"Per quanto assurda e complessa ci sembri la vita è perfetta
Per quanto sembri incoerente e testarda se cadi ti aspetta
Siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta"
#fiorellamannoia #bepositive

"Per quanto assurda e complessa ci sembri la vita è perfetta
Per quanto sembri incoerente e testarda se cadi ti aspetta
Siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta"
#fiorellamannoia #bepositive

Torniamo a parlare di Rovaiolo, il "paese fantasma". Stiamo parlando ovviamente di "Rovaiolo Vecchio" che, evidentemente , sprigiona tante suggestioni e curiosità per la sua storia.
Questo documento ci mostra il paese e l’interno di alcune case. C’è anche un "incontro" (no, non è uno spettro!)
V. Il paese fantasma from Nicola Roda on Vimeo.
“La gente ti amerà. La gente ti odierà. E niente di tutto ciò avrà a che fare con te” – Abraham-Hicks

E’ facile o difficile fare la differenziata? Beh a parole è facile: nella carta ci vanno i giornali, nella plastica gli imballaggi, le medicine scadute le porto in farmacia, le pile nell’apposito contenitore, il torsolo di mela nell’umido, la bottiglia di birra vuota nel vetro e il CD di Gigi D’Alessio nell’indifferenziato.
Si, ma poi, ci sono le eccezioni. E ce ne sono un’infinità. Innanzi tutto le cose sporche: il vasetto dello yogurt andrebbe lavato prima di finire nella plastica, così come la bottiglia di vino. E il cartone del latte in Tetrapak? Boh, dipende dalle regole del tuo comune. In generale, la regola dice che "se non lo sai, piuttosto di sbagliare buttalo nell’indifferenziato". Oppure, se è ingombrante, portalo al centro multiraccolta.

Per esempio il toner delle stampanti, le pinze rotte, la sdraio, la padella, vanno tutti al centro multiraccolta. A Voghera è disponibile il ritiro gratuito a domicilio. Io a volte ne accumulo un po’ e poi chiamo, il servizio lo trovo molto più efficiente di una volta.
Lo specchio va nel vetro? No, e neanche le pirofile. La polvere non va nell’umido, ma nell’indiferenziato. Insomma a volte non è semplice, ma come tutte le cose è questione d’abitudine.
http://www.asmvoghera.it/Download/Differenziata/il_rifiutologo.pdf
La domanda nella vita di solito è "perché"?
Io preferisco "perché no?"
#bepositive

Sono forte sono in gamba non mi puoi fermare
non mi ferma la montagna non mi ferma il mare
cerco di evitare le cose brutte e credo
che l’ottimismo sia la cosa più bella che possiedo
ma anche se c’è il sole e ci sono trenta gradi
la gente negli stadi che sta urlando il mio nome
anche se ho mille amici e non capisco come
Bob Loser vive il giorno come se fosse l’ultimo
ma arriva anche la notte e dopo scende il buio
e quando sono a letto e spengo anche la luce
il buio mi conduce in un sogno in controluce
ho la paura in petto e la mia anima è stanca
il cuore si spalanca ed escon fuori i mostri
ora son cazzi nostri la paura è improvvisa
mi alzo piglio l’auto, ci vediamo là da Lisa
il Nulla già mi inghiotte
Fantàsia sta sparendo
ma io ancora non mi arrendo alle immonde creature
io sto ancora combattendo
ma poi vengo sconfitto dal signore del maligno
e sento già il suo ghigno lungo tutto il mio tragitto
combatto il mio nemico
col cuore e con la spada
e vada come vada, ciò che deve poi accada
ma i mostri non son fuori ma dentro il mio cervello
è come un ritornello ma fatto di rumori
sembravo così forte ma sono Don Chisciotte
è quasi mezzanotte e io non ho più di forze
e lasciami un po’ stare, demonio del mio ego
Dio adesso io ti prego
dai fammi riposare
ma contro Mefistofele non ho speranza alcuna
appena sorge la luna
rieccheggiano le risa nella testa ho le grida
l’ansia ormai l’ho uccisa e vado giù da Lisa
Sforzati di non avere solo successo, ma piuttosto di essere di valore.

