Quando spunta la luna
tacciono le campane
e i sentieri sembrano
impenetrabili.
Quando spunta la luna
il mare copre la terra
e il cuore diventa
isola nell’infinito.
Federico García Lorca

Quando spunta la luna
tacciono le campane
e i sentieri sembrano
impenetrabili.
Quando spunta la luna
il mare copre la terra
e il cuore diventa
isola nell’infinito.
Federico García Lorca

Ai tempi dei tempi dalle nostre parti abitavano già gli uomini (e presumo anche le donne), come dimostrano diversi ritrovamenti in zona di utensili e manufatti in pietra, in bronzo e in ferro. Nel primo millennio avanti Cristo c’erano i Liguri, divisi tra varie tribù. Ad un certo punto (IV secolo a.C.) sono arrivati i Celti, in pianura, che erano sicuramente più evoluti dei Liguri, i quali sicuramente avranno assimilato innovazioni da parte di questi "Galli" . Nel secondo secolo avanti Cristo arrivano i Romani. Questi privilegiavano maggiormente l’agricoltura rispetto alla pastorizia e alla caccia, quindi fondarono numerose città lungo la via Postumia, nella pianura dell’odierno Oltrepo Pavese e dintorni: Libarna (Serravalle Scrivia), Derthona (Tortona), Iria (Voghera), Piacenza.
Caduto l’Impero Romano, la zona cadde sotto il dominio dei Longobardi (572 d.C.), che avevano come capitale Pavia e si erano convertiti al cattolicesimo. Il re Agilulfo ospitò il monaco irlandese Colombano, che poi giunse a Bobbio e vi morì (615), non prima di aver fondato il famoso monastero, che negli anni successivi divenne un vivace centro di vita religiosa e culturale.
Nel frattempo si era formato il Sacro Romano Impero e per esempio Ottone I di Sassonia rilasciava un diploma dove viene citato per la prima volta nella storia l’abitato di Pregola, scrivendo che è assoggettato proprio a Bobbio.
Più tardi comandò Oberto, marchese della Liguria Orientale, progenitore della stirpe dei Malaspina. Iniziarono a chiamarsi così a partire dal marchese Alberto verso il 1124. Avevano feudi in Lunigiana, in Val trebbia, Valle Staffora e Val Curone. Sia Federico Barbarossa, che Federico II che Carlo IV confermarono ai Malaspina i loro privilegi e i loro possedimenti. Con la divisione del casato tra Spino Fiorito e Spino Secco, i Marchesi di Pregola furono tra i più importanti di quest’ultimo.
Nel frattempo tutta la Lombardia, e quindi anche l’Oltrepo e il Bobbiese, passarono sotto la dominazione del ducato di Milano dei Visconti e degli Sforza. Condividendone le sorti, passò quindi sotto la dominazione francese e poi, nel 1589 con la Pace di Cateau-Cambrésis, sotto quella spagnola.

Ad un certo punto, con il Trattato di Utrecht del 1713 Pregola finisce sotto sotto l’Austria, ma ci rimane poco perchè col trattato di Worms del 1743 si trasferisce finisce sotto casa Savoia (mentre da Pavia in su rimane territorio austriaco). Scusate queste mie imprecisioni: non sono uno storico, solo un dilettante: il primo trattato pose fine alla guerra di successione spagnola, il secondo rimescolò un pochino le carte per aggiustare gli attriti. Il trattato di Aquisgrana ribadì le stesse cose.
A questo punto venne istituita la provincia di Voghera che comprendeva l’Oltrepo Pavese e il Bobbiese, nonchè la parte bassa dell’attuale provincia di Alessandria e un pezzo di Liguria. Per capirci da Busalla a Cantalupo Ligure. Dopo la parentesi di Napoleone, nel 1815 viene istituita la provincia di Bobbio. Da Godiasco in su è tutto il territorio di questa provincia. Ne ho parlato in questo articolo: clicca qui.
La provincia di Bobbio e quella di Voghera nel 1859 sono inglobate nella nuova provincia di Pavia, ma nel 1923 c’è un riassetto e alcuni comuni finiscono nella provincia di Genova (come Fontanigorda e Gorreto), altri nella provincia di Piacenza (come Bobbio, dove ci fu un sollevamento popolare, perchè i bobbiesi non volevano assolutamente esser soggetti a Piacenza)) e altri rimangono in quella di Pavia, come Pregola.
E siamo quindi arrivati ai giorni nostri, Pregola fa parte della Repubblica Italiana e nel 1958 il comune ha cambiato denominazione, aggiungendo il nome del Passo del Brallo a quello di Pregola diventando comune "di Brallo di Pregola"
Ecco un mio articolo sul COMUNE DI PREGOLA
Ed un altro sul cambio del NOME DEL COMUNE
Asta Tosta. È lui o non è lui? Ceeeerto che è lui: il dipinto dell’esimio maestro Teomondo Scrofalo !

