Ho letto questo libro, “Dietro i suoi occhi“, di Sarah Pinborough.
Un thriller ben costruito. Ogni capitolo ha una voce narrante diversa: una delle due protagoniste oppure quello che è successo in passato.
Una storia che sembra uguale a tante altre, ma che già dall’inizio fa capire che qualcosa non va, qualcosa è fuori posto e nello scorrere delle pagine il lettore cercherà di intuire quello che potrebbe essere l’esito finale, ma…
È tutta la vita che devi spingere, per non rimanere indietro, per raggiungere gli obiettivi. Spingi, per finire la scuola, per dimostrare ai genitori quello che sai fare sul lavoro, che non sarà un’impresa eccezionale (come diceva Lucio Dalla), ma è dignitosa e appagante. Spingi, per essere sempre un passo avanti. Spingi, spingi, per te, per la tua famiglia, per il futuro. E non voltarti indietro e con quelli che osservano e criticano, non perdere neanche tempo.
Vuoi solo le cose che non hai parli delle cose che non sai cerchi di giocare ma non puoi pensi solamente ai fatti tuoi Chi sei contessa? Tu non sei più la stessa
Danzando sulle note de “Il lago dei cigni” di Pëtr Il’ič Čajkovskij
In questa notte fantastica, che tutto sembra possibile, mentre nel cielo si arrampica un desiderio invincibile che lascia una scia, come astronave lanciata a cercare una via, verso una nuova dimensione, un’illuminazione.
In questa notte fantastica, di questo inizio del mondo, i nostri sguardi si cercano con ali fatte di musica. Posso toccare il cielo.Lo posso fare per davvero. Lascia che questa atmosfera ti porti con sé, non c’è più niente da perdere.
Ti porto via con me in questa notte fantastica. Ti porto via con me, ribalteremo il mondo…
Una cascata di bassi che fanno vibrare la spina dorsale, una manciata di ore da metterci dentro il delirio totale. Due come noi che si fondono per diventare una nota sola. Due come noi che si cercano dentro una musica nuova….
Ho letto questo libro di Gérard De Villiers: “SAS Dossier Yggdrasil“. Ne ho letti parecchi nella mia vita di libri della collana “Segretissimo” che parlano delle gesta di Sua Altezza Serenissima Malko Linge e questo non è dissimile agli altri che ho letto in passato: intrighi internazionali, aderenza all’attualità (del 1998, anno in cui è uscito, ha ancora il prezzo in lire), spie e controspie, omicidi, ecc.
Secondo me un autore che comunque merita di essere ricordato, non fosse pe i suoi 150 milioni di libri venduti.
Febbraio 2013. Io mi volto verso mia mamma Rita, dolorante su un letto di ospedale. Lei mi lancia uno sguardo facendo contemporaneamente un cenno d’intesa. Quel gesto era più esplicativo di mille parole. Voleva dire: lo so che ci sei. Lo so che ci sei, e ci sarai, qui, PER ME.
Febbraio 2023. Io mi volto verso mio figlio Leo, semiaddormentato sul seggiolino dell’auto. Lui mi lancia uno sguardo facendo contemporaneamente un cenno d’intesa. Quel gesto è più esplicativo di mille parole. Vuol dire: lo so che ci sei. Lo so che ci sei, e ci sarai, qui, PER ME.
A dieci anni di distanza ritrovo quello sguardo e quel cenno, che non dimenticherò mai, e capisco una volta in più che i legami spesso non possono essere spiegati con le parole. Basta uno sguardo.
Siamo in una specie di valle, con dei mezzi capitelli diroccati, come se fossero rovine. Una seggiola di metallo verniciato, di quelle che non vorrei neanche in regalo. Una poltrona un poco vintage, stile trono della vecchia zia. E un armadio. Ma un brutto armadio. Cioè, magari all’epoca avrebbe potuto anche parer bello, ma adesso lo trovo davvero orribile. Probabilmente comprato da Aiazzone (per i più giovani: era il nonno di Mondo Convenienza). Più lo guardo e più provo un sentimento che va dalla repulsione al fascino perverso. Cosa ci fa, lì, quest’armadio? Lo apro e di colpo questa domanda, che mi pareva doverosa, lascia il passo a un nuovo, inquietante interrogativo: cosa ci fa, di plastica, finto, cosa ci fa, davvero kitsch, cosa ci fa, vicino a una sedia dipinta e un trono decadente a fianco, cosa ci fa da dentro un armadio, in una Valle dei Templi de noantri, cosa ci fa, davvero… un cane?
Che palle! Queste sedute degli Alcolisti Anonimi non passano mai.
L’unico diversivo di stasera è che in sede non funzionava il riscaldamento e ci siamo spostati nella vicina libreria.
Non avevo voglia di parlare, né di ascoltare nessuno e per distrarmi passavo in rassegna con lo sguardo i dorsi dei libri.
A un tratto vedo passare una ragazzina bionda che insegue un coniglio bianco. Giuro!
Cerco conforto negli sguardi degli altri, ma a quanto pare la vedo solo io. Pazzia!
Sto davvero dando fuori di testa? Qui mi sa che ha ragione lo strizzacervelli.
Inseguo la biondina, anche se probabilmente è frutto del mio demone alcolico, e finisco in un sottoscala che pare l’ingresso di un’altra dimensione. Sono molto tentato, sto per proseguire, ma è meglio di no, non voglio raggiungere davvero il fondo del mio baratro.
Ritorno in sala, nessuno si è accorto della mia assenza. Noto subito qualcosa di strano: stanno parlando di libri, di scrittura, di narrazione.
Sono definitivamente andato oppure… sono finalmente guarito?
Quante cose si possono imparare in due anni virgola cinque? Sto parlando di me, ovviamente.
Tante. Per esempio sto cercando di imparare come si fa ad essere papà. Poi sto imparando quant’è bello avere dueanniemmezzo. Sto capendo in pieno l’amore dei miei genitori. Faccio corsi di lettura libricini, di costruzioni, di musica, di altalena, di salto triplo sul lettone (salto, capriola e rimbalzo), di moda, di colori, di automobilismo, di calcio, corsi di mimo, di cucina, ecc.
Ho imparato ad osservare di più, ad esser ancora più curioso. Ho imparato un poco di pazienza e anche di condivisione.
Auguri di semi compleanno al membro numero 5 della famiglia (in ordine di anzianità).
Il potere benefico di un abbraccio. Puoi essere povero, ricco, puoi essere giovane, ingegnere, biondo, australiano, sposato, vecchio, carrozziere, ligure, scorbutico, ammalato, induista, puoi essere donna, ricciolo, pittore, timido, taxista, primario, basso, sovrappeso, puoi essere chiunque, ma un abbraccio fa sempre bene.