La speranza è un sogno fatto da svegli
#bepositive

Il mondo occidentale (e anche il resto, ormai) è pieno di rifiuti. L’Italia ha problemi di smaltimento. Ci sono regole che puntano alla maggiore differenziazione della spazzatura, in modo da poterla riciclare.
E uno dei metodi più utilizzati per arrivare a questa differenziazione è la raccolta porta a porta.
E’ l’unico sistema, mi chiedo?
Avrei una proposta. Ma se il legislatore, in qualche modo, mettesse un freno agli imballaggi?
Mi spiego meglio con un esempio: io vivo da solo e quando faccio la spesa, se ho tempo, metto a posto ciò che ho acquistato togliendolo già dalla confezione. Tolgo le banane dalla plastica, gli yogurt dalla carta, ecc. Se fossimo ancora ai tempi della raccolta indifferenziata riempirei un bidone. Pazzesco.

E’ normale che ho acquistato delle fette biscottate sigillate nella plastica a due a due, poi riunite in un sacchetto, contenuto in una scatola? Per mangiarle devo poi buttare ben tre imballaggi. Gli yogurt potrebbero per esempio attaccarli tra loro come fanno con i bicchierini di un noto tè freddo aromatizzato al limone o alla pesca prodotto da una multinazionale italiana con sede al Alba in provincia di Cuneo il cui amministratore è Giovanni Ferrero e il cui nome ricorda la stagione estiva.
Ogni alimento è in una confezione, la quale come minimo è dentro un’altra confezione, se non due. Quando ero bambino si buttava via forse la carta della carne, le bucce della mela e la scatola della pasta.
Così come si sono "obbligate" le case automobilistiche a produrre motori meno inquinanti, così come ci sono regole per le industrie sullo smaltimento dei rifiuti, non si potrebbe, come si dice con frase abusatissima, "sensibilizzare l’opinione pubblica" e soprattutto legiferare sulla riduzione degli imballaggi che, per un’utenza domestica, sono la prima causa di produzione di rifiuti.
Io ho sempre il secchiello della plastica pieno, quello della carta idem (a causa delle pubblicità, farei prima a mettere il bidone direttamente al posto della cassetta delle lettere, se non fosse che sono abbonato a "Topolino" e mi dispiacerebbe perdere qualche numero), quello del vetro sempre vuoto (lo espongo in media una volta al mese) e quello dell’umido semivuoto.
L’indifferenziato abbastanza pieno.
E qui vorrei aprire un altro discorso: non si potrebbe fare una legge che obblighi i produttori a indicare sull’imballaggio di qualsiasi cosa dove deve essere gettato? Perchè si sa: nel dubbio meglio nell’indifferenziato.

Vogheresi, i commercianti sono ANCHE questo. Ogni volta che acquistate a Voghera state contribuendo a: illuminare la città, a renderla più sicura, a creare lavoro in città, a creare ricchezza che si redistribuisce in città, a fare acquisti consapevoli, garantiti, assistiti. L’importanza sociale di un negozio di vicinato va molto al di là di un’offerta speciale. Ci sono valori come qualità, fiducia, rispetto, assistenza, ecc.
E ogni volta che invece acquistare altrove avete perso un pezzettino di credibilità sul dichiarare che "a Voghera non c’è mai niente".
Noi ci siamo, siateci anche voi.
#iocomproavoghera #noicisiamo
Volete ascoltare degli mp3 sul computer, sul cellulare, sul tablet o magari nel lettore mp3 e non sapete come scaricarli?
Se si tratta di audio protetti dal diritto d’autore occorre acquistarli tramite uno dei metodi autorizzati (come il celeberrimo iTunes).
Negli altri casi c’è un semplice e rapido trucco per scaricare la traccia audio dai filmati di YouTube.
Io utilizzo il comodissimo servizio di YouTubeTo. Fate come me e non ve ne pentirete, è comodissimo.

Adesso vi spiego punto per punto cosa dovete fare:

