Mi manchi nei piccoli gesti. Nel rumore del treno che non ti porta più. Negli ultimi pantaloni di cui mi hai fatto l’orlo. Nel pensare quello a cui tu avresti pensato. Nella tua giacca rossa. Nel vedere i gerani. Nella teglia della tua torta che non farai. Nel divano tutto disfatto, persino nelle tue medicine.
Ho letto questo libro di Angela Megassini : VOLEVO FARE LA DEEJAY.
Mi è piaciuto molto. Sono pezzi della sua vita, come fossero brani musicali, come fossero pennellate singole su una tela immaginaria. Intanto perché non seguono un filo cronologico, ma forse neanche un filo logico, solo quel filo della vita che ci porta dalla fanciullezza all’età adulta e oltre.
Leggendo questo brevi capitoletti si capisce qualcosa, anzi forse molto, di Angela. La sua vita, ma non solo: le sue esperienze, le sue idee, i suoi sogni, i suoi gusti, il suo amore, la sua gioia nelle piccole grandi cose e il suo fermo convincimento nel non mollare mai, nel crederci sempre, affinché i sogni si possano realizzare.
Grazie Angela per questo viaggio in tua compagnia.
Oggi per colazione: crema alle nocciole? Miele? Crema alle castagne? Tutto MADE IN BRALLO, naturalmente: Az.Agricola Molino del Sole di Cencerate e Miele Nobile di Cristiano.
Fermo restando che I CLIENTI sono quelli che ci permettono di avere il FRIGO abbastanza PIENO e che quindi senza di loro non avrebbe senso fare il nostro lavoro, mi permetto di “spiegare” alcune situazioni-tipo che accadono spesso qui nel negozio di Brallo ad agosto:
★ “Mi piace questo articolo, ma ripasso con calma, tanto sto qui tutto il mese“. Mi spiace contraddire, ma ADESSO abbiamo la MASSIMA CONCENTRAZIONE di merce di tutto l’anno, apposta per il periodo di Ferragosto, quindi se torni (appunto, SE torni), magari dopo il 20, poi potresti NON trovare ciò che cerchi. OGNI LASCIATA E’ PERSA
★ “Avete bisogno? – No diamo un’occhiata“. Dopo un po’ “Grazie, arrivederci – Andate già via? – Si, abbiamo visto tutto“. Mi spiace contraddire, ma “vedere tutto” da fuori o semplicemente entrando in negozio è la cosa più lontana dalla realtà. Abbiamo pieno di merce di fuori, dentro, di sopra e nell’altra stanza. E magari in magazzino. Abbiamo tanti clienti che vengono durante l’anno ogni weekend e ogni volta “scoprono” articoli che NON AVEVANO MAI VISTO. Quindi vi do un consiglio: chiedete! Siamo qui apposta a vostra disposizione.
★ “Vorrei questo articolo ma non avete la mia taglia/colore – Si ce l’ho, eccolo, basta chiedere – Ah ok, allora ripasso nei prossimi giorni“. Questo è un mix delle due situazioni precedenti, vale a dire che a volte non sappiamo neanche noi che taglie/colori abbiamo (talmente tante ne abbiamo) senza cercare. Quindi, per favore, chiedi, siamo qui apposta a tua disposizione. E se trovi, accetta il consiglio: se ti piace, ti serve, sei convinto, acquista! Perchè magari tra mezz’ora l’ho già venduto. Ma forse è il problema è proprio quello: non sei convinto. In questo caso puoi dirlo tranquillamente, senza dire che “non c’è la taglia”.
★ “Ho comprato da voi questo stesso articolo 10 anni fa, ma l’ho pagato meno“. Immagino, anche io li pagavo meno. Così come pagavo meno il ristorante, la bolletta, la retta del nido, l’assicurazione, ecc.
★ “Se mi fai meno lo compro“. Io non mi permetterai mai di andare in pizzeria e dire “Se la margherita me la metti €4, la mangio“
★ “Tienimi questo articolo, che poi passo a prenderlo. Se devi venderlo… vendilo, altrimenti, tienimelo“. Poche idee, ma confuse. Purtroppo, se dovessimo tenere tutti gli articoli che i clienti ci dicono semplicemente di tenere da parte (senza lasciare acconto) dovremmo avere un magazzino apposito.
★ “Vorrei un 42 di questo modello – Provi questo 43 – No, non lo provo neanche , io ho il 42, quindi il 43 è grande”. Io sono solo 35 anni che vendo scarpe (ma magari Cinzia che ha qualche anno in più mi può confortare) e nella mia esperienza ho sempre visto che i numeri (così come le taglie) sono da prendere col beneficio del dubbio. Le cose vanno PROVATE. SEMPRE !
