vestigia plantari e ruderi più o meno consistenti. Non bisogna dimenticare che la pieve locale, dedicata a S. Agata (risarcita interamente in epoca recente), viene fatta risalire al tempo dei Longobardi e, precisamente, al secolo VII.

L’originario fortilizio fu distrutto quasi interamente, a quanto sembra, nel 1571. Con i materiali ricavati dalla macerie fu in seguito eretto un nuovo massiccio casamento, che da allora fu sempre denominato castello, ma la fama del paese andò progressivamente oscurandosi, fino a scomparire dalla scena politico-sociale della Valle Staffora. (Nota di Fabio: a mio parere Pregola era nella scena politico-sociale della Val Trebbia, pur essendo il paese nella Valle Staffora, tant’è che i marchesi di Pregola facevano parte del ramo dello Spino Secco, che dominava in Val Trebbia) Dell’antica rocca sono andate perdute anche le ultime vestigia murarie a ridosso del colle su cui sorgeva.


Casaforte di Pregola

Il castello attuale ha più aspetto di residenza patrizia di campagna che di casa-forte nel senso tradizionale del termine. Esso risalirebbe alla fine del Cinquecento o ai primi del Seicento ed è di proprietà Leveratto-Mangini. (Nota di Fabio: da quasi 40 anni è di proprietà Tordi, mi sa che questo libro è vecchiotto.) Vi si accede da nord per portoncino con arco a tutto sesto e serramento borchiato a teste di chiodi, oppure da sud, all’altezza della chiesa parrocchiale. La facciata principale è a capanna e presenta cinque finestrelle intermediate longitudinalmente da una incrinatura della parete.

Esternamente si nota nell’angolo di nord-est un corpo aggettante rinforzato da un barbacane appena accennato. Sul fianco sinistro si notano in corrispondenza ad un locale rustico una finestra strombata a guisa di profonda feritoia e, più innanzi, un’apertura difesa da una robusta inferriata cinquecentesca. Il locale interno era adibito a prigione. Le pareti sono in pietra locale a vista, su orditura comune.

Entrando dal portoncino si è subito in un vasto atrio contrassegnato da tre archivolti, uno dei quali gravemente lesionato. Due diverse scale conducono al piano superiore, suddiviso in locali di diversa capienza, tutti in precario stato di manutenzione. Nella sala maggiore, con soffitto su travature lignee, si vede un ricco camino sormontato da un grande stemma dei Marchesi Malaspina di Pregola, inquartato di rosso e d’azzurro. Nel I e nel IV campo si vedono aquile bicipiti in rosso nel II e nel III uno spino secco afferrato da un leone bianco rampante, coronato d’argento, entrambi in azzurro. Lo stemma gentilizio è sovrastato dalla corona marchionale a tre punte ed è avvolto da una ricca decorazione a stucco comprendente figure allegoriche ed ampie volute e caulicoli. L’opera è ascrivibile al sec. XVII. Il sottostante camino è in pietra color lavagna e presenta una leggera modanatura nell’architrave con radi dentelli, nonché due fascette laterali ed una specie di serraglia centrale.

 

In un’ampia cucina a pianterreno, sita nel corpo ad ovest come il salone precedente, esiste un secondo camino rustico a cappa, che ha la particolarità di possedere due fornelli laterali, oltre al focolare propriamente detto. L’ala dell’edificio volta a levante terminava con una torricciola la cui parte sommitale sarebbe rovinata alcuni decenni or sono. Il castello è felicemente ambientato e conferisce una certa nobiltà al piccolo ma pittoresco paese, che è ora dominato verso levante dal prestigioso complesso del Centro federale tennistico del CONI, con la sequela dei suoi rossi campi da gioco.

Pregola riveste una certa importanza come archetipo di antico paese signorile del Pavese montano. Anticamente il suo feudo si estendeva molto verso mezzogiorno e l’abitato ebbe funzioni di guardia e controllo con diritto di pedaggio, ciò che rappresentò una delle principali fonti patrimoniali per i suoi feudatari.

 


I Marchesi Malaspina

Commenti

comments

Le dodici domande

Questo è un libro che mi è stato regalato al compleanno dello scorso anno. Come sapete sono sempre in ritardo coi libri da leggere, ma prima o poi ci arrivo.

È scritto da un indiano, Vikas Swarup. È molto interessante. Per prima cosa è scritto in modo avvincente. La storia è particolare: un giovane indiano, poverissimo, riesce a vincere un miliardo di rupie (che non so di preciso quanto valgano, ma immagino tanto!) ad un quiz televisivo, rispondendo esattamente a dodici domande difficilissime. Insospettiti  dal fatto che un povero disgraziato come lui, che non ha mai studiato e sempre fatto umili lavori, non avrebbe potuto conoscere le risposte a simili domande, i produttori del gioco (che oltretutto non avrebbero intenzione di pagare una simile cifra alla prima puntata del gioco) riescono a far incriminare il ragazzo per truffa. Primo colpo di scena: interviene un’avvocato (non è un errore di ortografia, è una donna..) che lo fa momentaneamente rilasciare in attesa del processo. Per poterlo difendere ha bisogno di conoscere la sua storia e i fatti che lo hanno portato a conoscere queste risposte. Da qui partono una serie di racconti, senza una sequenza cronologica, ma ognuno relativo a ciascuna delle dodici domande e relative risposte. Durante questi racconti si riesce sommariamente a ricostruire la vita disagiata, ma quanto mai, appunto, da romanzo, di questo poveraccio. Una vita da film. Infatti da questo libro è stato tratto anche un film. Colpi di scena in ogni racconto, fino a quello finale.

Un libro da gustare, di facile lettura, che apre scorci insoliti su una vita, quella dell’India, a noi spesso sconosciuta, ma in modo leggero e facilmente scorrevole. Mi è piaciuto. Grazie ancora quindi a chi me lo ha regalato.
 

Commenti

comments

Siena, Piazza del Campo

Fine luglio 2007, ero a Siena, disteso in Piazza del Campo a riposare, in attesa di trovare una sistemazione per la notte. Una leggera brezzolina mi faceva dimenticare il caldo afoso che avevo lasciato a casa, le prove del concerto del giorno dopo mi accoglievano in quella cornice da favola. Ancora adesso, quando penso a quei pochi minuti, mi rilasso… e vorrei essere là…

Commenti

comments

Page 114 of 177

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén