mangi al selfie service
fast food: svelti, selfie
perdi i sensi
con il selfie
ci ritenti
vedi gli elfi
ti senti sexy
ma sei solo selfie
e allora senti:
fatti un selfie!

mangi al selfie service
fast food: svelti, selfie
perdi i sensi
con il selfie
ci ritenti
vedi gli elfi
ti senti sexy
ma sei solo selfie
e allora senti:
fatti un selfie!

Della chiesa del Passo del Brallo ne avevo parlato già tempo fa (cliccate qui)
Adesso che stanno rifacendo il tetto metto un po’ di foto. Non sarà opera di Gaudì, però ha il suo bel perchè. Da quando sono piccolo sento dire: "L’è moderna, l’è un po’ brutta", ma anche la Torre Eiffel pareva brutta, adesso è il simbolo di Parigi.
non ci sono scuse
quelli come noi si chiaman loser
anche se alzo il volume del mio woofer
anche se su Linux divento Super User
io quando scrivo ascolto le mie muse
come il Vate con Eleonora Duse
niente scappatoie e niente scuse
quelli come noi si chiaman loser

E tu chissà dove sei, anima fragile. E mi ascoltavi immobile, ma senza ridere. E ora tu chissà dove sei: avrai trovato amore o come me, cerchi soltanto d'avventure perché non vuoi più piangere…
E la vita continua anche senza di noi che siamo lontani ormai da tutte quelle situazioni che ci univano, da tutte quelle piccole emozioni che bastavano, da tutte quelle situazioni che non tornano mai!
Perché col tempo cambia tutto lo sai e cambiamo anche noi, e cambiamo anche noi, e cambiamo anche noi, e cambiamo anche noi!
Ho letto questo libro di John Grisham. Bello, avvincente, sorprendente. Pieno anche di dettagli tecnico-giuridici, si vede che il ragazzo ha studiato. Un tizio ha fatto sparire un sacco di soldi, ma lo ritrovano e gli fanno passare dei guai. Lui ha già architettato nei dettagli un piano per farla franca.
Ora dirò un qualcosa che, se volete leggere il libro, meglio che non leggete. La scriverò col colore di sfondo, quindi se volete leggere dovete evidenziare passando col mouse.
SPOILER DA QUI:
Alla fine qual è la morale del libro, leggendolo fino all’ultima pagina? Semplice: mai fidarsi fino in fondo delle donne!
A QUI.
Capito?
Recita il sito:
"L’archivio fotografico di Guglielmo Chiolini (Pavia 1900 – 1991) è stato acquisito nel 2009 dal Comune di Pavia – grazie al contributo della Fondazione Cariplo e dell’Unione Industriali della Provincia di Pavia – ed è conservato presso i Musei Civici del Castello Visconteo.
Consta di oltre 880.000 immagini fotografiche tra positivi, negativi e diapositive, eseguite dal professionista a partire dalla metà degli anni ’20 e sino agli anni ’80: da principio soprattutto paesaggi naturali del Ticino e del territorio pavese, manifestazioni e personaggi della vita politica e sociale del ventennio, vedute della città in via di trasformazione tra edilizia fascista e ricostruzione post-bellica; poi, dagli anni ’60, anche riprese dei grandi cantieri delle infrastrutture italiane ed europee, quali autostrade, dighe, trafori, documentazione dello sviluppo economico cittadino e non, gruppi fotografici per l’Ateneo, l’Ospedale, le celebrazioni famigliari di matrimoni ecc."
C’è una sezione dedicata alle industrie dell’Oltrepo Pavese, con foto molto molto molto ma molto belle, eccole:
http://www.museicivici.pavia.it/archiviochiolini/industria/oltrepo.html

E’ bello formare un bel gruppo, ognuno con le sue competenze, la sua energia, la sua voglia, e collaborare tutti insieme, non per promuovere il proprio interesse personale, ma per quello di tutti. E si "perde" tempo, serate, riunioni, organizzazioni, decisioni…discutendo, ridendo, rifacendo tutto da capo. Messaggi, email, telefonate, incontri, pizze improvvisate, aperitivi. Sempre prendendoci poco sul serio ma facendo le cose molto sul serio, come siamo abituati a fare: con PASSIONE. E la giornata di domenica scorsa al PalaOltrepo lo ha confermato, grazie alla partecipazione di numerosissimi amici che non sto qui ad elencare perché sono troppi e rischierei di dimenticarmene qualcuno. Ho visto talento, ho visto dedizione al proprio lavoro, ho visto divertimento, altruismo, voglia di fare, di partecipare, di esserci. Ho visto PASSIONE. Siamo noi la vera squadra vincente, altro che la politica.

Non potevo non dedicare un post alla rubrica che ho inaugurato su Facebook per questa campagna elettorale e che ha avuto notevole successo. Ecco una serie di "proposte elettorali":
















































CARTA DI CREDITO
TI VOGLIO BENE
SEI UN PIRLA
INVERSIONE DI MARCIA
PASTA AL SUGO
HO CAMBIATO IDEA
ASPETTO UN FIGLIO
RISO IN BIANCO
DAMMI TRE PAROLE
POLITICHE DI PREZZO
VIA CAVOUR 69
I LIKE IT
QUANTO MI RESTA
BEST FRIEND FOREVER
L’AMARA VERITA’
8 MAGGIO 1821