E centomila occhi si voltarono
a guardare il cielo
con un sospiro leggero,
da quella parte sì, e da quella parte che
sarebbero venuti, loro

LA VIA LONGA
Lunghezza itinerario: km 18
Dislivello in salita: m 1803 – dislivello in discesa m 1712
Difficoltà: EE
Segnaletica: FIE due triangoli blu – CAI (bianco-rosso)
Periodo consigliato: primavera, estate e autunno Cartografia consigliata: 1:10.000 – CTR Regione Lombardia
Dalla cima del Monte Penice, dove si può visitare il Santuario di Santa Maria, si scende verso il Passo della Scaparina, attraversando per un breve tratto le verdi radure che si trovano su questa vetta; inoltrandosi poi in una abetaia, si imbocca il sentiero, discretamente impegnativo, caratterizzato inizialmente da un forte dislivello. Giunti al Passo della Scaparina si prosegue sulla SP 89 per circa 1,5 km per poi deviare a sinistra ed immettersi in uno stretto sentiero che attraversa una pineta in cui si possono osservare anche alcuni Cedri del Libano (Cedrus libani), conifere alloctone originarie dell’Anatolia, della Siria e del Libano. Si arriva sulla strada asfaltata che porta al paesino di Ceci, si attraversa e si prosegue imboccando il sentiero che si inoltra dentro la faggeta fino a raggiungere il Piano della Crocetta. Si scende nuovamente sull’asfalto e si raggiunge il paese di Brallo in cui si può approfittare per fare una sosta utilizzando i punti di ristoro offerti da questa ridente località. Sempre seguendo la strada asfaltata, si prosegue verso Bralello e appena prima di entrare nel paese si imbocca il breve sentiero (circa 500 m) sulla sinistra che sale deciso verso la frazione Bocco. Arrivati a Bocco si attraversa il paese, si raggiunge la grossa fontana, un tempo usata come abbeveratoio per il bestiame, e si risale imboccando il sentiero 109. Anche questo tratto di strada sterrata è abbastanza impegnativo perché caratterizzato da un discreto dislivello e da un fondo non proprio agevole. Si sale seguendo il sentiero che attraversa una fresca faggeta e si arriva fino al crinale circondato da prati e da cui si può godere di uno spettacolare panorama sulla valle Staffora e la valle Avagnone. A un certo momento comparirà un bivio, evitando di scendere verso sinistra (sentiero che porta ai Piani di Prodongo), si prosegue dritti e si continua a salire verso il Monte La Colla e il Monte Terme fino a incrociare la stradina che conduce al Monte Lesima, una volta attraversata, si segue la curva di livello alternata da radure e da boschi di faggio, fino a raggiungere il Colle di Pej, dove incontriamo nuovamente la strada asfaltata che in circa 10 minuti ci porta al passo del Giovà.
Dunque, nel 2043 avrò (sempre se ci arrivo, il che non ha alte probabilità) 69 anni. Sono esattamente 20 anni che verso contributi, e me ne mancano ancora 26. Tra l’altro immagino che €1178 non saranno proprio tantissimi nel 2043.

