(raccolta molto sparsa di pensieri)

fabiotordi

Author: Fabio Page 122 of 176

Motivi della crisi

Si fa tanto parlare di crisi… ma c’è ? C’è stata? E’ finita? Ci sarà? Io vi porto l’esperienza che vivo sulla mia pelle, con alcune riflessioni.

Da me in negozio la crisi si sente. Da un anno a questa parte le vendite sono calate parecchio e i guadagni ancora di più. Questo perché, per cercare di aumentare le vendite, ho diminuito i ricarichi. Il problema non è che le vendite sono diminuite, talvolta sono proprio crollate! Quali sono i motivi?

  1. La crisi. La crisi indubbiamente c’è e c’è stata. Molte imprese hanno ridotto le spese, tra cui quella del personale, che ha creato un’interruzione o una diminuzione di flusso di capitale circolante. Meno stipendi, meno euro che girano e quindi meno euro che possono finire nel mio cassetto. Se volete il mio parere è tutto vero, anche se di dimensioni minori rispetto a quello che ci vogliono far credere. Anche perché, siamo sinceri, in molti settori i prezzi sono addirittura diminuiti.
  2. I media. I giornali e le tv continuano a parlare di crisi. Così, anche chi il lavoro ce l’ha e non ha subito tagli allo stipendio, per timore di questa ventilata crisi sta più attento nelle spese. Questo succede in alcuni settori. In altri, come il lusso, i viaggi, l’elettronica di consumo, i capi griffati, non hanno assolutamente risentito di questo, anzi talvolta il giro d’affari è aumentato. Da me sono solo aumentati i rompiscatole che chiedono sconto.
  3. Il clima. Diciamoci la verità, non è un modo di dire quando diciamo che non ci sono più le mezze stagioni: ormai mettiamo i capi estivi e subito dopo passiamo a quelli invernali e viceversa. Questo ha eliminato una vasta fetta di prodotti che prima si vendevano parecchio, come ad esempio i capi in pelle, che sono il classico abbigliamento da mezza stagione. Inoltre nei mesi di cambio stagione, come settembre, i clienti non vogliono più capi della stagione precedente (estivi) ma non vogliono ancora quelli della stagione futura (inverno). Pertanto… non comprano nulla e aspettano.
  4. Il gioco. Sembra un’idea stupida, ma seguite il ragionamento: si parla di crisi, la gente ha paura e quindi cosa fa? Si lascia tentare dall’illusione della fortuna coi giochi e giochini. E infatti le varie lotterie, lotto, enalotto, macchinette, scommesse, poker e chi più ne ha più ne metta hanno avuto un netto aumento. Questi, signori, sono tutti soldi che erano nelle tasche della gente e che avrebbero potuto finire nelle tasche dei commercianti. Se uno ha 100 euro da spendere e le spende in superenalotto et similia, ovviamente non le avrà più da spendere per comprarsi un bel piumino.
  5. La concorrenza. La mia zona è stata dimenticata per anni e anni dalle grandi catene distributive. Quando ero ragazzino e ancora quando frequentavo l’università guardavo con invidia le zone a nord di Milano, che  pullulavano di grandi centri commerciali. Ora, da una decina d’anni, queste catene stanno colonizzando sempre più anche l’Oltrepo Pavese e le terre limitrofe. La gente è sempre quella, i soldi son sempre quelli, quindi se la gente li spende da una parte non può spenderli dall’altra. Oltretutto sta lentamente cambiando la mentalità degli acquirenti che preferiscono recarsi presso questi centri dove si ha maggiore scelta e magari comfort (parcheggi, climatizzazione, ristorazione, ecc). Per i negozi è sempre più dura.
  6. La politica del centro. Ormai in quasi tutte le città e cittadine si sta seguendo questo schema: abbellire la città con parchi, vialetti, piante, zone pedonali; spostare ed accorpare i servizi in luoghi più facilmente raggiungibili. In questo modo le città sono sicuramente più belle da vedersi, ma sono più vuote. Chi prima parcheggiava e girava per le città, magari entrava nei negozi a fare qualche acquisto. Ora i parcheggi sono quasi un sogno e i servizi sono decentrati. Che motivo avrebbero i potenziali clienti di vivere il centro città? Quasi nessuno.
  7. Io. Tra i vari motivi mi ci metto anche io: sono antipatico, rompiballe, antico, sciatto, fuori moda. Insomma è out venire da me in negozio. Oppure è troppo in, dipende dai punti di vista.