Esiste l’omicidio perfetto, perché non il suicidio perfetto?
C’è chi è rimasto a buttar giù la cicuta, e perché invece non buttarsi giù dal sesto piano?
No, perché il monossido fa male e il cappio rovina la pelle.
Non ho il porto d’armi e poi non so sparare, a chimica sono stato rimandato due volte e quindi non ci so fare.
Della corrente elettrica ho un po’ paura, buttarsi giù da un ponte non è cosa sicura, il sacchetto di plastica ha un odore strano, e poi mica mi posso strangolare con la mia mano!
La Chiesa mi manderebbe all’inferno, e se uscissi nudo nella neve d’inverno?
La ghigliottina, che strana invenzione, dicono che la testa nel cesto sia viva ancora per qualche istante.
Potrei gettarmi dalla scogliera di Camogli, saltando sopra a quei sassi assassini, potrei attraversare il deserto armato solo di una bottiglia di Tabasco.
E un lancio senza paracadute? Un giro nella gabbia dei coccodrilli?
Una passeggiata nella curva dell’Inter con tatuato lo stemma della Juve?
Chi si butta sotto al treno fa perdere tempo ad un sacco di gente.
Chi si lascia andare d’inedia.
Potrei pungermi con tante puntine fino a dissanguarmi, ma cavoli ci vorrebbero proprio tante puntine.
Oppure ascoltare Il Volo in loop. Aaaaaah, troppo complicato, meglio lasciar stare.
E poi, il mio cuore non batte più da tempo.
Sarà per quello che ho smesso di avere paura, non ho più paura di nulla.

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The Darkest Truth About Love from Hannah Jacobs on Vimeo.
La persona perfetta non esiste. Siamo irrimediabilmente soli. L’amore è un’illusione.
E’ un libro che si legge in un viaggio aereo (come ho fatto io), quindi un libro facile.
E’ un libro divertente, a tratti quasi nostalgico, ma sempre carichissimo di ironia.
Di cosa tratta? Di tante cose che c’erano…e non ci sono più. Che quando le leggi pensi: "E’ vero! Te le ricordi?"
Come i vespasiani, la merenda (non le merendine!), le cartoline, l’autoradio estraibile, la carta carbone, ecc.
Alcune le ho vissute anche io, altre sono troppo vecchie affinché io me le ricordi, difatti l’autore (Francesco Guccini), è di un’altra generazione (seppure molto amato anche dalla mia e dalle successive generazioni, quanti concerti ho visto!).
"Dove sono finiti i deflettori che erano nelle automobili? Erano comodissimi. Si aprivano parzialmente ed entrava un soffio d’aria rinfrescante, potevi fumare senza impregnare di fumo l’abitacolo (già, a proposito, dove sono finiti anche i portaceneri delle automobili?).
Perché non ci sono più? Un oscuro complotto di potenze straniere a noi ostili, un piano delle case automobilistiche per risparmiare nella costruzione, la vittoria di una misteriosa Lega Antideflettore, una delle mille inutili leggi della Commissione europea?"
Finalmente anche a Voghera c’è una webcam! Vi sarà capitato tante volte di trovare su internet, magari in un sito di previsioni meteo, una webcam di qualche paese esotico, località di montagna, o anche semplicemente un città in cui dovevate andare. A Voghera no.
Adesso c’è (grazie a me, modestamente). E’ puntata sui giardini di Piazza Liberazione (Castello Visconteo) e per vederla dovete andare sul sito
www.piazza-affari.eu e cliccare sull’anteprima nella colonna a sinistra
E qualcosa rimane, fra le pagine chiare e le pagine scure, e cancello il tuo nome dalla mia facciata, e confondo i miei alibi e le tue ragioni, i miei alibi e le tue ragioni.
Su "Topolino" 3094, oltre alla meravigliosa storia "L’Isola del Tesoro", splendido omaggio al romanzo di Robert Louis Stevenson che mi ha fatto riaffiorare bei ricordi di quando ero giovinetto, c’è un altro graditissimo omaggio. Nientepopodimeno che all’Indagatore dell’Incubo, il misterioso, politically correct, fascinoso ex poliziotto Dylan Dog, creato dal bronese Tiziano Sclavi.
Proprio in questi ultimi mesi Dylan Dog è passato sotto la supervisione di Roberto Recchioni che ne sta modificando un po’ l’ambientazione (non il carattere, o lo stile) per dargli forse quel pizzico di novità che dopo quasi trent’anni (Dyd è uscito nel 1986) forse ci voleva.
Topolino ha omaggiato questo eroe bonelliano con una storia molto bella, "L’alba dei topi invadenti", sulla falsariga del titolo del primo albo Dylaniato "L’alba dei morti viventi" (che a sua volta si rifà sia nel titolo che ai personaggi non-morti ai film del capostipite del genere: Zombi di Romero, che nel titolo originale si chiamava "L’alba dei morti").
ll soggetto della storia è proprio del nuovo curatore, Recchioni, mentre la sceneggiatura di una vecchia conoscenza per i lettori dei Dylan: Tito Faraci.
Topolino nei panni di Dylan Top, Pippo in quelli di… Pippo (Groucho), Basettoni e Manetta sembrano essere identici all’ispettore Bloch e Jenkins, mentre Xabaras è magistralmente interpretato da Macchia Nera, infine Morgana non poteva che essere Minni. La vicenda si svolge a Uninvited, anzichè Undead. L’unica pecca è stata quella di metterlo nello stesso albo di Topolino con un’altra storia così importante che gli ha "rubato" la copertina (anche se una versione di "Topolino" con Dylan Top in copertina è stata realizzata in tiratura limitata per la fiera "Cartoomics")
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