Oggi il cavaliere ci parla di….BRALELLO !
Bralello è un paese dell’Appennino Pavese a poca distanza dal Passo del Brallo
"che bella giornata, non bado alla gente che guarda sconvolta, ormai ci sono abituato, sono vaccinato, sono controllato, si pensa ormai addirittura in giro, è chiaro che sono drogato"

Questa è la tua VITA. Fai ciò che ami, e fallo spesso. Se non ti piace qualcosa, CAMBIALA. Se non ti piace il tuo lavoro, smetti. Se non hai abbastanza tempo, smetti di guardare la TV (o navigare su internet)
Se stai cercando l’AMORE della tua vita, FERMATI; arriverà quando inizierai a fare le cose che ami.
Smetti di analizzare, LA VITA E’ SEMPLICE. Tutte le emozioni sono belle. Quando mangi, apprezza ogni boccone come fosse l’ultimo. APRI LA TUA MENTE, le tue braccia e il tuo cuore alle nuove idee e alle persone, sono le differenze che ci uniscono. Chiedi alla persona che ti è vicina qual è la sua passione, e condividi il tuo sogno con lei.
VIAGGIA MOLTO; perderti ti aiuterà a trovare te stesso. Alcune opportunità vengono UNA VOLTA SOLA, coglile. La vita è fatta dalle persone che incontri e le cose fatte con loro, quindi esci e inizia a creare. Vivi il tuo SOGNO, e condividi la tua PASSIONE.
LA VITA E’ BREVE.

Tutti i giorni abbiamo a che fare con la metereol… metolog… insomma con meteo. Dai tempi del Colonnello Bernacca, passando dal Colonnello Giuliacci, siamo affascinati da questi personaggi che, come fossero degli indovini, sanno dirci "che tempo farà".
Ma indovini non sono, dietro le frasi condite da locuzioni come "anticiclone delle Azzorre", "quadranti settentrionali", "possibili rovesci a carattere temporalesco", ci sono seri studi.
La meteorologia si basa su studi di statistica, di orografia, di fisica, e tanto altro, a metà strada tra lo sperimentale e il teorico.
Nessuno mai, prima d’ora, aveva cercato di spiegare la meteorologia del nostro Oltrepò. Cos’ha di particolare? Beh di particolarità ne ha parecchie: contiene sia pianura che collina che montagna, è riparata a sud dagli appennini, ha dei valichi verso il mare (che non è molto distante), ecc.
Quindi quando arriva un vento da sudovest colpirà Stradella, ma risparmierà Voghera. Se invece arriva dal mare, scavalcando i monti e passando per la Valle Scrivia avrà vita facile fino a Voghera, ma improbabile che arrivi a Santa Maria della Versa.
E poi lo sapevate che può essere che a Voghera ci siano zero gradi di temperatura e magari sul Monte Lesima 4 gradi sopra ?
Questo e tante altre curiosità, spiegate approfonditamente con basi scientifiche, sono contenute nel libro "Il clima dell’Oltrepò Pavese", degli autori oltrepadani Gabriele Campagnoli e Marcello Poggi. Ve lo consiglio :-)
Ho letto con piacere tempo fa questo libro di Valerio Gasio. Dopo un paio di volumi dedicati ai bar storici di Voghera, raccoglie in questo volume numerosissimi aneddoti, storielle, curiosità sulla città iriense, tutti corredati da tante belle fotografie.
Conoscete voi la storia dell’Albergo Reale d’Italia e i suoi illustri ospiti? Siete mai stati al Casino Sociale (io ho fatto in tempo a vederlo aperto) ? A cosa serviva il Cavo Lagozzo? Da dove arriva la Sacra Spina? Chi soggiornò a Palazzo Dattili?
E se passate da Via Galilei, alzate lo sguardo quando incrociate via Borroni. Poi informatevi su chi furono Carlo Gallini ed Ercole Ricotti e sappiatemi raccontare la storia della Società Operaia di Mutuo Soccorso, perché poi vi interrogo.
Scherzi a parte, vi consiglio vivamente di procurarvi questo godibilissimo libro, che ci racconta tanti "particolari", che in realtà sono la storia di Voghera. E, se non lo sapete ve lo dico io, per capire il presente ed affrontare il futuro, è indispensabile conoscere il passato.
Complimenti a Valerio per questa sua opera.