La Domenica del Corriere

Da "La Domenica del Corriere" del 9 novembre 1930:

"Uno  dei più notevoli esempi di generoso patriottismo è quello offerto dai montanari di Corbesassi, presso il valico del Brallo, sull’Appennino Ligure. In soli cinque giorni, lavorando gratuitamente, essi hanno scavato e compiuto una lunga strada che congiunge il loro paese con la via Piacenza – Genova (Disegno di A. Beltrame)"

Come non dovrebbe essere un volantino

Ecco un volantino che mi è capitato in mano ieri al bar. L’ho tenuto perché è un esempio di come non dovrebbe essere fatto un volantino. Io non sono un tecnico, non sono un designer, né un copywriter…. ma sono un maledetto rompiballe se mi ci metto.

Iniziamo dall’alto, la scritta che inizia per "Ristrutturi…"

  • Perché nello stesso volantino ci si rivolge a un singolo ("Ristrutturi") e poi a una pluralità ("Approfittatene")?
  • La seconda e terza riga sono leggermente spostate rispetto alla prima.
  • C’è scritto "incredible" anziché "incredibile"
  • Anzi no, dovrebbe esserci scritto "incredibili", al plurale, visto che è l’aggettivo di "prezzi".

Passiamo a quello che c’è scritto nella banda gialla

  • "sopralluogo" si scrive con due elle.
  • La parola "gratuito", siccome è riferita sia a "sopralluogo" che a "preventivo", dovrebbe essere espressa al plurale, e quindi "gratuiti".
  • "Chiama Subito". Perché "Subito" è scritto con l’iniziale maiuscola?
  • Che orrore andare a capo nel mezzo della parola "TEL".

Analizziamo la parte centrale

  • "Approfittatene" si scrive con due t.
  • Perché la parola "Di" è l’unica della frase che ha solo l’iniziale maiuscola, mentre il resto della frase è scritto tutto in maiuscolo?
  • "Perché" si scrive con l’accento.
  • "è" si scrive con l’accento.
  • C’è scritto "valida solo fino 31 ottobre", ma ci vorrebbe la preposizione "al" tra "fino" e "31".
  • Dopo "2009" ci vorrebbe il punto (tant’è che la parola successiva inizia per lettera maiuscola).
  • Perché la parola "Della" ha l’iniziale maiuscola?
  • Io non sono certo un competente, ma cosa sarà un "rivestimento con piastrelle in ceramica delle ragno (tipo fontani)" ?
  • C’è scritto "celta" anziché "scelta".
  • Vogliamo non notare "sanitari in ceramiche" al posto di "sanitari in ceramica"? Ma no, facciamo i puntigliosi, notiamolo.

Il tordo catturato

Scuse

  1. Quest’anno mi metto a studiare.
  2. Io… Con quella? … MAI!
  3. Non ti farà male.
  4. Stavo giusto per chiamarti.
  5. Ah, ciao, non ti avevo riconosciuta.
  6. Il prof ce l’ha con me.
  7. E’ colpa dell’arbitro.
  8. Sono passato con il giallo.
  9. Paga tu che domani te li restituisco.
  10. Vedo se ho ricevuto delle mail e poi mi sconnetto.
  11. Ti stavo pensando in questo momento.
  12. Siamo solo amici.
  13. E’ caduto da solo e si è rotto.
  14. Non ti dimenticherò mai.
  15. Mi sei piaciuto dalla prima volta che ti ho visto!
  16. Prof sia comprensivo, ho un problema in famiglia.
  17. Ti chiamo tra cinque minuti.
  18. Si, me lo ricordavo.
  19. Ti sta benissimo.
  20. Non lo racconterò a nessuno.
  21. Lunedì inizio la dieta.
  22. Ho uno zio in polizia.
  23. Ti giuro che non l’ho mai pensato.
  24. Non avevo soldi nel cell.
  25. Non sono stato io.

