Il mondo occidentale (e anche il resto, ormai) è pieno di rifiuti. L’Italia ha problemi di smaltimento. Ci sono regole che puntano alla maggiore differenziazione della spazzatura, in modo da poterla riciclare.
E uno dei metodi più utilizzati per arrivare a questa differenziazione è la raccolta porta a porta.
E’ l’unico sistema, mi chiedo?
Avrei una proposta. Ma se il legislatore, in qualche modo, mettesse un freno agli imballaggi?
Mi spiego meglio con un esempio: io vivo da solo e quando faccio la spesa, se ho tempo, metto a posto ciò che ho acquistato togliendolo già dalla confezione. Tolgo le banane dalla plastica, gli yogurt dalla carta, ecc. Se fossimo ancora ai tempi della raccolta indifferenziata riempirei un bidone. Pazzesco.

E’ normale che ho acquistato delle fette biscottate sigillate nella plastica a due a due, poi riunite in un sacchetto, contenuto in una scatola? Per mangiarle devo poi buttare ben tre imballaggi. Gli yogurt potrebbero per esempio attaccarli tra loro come fanno con i bicchierini di un noto tè freddo aromatizzato al limone o alla pesca prodotto da una multinazionale italiana con sede al Alba in provincia di Cuneo il cui amministratore è Giovanni Ferrero e il cui nome ricorda la stagione estiva.
Ogni alimento è in una confezione, la quale come minimo è dentro un’altra confezione, se non due. Quando ero bambino si buttava via forse la carta della carne, le bucce della mela e la scatola della pasta.
Così come si sono "obbligate" le case automobilistiche a produrre motori meno inquinanti, così come ci sono regole per le industrie sullo smaltimento dei rifiuti, non si potrebbe, come si dice con frase abusatissima, "sensibilizzare l’opinione pubblica" e soprattutto legiferare sulla riduzione degli imballaggi che, per un’utenza domestica, sono la prima causa di produzione di rifiuti.
Io ho sempre il secchiello della plastica pieno, quello della carta idem (a causa delle pubblicità, farei prima a mettere il bidone direttamente al posto della cassetta delle lettere, se non fosse che sono abbonato a "Topolino" e mi dispiacerebbe perdere qualche numero), quello del vetro sempre vuoto (lo espongo in media una volta al mese) e quello dell’umido semivuoto.
L’indifferenziato abbastanza pieno.
E qui vorrei aprire un altro discorso: non si potrebbe fare una legge che obblighi i produttori a indicare sull’imballaggio di qualsiasi cosa dove deve essere gettato? Perchè si sa: nel dubbio meglio nell’indifferenziato.







La scorsa estate sono stato a vedere questa opera d’arte. Come tutta l’arte moderna e come tutta l’arte in generale, il "bello" è sempre soggettivo, e vivaddio che è così. Ci sono state tantissime recensioni positive e tante critiche. Io sono dell’idea che, al di là del ritenerlo o meno "bello", questo signore ha fatto A SPESE SUE (ovviamente finanziato da sponsor) un evento che ha attirato migliaia di visitatori (figuratevi che ancora adesso ad Iseo fanno la fila per vedere la mostra fotografica) i quali hanno sicuramente lasciato in qualche modo qualche soldino in zona e hanno potuto scoprire luoghi da poi ritornare a visitare con calma. Ce ne fossero di Christo disposti ad investire così in Oltrepo. Invece noi siamo qui a dire che la nostra è una terra bellissima, che non ha niente da invidiare alla Toscana e tutte quelle cose lì, che io sono il primo a dire e a sostenere, ma che da sole ahimè non bastano. 
A Voghera il 31 maggio 2015 si sono svolte le votazioni per eleggere il sindaco e il consiglio comunale.