Tempo fa un amico si è fermato a pranzo, voleva fare una roba veloce, senza velleità. Ho pensato di provare un ristorante appena rinnovato. CHIUSO. Allora telefono a un altro. CHIUSO. Andiamo davanti ad un altro ancora. CHIUSO.
Voghera si auto dichiara "Capitale dell’Oltrepò", che è risaputa essere terra di eccellenze enogastronomiche, ma non esiste quasi una bottega in centro dove acquistare una bottiglia di bonarda, un salame di Varzi, una caciotta e magari due peperoni.
Faccio fatica a trovare AL SABATO (non al lunedì!) una trattoria dove pranzare con prodotto e pietanze tipiche. Lo avrei dovuto portare al McDonald’s? Ah già, non l’hanno ancora costruito.

Per la cronaca siamo andati al P.GARI dove abbiamo mangiato benissimo (ragazzi, non siete stati un "ultima scelta", solo che il mio amico da voi ce l’avevo già portato e volevo fargli vedere anche altro di Voghera)
Il problema rimane: abbiamo da valorizzare il nostro territorio, credendoci, investendo tempo e denaro (come il mio amico Miky e suo cugino Matteo), e sarebbe bello anche poter vedere Voghera, non dico come Montalcino (lì per esempio non hai nessuna difficoltà a trovare una trattoria tipica o una bottega coi prodotti locali), ma almeno avviata nella giusta direzione. Questo problema devono risolverlo i privati, certo, nessuno può imporre per legge di aprire un’enoteca, ma credo che possa arrivare un’aiuto dalla politica, dalle associazioni, dai consorzi.
Cosa possiamo fare?
Mercatini con prodotti delle nostre valli (anzichè i mercatini del Belgio o della Versilia)? Spazi pubblici assegnati a promozione (reale, non l‘inutile infopoint) del territorio?
Io sogno che una persona possa cercare su Google "Oltrepo Pavese" e possa trovare tutto ciò che lo convinca a venire qui.
You may say I`m a dreamer; but I`m not the only one.
Segnalo questo sito, molto molto interessante:
dove l’autore, Cristiano Zanardi da Caldirola, appassionato di escursioni e appassionato delle "quattro province", racconta degli itinerari che ha percorso, dei luoghi che ha scoperto, delle zone che ha visitato. Il tutto corredato da splendide foto.
E’ la dimostrazione che spesso ci sono dei luoghi favolosi, dei passaggi e paesaggi quasi incantati ad un passo da noi, senza dover andare per forza dall’altra parte del mondo. Scoprire questi luoghi è ancora più affascinante, perché sono solo a qualche chilometri da casa nostra.
Avevo "conosciuto" (come autore) Cristiano anni fa tramite un articolo de La Provincia Pavese ed avevo acquistato il suo libro sui paesi fantasma "I Villaggi di Pietra"
Il suo sito è veramente interessante, a partire appunto dai cosiddetti "paesi fantasma" (argomento di cui l’autore è molto interessato), passando dalle foto stupende che invogliano il visitatore a mettere su gli scarponcini e partire subito, fino ad arrivare alle avventure in ciaspole e i vari appuntamenti che lo vedono protagonista.

Come fai adesso che
sei rimasta solo te
a sperare in qualche cosa di migliore
a pensare anche al grande amore…

Gedeone era il miglior amico a quattro zampe di Monsieur David.
Tutti dicevano che Gedeone era orrendo, ma per lui era bellissimo.
Adesso Gedeone non c’è più, ma resta nel cuore di David.
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