Saperlo!

Ci sono tantissimi siti simili, però questo l’ho trovato carino. Sto parlando di Saperlo.it dove è possibile trovare tantissime mini-guide con le quali scoprire tante piccole grandi cose interessanti.

Qualche esempio? Come si fanno gli arancini. Come disinstallare completamente i programmi dal pc. Come comportarsi coi vicini di condominio. Come rinnovare la patente. Come scrivere una lettera formale. Come comportarsi in caso di puntura di api. Come conservare il peperoncino. Come organizzare una vacanza in bicicletta. Ecc ecc.

Ce n’è veramente per tutti i gusti e per tutte le categorie: da "Mangiare e bere" (come fare il limoncello in casa, come preparare la pizza capricciosa, come riconoscere se un fungo è buono o cattivo, ecc), fino a "Auto e moto" (come comportarsi dopo aver subito il furto del motorino, come fare ricorso per una multa, come cambiare l’olio della macchina, ecc), passando per "Animali domestici" (come creare un antipulci naturale per il tuo cane, come svezzare una cucciolata di coniglietti nani, come alimentare l’iguana, ecc.) (a proposito: ma l’iguana è una animale domestico? boh?)

Queste guide sono state scritte dagli utenti del sito, quindi non so fino a che punto sono attendibili, ma tant’è. Alla fine vale la pena farci un giro, magari si scopre comunque qualcosa di utile….

Io e la bici

Girare in bici è proprio una bella cosa. Sono lì, da solo coi miei pensieri, la musica dell’ipod nelle orecchie. Pedali e pensi, pensi e pedali. E’ una cosa che mi rilassa e mi dà la possibilità di mettere in ordine i pensieri. Perchè non hai distrazioni. Ti metti li, scegli la tua stradina poco trafficata… e pedali. Parli con te stesso e passi un’oretta o due pedalando pedalando… solo con te stesso…


Jackson Pollock, Number 8, Neuberger Museum, State University of New York

Ne Odustajem

Canzone che piacerà sicuramente al Maestro di Tutte le Croazie nonché Panchina d’Oro 2009. Per la cronaca la voce italiana è di Gaetano Curreri degli Stadio. La voce croata è ovviamente l’inconfondibile, inimitabile, imprescindibile, imperscrutabile, inalienabile e inascoltabile di…. ZLATAN GIBONNI !!!!

Corner

Format Distributivi del settore moda abbigliamento in Italia: situazione e prospettive del piccolo punto vendita

Quattordicesima puntata

Questo format è rappresentato da un’area dedicata alla singola marca e ai suoi prodotti all’interno di un punto vendita multimarca. Si caratterizza generalmente per le dimensioni ridotte della superficie di vendita (se lo spazio assume grandi dimensioni si definisce “shop in shop”) che l’impresa industriale ha a disposizione per isolare la marca rispetto alle concorrenti.

 

La finalità dei corner è quella di far percepire ai consumatori in maniera più nitida le valenze distintive della marca. Consente al produttore di poter comunicare direttamente la propria immagine e il proprio stile, prendendo decisioni autonome in termini di assortimento, layout, personale di vendita, servizi, informazioni e soprattutto col contatto diretto col consumatore.

The Blair Witch Project

Mi sono riguardato questo film di recente. Secondo me è un filmone da cineteca. A distanza di anni mi mette ancora paura, e sono pochissimi i film in grado di farlo. Ti mette proprio quell’ansia, quella che dopo ti fa guardare dietro alle porte prima di entrare nelle stanze. Quella che ti fa guardare dietro al divano perchè ti sembra di aver visto un’ombra.