★ SI IL 15 AGOSTO SIAMO APERTI !!!! Ad agosto siamo aperti TUTTI I GIORNI. Sarebbe come chiedere se il 24 dicembre siamo aperti o chiusi…. No, aspetta, in effetti c’è gente che me lo chiede. Se dovessi tenere chiuso a ferragosto posso anche cambiar mestiere.
Grazie ancora a tutti i clienti, quando mi verranno in mentre altre di queste “situazioni” ve le scrivo
Eh niente, Moneghan Island rimane sempre il mio preferito di questo autore, lì c’era un po’ di tutto di quello che mi piace: mistero, azione, enigmi.
In questo libro c’è il ritorno del personaggio di Stefano Re, il ragazzo di Voghera che aveva già risolto il mistero delle “SETTE LETTERE”, che stavolta va in trasferta in Inghilterra.
Il libro l’ho trovato un po’ lento, fino alla metà non succede niente di rilevante e l’enigma non mi ha convinto, alcuni aspetti li avevo indovinato subito, mannaggia.
Stefano in alcune parti (soprattutto quelle a Voghera) è chiaramente autobiografico, raccontando la vita in città ai tempi in cui Valerio era ragazzino, questo è un bonus per gli amanti dell’amarcord, visto che Voghera su alcuni aspetti è cambiatissima. D’altronde Valerio è un esperto degli aspetti della “Voghera che fu” e della “Voghera segreta” (cercate i suoi libri in merito)
Sono curioso di sapere quale sarà l’ambientazione del prossimo racconto: Italia? Regno Unito? O gli Stati Uniti?
Quando ero piccolo i miei genitori mi dicevano “una volta…” per poi proseguire con qualche aneddoto. Io non capivo bene a quando si riferisse la locuzione “una volta”: 5 anni prima? 10 anni? 15? 20? 30? 50?
Inoltre mi sembravano cose “fuori dal mondo“, come avere il bagno in cortile.
Ora mi ritrovo a pensare ad aneddoti della mia infanzia e mi rendo conto che se dovessi raccontarle alle nuove generazioni sembrerebbero altrettanto incredibili. Come l’autista della corriera che si fermava a Sala a bere il bianchino. O il fatto di avere il bagno senza bidet e con l’acqua calda accesa solo una volta a settimana. O che da bambino uscivo in bici con gli amichetti dopo pranzo e tornavo per cena, senza che i miei sapessero dove fossi.
Salta! Salta, balla, divertiti. Prendi la vita come viene, perché arrabbiarsi non serve a nulla. Cerca di lavarti via le offese, i giudizi, le negatività. E magari per una volta ripensa ai consigli di chi ti vuole bene. Liberati di tutto e… Salta!
Quest’anno sono 57, inutile che tingi i capelli, stai invecchiando. E a settembre Gloria fa i 18 e nozze di porcellana con Cinzia. Io ti aspetto sempre per i tuoi soliti consigli, lo sai che su tante cose chiedo a te che ne sai. E poi quel tuo modo di fare rassicura un po’ tutti.
Per il tuo compleanno non so cosa regalarti: una stecca di Marlborone o un altro cappello? No, su entrambe le cose sei difficile ed è meglio che te li compri tu.
Almeno però facciamo un brindisi, alla tua, fratello mio.
Ma chi l’ha detto che in terza classe, che in terza classe si viaggia male, questa cuccetta sembra un letto a due piazze, ci si sta meglio che in ospedale….
L’autore non era ancora nato, in Scozia, o era troppo piccolo per ricordare bene il disastro di Chernobyl, nell’allora Unione Sovietica. Io me lo ricordo bene: avevo tredici anni. Alle elementari, nel pieno degli anni ’80 e della Guerra Fredda, si respirava un clima di paura per una possibile guerra nucleare. E noi eravamo relativamente vicini al bersaglio che era considerato la centrale di Caorso: una fuoriuscita di materiale radioattivo avrebbe contaminato anche le nostre valli.
Chernobyl ci ha messo di fronte a una nuova realtà: un incidente dall’altra parte del continente può avere conseguenze anche da noi. Si sconsigliava di mangiare frutta e verdura, di stare troppo all’aperto, e a noi ragazzini era “vietato” andar per campi e boschi.
La storia del disastro in Ucraina è sconcertante: i motivi del disastro, le decisioni prese prima, durante e dopo l’esplosione. Il libro mixa il racconto di ciò che è accaduto con la storia del viaggio nei luoghi del disastro (Chernobyl, Prypiat, i resti della centrale, Kiev, ecc).
Un tragico avvenimento del ‘900, che ha spiegato che il potere dell’uomo non è infallibile.
Oltre 40 anni fa eravamo un duo tennistico eccezionale (io non ne prendevo una, e non sono migliorato) Un anno fa hai deciso di andartene, così, all’improvviso. Una delle tue “ivate”, naturalmente. Dove sarai? A Dubai? A Cervinia? O nascosto in qualche angolo di Brallo? Ciao Ivo.