In questa scuola eletta a rifugio, il 19 dicembre 1944, mentre ovunque infuriava il sinistro fuoco della rappresaglia, un distaccamento della gloriosa brigata partigiana "Arturo Capettini" veniva circondato, sopraffatto e catturato quasi al completo da truppe nazifasciste.
Il ventenne commissario "Lamarmora" Renato Gusmaroli di Milano rimaneva ucciso e i suoi compagni erano legati e trascinati al carcere di Varzi per essere poi deportati al campo di concentramento di Mauthausen, dal quale, tra gli altri, non fecero più ritorno.
Ugo Bozzi, di 18 anni, di Varzi
Peppino Capitani, di 19 anni, di Redavalle
Mario Casullo, di 17 anni, di Varzi
Giacomo Centenaro, di 19 anni, di Varzi
Antonio Degli Alberti, di 18 anni, di Varzi
Fredio Guerrino, di 21 anni, di Roma
Giovanni Masanta, di 21 anni, di Santa Margherita Staffora
Antonio Poggi, di 21 anni, di Varzi
I compagni di lotta e la popolazione sempre li ricordano
Brallo di Pregola, 45° Anniversario della Liberazione
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A mio parere non c’è un torto e non c’è una ragione, in guerra. Tanto più in una guerra civile, come c’è stata in Italia, dove erano contrapposti ragazzi di una stessa nazione.
A leggere la loro età vengono i brividi: 17, 18 anni. Ragazzi con in mano un fucile, una pistola, una mitragliatrice, contro altri giovani che erano nati nel loro stesso paese. Davvero una gran brutta cosa la guerra. Adesso ci lamentiamo della politica, della crisi, delle palme di Milano, ma qui c’erano dei diciottenni uccisi. E quindi non esiste nessuna parte politica di fronte queste cose, rabbrividisco quando la gente si scaglia contro la targa commemorativa posta a fianco al Castello di Voghera che ricorda altri ragazzi, coetanei di questi, che però erano "dall’altra parte". Dopo tutti questi anni, davanti alla morte di di vite così giovani ci si deve rendere conto che è sempre una tragedia, senza bandiere, senza se e senza ma.
A.A.A. VENDESI esemplare femmina di micio adulto con pelo abbastanza gradevole al tatto. Il prezzo esposto in vetrina non è il costo, ma quello che vi costerà per mantenerla una settimana. No perditempo, citofonare "Casa Millicent"

In questo articolo, un imprenditore veneto lamenta il fatto che ha riscontato, nei giovani in cerca di lavoro, una forma di predisposizione nulla per il sacrificio.
Gente che non si presenta neanche al colloquio, oppure che accampa scuse, che non si fa più sentire, ecc.
E lui assume in ristoranti, non in miniera. Leggetelo, leggetelo.
Io questa realtà la vede un pochino più da lontano con gli stagisti che mi manda la scuola. Non si possono paragonare a venti / trentenni alla ricerca di un lavoro, sono solo sedici / diciassettenni che la scuola manda a fare uno stage, o un tirocinio, o come volete chiamarlo.
Però vi assicuro che già da qui si capiscono un po’ di cose. Che ci sono tanti ragazzi assolutamente impreparati ad affrontare il mondo del lavoro. Qualcuno di valido c’è, e aggiungo per fortuna, ma ahimè la bilancia, nella mia esperienza, pende dalla parte di quelli che non hanno voglia di fare un cazzo. Il problema è che "non ci arrivano", che non se ne preoccupano, che non riescono a comprendere come le loro manchevolezze possano essere considerate tali. Ritardi, svogliatezza, superficialità, zero senso di responsabilità, pressapochismo, ecc. E qui nasce la domanda: ma tu nella vita che intenzioni hai? Cosa vuoi fare?
Alcuni mi spiazzano: niente finchè posso. Altri mi spiazzano ancora di più: vorrei fare il commesso. Ma come, ti sto dicendo in tutti i modi che sei una capra e tu sei ancora convinto di poter fare il commesso? Specialmente comportandoti così? Boh.
Il problema (per loro) è che questa generazione sarà PIU’ POVERA della generazione precedente e questa è una cosa che non succedeva da tanti tanti tantissimi anni. Pensate a voi: siete più "ricchi" dei vostri genitori (cioè nella vita avete avuto più possibilità, avete fatto più cose, non sto parlando del semplice conto in banca). E i vostri genitori erano più "ricchi" dei vostri nonni. Bene, sappiate che i vostri figli saranno più poveri di voi. Solo che la generazione attuale dei genitori è convinta che, come sarebbe logico attendersi dall’esperienza passata, i propri figli vivranno in un mondo migliore. Allora li viziano e li tengono nella bambagia.
Pensateci ancora. i vostri nonni avrebbero accettato lavori che voi non vi sognereste mai di accettare, vero? Adesso li definireste sfruttati, sottopagati, con troppe ore, poche garanzie, zero diritti e stipendio basso. Ma i lavori che hanno fatto i vostri genitori sono migliori. E quelli che fate voi ancora migliori. E credete che sia un trend che continuerà. Sbagliato.
E quando i figli se ne accorgeranno sulla loro pelle, sarà troppo tardi. Stiamo crescendo una generazione di bambascioni che, alla prima esperienza lavorativa rimarranno scioccati. Ripeto, per fortuna esistono eccezioni, io ho trovato alcuni stagisti veramente in gamba e con la testa sulle spalle. Ma altri…mamma mia !

Enrico Prampolini – Ritratto di Marinetti – Olio su tela – 1924-25
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