La realizzazione è stupenda. Anche se sono passati 10 anni, qual film ha inventato un genere che non ha mai avuto eredi. Per chi non lo sapesse è come se fosse una specie di documentario girato da alcuni ragazzi che vanno in un bosco a filmare e poi si perdono. Sono in possesso di due telecamere e quello che si vede nel film è proprio quello che i ragazzi hanno filmato. Ovviamente è tutta una finta, ma l’impressione è proprio quella: riprese traballanti, la presa diretta che a volte si sente male, inquadrature sballate. E poi, oltre a quello che dovrebbero filmare, riprendono anche sprazzi di vita di tutti i giorni. E quando si perdono iniza l’agitazione, sentono rumori, si accorgono di presente raggelanti e iniziano a diventare isterici e irrazionali.E questa cose ti fa sembrare di essere là. E un’altra cosa fantastica è che riesce a farti questa paura senza mai assolutamente inquadrare nulla di effettivamente pauroso. Se siete amanti del genere e non l’avete mai visto non dovete assolutamente perderlo.

Un’ultima nota: se per caso vi imbattete nel seguito, bruciate pure il DVD, è orrendo!

Il posto più bello

Il posto più bello del mondo? Quello dove se chiudo gli occhi vorrei sempre essere? In cima alla Tour Eiffel, a Parigi. Con la fantasia ci sono stato migliaia di volte, e ci andrò ancora. Da li si vede tutto, sei in cima al mondo, sei sulla Torre!!

Calesse 100

Beh, non pensavo di arrivare mai a pensarlo (né a dirlo), ma… mi mancherai. Sei stato parte della mia vita perlomeno negli ultimi dieci anni, e ora hai trovato la tua strada che ci farà incrociare di meno. Quando mi rompevi le palle telefonandomi alle 7 e mezza del mattino. Le partite a biliardo al 51. Le seratine "tranquille". I venerdì al Coyaba d’inverno, appoggiando il cuba sulla mensola di fuori e chiacchierando di politica, di amici, di lavoro, di donne, di cazzate. Il malaspoda al malaspina e la vodka quella migliore. La schiuma di Ibiza. E poi in Navigli e i cani, il Teatrò e i cuscini, il Golf e quelli che offrono da bere, la Spiaggia… il Cafè Atlantique, il De Sade. E l’idea di andare a Lampedusa in giornata (beh io a quella cosa ci credo ancora, magari prima o poi la facciamo). E i panini giusti, quelli con dentro l’impossibile alle 4 del mattino, magari a Milano in Repubblica con la macchina in mezzo alla carreggiata, o fuori dalla Foresta, o a Stradella tornando dal Siglo. E poi da Lucio, all’Area7 dopo il Club House. E "DJ Casa Tordi", quando poi mi sono infilato direttamente a letto. E le sfide alla Playstation coi giochini delle macchine. Il caffè corretto amaretto al Cotton e il Long della mitica barista. I giri in consiglio comunale, la serata a Pavia coi cocktail alle ciliegie.. eccetera…. ecceteraeccetera.

Insomma sei un grandissimo rompicoglioni, ma ne abbiamo fatte veramente tante. Quindi, che dire, buona continuazione e buona fortuna. Certo, queste cose possiamo ancora farle… E comunque ci vediamo presto.

Eugenio

L’errore di confondere la genialità con l’intelligenza
di Francesco Alberoni
tratto da Corriere della Sera del 21 settembre 2009

Come abusiamo della parola genio! Un bravo avvocato, un bravo medi­co, un bravo manager, un bravo affari­sta, un bravo conduttore vengono subito considerati dei «geni». No, il genio non è un uomo più intelligente o più abile de­gli altri, ma uno che pensa in modo diver­so e fa cose che essi non potrebbero mai fare. Alcuni eccellono in un solo campo, per esempio la musica, come Mozart o Beethoven, altri in diversi campi, come Michelangelo, che era scultore, pittore ed architetto. O Leonardo, che si poneva problemi inimmaginabili nella sua epo­ca, o Galileo, che ha rivoluzionato la fisi­ca e l’astronomia.

I geni militari fanno mosse che agli al­tri non verrebbero mai in mente perché guardano dove guardano tutti. Napoleo­ne a Tolone con un colpo d’occhio ha vi­sto che spostando l’artiglieria in un luo­go diverso, la flotta inglese sarebbe sta­ta sconfitta. Cesare a Fàrsalo ha lancia­to un attacco da un punto così impreve­dibile che l’esercito nemico è fuggito nel panico. Spesso essi hanno anche una grande versatilità. Napoleone ha rifor­mato i codici e l’urbanistica, Cesare era un bravo ingegnere e un grande scritto­re, Alessandro un fondatore di città.

Non sempre queste straordinarie ca­pacità portano ad una personalità armo­nica. I grandi uomini compiono anche azioni sconcertanti, esagerate, o errori grossolani. Alessandro beveva in modo smodato, Napoleone si è fatto intrappo­lare a Mosca, Cesare ha licenziato la sua scorta appena prima di essere ucciso. E tutti e tre avevano spaventosi eccitamen­ti nervosi che sfociavano in crisi epiletti­che. Ma è sbagliato associare genio a sre­golatezza. La sregolatezza è più frequen­te nei mediocri che si abbandonano ad eccessi, esagerano per differenziarsi da­gli altri, per apparire originali. I veri ge­ni invece sono capaci di progetti a lungo termine, sono estremamente rigorosi e si prendono cura anche dei minimi detta­gli perché non sopportano ciò che non è perfetto.

Un’altra caratteristica del genio è che riesce sempre a vedere la soluzione più semplice, più diretta, quella che, succes­sivamente, gli altri troveranno ovvia. Ma che sia ovvia lo vedono solo dopo, prima la ritenevano irrealizzabile, assur­da. Il giudizio che soprattutto i colleghi e gli addetti ai lavori danno del genio è per­ciò quasi sempre sbagliato: prima lo con­siderano troppo fantasioso, poi banale. E nemmeno il conclamato riconoscimen­to li rende obbiettivi perché se prima lo deridevano, dopo lo invidiano.

Fondamentalmente

Fondamentalmente non me ne frega nulla.
Delle lettere che mandano le banche.
Di Beppe Grillo.
Degli OGM.
Di salvare i serpenti velenosi.
Dei vegetariani.
Della pioggia.
Del Milan.
Dei finti sordomuti che vendono le cazzate.
Di Maria de Filippi.
Di quelli che cercano di convincermi.
Del basket.
Degli sbattimenti.
Delle offerte promozionali.
Delle automobili degli altri e dei loro problemi.
Degli animalisti.
Di avere una casa perfettamente in ordine.
Di giocare a briscola, a scopa e robe simili.
Di Rutelli e soci.
Di lavare la macchina.
Di quelli che mi parlano mentre faccio colazione.
Di quelli che hanno problemi assurdi con software assurdi che si sono fatti consigliare dai loro assurdi venditori: se li facciano risolvere da loro.
Di quelli che si fanno sentire solo quando hanno bisogno qualcosa.
Di quelli che ti vogliono far provare i prodotti nei supermercati.
Di sedermi per terra o cose simili, non sono schizzinoso.
… e di tante altre cose di cui, fondamentalmente, non me ne frega nulla di stare qui a pensare…

Togliermi il sole

Potrei stare senza bere
camminare senza meta
potrei vendere il letto
e dormire per terra
potrebbe sparire il profumo dei fiori
smettere di nevicare per sempre
potrei bruciare tutti i libri
e poi vivere in cantina
potrebbero togliermi il mare
togliermi il pane la pasta la pizza
crollare la casa
svanire il sorriso di tuti i bambini
potrei andare lontano
gettare le carte le foto e i regali
potrebbero togliermi il sole
e forse anche il respiro
ma non potrebbero mai
togliermi te

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